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Ma non doveva essere l'ultima?
Sono passati davvero pochissime settimane da quando abbiamo dato addio -- che credevamo definitivo -- alla saga di Ultima creata da Richard Garriott (alias Lord British) per la Origin. In realtà questo eccellente gioco di ruolo in 3d con vista isometrica dall'alto in terza persona sta letteralmente spopolando in rete tanto da far girare sui tacchi i programmatori che avevano deciso di prendersi un lungo periodo di vacanze da qualche parte nel globo con in tasca i succulenti diritti maturati dalle vendite dei loro videogiochi. L'espediente di trasferire l'universo di Ultima in Internet fornendo ad ogni giocatore l'identità di un personaggio indipendente che interagisca con gli altri è risultata a lungo andare davvero geniale. Così oggi non solo Ultima On Line è il videogioco più gettonato della rete ma anche il più longevo e quello che vanta il maggior numero di aggiornamenti.
Tutti i diritti sono riservati. E' vietata la riproduzione in tutto o in parte del testo e delle fotografie senza la previa autorizzazione della direzione di Delos Science Fiction e degli aventi diritto.E' uscito infatti anche in Italia da poche settimane Ultima Reinassance, l'upgrade di Ultima On Line. Per i possessori del vecchio modulo base poco male poiché gli aggiornamenti e gli aggiustamenti contenuti nel nuovo cd sono stati scaricati periodicamente al momento dell'ingresso nel sistema di gioco. Per i neofiti invece Reinassance può rappresentare l'occasione per conoscere più da vicino l'universo dell'Avatar e dei suoi nemici.
D'altra parte Ultima si prepara ad un ulteriore passo. Sull'emisfero libero sarà possibile costruire un clan alla difesa di un castello e attaccare l'avversario con lo scopo di sottrargli il vessillo della città controllata. In attesa che arrivi Ultima On Line II che sembra proprio quasi pronto. Nel frattempo le mille vite di Ultima, a dispetto del nome, continuano a portare denaro sonante nelle casse della Origin e della Telecom per le lunghe nottate passate attaccati alla rete. Ma, credetemi, ne vale davvero la pena. |
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