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Tornando a Dragon Ball e al periodo in cui veniva trasmessa su Junior Tv (fine anni Ottanta/inizio anni Novanta), va detto che, nonostante i buoni elementi sopra citati di quella
prima edizione italiana, l’anime non ottiene quel successo di massa che lo contraddistinguerà a partire dalla messa in onda su Italia 1 nel 1998. Come già detto, inoltre, quella prima edizione si interrompe dopo una cinquantina di episodi, nel bel mezzo dello scontro tra Goku e il generale Blu del Red Ribbon (“esercito del fiocco rosso”). Per sapere come proseguono le vicende di Dragon Ball, i fan italiani devono prima attendere l’arrivo in Italia del manga (avvenuto nel 1995 ad opera della Star Comics) e poi la messa in onda, nella primavera del 1996, dell’anime su alcune rete locali che trasmettono uno spazio dedicato alla tv dei ragazzi chiamato Jtv. Nonostante l’assonanza con la precedente Junior Tv, questo nuovo spazio dal nome “Jtv” ha poco o niente da spartire col suo predecessore, sia per l’esigua quantità di anime trasmessi, sia, soprattutto, perché i cartoni non sono più integrali! Dragon Ball riappare infatti ridoppiato (stavolta Goku ha la voce di Patrizia Scianca) e censurato, con dialoghi stravolti che fanno scomparire completamente l’umorismo malizioso che contraddistingueva l’anime, rendendone sgradevole e a tratti insopportabile la visione per chi ne conosceva la prima edizione italiana (vedasi, in proposito, le lettere di protesta dei fan pubblicate sulle pagine della posta della prima edizione del manga di Dragon Ball, in particolare dal n. 30 in poi). Nonostante le pecche, questa seconda edizione italiana (divisa inizialmente in due blocchi di episodi, il cui primo gruppo terminava lasciando in sospeso lo scontro tra Goku e Tenshinhan, “Tensing”, nella finale del secondo torneo Tenkaichi) ottiene un forte successo e viene poi trasmessa dal 1998 su Italia 1 (per l’occasione viene realizzata anche una sigla italiana cantata da Giorgio Vanni), facendo ottenere all’anime la sua consacrazione nel nostro paese, ma scatenando anche polemiche di ogni genere sui suoi contenuti e sul suo manga. A Dragon Ball seguono a ruota e sempre su Italia 1, anche Dragon Ball Z (ribattezzata “What’s my destiny Dragon Ball” da Mediaset) e Dragon Ball GT, completando così la saga animata delle avventure di Goku e dei suoi amici, tuttora replicate sui nostri schermi. Oltre al nostro paese, Dragon Ball ottiene un vasto successo anche a livello internazionale, persino negli USA, spingendo la major hollywoodiana Fox ad acquisirne i diritti per realizzarne, nel 2009, un film con attori, chiamato Dragon Ball Evolution. Diretto da James Wong (regista di diversi episodi di X-Files e dei film Final Destination e The One), Dragon Ball Evolution concentra la propria attenzione sullo scontro tra Goku e il Grande Mago Piccolo, finendo però con lo snaturare personaggi e trama della serie. Goku appare qui come un adolescente “sfigato” (e senza coda!) preso continuamente in giro dai suoi coetanei e con un debole per una delle ragazze più belle del suo istituto, l’attraente Chichi (e pensare che, originalmente, Dragon Ball presenta un Goku bambino che neanche conosce la differenza tra maschio e femmina!).Insomma questo “Goku” ha le idee ben chiare sulle ragazze e su cosa fare con esse, al punto che riesce ben presto a catturare l’interesse di Chichi, liberandosi, grazie alle arti marziali insegnategli dal nonno (qui vivo e vegeto, ma dotato di pessimi gusti culinari), dei bulletti che lo perseguitano (più che Dragon Ball, qui Wong sembra rifarsi a Karate Kid…). Nel delirante proseguo delle vicende, entra in scena il Mago Piccolo (nonostante un buon trucco del viso, il personaggio appare però privo di mordente e originalità, venendo caratterizzato in modo banale, come uno dei tanti villain presenti in film e telefilm avventurosi per adolescenti) che uccide il nonno di Goku. Il ragazzo, sconvolto, fa la conoscenza di Bulma (qui resa fin troppo “seria” e combattiva, privandola di quella malizia e dell’ingenuo interesse per i bei ragazzi che la caratterizzano all’inizio dell’anime) con la quale parte alla ricerca delle sfere del Drago. A loro si unisce successivamente il maestro Muten, qui interpretato da Chow Yun Fat, attore cinese un tempo noto per i ruoli drammatici e tragici interpretati in film “made in Hong Kong” come A Better Tomorrow e The Killer di John Woo, ma che ormai da tempo e salvo rare eccezioni, viene prevalentemente coinvolto in film americani di scarsa qualità. Inutile dire che il suo Muten (a parte un paio di brevi momenti in cui viene suggerito il maniacale interesse del personaggio per le belle donne) ha ben poco a che vedere col ben più divertente, malizioso e memorabile personaggio della storia originale.
3 «
Ma perché si ostinano a mettere mano a ciò che non gli appartiene?»
perché non gli appartiene?
» postato da jonny lexington alle 15:09 del 08-05-2009
4 ««
Ma perché si ostinano a mettere mano a ciò che non gli appartiene?»
perché non gli appartiene?»
Culturalmente, non rientra nella loro comprensione tutta la faccenda di Goku sulla nuvoletta d'oro e tutto il patrimonio che ci sta collegato.
Mi sembra abbastanza.
Non sanno più che pesci prendere.
» postato da rita71 alle 19:56 del 09-05-2009
5 «Culturalmente, non rientra nella loro comprensione tutta la faccenda di Goku sulla nuvoletta d'oro e tutto il patrimonio che ci sta collegato.» scusa se insisto, ma "loro" chi?
» postato da jonny lexington alle 11:35 del 10-05-2009
6 «Culturalmente, non rientra nella loro comprensione tutta la faccenda di Goku sulla nuvoletta d'oro e tutto il patrimonio che ci sta collegato.» Cioè, non si può fare un film su Goku perché Goku è vagamente ispirato a una leggenda giapponese? Ma figuriamoci. Ma quale patrimonio. L'unico problema di questo film è che fa schifo, ma considerare Goku intoccabile mi sembra davvero eccessivo. E comunque, il diritto di fare un film su Goku glielo ha dato il signor Akira Toriyama, mentre con l'altra mano prendeva i soldi. S*
» postato da S* alle 11:51 del 10-05-2009
7 «
E comunque, il diritto di fare un film su Goku glielo ha dato il signor Akira Toriyama, mentre con l'altra mano prendeva i soldi.
S*»
Un'immagine un po' da "Tangentopoli" ma molto efficace!
» postato da Tobanis alle 10:50 del 11-05-2009
8 Io mi auguro che l'anime fosse meglio del film (ne sono sicura anche se non l'ho mai visto). Questo film è a dir poco penoso ![]()
» postato da Adm.Adama alle 13:31 del 11-05-2009
9 ««Culturalmente, non rientra nella loro comprensione tutta
la faccenda di Goku sulla nuvoletta d'oro e tutto il patrimonio che ci sta
collegato.»
Cioè, non si può fare un film su Goku perché Goku è vagamente ispirato a una leggenda giapponese? Ma figuriamoci. Ma quale patrimonio.
L'unico problema di questo film è che fa schifo, ma considerare Goku intoccabile mi sembra davvero eccessivo.
E comunque, il diritto di fare un film su Goku glielo ha dato il signor Akira
Toriyama, mentre con l'altra mano prendeva i soldi.
S*»
Non ho intenzione di vedere il film quindi che faccia schifo, è una dimensione di base: un prodotto centinaia di episodi condensato in un'ora e mezza, terrà conto di solo una parte dell'intera storia. Sarà indubbiamente farcito di effetti speciali per colmare o distrarre dalle parti mancanti.
Intoccabile? io continuo a trovare indigesta la scelta di fare film da prodotti di animazione, o fumetti (siano pure essi americani, mi fa lo stesso effetto), e ora che si stanno dedicando a quella giapponese mi dà realmente fastidio.
La distanza culturale è stata forse colmata con il denaro, ma continuo a trovare inconciliabile una storia ripiena di altri contenuti con le solite solfe
all'americana.
Sai che mi sembra? una forma di censura.
Va bene sarà la mia paranoia... ma se ci fai un pensierino chissà che non ti venga in mente che Miyazaki aveva firmato un contratto di distribuzione con la Buena Vista.
Qual è il nesso? il nesso sta che con la Buena Vista Miyazaki ha vinto un oscar: Sen to Chihiro no kamikakushi. Sul sito della Disney si autocelebravano l'oscar vinto nel 2003 per Spirited Away (la Città incantata o Sen to Chihiro no kamikakushi). Un errore di distrazione o si sono attribuiti la paternità con la convinzione di aver fatto da filtro? E diciamoci la verità era l'unico modo per Miyazaki di vincere l'oscar, non perché non lo meritasse, ma perché altrimenti non sarebbe arrivato.
Così come non sarebbe mai arrivato il Leone d'oro alla carriera.
E Toriyama avrà fatto lo stesso pensierino? io sì, l'ho fatto il pensierino.
Che ti devo dire la mia testa fa questi collegamenti ed ecco perché insorgo e sostengo la distanza culturale con il povero Goku.
Non credo che Toriyama si sia venduto, piuttosti abbia ceduto al compromesso e il denaro l'abbia preso, forse, per risarcimento danni.
Anche se il danno è più grosso di quello che pensa e non è rimborsabile.
» postato da rita71 alle 16:51 del 12-05-2009
10 ««Culturalmente, non rientra nella loro comprensione tutta la faccenda di Goku sulla nuvoletta d'oro e tutto il patrimonio che ci sta collegato.» scusa se insisto, ma "loro" chi?» Hollywood, produttori, registi e persone senza idee originali in testa. E' evidente che lo sciopero degli sceneggiatori è costato.
» postato da rita71 alle 16:56 del 12-05-2009
11 Mi pare che tra Miyazaki e la Disney la cosa si sia conclusa, e meno male, visto il servizio pessimo fatto da Buena Vista, alla buena ora. Per l'Oscar, chissà, può darsi... però no, Venezia non credo, il Leone d'Oro a uno come Miyazaki è talmente scontato, dato il suo genio. E poi ha vinto pure Berlino, sarà mica anche lì la Disney... in USA chissà. Concentrare tanto in poco tempo è un rischio. Però con Nausicaa Miyazaki lo ha fatto. Non so i fumetti, ma Nausicaa, dal punto di vista solo cinematografico, è un capolavoro, un'esperienza, più che una visione. NB ci sono voci di uscita a breve (al cinema!) di Totoro... se ne sa di più?
» postato da Tobanis alle 17:00 del 12-05-2009
12 «Mi pare che tra Miyazaki e la Disney la cosa si sia conclusa, e meno male, visto il servizio pessimo fatto da Buena Vista, alla buena ora.»
Sì, anch'io sono contenta che il rapporto si sia concluso.
«Per l'Oscar, chissà, può darsi... però no, Venezia non credo, il Leone d'Oro a uno come Miyazaki è talmente scontato, dato il suo genio.»
Sono convinta che sia scontato per gli appassionati e quelli scevri da pregiudizi, ma il Leone d'oro è arrivato dopo l'Oscar.
Purtroppo gli anime godono di pessima reputazione in Italia e, senza quel marchio Buena Vista e l'incenso spruzzato dagli americani, non sarebbe mai arrivato. Ne sono convinta.
« E poi ha vinto pure Berlino, sarà mica anche lì la Disney... in USA chissà.» Dici che in Germania siano meno succubi? io me lo auguro.
Comunque non si sa se la Disney non faccia effetto pure ai tedeschi.
«Concentrare tanto in poco tempo è un rischio. Però con Nausicaa Miyazaki lo ha fatto. Non so i fumetti, ma Nausicaa, dal punto di vista solo cinematografico, è un capolavoro, un'esperienza, più che una visione.»
Nausicaa è un capolavoro. Io lo trovo meraviglioso, nonostante sia molto diverso dal manga. Una storia paralella quasi, perché dei 7 libri tirar fuori un film di massimo due ore, richiede la soppressione di molti personaggi, molte scene e la condensazione di temi. E' un sacrificio enorme per un autore, ma finché se lo fa da solo, può giostrare la trama e i personaggi come preferisce.
Infatti, nel film manca tutto il viaggio di Lord Yupa nella giungla tossica (che nel manga si chiama mare della putrefazione), le vincende di Dorok, dei funghi tossici creati in laboratorio, della famiglia reale di Tolmekia, la faccenda del pozzo di Pejite da cui proviene un pezzo che animerebbe il soldato invicibile e che aveva la sorella di Asbel in fuga, con una nave profughi e non prigioniera come nel film... insomma quasi un'altra storia.
«NB ci sono voci di uscita a breve (al cinema!) di Totoro... se ne sa di più?»
la: Magari!!!!!!!!!!!!! Io adoro Totoro!
la:
» postato da rita71 alle 18:30 del 12-05-2009
13 «Hollywood, produttori, registi e persone senza idee originali in testa.
La distanza culturale è stata forse colmata con il denaro, ma continuo a trovare inconciliabile una storia ripiena di altri contenuti con le solite solfe all'americana.»
a parte che, come è già stato detto in precedenza, stiamo parlando di dragonball, mica di uno dei pilastri culturali del giappone. ma i gusti sono comunque gusti e non li discuto, ma non capisco perché tu che sei italiana possa pronunciarti su dragonball, ma autori americani non possano fare altrettanto. perdipiù che si tratta di persone legate alla cultura asiatica, anche se di stampo cinese, mica texani purosangue: james wong (direttore) e stephen chow (produttore).
che il prodotto finale sia comunque diventato una ciofeca, ci può stare e non lo metto in dubbio: ma partire col presupposto che sia un sacrilegio da parte di hollywood, mi pare completamente fuori luogo. i manga e gli anime hanno preso piede in america come in europa. poi vorrei comunque far notare che il giappone stesso, dagli anni 50 in poi ha preso in prestito parecchio dall'america culturalmente, quindi perché tutto questo snobbismo dei contronti degli americani eretici?
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» postato da jonny lexington alle 16:24 del 13-05-2009
14 « Non ho intenzione di vedere il film quindi che faccia schifo, è una dimensione di base: un prodotto centinaia di episodi condensato in un'ora e mezza, terrà conto di solo una parte dell'intera storia. Sarà indubbiamente farcito di effetti speciali per colmare o distrarre dalle parti mancanti.» Mah, francamente non vedo proprio perché debba raccontare tutti i centinaia di episodi. Racconterà una storia, o una parte di una storia. E allora? Non è mica la bibbia, è Dragonball. «Intoccabile? io continuo a trovare indigesta la scelta di fare film da prodotti di animazione, o fumetti (siano pure essi americani, mi fa lo stesso effetto), e ora che si stanno dedicando a quella giapponese mi dà realmente fastidio.» Permetti, ma il fatto che a te da fastidio conta soprattutto per te. Sono stati fatti un sacco di ottimi film tratti dai fumetti. «La distanza culturale è stata forse colmata con il denaro, ma continuo a trovare inconciliabile una storia ripiena di altri contenuti con le solite solfe» Cioè, ma stiamo parlando dello stesso Dragonball? Quello dove ci sono personaggi che prendono nome dalla più nota marca di armoniche a bocca o dal tipo di riso che si usa per il sashimi e via di seguito? A parte che la stessa cultura giapponese è per sua natura una spugna che si è riempita di cultura americana negli ultimi due secoli, in modo così pervasivo che persino per dire "tavolo" o "finestra" usano parole americane. Dragonball è divertente, via, me lo sono visto persino io, ma se mi vieni a dire che è pieno di alti contenuti sono convinto che Toriyama stesso ti fisserebbe con gli occhi stralunati e il mento per terra. S*
» postato da S* alle 19:23 del 13-05-2009
15 Secondo me non ci stiamo capendo.
«Mah, francamente non vedo proprio perché debba raccontare tutti i centinaia di episodi. Racconterà una storia, o una parte di una storia. E allora? Non è mica la bibbia, è Dragonball. »
Ma forse a te piace che di una storia lunga, ne venga tagliata la metà o un certa parte. Per lo meno, ti lascia indifferente.
Immagino sia questione di gusti.
A me non piace che dall'animazione si facciano film.
E' ovvio che conta per me, io sto esprimendo un mio parere, non sto facendo un assunto che valga per tutti, ritengo che il risultato possa esssere discutibile. Spesso lo è. Ma questo vale anche per film tratti dai libri e cerco, per lo più, ma è difficile perché oltre il 50% dei film è tratto dai romanzi, di evitarli.
Che i film li facciano pure dai fumetti come superman o batman, la cosa non mi va giù, comunque. Se non fosse perché ho due nipoti, sarei vissuta benissimo senza vederli. Adattare una storia scritta e pensata per una tecnica a un'altra, ci si imbatte in una trasformazione.
Quando a Supergulp facevano I Fantastici 4, mi piacevano, soprattutto l'uomo allungabile, invece la Cosa no, per me era un contorno, solo per le scene di forza, non trovavo la sua presenza interessante. Il film non mi è piaciuto, l'impatto è stato troppo forte: i personaggi era angoscianti così come lo era la situazione in cui vivevano e ciò che gli aveva trasformati.
L'ho trovato molto pesante, non aveva la leggerezza che aveva la serie animata. L'ho trovato orribile come trama, come immagini, come relazione tra i personaggi. Forse era ben girato e i colori erano vividi, ma non posso dire che sia stato un bel film. Non ci riesco.
Siccome in America, l'industria hollywoodiana ha finito i fumetti utilizzabili, ora cominciano con quelli di altri paesi, adattandoli non solo a esigenze cinematografiche, ma anche ai gusti di chi li fa e sono diretti.
Ma non credo di aver spiegato a sufficienza la questione.
Vediamo se il caso Le Guin è più illuminante.
Ursula Le Guin si lamentò dei Racconti di Terramare fatta da Goro Miyazaki, perché la storia era stata travisata, i personaggi modificati nelle
loro sfumature psicologiche e alcune scene erano state omesse etc...
Lei, i soldi, gli aveva presi? eppure si era lamentata scrivendo anche una lettera pubblica, ritenendo l'animazione fosse opera altra rispetto alla sua.
La Le Guin avrebbe dovuto immaginarsi che una trasposizione cinematografica avrebbe sacrificato qualcosa, che una rilettura fatta da un'altra persona avrebbe modificato il senso che lei aveva voluto dare ai suoi racconti. E, anche se trattasi di fantasy, i valori che lei vi aveva immesso potevano non essere visti con la stessa ottica da Goro Miyazaki, proveniente da un'altra cultura e con un immaginario diverso.
Eppure nonostante avesse affidato volontariamente la sua opera a una persona diversa da lei, per lingua, tecnica narrativa, storia personale, estrazione culturale, non è rimasta soddisfatta. Non sto dicendo che non avesse e non abbia il diritto di lamentarsi del risultato, ma perché si aspettava che Goro Miyazaki dovesse semplicemente trasporre in immagini quello che lei aveva scritto?
La signora Le Guin, che stimo molto per i suoi scritti, non si era immaginata che la sua storia avrebbe potuto subire modifiche solo per il fatto che venisse raccontata da un'altra persona?
Ma Ursula Le Guin non se l'era immaginato, nemmeno quando aveva firmato per la serie Smallville, tratta da un altro suo libro, tempo prima. I soldi li aveva presi, eppure aveva cercato anche di fermare la produzione, proveniente dalla stessa cultura e con lo stesso immaginario.
Ma forse non tanto lo stesso, perché la Le Guin non aveva calcolato la componente economica dell'industria cinematografica.
O sì?
Io sono una telebana, evidentemente, se critico scelte che trovo discutibili.
Ho le mie idee sulla transitabilità di un'opera da una tecnica espressiva all'altra e, capisco che non gliene freghi niente a nessuno, tuttavia permettete una domanda: se tutto ciò che viene creato con una tecnica (romanzo, fumetto, animazione) passasse al cinema, che bisogno ci sarebbe delle altre arti?
Io trovo semplicemente che manchi la sana fantasia, o se preferite, immaginazione.
Non si tratta di snobismo contro gli eretici americani, ma una sana critica nei confronti di chi potrebbe inventarsi storie ex novo, invece di prendere quelle già belle pronte e adattarle ai suoi bisogni di cassa.
Indubbiamente, l'impressione di voler far cassa, fa anche un'altra impressione, cioè che si voglia dare validità a ciò che si tocca sia esso: romanzo, biografia umana, Storia, o animazione.
» postato da rita71 alle 18:54 del 16-05-2009
16 Veramente Ursula Le Guin si lamentò della miniserie fatta da Sci Fi Channel. Non mi sembra che si sia lamentata anche del lavoro di Miyazaki jr, del quale invece si lamentò Miyazaki sr. Magari la Le Guin avrebbe voluto lamentarsi ma dopo aver visto sto povero ragazzo sconfessato pubblicamente da suo padre è rimasta impietosita. Detto questo, va bene, essere contrari alle riduzioni cinematografiche è un'opinione comprensibile. Non la condivido; non vedo perché un film la cui storia è adattata da una storia stampata debba essere meno apprezzabile di un film la cui storia è stata scritta direttamente in forma di soggetto. L'errore qui sta nel guardare il film non per se stesso ma cercando di vedervi dentro l'opera originale. È concettualmente sbagliato. È come valutare la qualità di un dipinto dalla somiglianza al modello. Se tu avessi conosciuto la signora Lisa valuteresti la Gioconda di Leonardo in base a quanto le somiglia? S*
» postato da S* alle 21:14 del 16-05-2009
17 «L'errore qui sta nel guardare il film non per se stesso ma cercando di vedervi dentro l'opera originale. È concettualmente sbagliato. È come valutare la qualità di un dipinto dalla somiglianza al modello. Se tu avessi conosciuto la signora Lisa valuteresti la Gioconda di Leonardo in base a quanto le somiglia? S*» Magari Leonardo l'ha anche migliorata per non scontentare il committente. Ma guarda 'sti artisti che si vendono per il vile denaro (e non disponevano neppure di photoshop...). Tornando al serio intervento di S*, la difficoltà di separare il derivato dall'originale a volte viene accentuata dalla volontà degli autori/produttori/registi di legare le opere derivate al fenomeno genitore stesso. Se si usa qualcosa di non originale per fare cinema è ovvio ed inevitabile citarlo, ma spesso l'operazione porting ha il solo fine di sfruttare l'effetto traino, la massa degli appassionati che già esistono, le mucche da spremere un po' di più. E tutto ciò si nota perchè tali opere derivate non sfruttano neppure il mezzo espressivo cinematografico per quel che può dare, limitandosi a fenomeni da baraccone in cui gli effetti contano più del resto. Tra i tanti esempi direi che l'ultimo film tratto da brown non scherza. G
» postato da Albacube alle 02:11 del 17-05-2009
18 «Tornando al serio intervento di S*, la difficoltà di separare il derivato dall'originale a volte viene accentuata dalla volontà degli autori/produttori/registi di legare le opere derivate al fenomeno genitore stesso. Se si usa qualcosa di non originale per fare cinema è ovvio ed inevitabile citarlo, ma spesso l'operazione porting ha il solo fine di sfruttare l'effetto traino, la massa degli appassionati che già esistono, le mucche da spremere un po' di più. E tutto ciò si nota perchè tali opere derivate non sfruttano neppure il mezzo espressivo cinematografico per quel che può dare, limitandosi a fenomeni da baraccone in cui gli effetti contano più del resto. Tra i tanti esempi direi che l'ultimo film tratto da brown non scherza. G» Direi che il concetto non cambia. Alla fine bisogna valutare il film per la qualità del film. In realtà poi ci sono film, soprattutto di recente, che fanno forza proprio sulla fedeltà nella replica dell'originale. Penso a 300, a Sin City, a Watchmen. In questo caso valutare il film per se stesso include anche la valutazione della fedeltà all'originale perché è dichiaratamente uno degli obiettivi del film. Ma sono casi abbastanza rari e specifici. S*
» postato da S* alle 08:04 del 17-05-2009
19 «Direi che il concetto non cambia. Alla fine bisogna valutare il film per la qualità del film. S*» Completamente d'accordo. In effetti cercavo di darmi una spiegazione delle problematiche che l'opera derivata pone nei confronti dell'originale. Si tenga presente anche che, caso raro ma non impossibile, il film può addirittura risultare migliore del romanzo/manga/anime da cui trae la propria storia. Molto interessanti a volte i processi contrari, con novelization decisamente ben riuscite a partire da film di successo. G
» postato da Albacube alle 13:48 del 17-05-2009
20 «Veramente Ursula Le Guin si lamentò della miniserie fatta da Sci Fi Channel. Non mi sembra che si sia lamentata anche del lavoro di Miyazaki jr, del quale invece si lamentò Miyazaki sr. Magari la Le Guin avrebbe voluto lamentarsi ma dopo aver visto sto povero ragazzo sconfessato pubblicamente da suo padre è rimasta impietosita.»
Non mi ricordo l'indirizzo internet, è stato l'anno scorso, ma ho letto la lunga lettera scritta da Ursula Le Guin: c'era la traduzione e la versione inglese. In questo pezzo, la Le Guin partiva proprio dal caso Smallville, descrivendo come fosse rimasta male per ciò che la serie era rispetto a quello che aveva scritto. Mi pare di aver letto che avesse pure intentato una causa.
Raccontando, descriveva che lei e il suo agente si erano interessati a Miyazaki padre e avevano visto alcuni dei suoi anime, prima di decidere di rivolgersi a lui per la realizzazione de I racconti di Terramare. Ero stupita di questa ricerca sposmodica di qualcuno che le producesse un film dai suoi racconti. Lessi con attenzione quell'articolo, proprio perché era interessante vedere il punto di vista di un'autrice che discute di questa realizzazione. Io trovai interessante che fosse proprio l'autrice a non essere soddisfatta del risultato, nonostante fosse stata una sua inizativa, al punto da dimenticare il polemico articolo de La Repubblica in cui si parlava delle critiche di Miyazaki padre al figlio.
Certo, la Le Guin era rimasta male che fosse il figlio a occuparsene, ma non sarebbe rimasta contenta nemmeno se fosse stato fatto da Hayao.
Forse l'articolo era un falso? Non so. Certo, è possibile, tuttavia non capisco perché inventarsi tutta la vicenda, producendo anche la versione in inglese.
: Comunque il punto è questo: la ricerca della trasposizione di un libro in versione video. Non capisco perché la Le Guin non fosse soddisfatta e non trovasse compiuta la sua opera, e cercasse di realizzarne la versione cinematografica o d'animazione. Soprattutto dopo la brutta esperienza con Smallvile.
«L'errore qui sta nel guardare il film non per se stesso ma cercando di vedervi dentro l'opera originale. È concettualmente sbagliato. È come valutare la qualità di un dipinto dalla somiglianza al modello. Se tu avessi conosciuto la signora Lisa valuteresti la Gioconda di Leonardo in base a quanto le somiglia?
S*»
Ecco perché non ci capiamo: abbiamo concezioni diverse dell'arte.
Poi se paragoni il cinema alla pittura, vuol dire che parliamo un'altra lingua.
Va bene, scherzo. Comunque non penso affatto che l'obbligo di un pittore sia quello di rappresentare il reale o farne la trasposizione pittorica.
Dai, nemmeno il cinema ha questo compito.
Quando parlo del fatto che non mi piace l'adattamento cinematografico di un libro o di un fumetto, non mi sto riferendo semplicemente alla mancanza di fedeltà all'originale, di cui pure mi lamento, ma soprattutto sull'abitudine del cinema di partire da ciò che è altro da sé: la scrittura. Non parlo di scenggiatura, però.
Questa falsa partenza obbliga a tagli, riduzioni e adattamenti che spesso snaturano anche la storia di partenza.
«Quel ramo del lago Como che volge a mezzogiorno...»Inutile proseguire: ma che fa il cinema? Mi mostra il lago, ma tutta la narrazione con cui si vuol dare l'immagine di quel pezzo di lago?
Quando Manzoni fa quella lunga descrizione, non fa semplicemente la fotografia del paesaggio rurale, ma vuol soprattutto lasciare suggestioni legate al suo farsi parola. Se il regista me lo fa vedere, dove lo metti tutto il resto? I Promessi Sposi diventa una serie di dialoghi tra personaggi! Non è più un romanzo ma una trama.
Anche se lo scrittore – ovviamente non mi riferisco più a Manzoni – avesse scritto il suo libro immaginandosi la scena, le descrizioni e i dialoghi, in immagini, alla fine, non li ha immaginati per la camera da presa o la proiezione cinematografica, ma per renderli con la parola scritta che è la sua tecnica narrativa.
Insomma, il cinema che fa: traduce ciò che è stato visto da un altro.
Il risultato, pur essendo ben prodotto, ben girato, con i colori e la giusta fotografia, non può che essere una traduzione imprecisa e non una creazione.
Il cinema quando parte dalla storia del fumetto o dell'animazione parte da un soggetto pensato ed elaborato per un'altra struttura narrativa. Nel fare questo lavoro di traduzione, il cinema deve eliminare le parti incongruenti con la sua tecnica e dare quel senso di realismo che l'impressione cinematografica crea. Ecco perché non sopporto la versione cinematografica dei fumetti: un storia a fumetti si può permettere quella componente di irrealtà e irriverenza - data dal tratto, dal disegno - che la figura umana reale non può avere.
«Si tenga presente anche che, caso raro ma non impossibile, il film può addirittura risultare migliore del romanzo/manga/anime da cui trae la propria storia. »
Non è mi è mai capitato.
«Molto interessanti a volte i processi contrari, con novelization decisamente ben riuscite a partire da film di successo»
Per carità, da quelle fuggo come dalla peste. Li considero ancora peggio! Se è possibile. Ancora non capisco perché quando ero piccola mi avessero regalato - e si vendesse - la versione romanzata della serie televisiva di Heidi e non il romanzo originale!
Anche se con l'anime sono più indulgente,
- adoro Akage no Ann (Anna dai capelli Rossi), Il castello errante di Howl - credo che anche l'animazione debba camminare sulle proprie gambe.
» postato da rita71 alle 17:54 del 17-05-2009
21 Non so tutti i dettagli, ma la LeGuin fa la furbetta o la figura della semotta. Miyazaki padre l'aveva implorata per anni di dargli i diritti per trasporre la sua opera che, a sentire lui, lo aveva ispirato grandemente. Risposta sempre quella, cicia. Chiaro che poi si sia leggermente incazzato a vedere che il lavoro lo faceva suo figlio, ma come, ti rompo per anni, e poi lo dai a sto fannullone (dico io, ma immagino sia andata così) che te lo rovinerà e che non vale un'unghia del mio mignolo? Ma vaffanc****! Le avrà giapponesamente detto. Il risultato, il film, ce l'ho nella lista di attesa ma non l'ho ancora visto, ma non mi sembra abbia entusiasmato chi l'ha visto. Che Miyazaki ne avrebbe tratto un capolavoro, beh, dai, è piuttosto probabile.
» postato da Tobanis alle 12:03 del 19-05-2009
22 «Non mi ricordo l'indirizzo internet, è stato l'anno scorso, ma ho letto la lunga lettera scritta da Ursula Le Guin: c'era la traduzione e la versione inglese. In questo pezzo, la Le Guin partiva proprio dal caso Smallville, descrivendo come fosse rimasta male per ciò che la serie era rispetto a quello che aveva scritto. Mi pare di aver letto che avesse pure intentato una causa.» Non capisco cosa intendi con "Smallville", immagino ti riferisci alla miniserie fatta da Sci Fi Channel (che c'entre Smallville?). Non mi pare che ne parli nella lettera, che ho letto e che non è quella incazzata che pubblicò all'uscita della miniserie di cui sopra, ma solo una velata critica. D'altra parte, il film di Goro Miyazaki è noiosetto ma dignitoso, e di certo non darei retta più di tanto alle fisime della Le Guin, che comunque è l'autrice. Gli autori sono sempre i più difficili da accontentare quando si fanno trasposizioni cinematografiche. «Quando parlo del fatto che non mi piace l'adattamento cinematografico di un libro o di un fumetto, non mi sto riferendo semplicemente alla mancanza di fedeltà all'originale, di cui pure mi lamento, ma soprattutto sull'abitudine del cinema di partire da ciò che è altro da sé: la scrittura. Non parlo di scenggiatura, però. » Anche qui, hai un'idea sbagliata. Il punto non è la scrittura, il punto è la storia. Un film deve raccontare una storia. Che la prenda dalla realtà, da un libro, da un fumetto o da un soggetto originale, non vedo quale sia la differenza. «Quando Manzoni fa quella lunga descrizione, non fa semplicemente la fotografia del paesaggio rurale, ma vuol soprattutto lasciare suggestioni legate al suo farsi parola. Se il regista me lo fa vedere, dove lo metti tutto il resto? I Promessi Sposi diventa una serie di dialoghi tra personaggi! Non è più un romanzo ma una trama. » hai scelto l'esempio adatto, se c'è un libro che mi fa schifo sono i Promessi Sposi. La risposta continua a essere: il film non è il libro. Lì quello che conta è la storia di Renzo e Lucia, che sullo schermo può trovare senz'altro altrettanti punti in cui il film rende meglio del libro. «Insomma, il cinema che fa: traduce ciò che è stato visto da un altro. Il risultato, pur essendo ben prodotto, ben girato, con i colori e la giusta fotografia, non può che essere una traduzione imprecisa e non una creazione.» Dì che non ti piace il cinema, allora, perché qualunque film traduce ciò che è stato pensato da qualcuno. ««Si tenga presente anche che, caso raro ma non impossibile, il film può addirittura risultare migliore del romanzo/manga/anime da cui trae la propria storia. » Non è mi è mai capitato.» Blade Runner è indubbiamente meglio del libro di Dick da cui è tratto. Il Padrino di Coppola è spanne sopra al libro di Puzo. Il film "La scelta di Sophie" resta nella storia, del libro di Styron (ho dovuto cercare chi fosse) non si ricorda nessuno. In realtà è un gioco facile. Fai un elenco dei film più belli della storia del cinema e guarda da dove sono tratti. Un buon 50% se non più è tratta da libri, scendendo cominci a trovare anche fumetti. La tesi che i film tratti da sono inutili e assurdi crolla miseramente. S*
» postato da S* alle 17:02 del 19-05-2009
23 la mia modesta opinione è che il film è una schifezza completa. e non intendo "non è bello come il fumetto/anime", ma proprio che è brutto come film. frettoloso, incoerente, noioso. non mi aspettavo un capolavoro di introspezione, ma nemmeno i combattimenti sono interessanti.
» postato da Piscu alle 17:13 del 19-05-2009
24 «la mia modesta opinione è che il film è una schifezza completa. e non intendo "non è bello come il fumetto/anime", ma proprio che è brutto come film. frettoloso, incoerente, noioso. non mi aspettavo un capolavoro di introspezione, ma nemmeno i combattimenti sono interessanti.» Mi consola che anche tu la pensi in questo modo, dai post precedenti credevo di aver sbagliato pellicola, nel senso che mi aspettavo un film serio mentre invece è una ciofeca assoluta.
» postato da Adm.Adama alle 17:58 del 19-05-2009
25 «Non so tutti i dettagli, ma la LeGuin fa la furbetta o la figura della semotta. Miyazaki padre l'aveva implorata per anni di dargli i diritti per trasporre la sua opera che, a sentire lui, lo aveva ispirato grandemente.»
Non conoscevo i retroscena della lunga attesa di Hayao Miyazaki.
«Che Miyazaki ne avrebbe tratto un capolavoro, beh, dai, è piuttosto probabile.»
Non dubito che Miyazaki padre sarebbe riuscito ottimamente, considerando Laputa, Porco Rosso, Nausicaa, Totoro. Quello che volevo dire io prima, è che la Le Guin probabilmente non ne sarebbe stata contenta.
A me piacerebbe fare un film di animazione, ma non credo che accetterei di buon grado che qualcuno mi manomettesse una storia bella e compiuta, perché è questo il punto. Credo che la Le Guin fin dall'inizio non accettasse questo e quando ha fatto la sua scelta ha capito a cose fatte che l'adattamento aveva sacrificato parte di quello che lei aveva voluto scrivere. Questo è quello che volevo dire.
Sarebbe stato meglio lavorare insieme a Miyazaki a una nuova storia. ![]()
» postato da rita71 alle 19:08 del 19-05-2009
26 ««la mia modesta opinione è che il film è una schifezza completa. e non intendo "non è bello come il fumetto/anime", ma proprio che è brutto come film. frettoloso, incoerente, noioso. non mi aspettavo un capolavoro di introspezione, ma nemmeno i combattimenti sono interessanti.»
Mi consola che anche tu la pensi in questo modo, dai post precedenti credevo di aver sbagliato pellicola, nel senso che mi aspettavo un film serio mentre invece è una ciofeca assoluta.»
Io avevo messo tutte quelle emoticon all'inizio proprio per essere divertente.
ops: Però, lo penso sul serio che cimentarsi in questi adattamenti sia una scelta sbagliata.
Non volevo appensantire il forum con i miei commenti.
» postato da rita71 alle 19:16 del 19-05-2009
27 «««la mia modesta opinione è che il film è una schifezza completa. e non intendo "non è bello come il fumetto/anime", ma proprio che è brutto come film. frettoloso, incoerente, noioso. non mi aspettavo un capolavoro di introspezione, ma nemmeno i combattimenti sono interessanti.»
Mi consola che anche tu la pensi in questo modo, dai post precedenti credevo di aver sbagliato pellicola, nel senso che mi aspettavo un film serio mentre invece è una ciofeca assoluta.»
Io avevo messo tutte quelle emoticon all'inizio proprio per essere divertente.
ops: Però, lo penso sul serio che cimentarsi in questi adattamenti sia una scelta sbagliata.
Non volevo appensantire il forum con i miei commenti.»
Ci mancherebbe
Quando ho iniziato a leggere questa discussione avevo già visto il film e mi era sembrato banalmente brutto, noioso. Leggendo i commenti mi sembrava steste discutendo di un altra cosa tale era la discrepanza tra l'adattamento ed il resto.
Comunque anche a livello cinematografico sono abbastanza scettica sugli adattamenti ![]()
» postato da Adm.Adama alle 20:16 del 19-05-2009
28 «
Comunque anche a livello cinematografico sono abbastanza scettica sugli adattamenti
»
quello anch'io. ma prendi, chessò, minority report. se lo consideri in rapporto al racconto, ti rendi conto che è di una piccolezza misera. ma slegato dall'opera da cui è tratto, si può comunque considerare un bel film, fatto bene e che può interessare.
mi rendo conto che anche a livello di budget dragonball e minority report non possono essere paragonati, ma era un esempio di raffronto tra libro e film.
» postato da Piscu alle 09:57 del 20-05-2009
29 ««
Comunque anche a livello cinematografico sono abbastanza scettica sugli adattamenti
»
quello anch'io. ma prendi, chessò, minority report. se lo consideri in rapporto al racconto, ti rendi conto che è di una piccolezza misera. ma slegato dall'opera da cui è tratto, si può comunque considerare un bel film, fatto bene e che può interessare.
mi rendo conto che anche a livello di budget dragonball e minority report non possono essere paragonati, ma era un esempio di raffronto tra libro e film.»
Se proprio vi interessa, c'è anche questo recentissimo 3d relativo a PKD nel qualei, probabilmente per mia colpa, si discute di opere originali, adattamenti cinematografici e similaria
http://www.fantascienza.com/forum/viewtopic.php?p=348822#348822
» postato da Albacube alle 11:25 del 20-05-2009
30 «Siccome in America, l'industria hollywoodiana ha finito i fumetti utilizzabili, ora cominciano con quelli di altri paesi, adattandoli non solo a esigenze cinematografiche, ma anche ai gusti di chi li fa e sono diretti.
Non si tratta di snobismo contro gli eretici americani, ma una sana critica nei confronti di chi potrebbe inventarsi storie ex novo, invece di prendere quelle già belle pronte e adattarle ai suoi bisogni di cassa.»
tu dirai anche di no, rita, ma mi sembra comunque di sentire aria di preconcetti nei confronti di hollywood in quello che scrivi. la fabbrica del cinema americano è tante cose diverse tutte assieme e trovo sempre strano veder generalizzarla cosí. sarebbe come riassumere il cinema italiano con i lavori dei fratelli vanzina, ecco.
hollywood ha adattato porcherie come "daredevil" e "F4", ma ha anche fatto film molto riusciti come "batman begins" ed "x-men". tutto dipende da chi se ne occupa.
in giappone ad esempio hanno adattato l'intera serie anime di "casshern" (kyashan) in un unico film - e ne è uscita 'na sòla.
![]()
» postato da jonny lexington alle 15:32 del 20-05-2009
31 «in giappone ad esempio hanno adattato l'intera serie anime di "casshern" (kyashan) in un unico film - e ne è uscita 'na sòla.
»
Se non sbaglio in giapp è fuori in questo periodo anche Sampei... tremo solo al pensiero ![]()
» postato da Albacube alle 15:52 del 20-05-2009
32 ««Siccome in America, l'industria hollywoodiana ha finito i fumetti utilizzabili, ora cominciano con quelli di altri paesi, adattandoli non solo a esigenze cinematografiche, ma anche ai gusti di chi li fa e sono diretti.
Non si tratta di snobismo contro gli eretici americani, ma una sana critica nei confronti di chi potrebbe inventarsi storie ex novo, invece di prendere quelle già belle pronte e adattarle ai suoi bisogni di cassa.»
tu dirai anche di no, rita, ma mi sembra comunque di sentire aria di preconcetti nei confronti di hollywood in quello che scrivi. la fabbrica del cinema americano è tante cose diverse tutte assieme e trovo sempre strano veder generalizzarla cosí. sarebbe come riassumere il cinema italiano con i lavori dei fratelli vanzina, ecco.
»
Di solito quando si parla di cinema americano si parla di Hollywood. E' l'azienda cinematografica per eccellenza, no? non è lì che si trovano gli Studios?
perdiana, ma cosa centra ora Vanzina? Quando si parla di cinema italiano si dovrebbe parlare di Cinecittà, no? anche se non è lì che vengono girati tutti i film, ma è il luogo deputato e istituito per produrli.
Mi sa che il prevenuto sei tu, ma all'inverso.
«hollywood ha adattato porcherie come "daredevil" e "F4", ma ha anche fatto film molto riusciti come "batman begins" ed "x-men". tutto dipende da chi se ne occupa.
»
Adesso Hollywood, detto da te, non è la fabbrica del cinema americano generalizzata? poi ti faccio un appunto: visto che daredevil e F4 sono porcheria, perché diavolo utilizzarli per farci un film?
Il concetto per me è lo stesso, l'ho già espresso quando si è parlato di Akira, quello di considerare il disegno adatto solo per raccontare storie ai bambini e dover nobilitare le storie con la forma live action. E trovo sia un tentativo anche di fare da filtro. Ciò che è stato scritto dall'autore dell'articolo sul film Akira, è sintomo di questo.
«in giappone ad esempio hanno adattato l'intera serie anime di "casshern" (kyashan) in un unico film - e ne è uscita 'na sòla.
»
So che in Giappone hanno prodotto Onizuka live action e persino Sailor Moon.
Peccato che qui non sia arrivato nulla e questo post riguardi Dragonball.
Non cambio idea: non sono d'accordo e non capisco questa mania sbarcata anche in Giappone, dove il disegno ha sempre grande valore di comunicazione. Non è un caso se il manga provenga da Hokusai.
Il miglior modo di far passare una moda e non seguirla.
Io cerco di non promuoverla chiunque la pratichi.
Resto dell'idea che i diversi linguaggi siano indipendenti, non intercambiabili.
Hollywood, una volta, produceva bei film, uso intelligente degli attori e delle storie, sapeva creare il sogno e far nascere illusioni sfruttando la sua stessa tecnica.
Via col vento. Anche se non ho letto il libro, il film è eccezionale! - Forse ho trovato un'eccezione? - Non per la storia, ma per come è stata girata: alcuni luoghi non esistono nella realtà, come la casa di Atlanta dove va a vivere Rossella, le scene montate in modo che sembrino più grandi di come sono, gli attori ringiovaniti dal trucco e dalle luci, i soffitti dipinti direttamente sulla pellicola. Quello è un film girato con la consapevolezza della tecnica.
Un bel film che utilizza l'animazione è Roger Rabbit: dove le assurdità e
il controsenso che avvolge i personaggi disegnati coinvolge gli attori umani, creando una binomio imprescindibile per la storia. Questo ha senso per me, dal punto di vista artistico.
Scarsità di idee, di soldi, di tecnica obsoleta, non so quale sia la causa, ma continuo a restare dell'idea che manchi molta fantasia, e non sarà farcendo i film di effetti speciali che colmeranno questi vuoti.
Tutti, italiani, giapponesi e americani.
» postato da rita71 alle 09:59 del 24-05-2009
33 «
Non capisco cosa intendi con "Smallville", immagino ti riferisci alla miniserie fatta da Sci Fi Channel (che c'entre Smallville?).
» va bene, non sarà stato quello il titolo, ma è una serie prodotta da un canale e scritta dalla Le Guine. Ora il titolo, poco importa, visto che non ho né letto i relativi racconti né tantomeno visto la supposta serie, ma quello che contava era il pezzo dell'autrice.
«
Anche qui, hai un'idea sbagliata. Il punto non è la scrittura, il punto è la storia. Un film deve raccontare una storia. Che la prenda dalla realtà, da un libro, da un fumetto o da un soggetto originale, non vedo quale sia la differenza.»
Forse qui è il punto. Che il cinema racconti le sue storie, ma le pensi e non le traduca soltanto.
«
«Quando Manzoni fa quella lunga descrizione, non fa semplicemente la fotografia del paesaggio rurale, ma vuol soprattutto lasciare suggestioni legate al suo farsi parola. Se il regista me lo fa vedere, dove lo metti tutto il resto? I Promessi Sposi diventa una serie di dialoghi tra personaggi! Non è più un romanzo ma una trama.»
hai scelto l'esempio adatto, se c'è un libro che mi fa schifo sono i Promessi Sposi.
La risposta continua a essere: il film non è il libro. Lì quello che conta è la storia di Renzo e Lucia, che sullo schermo può trovare senz'altro altrettanti punti in cui il film rende meglio del libro.»
Non solo non sono d'accordo, ma forse ti sfugge l'idea che in un libro non conta solo la trama, ma anche il linguaggio usato, la sua esposizione, come lo sviluppo viene creato, il punto di vista, i giochi linguistici, il sarcasmo, il senso che può dare la parola o il suo doppio senso... etc. Insomma, il film non è un libro, ma vale pure il contrario: il libro non è un film.
Forse a te non piace leggere.
«
Dì che non ti piace il cinema, allora, perché qualunque film traduce ciò che è stato pensato da qualcuno. »
Non mi piace il cinema che riproduce quello che viene da un'altra opera compiuta, sopratutto se questa opera è altra rispetto al cinema: fumetto, anime, libro...
E' proprio perché mi piace il cinema che vorrei fosse più autonomo e originale. Finché il suo compito debba essere solo tradurre non è granché come idea artistica.
Alla fine che te ne fai di un replicante?
«
Blade Runner è indubbiamente meglio del libro di Dick da cui è tratto.
Il Padrino di Coppola è spanne sopra al libro di Puzo.
Il film "La scelta di Sophie" resta nella storia, del libro di Styron (ho dovuto cercare chi fosse) non si ricorda nessuno.
»
Io non ho mai visti questi film.
Ma so che Blade Runner sia l'insieme di più di un libro di Dick.
«In realtà è un gioco facile. Fai un elenco dei film più belli della storia del cinema e guarda da dove sono tratti. Un buon 50% se non più è tratta da libri, scendendo cominci a trovare anche fumetti. »
Per anni, ha avuto bisogno delle stampelle.
«La tesi che i film tratti da sono inutili e assurdi crolla miseramente».
E' una cosa che stai dicendo da solo, per quel che mi riguarda.
Finora ho parlato di assenza di idee. E ritengo che un'arte debba scegliere i suoi soggetti e non prendere quelli di altre arti e tradurre.
Un po' banale per la 7° arte, non trovi?
» postato da rita71 alle 10:40 del 24-05-2009
34 « va bene, non sarà stato quello il titolo, ma è una serie prodotta da un canale e scritta dalla Le Guine. Ora il titolo, poco importa, visto che non ho né letto i relativi racconti né tantomeno visto la supposta serie, ma quello che contava era il pezzo dell'autrice.»
La miniserie a cui mi riferivo era sempre tratta dalle storie di Earthsea (Legends of Earthsea), per questo pensavo che stessi confondendo le due cose.
Smallville è una serie televisiva piuttosto nota che racconta la giovinezza di Superman, e ovviamente è (vagamente) tratta dai fumetti.
«
Non solo non sono d'accordo, ma forse ti sfugge l'idea che in un libro non conta solo la trama, ma anche il linguaggio usato, la sua esposizione, come lo sviluppo viene creato, il punto di vista, i giochi linguistici, il sarcasmo, il senso che può dare la parola o il suo doppio senso... etc. Insomma, il film non è un libro, ma vale pure il contrario: il libro non è un film.
Forse a te non piace leggere.»
Ah, che spiritosa.
Sai, avevo già un'idea che un libro e un film fossero due cose diverse. Se tu continui con la tua tiritera senza leggere quello che dico, diventa una discussione sterile. Se ti dico che il film non deve essere una replica del libro ma vivere a sé, che cavolo c'entrano i giochi linguistici? Il regista farà i suoi giochi fotografici e troverà modi nuovi di valorizzare la stessa storia, no?
«
Io non ho mai visti questi film.»
Accidenti, non hai visto Blade Runner, Il padrino e la Scelta di Sophie? E stai qui a dissertare di cosa deve e non deve essere il cinema? Forse è meglio se ti fai una base culturale su cui ragionare, prima di dettare regole, no?
«Ma so che Blade Runner sia l'insieme di più di un libro di Dick.
»
Sai male, mi spiace.
«Finora ho parlato di assenza di idee. E ritengo che un'arte debba scegliere i suoi soggetti e non prendere quelli di altre arti e tradurre.
Un po' banale per la 7° arte, non trovi?»
Non hai proprio idea di cosa sia l'arte, temo.
Forse dovresti studiare un po' storia dell'arte prima di fare osservazioni del genere.
S*
» postato da S* alle 11:44 del 24-05-2009
35 Tre pagine fitte fitte su Dragonball sono una chicca che quasi quasi salvo in locale per il futuro.
Per la cronaca il film non si può guardare ![]()
» postato da Botolo alle 13:36 del 24-05-2009
36 «Tre pagine fitte fitte su Dragonball sono una chicca che quasi quasi salvo in locale per il futuro.
Per la cronaca il film non si può guardare
»
Toccherà chiamarlo Dragontwoballs.
» postato da Tobanis alle 10:21 del 25-05-2009
37 «
Ah, che spiritosa.
Sai, avevo già un'idea che un libro e un film fossero due cose diverse. Se tu continui con la tua tiritera senza leggere quello che dico, diventa una discussione sterile. è»
Penso anch'io che doresti rileggere, visto che continui a ribattere la stessa cosa. Non capisco cosa non ti sia chiaro del concetto che ho espresso.
« Accidenti, non hai visto Blade Runner, Il padrino e la Scelta di Sophie? E stai qui a dissertare di cosa deve e non deve essere il cinema? Forse è meglio se ti fai una base culturale su cui ragionare, prima di dettare regole, no?»
: ho visto altri film!
Base culturale!!!!!
Onestamente solo per quei film?
Dettar regole, ma dai ho espresso la mia opnione e motivato le scelte che non mi portano a vedere alcuni film - forse più di alcuni -, proprio perché a me il cinema piace.
Ci sono 3 versioni di Piccole Donne - almeno io ne ho contate 3 - una con Joe interpretata da Kathrine Hepburn, una secinda con June Allison e la terza con Wynona Reider - che nn ho voluto vedere, per saturazione. Le prime due infatti hanno elaborato la stessa sceneggiatura. Personalmente, mi fa tristezza, anche se io adoro June Allison.
«
«Ma so che Blade Runner sia l'insieme di più di un libro di Dick.
»
Sai male, mi spiace.
»
ops: Sapevo così, Philip Dick l'ho conosciuto nel 2003, leggendo il booklet di Serial Experiment Lain.
«Finora ho parlato di assenza di idee. E ritengo che un'arte debba scegliere i suoi soggetti e non prendere quelli di altre arti e tradurre.
Un po' banale per la 7° arte, non trovi?»
«Non hai proprio idea di cosa sia l'arte, temo.
Forse dovresti studiare un po' storia dell'arte prima di fare osservazioni del genere.
S*»
la:
Ma credo proprio che tu non mi abbia capito. 
» postato da rita71 alle 14:06 del 25-05-2009
38 «
Base culturale!!!!!
Onestamente solo per quei film?»
Si, se vuoi discutere di cinema, anche questi tre film fanno base culturale, e che base! Volendo poi demolire il qui discusso Dragonball, è proprio opportuno avere visto anche i succitati, perchè in tal modo ci si riesce ancor meglio.
Ti consiglio una lettura istruttiva:
http://www.delosnetwork.it/colophon.php
![]()
» postato da Albacube alle 14:54 del 25-05-2009
39 « Si, se vuoi discutere di cinema, anche questi tre film fanno base culturale, e che base! Volendo poi demolire il qui discusso Dragonball, è proprio opportuno avere visto anche i succitati, perchè in tal modo ci si riesce ancor meglio.» Guarda che qui la discussione non era se demolire o meno Dragonball, che fa schifo a tutti, ma se avessero senso o meno i film tratti da libri o fumetti. Parlare di questi argomenti senza aver visto le cose principali di cui si parla non ha senso. S*
» postato da S* alle 15:52 del 25-05-2009
40 ««tu dirai anche di no, rita, ma mi sembra comunque di sentire aria di preconcetti nei confronti di hollywood in quello che scrivi. la fabbrica del cinema americano è tante cose diverse tutte assieme e trovo sempre strano veder generalizzarla cosí. sarebbe come riassumere il cinema italiano con i lavori dei fratelli vanzina, ecco.
»
Di solito quando si parla di cinema americano si parla di Hollywood. E' l'azienda cinematografica per eccellenza, no? non è lì che si trovano gli Studios?
perdiana, ma cosa centra ora Vanzina? Quando si parla di cinema italiano si dovrebbe parlare di Cinecittà, no? anche se non è lì che vengono girati tutti i film, ma è il luogo deputato e istituito per produrli.
Mi sa che il prevenuto sei tu, ma all'inverso.»
questa discussione ha raggiunto punte di surrealismo a dir poco fenomenali. ad uscirne sconfitta è la povera semantica, però. scusa, dove avrei sostenuto io che hollywood non è "l'azienda cinematografica per eccellenza"? io ho solo detto che è inutile generalizzare parlando di hollywood come di un'unica entità priva di gusto e di fantasia: c'è la hollywood che sforna schifezze farcite di effetti digitali vuoti, è vero, ma c'è anche la hollywood che ha fatto molti dei film più importanti della storia - spesso tratti da novelle e racconti già finiti. ecco tutto.
![]()
» postato da jonny lexington alle 17:02 del 25-05-2009
41 «Guarda che qui la discussione ... era se ... avessero senso o meno i film tratti da libri o fumetti. S*»
Infatti e la demolizione di Dragon(2)ball è una piccolissima parte del discorso pro/contro opere derivate: quello che volevo indicare è che se non si hanno almeno un minimo di cd basi culturali (fra cui quelle da te citate e "vagamente" sbeffeggiate) non si può nemmeno demolire efficacemente e con le opportune giustificazioni una cosa che, già a prima vista, merita di essere cestinata. Tutto qui, G ![]()
» postato da Albacube alle 17:06 del 25-05-2009
42 «
Base culturale!!!!!
Onestamente solo per quei film?
Dettar regole, ma dai ho espresso la mia opnione e motivato le scelte che non mi portano a vedere alcuni film - forse più di alcuni -, proprio perché a me il cinema piace.»
D'accordo, te ne cito altri dalla classifica di IMDB dei migliori film di tutti i tempi:
Le ali della libertà, tratto da un racconto di S. King (1)
Schindler's List da un libro di Thomas Keneally (6)
Qualcuno volò sul nido del cuculo dal romanzo di Ken Kesey (7)
la trilogia del Signore degli anelli
La finestra sul cortile di Hitchcock da un racconto di Cornell Woolrich
Il silenzio degli innocenti dal libro omonimo di Harris
Forrest Gump dal romanzo di Winston Groom
Stanley Kubrick, forse condiderato il più grande regista in assoluto: praticamente tutti i film di Kubrick sono tratti da libri o racconti. I più famosi:
Un'arancia meccanica dal romanzo di Burgess
Shining dal romanzo di King
Il dottor Stranamore dal romanzo di Peter George
2001 Odissea nello spazio dal racconto di Arthur C Clarke "Sentinella"
Qualcuno di questi lo avrai visto senza dubbio.
«Ci sono 3 versioni di Piccole Donne - almeno io ne ho contate 3»
Non ho capito bene cosa c'entri, ma spero che tu sia al corrente che Piccole donne è tratto da un romanzo.
S*
» postato da S* alle 17:40 del 25-05-2009
43 Hanno senso i film tratti da libri? Che domanda... bastano i titoli citati da S* per sciogliere i dubbi. Il cinema, come i libri, racconta storie. I registi leggono i libri alla ricerca di una storia da raccontare, da raccontare per immagini. Restano affascinati da immagini scritte che loro vedono come sogni da realizzare, sfide creative, ecc. Pensando a registi contemporanei mi viene da citare Salvatores che pare innamorato delle storie di N. Ammaniti... per il passato ricordo che Hitchcock comprava i diritti di un libro magari solo per utilizzarne un'idea, uno spunto. Poi modificava, elaborava, creava. Il film porta la firma del Regista, è lui l'autore, e secondo me può fare quel che vuole del testo originale. A suo rischio e pericolo, creativamente parlando. Io credo che per il cinema tratto dai libri valga il concetto teatrale (forse aristotelico) che l'Opera è "lo spettacolo che va in scena", non il testo scritto. Lo Spettacolo è un'Arte a sè che adopera il testo come materiale ai suoi fini. Scusate, stasera sono in vena di scrivere, proseguo citando Nemi D'Agostino: "Dovrebbe essere chiaro che fin dalla sua scrittura il testo (ha in sè) un'autonomia letteraria che è ribadita dalla trasmissione a stampa, e dalla Critica che ne ha fornito le letture più profonde. La seguente realizzazione scenica dà al testo una funzione servile. Lo rende un pre-testo. L'uso che la messinscena fa del testo consiste in una interpretazione che fa violenza all'indeterminazione visiva propria della parola ed è per necessità di cose decurtatrice e riduttiva". Insomma, secondo me, ha ovviamente senso fare film tratti da libri, non è una prova di assenza di idee ma è invece una sfida creativa per il regista. Chiaro che poi ci sono film commerciali, film "furbi", film inutili, ma questo è il giudizio sul risultato finale, non sulla cosa in sè. Grazie, un saluto.
» postato da samuele nava alle 21:42 del 25-05-2009
44 «Hanno senso i film tratti da libri? Che domanda... bastano i titoli citati da S* per sciogliere i dubbi. ... Grazie, un saluto.» Aggiungerei che gli ultimi incassi fenomenali che, come spesso accade, avvengono con film di SF, sono derivati dalla trasposizione in movies di - libri di sf - fumetti - (aggiungiamo telefilm, comunque sempre da storie non originali). La SF sarà morta, ma oramai non si contano più i successi nello trasporre al cinema questi moribondi, per non parlare di ciò che bolle in pentola per il futuro. Anzi, Hollywood deve stare bene attenta che la SF (libraria) non muoia, se no sono vacche magre. A costo di comprarsi loro tutte le copie in uscite dei libri di SF!!
» postato da Tobanis alle 09:21 del 26-05-2009
45 «Anzi, Hollywood deve stare bene attenta che la SF (libraria) non muoia, se no sono vacche magre. A costo di comprarsi loro tutte le copie in uscite dei libri di SF!!» Paradossalmente, se riuscissimo a far pervenire loro quest'idea e l'accettassero, si spiegherebbe di fronte a noi la seguente nuova realtà: da un lato grande abbondanza per noi lettori (e ciò è bene), dall'altro una produzione rigidamente controllata in regime di monopolio (è ovviamente apocalittica come visione) cui magari si affiancherebbe una produzione indipendente "di resistenza"... wow ho appena creato un plot mica da poco -> hollywood, arrivooooo.
» postato da Albacube alle 10:35 del 26-05-2009
46 «I registi leggono i libri alla ricerca di una storia da raccontare, da raccontare per immagini. Restano affascinati da immagini scritte che loro vedono come sogni da realizzare, sfide creative, ecc.» leggevo giusto nella rivista "empire" di questo mese un'intervista a francis ford coppola, che faceva notare come lui consideri i propri film tratti da libri come proprietà artistica degli autori originali, non di lui che ne è regista. infatti i suoi film li intitola "mario puzo's the godfather", "bram stoker's dracula", "john grisham's the rainmaker", ecc. un punto di vista interessante, vista l'importanza che hanno assunto alcuni suoi film nella storia del cinema.
» postato da jonny lexington alle 15:26 del 26-05-2009
47 Sono d'accordo con Tobanis: lunga vita alla SF! Il cinema ha bisogno di idee e la fantascienza è letteratura di idee. Visto poi che a Hollywood puntano su Effetti Speciali e visione 3D, se non vogliono creare solo belle Forme senza Contenuto, dovranno far riferimento ai grandi libri. Allora avranno anche storie e personaggi a 3D, 4D, 5D... @ jonny lexington: Coppola è un grande. Citare l'autore del libro nel titolo credo sia per lui doveroso. Come una dichiarazione d'amore e insieme una sorta di dichiarazione di intenti: "voglio fare un film fedele al capolavoro letterario da cui è tratto". Un altro suo film, Apocalypse Now, deve molto, davvero molto, a "Cuore di tenebra", come atmosfera, ambientazione fluviale, personaggi, ma non possiamo parlare di fedeltà al testo, con tutto il "contorno" aggiunto da Coppola. Credo che un libro possa dare diversi stimoli a uno stesso regista.
» postato da samuele nava alle 21:34 del 26-05-2009
48 ««Guarda che qui la discussione ... era se ... avessero senso o meno i film tratti da libri o fumetti. S*»
Infatti e la demolizione di Dragon(2)ball è una piccolissima parte del discorso pro/contro opere derivate: quello che volevo indicare è che se non si hanno almeno un minimo di cd basi culturali (fra cui quelle da te citate e "vagamente" sbeffeggiate) non si può nemmeno demolire efficacemente e con le opportune giustificazioni una cosa che, già a prima vista, merita di essere cestinata. Tutto qui, G
»
Grazie, era il pensiero iniziale, è si perso lunga la strada.
Forse, sarò stata esagerata, fatto sta che non ritenevo potesse venire nulla di buono da un adattamento cinematografico di Dragonball.
Poi sulla scelta dei film da vedere, ognuno ha i propri gusti.
Film che già mi danno di violenza, per quanto ben costruiti e di grandi autori, non li scelgo. Se mi capita di guardarli con qualcuno è un conto a parte, ma di mio non vedrò mai Il Padrino, nessuna delle sue parti.
I sequel non mi vanno tanti giù, per questo ho visto il primo di Matrix, ma non gli altri che sono seguiti.
«la fantascienza è letteratura di idee »
E' vero. Ci sono tante belle storie da raccontare e da inventare, e il cinema sa farlo, quando vuole.
» postato da rita71 alle 13:09 del 29-05-2009
49 «Poi sulla scelta dei film da vedere, ognuno ha i propri gusti.
Film che già mi danno di violenza, per quanto ben costruiti e di grandi autori, non li scelgo. Se mi capita di guardarli con qualcuno è un conto a parte, ma di mio non vedrò mai Il Padrino, nessuna delle sue parti. »
Però in compenso sai tutto di Dragonball, dove si menano dall'inizio alla fine.
Oh ma già, lì quando fanno fuori qualcuno non lo uccidono, lo "eliminano".
S*
» postato da S* alle 14:14 del 29-05-2009
50 ««Poi sulla scelta dei film da vedere, ognuno ha i propri gusti.
Film che già mi danno di violenza, per quanto ben costruiti e di grandi autori, non li scelgo. Se mi capita di guardarli con qualcuno è un conto a parte, ma di mio non vedrò mai Il Padrino, nessuna delle sue parti. »
Però in compenso sai tutto di Dragonball, dove si menano dall'inizio alla fine.
Oh ma già, lì quando fanno fuori qualcuno non lo uccidono, lo "eliminano".
S*»
combattono, fanno tornei, lottano e parlano, parlano:
- Ha usato la tecnica del vattelapesca.
- Non sapevo la conoscesse
- Io non mi arrenderò.
- Non capisci che senza di te non ce la faremo mai?
- Dobbiamo fonderci.
(dialoghi tratti qua e là dalla serie, ma tanto vanno bene comunque)
Finiscono assorbiti nella testa delle di un tizio rosa di gomma, Goku diventa biondo quando diventa superSeyan - alcune persone potrebbero invidiarlo: tintura e forza in un solo colpo.
Ma come fai a chiamarla violenza? io la chiamo follia sconclusionata. Fanno troppo ridere.
I disegni sono così improbabili: tutti hanno gli occhi incrociati sul naso.
Non mi dire che il Padrino è meno violento di Dragonball!
Non ci sono persone che saltano per aria? tizi sparati alla nuca da killer?
Credo che ci sia una notevole differenza di obiettivi tra un anime e un film come il Padrino.
Certo, possiano discutere che nessuno vada bene per i bambini, ma Dragonball è una serie spensierata e divertente, il Padrino è un film truculento sulla mafia.
Comunque, credo sia arrivato il momento di chiudere questa discussione.
Ormai è ridicolo continuare a discutere di quanto fosse il caso o meno di fare Dragonball live action.
Mi sembra che non si vada da nessuna parte. ![]()
» postato da rita71 alle 20:00 del 29-05-2009
51 Si diceva qui dell'uscita di Totoro?
Ebbene è ora sul sito della Luckyred, è ufficiale!!!!!!!!
Evviva!!!!!!
la:
Non si può che applaudire alla notizia e alla Luckyred
Spero solo che lascino le canzoni nell'originale giapponese.
Non ho mai amato le versioni in lingua come fa la Disney.
Certo, è comodo, ma nel caso specifico preferisco l'originale.
Con un paio di sottotitoli, magari. ![]()
» postato da rita71 alle 11:20 del 12-06-2009
52 Dissento, con rispetto, da quanto scritto sopra, C' era un nuovo staff perchè Junior TV nel 96 cambiò proprietario, ma lo spazio delle serie animate giapponesi non diminuì o al massimo di poco! Poi i tagli? Boh! Si, "Dragon ball" dopo un pò iniziò a essere trasmesso nell' edizione Merak su Junior TV, ma mi pare fosse intero visto che certe scene che poi nel passaggio tv del 99 su Italia 1 sono state tolte, le ho viste lì. Anche perchè sennò come facevo ad accorgermi della differenza? XD Nel 98 vennero trasmesse su Junior TV le ultime 54 puntate visto che nella seconda edizione s' interrompeva sempre alla 99 e molti, me compreso, ne rimanevano infastiditi come avete scritto. Nella primavera 96 c' erano ancora il logo a nuvoletta e il coniglio. Dall' estate dello stesso anno mi pare sia avvenuto il passaggio e difatti nella stagione 96/97 abbiamo visto il logo con la J gialla e la scritta TV blu mentre da quella 97/98 fino al 03 la J bianca con la scritta TV rossa.
» postato da (Francesco Romani) alle 00:04 del 29-07-2009
53 Pardon, ho invertito i colori del secondo logo: la J era blu e azzurra e la scritta TV gialla.
» postato da (Francesco Romani) alle 04:20 del 31-07-2009
54 La seconda edizione italiana di Dragon Ball (con Goku doppiato dalla Scianca) non è mai stata integra su Jtv (dove la presenza degli anime era ridotta all'osso in confronto agli anni '80 e al periodo di Junior Tv; In Jtv vennero inoltre introdotti gli spazi di "Casa J" con alcuni conduttori che precedevano la messa in onda di Dragon Ball e degli altri anime lì trasmessi, come i Cavalieri dello Zodiaco, Cinque Samurai e Street Fighter II Victory). La seconda edizione di Dragon Ball ha sempre presentato storpiature di nomi dei personaggi (ad es. il maiale Olong diventa Oscar) e pesanti alterazioni dei dialoghi, nonchè numerosi tagli che stravolgono gli eventi e il fatto che Goku deve fare fisicamente "pat-pat" per distinguere tra maschi e femmine (aspetto presente nella prima edizione con Corizza). Tutto ciò fin dai tempi della prima messa in onda su Jtv della seconda edizione. Chi conosceva la prima edizione italiana rimase schifato e disgustato da quella seconda edizione. Come scritto nell'articolo vedi come riferimento bibliografico le lettere indignate dei lettori, pubblicate sulla rubrica della posta di Dragon Ball (prima edizione con costolina azzurra) dal n. 30 (datato 18 giugno 1996) in poi. In quelle pagine troverete la rabbia dei fan per i tagli, le censure e lo sdegno suscitato da quella seconda edizione. Sempre in questa seconda edizione la sigla di testa giapponese era stata abbrevviata in malo modo (cioè aveva subito tagli di immagini e di pezzi della canzone.. tagli molto grossolani insomma), mentre la sigla di coda giapponese venne velocizzata (cioè immagini e canzone erano mandate a scorrimento veloce..altra operazione grossolana). E' tutto riportato in quelle pagine della posta, non si può sbagliare! Unico neo di quelle pagine non aver riportato il cambio avvenuto da Junior Tv a JTv. Non fu solo un cambio di proprietario, ma proprio di rapporto con gli anime come il caso emblematico di Dragon Ball appunto testimonia.
» postato da (a. m.) alle 00:28 del 10-08-2009
55 Peccato me lo fossi perso... Da questo thread potremmo facilmente ricavarci... un film ! Salute e Latinum per tutti !
» postato da Kruaxi the ferengi alle 04:26 del 14-08-2009
56 io mi sono innamorata di quel ragazzino ; però come si chiama ti amo tanti baci
» postato da (eliza clun ei ross) alle 15:57 del 05-10-2009
57 ciaoo amore mio ti amo
» postato da (eliza clun ei ross) alle 16:00 del 05-10-2009
58
ma tutti qui gli squilibrati?!?
» postato da Adidja Palmer alle 16:29 del 05-10-2009
60 Ha scritto perfettamente perché oggi non amo dragon ball. Ai tempi di junior tv l'adoravo, perché oltre che originale era un'anime di nicchia, sconosciuto ai più. Dopo che mediaset l'ha rovinato ha avuto successo, vero, ma è anche triste ascoltare gente che urla "onda energetica" o che si inventa saiyan su saiyan, perdendo di vista qual'è il VERO dragon ball, ossia il bambino superpotente che stupisce tutti e che ti fa schiantare dalle risate. Insomma, alla fine me l'hanno fatto odiare e sinceramente avrei preferito quei 50 episodi doppiati fedelmente senza saperne il continuo, che averlo saputo in questo modo.
» postato da (simopi ) alle 13:17 del 18-02-2011
61 Ma dai, mi sono visto il film! Per qualche motivo non mi sento di stroncare questo film che è assolutamente indifendibile, va detto. Critica e pubblico ci sono andati giù pesanti, ma io devo dire che ho trovato quello che sapevo di trovare. Come noto, Dragonball è un manga, un fumetto giapponese, poi portato su cartone animato, e ora anche su film con attori. In realtà questo film si discosta parecchio dalle storie classiche. Come previsto, il risultato fa hahare. Filmetto di serie B, di discreta fattura, pieno di teen agers, con una sceneggiatura a prova di cretino, tanto è lineare e banale, ricco di concetti primitivi e già visti miliardi di volte. Abbiamo l'eroe che viene forgiato dal nonno, eroe che però non deve farsi figo a scuola con gli insegnamenti ricevuti; il maestro, che a sua volta fu allievo di un altro maestro; la ricerca; i cattivi che vogliono il potere in quanto tale; il viaggio formativo; il gruppo di amici che nasce durante il viaggio, etc...etc.... Poi per carità, volendo, anche un capolavoro si nutre di cose elementari, a volte, ma qua alla faccia del capolavoro. Eppure, non mi aspettavo altro, a essere onesti. Un'oretta e mezza di cazzate, effetti speciali, combattimenti, gag elementari, qualche fighetta tettona (molto bella la Emmy Rossum, con quella pettinatura che si usava una volta), c'è pure Chow Yun Fat. Siamo sul 4, chiaro, perché non è che si sia rincoglioniti da dare di più, ma tanto mi aspettavo. Chi sperava di più, è un illuso. I fan, poi, si saranno incazzati di brutto. Il budget non era molto alto e comunque in giro per il mondo i produttori si sono rifatti delle spese (ma niente più). http://ia.media-imdb.com/images/M/MV5BMTYzNDM0ODQxMF5BMl5BanBnXkFtZTcwOTMyMzMzMg@@._V1._SY317_.jpg
» postato da Tobanis alle 12:26 del 07-03-2011
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1 Quando ho visto l'anteprima, non ho subito capito di cosa si trattasse, poi alcune parole dei dialoghi: le sfere, mi hanno fatto dire: come in Dragonball?
No, non era come in drangoball,
era DRAGONBALL!!!!!!!!
Ma perché si ostinano a mettere mano a ciò che non gli appartiene?
Perché credono di avere il diritto di trasportare tutto in versione live?
Che ne sanno!
Non c'è nient'altro da dire.
» postato da rita71 alle 19:05 del 07-05-2009