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Oh, sole mio...

"Che bella cosa 'na jurnata e sole" recita la canzone napoletana 'O sole mio. Eppure la storia della fantascienza è piena di storie nelle quali il sole e in generale in calore sono protagonisti di disastri a livello platetario. Con Vittorio Catani facciamo un excursus nella fantascienza catastrofica più calda...

1. Stella della vita

Il Sole è la stella della vita, ma sappiamo bene che una medaglia ha sempre due facce. L'evidenza inoppugnabile che tutto quanto ci circonda, e ogni aspetto delle attività vitali terrestri siano fortemente influenzati dalla presenza del Sole, ci suggerisce che variazioni sia pur minime in questo plurimillenario equilibrio sconvolgerebbero l'attuale biosfera, se non l'intero volto del nostro pianeta.

D'altro canto, non sempre il Sole è stato come si mostra a noi oggi. Il disco che ci illumina e riscalda è il risultato evolutivo di una stella che ha circa 5 miliardi di anni. Quattro miliardi di anni fa, quando la vita cominciò a formarsi nei mari, il Sole aveva uno splendore inferiore del 30%, e l'atmosfera era ricchissima di anidride carbonica. Appena poche ere fa la situazione sulla Terra, benché "migliorata", era ancora diversa: un uomo dei nostri tempi trasferito agli inizi del Paleozoico (Cambriano, 570 milioni di anni fa), non sopravviverebbe senza tuta antiradiazioni e bombole. L'aumento percentuale e progressivo di ossigeno fu un portato delle forme vitali, e si ritiene che la moderna atmosfera si formasse non prima del Devoniano, 200 milioni di anni più tardi.

Il nostro pianeta, e le sue forme viventi, costituiscono oggi una particolare "macchina termica" che assorbe energia solare, la trasforma in varie modalità, ne espelle gli scarti. Eppure in alcuni periodi la percentuale di energia in assorbimento è mutata, e potrebbe mutare ancora: per variazioni periodiche dell'emissione solare; per il meccanismo della precessione degli equinozi, che espone in modo diverso zone del pianeta all'astro; per variazioni dell'eccentricità dell'orbita terrestre, e così via. Queste cause astronomiche possono provocare — e hanno provocato — grandi cambiamenti nella temperatura terrestre (i periodi glaciali e interglaciali), o variazioni minori, come quelle legate ai cicli undecennali delle macchie solari. Siamo, ad ogni modo, nell'ambito di sconvolgimenti "fisiologici" benché talora drammatici, appartenenti cioè alla tormentata storia del nostro pianeta. Diverso sarebbe il caso di improvvise e impreviste modificazioni, che cogliessero di sorpresa gli studiosi: il fenomeno sarebbe da considerarsi normale o anomalo? Non abbiamo esperienze in merito, e alcuni eventi del passato ci lasciano perplessi. Per esempio: negli ultimi millenni il diametro del Sole si è mantenuto costante? La risposta dovrebbe essere positiva, eppure alcuni dati insinuano dubbi: testimonianze storiche riporterebbero che l'eclisse del 9 aprile 1567, che in base ai nostri calcoli sarebbe dovuto essere totale, fu invece anulare: il che confermerebbe che in passato il diametro solare possa essere stato maggiore di quello attuale (mistero francamente inquietante...) E d'altro canto, se il Sole è stato diverso nei millenni trascorsi, non ha alcuna logica pretendere che esso rimanga com'è ora, e non continui a percorrere un ciclo vitale che lo vedrà (tra almeno altri 5 miliardi di anni) trasformarsi in "nova" o, secondo più accreditate previsioni, in "gigante rossa" e poi "nana bianca" (in ogni caso cancellando ogni forma di vita sulla Terra).

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Autore: Vittorio Catani - Delos Science Fiction 82 - Data: 20 luglio 2003

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