Abbonati a Delos Science Fiction

PK: Peter Kolosimo, sognatore patafisico

inizio - indietro - pagina 3 di 9 - continua

La patafisica di PK

"Io non sono uno scienziato, ma uno scrittore che, volendo esporre uno sviluppo scientifico, si è sottoposto a una disciplina letteraria."

Non è PK a parlare, ma Ceram, il noto divulgatore d'archeologia, citato da PK in un altro dei suoi editoriali (Pi Kappa # 4, anno II, aprile 1973). E il nostro aggiunge: "Non è allineando un reperto accanto all'altro, etichettandoli, disponendoli in bella vista nelle vetrine dei musei o nelle pagine di pretenziosi volumi che si può ricostruire, sia pure a grandi tratti, la storia dell'umanità."

PK è stato sempre critico nei confronti di un certo modo accademico di intendere la ricerca ("parrucconi di tutte le discipline,rintanati nel loro sterile scetticismo" dice in Non è terrestre), soprattutto l'interpretazione dei reperti archeologici e del nostro passato. Egli vedeva nella preistoria una cornucopia di enigmi fantastici, nella scienza cercava l'avvenirismo, nella fantascienza intuiva una premonizione. Allineava così miti, fatti inspiegabili (ma non per questo sovrannaturali, verrebbe da aggiungere), premonizioni scientifiche nell'antichità, brani di libri scomparsi nel rogo della Biblioteca d'Alessandria e citati di seconda o terza mano, affondava il suo intelletto ipereccitato nella bizzarra bibliografia prodotta oltre la Cortina di Ferro (e Carl Sagan notava l'estremo interesse dei politici e burocrati sovietici per le teorie dell'archeologia spaziale nel suo Broca's Brain, "forse perché preserva vecchie concezioni religiose all'interno di un accettabile moderno contesto scientifico" — spiegazione facilmente adattabile alle filosofie New Age di fine millennio). Viene alla mente quel bizzarro personaggio, nel vecchio sceneggiato TV Belfagor, che conservava, all'interno di latte di pomodoro e fagioli, fogli di giornali arrotolati che riportavano tutti i fatti misteriosi che capitavano sul pianeta, o Charles Fort, che collezionava articoli di giornale che si riferivano a uragani di sangue o piogge di rane e di oggetti metallici.

Per questo riteniamo che PK rientri a pieno titolo nella categoria dei patafisici, sia pure involontari. Dove la patafisica, secondo il futurista Enrico Baj, è la scienza del particolare e delle leggi che governano le eccezioni, poichè si pone come scienza delle soluzioni immaginarie. E' dunque scienza del possibile, che nega attraverso l'atto immaginativo la schematizzazione legalitaria della scienza, e quindi è un'energia libertaria, anarchica.

Ora, ogni scienza lavora per modelli, per schemi. Non si preoccupa dell'evento singolo, ma di classi di eventi (per questo la fisica quantistica risulta così ostica al senso comune, in quanto rinuncia a occuparsi dei singoli fenomeni, per i quali elabora solo statistiche, limitando il suo determinismo alla legge fondamentale). Dunque una scienza delle eccezioni è una contraddizione in termini. Ma gli eventi singoli, le bizzarrie, le mostruosità scientifiche o casuali sono il brodo primordiale da cui nascono le teorie di PK: teorie meravigliosamente improbabili per non dire assurde, proprio in quanto pretendono di spiegare coerentemente fatti tra loro slegati, per i quali non esistono spiegazioni o, se esistono, sono quelle "accademiche" così poco immaginifiche agli occhi del nostro.

E' sbagliato pensare che PK si sia occupato solo di archeologia spaziale o di ufologia: l'esobiologia è un altro dei suoi interessi, e così la psicanalisi e l'astronomia. Ma il suo senso del bizzarro si applica anche a discipline così apparentemente canoniche, di esse cerca il lato mostruoso o estremo, un po' come gli scienziati del rinascimento, sempre in bilico tra ragione e magia. Un moderno Giambattista Della Porta o Athanasius Kircher, insomma. A questo proposito, vale la pena di citare il sarcastico commento che Torricelli fa a Galilei a proposito di un'opera di Kircher, commento che potrebbe valere per uno qualunque dei libri di PK, a nostro parere sostituendo la venatura sarcastica dello scienziato con quella affascinata del poeta: "Sentirà astrolabii, horologi, anemoscopi con una mano poi di vocaboli stranissimi. Fra le altre cose poi vi sono carraffe e carraffoni, epigrammi, distici, epitaffi, inscrittioni, parte in latino, parte in greco, parte in arabico, parte in hebraico, et altre lingue. Fra le cose belle vi è in partitura quela musica che dice di essere antidoto del veleno delle tarantole. Basta: il signor Nardi, Maggiotti et io habbiamo riso un pezzo."

Bibliografia (incompleta)

Il pianeta sconosciuto, SEI, Torino - 1959
Terra senza tempo, SugarCo, Milano - 1964
Ombre sulle stelle, SugarCo, Milano - 1966
Non è terrestre, SugarCo, Milano - 1968
Astronavi sulla preistoria, SugarCo, Milano - 1972
Odissea stellare, SugarCo, Milano - 1974
Guida al mondo dei sogni, Rizzoli, Milano - 1974
Fratelli dell'infinito, SugarCo, Milano - 1975
Polvere d'inferno, SugarCo, Milano - 1975
Italia mistero cosmico, SugarCo, Milano - 1978
Civiltà del mistero, Salani, Firenze - 1978
Fiori di luna, SugarCo, Milano - 1979
Viaggiatori del tempo, SugarCo, Milano - 1981
I misteri dell'universo (con Caterina Kolosimo), Mondadori, Milano - 1982

inizio - indietro - pagina 3 di 9 - continua
Autore: Massimo Pietroselli - Delos Science Fiction 74 - Data: 20 ottobre 2002

Notizie correlate

Vota questo articolo

Voti dei lettori

12 voti ricevuti

Il tuo voto

seleziona il voto e clicca


Commenti

1 Bello. Ma magari avrebbe potuto parlare di più di quest'uomo che è stato uno dei miti del mio passato, e che ora, con il senno dei disincantati, vedo appunto come un grande sognatore DOTATO DI STILE E CLASSE E SERIETA, a differenza dei suoi discutibili successori: i vari Graham Hancock, David Icke, Van Daniken, Zecharia Sitchin e Alan Alford, a causa dei quali il sogno e il mito sono diventati elucubrazione paranoide e delirante, infarcita di sciocchezze contorte degne solo di un fumetto di fantascienza della qualità più scadente....

» postato da (Piero Trevisan) alle 18:50 del 20-09-2008

2 Spesso Peter Kolismo, viene fatto passare come un cantastorie, o visionario, uno che non capiva niente! Io sono un biologo, nello specifico uno zoologo etnologo, da anni lavoro nell'ambito della zoologia faunistica, e dell'etnobiologia, avendo visto, spesso, in tribù delle isole dei mari del sud e africane, fenomeni e conoscenze non spiegabili in termini scientifici (nel senso della scienza accademica) o la continua scoperta di sepcie animali e vegetali impensabili, me ne guarderei di apostrofare una persona come Peter Kolosimo come un incompetente. Gli stessi giudizi li ricevono biologi che nella zoologia, botanica, evoluzione danno dimostrazione che le cose non sono sempre quelle che sembrano! La scienza ufficiale alcune volte, ha i paraocchi e in particolare il biologo così predisposto all'esplorazione spesso, viene visto non bene dai fisici, chimici, sebbene la biologia è forse la scienza più antica, proprio perché non ha lo stesso approccio riduzionistico-razionale e quantitativo, in particolare in zoologia, botanica, paleobiologia, archeozoologia e etnobiologia, i fisici ci definiscono dei sognatori visionari a cui torna sempre tutto perché lo facciamo tornare. Sotto certi aspetti biologo e archeologo, camminano in questo sotto braccio! E personalmente ne sono fiero! Ho letto tutti i libri di Peter Kolosimo, li posseggo tutti e sono vicini le mie enciclopedie accademiche di zoologia faunistica, di botanica sistematica, di etnoantropologia, perché? Vorrei ricordare che a mio avviso, Peter Kolosimo, gettò nelle sue possibilità uno sguardo alternativo allo studio dell'Archeologia e Biologia in alcune sue branche. Molti bioetnologi, che si occupano in termini accademici di evoluzione della cultura umana, studiano ad esempio le popolazione delle isole dei mari del sud, come Papua Nuova Guinea, Nuova Guinea, Isole Molucche, Isole Marchesi, Isole Figi, Arcipelago delle Filippine, o quelli che si occupano della ricerca del Bigfoot e che hanno tanto di PhD in Zoologia, biologia faunistica, o in Antropologia (vorrei ricordare che una biologa del calibro di Jane Goodal, crede nell'esistenza del bigfoot), non hanno visioni meno aperte di Peter Kolosimo, o quanto meno, se penso al grande biologo russo Davinovich Spirulin padre della protistologia e ficologia (studio delle alghe) e della Tafonomia (la Tafonomia è la scienza che studia le modalità della formazione di un fossile), o il biologo rumeno Emile Racovitza fondatore della speleobiologia o biologia cavernicola e uno dei primi ad aver raggiunto l'Antartico per studiaren la fauna e flora, o HJ Lewis un biologo mammolo di Cambridge, morto alla veneranda età di 96 anni nel 1989, che interpretò per primo in modo alternativo i petroglifi di Lascaux, o Altamira, ove giustamente fece notare (contrairmente agli arecheologi accademici) che gli animali disegnati sembravano in realtà, che fossero sospesi in aria, o sdraiati a terra sul fianco, poiché la parte terminali (i piedi-zoccoli) delle zampe anteriori e posteriori, non erano ripiegate a formare un angolo (il che significava che stavano sostenenedo il peso del corpo) ma rappresentavano l'animale (cervo, antilope, bufalo), come fosse in punta di piedi, rappresentavano pitture di animali uccisi lasciati sdraiati, o sospesi con funi di liane intrecciate, non scene di caccia attiva e, che la perfezione con cui venivano dipinte le appendici, quali ad esempio corna e/o altro, non giustificava una eventuale imprecisione nel disegnare tali animali come camminassero in punta di piedi, dimostrò, come le cose non sono sempre come sembrano, nei termini della scienza ufficiale, canonica. C'è da ricordare in ultimo due cose, un libro "Mondi in Collisione" (Worlds in Collision) di Immanuel Velikovsky, il quale era laureato in medicina e specializzato in psichiatria e laureato in biologia e specializzato in zoologia e laureato in matematica con specializzazione in calcolo astronomico, come in ultimo anche in archeologia antica (conosceva il Latino, Greco Antico, l' Aramaico e l' Ebraico), quindi ben 4 lauree e 2 specializzazioni, non è meno visionario o estremo dei libri di Kolosimo e ci sono molti punti in comune. Peter Kolosimo era anche laureato in filologia germanica (roba non da poco) parlava appunto oltre l' Italinao, l'Inglese e il Tedesco in maniera fluente, quindi uomo di cultura. Io credo che, tra tanta immondizia che veramente gira, poi soprattutto nell'epoca di internet questo signore meriti rispetto, almeno e se non altro, perché ha saputo dare coerenza a una sua idea e personalmente rispetto chiunque abbia una idea costruttiva (come rinnego chiunque abbia una idea ditruttiva, se non contro una dittatura), ed ho sempre con me una copia di uno dei suoi libri, quando vado in vacanza accanto a opere di biologi antropologi o zoologi o paleobiologi, e non bisogna mai scordare che anche il grande biologo Charles Darwin per anni e ancora oggi, fu considerato e da molti lo è ancora oggi (basta sentire le idee creazioniste e l' inteligent design), come un visionario. Per me Peter Kolosimo merita un grande rispetto, anche perché ha sempre parlato umilmente con archeologi, biologi, e scienziati vari (che ne sapevano più di lui ovviamente di scienza), delle sue teorie e ne ha fatto tesoro. DrSc Marco Presutti

» postato da (Marco Presutti) alle 18:19 del 29-11-2011

Puoi continuare la discussione sul forum

Commenta questo articolo

Sei già registrato?
Inserisci DelosID e password

Hai dimenticato la password?

Registrati ora!

Non sei registrato?
Inserisci nome, cognome e email

Il commento verrà inserito anche nel forum di questo sito. L'indirizzo email à obbligatorio ma non sarà pubblicato né memorizzato. Commenti anonimi o con nomi falsi saranno cancellati.