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Delos Science Fiction 110
pagine 86, b/n
copertina a colori plastificata
prezzo 6,50 euro
prezzo per i soci 5,85 euro
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In conclusione in questa prima stagione l'animo femminile viene presentato come qualcosa di mostruoso, caotico, pericoloso o altrimenti di immaturo. In tutti i casi è necessario un controllo esterno, che sia il padre (adottivo o biologico) per Claire, oppure lo psichiatra nel manicomio per Niki/Jessica. Si tratta di controllare e disciplinare la donna perché da sola non è in grado di farlo. Tutto questo riconduce a un concetto di inferiorità della donna e probabilmente Tim Kring non è neanche consapevole di averlo espresso in questa prima stagione di Heroes perché gli stereotipi da lui utilizzati sono radicati profondamente nella società ed è molto difficile liberarsene. In altre serie forse è riuscito meglio a creare donne di carattere che non seguono gli stereotipi patriarcali, come per esempio Jordan Cavanaugh in Crossing Jordan. Ma alcuni potrebbero obiettare che Jordan Cavanaugh5 non è una vera eroina d'azione e avventura dato che rientra nella categoria della scienziata tutta cervello, sulla falsariga di altre donne simili protagoniste della recente ondata di serie televisive scientifico-legali come CSI per esempio. Jordan Cavanaugh però è la protagonista unica della serie affiancata da co-protagonisti quindi era assolutamente indispensabile per la sopravvivenza stessa della serie creare un personaggio affascinante coinvolto in storie avvincenti, mentre Heroes è una serie corale dove ci sono molti protagonisti e in questo caso l'autore ha preferito dare più importanza ai personaggi maschili che a quelli femminili. In pratica Tim Kring è riuscito a creare personaggi femminili forti e complessi, ma lo ha fatto usando vecchi stereotipi che hanno come unico risultato quello di contenere e bloccare la forza di questi personaggi rendendoli assolutamente inutili. La serie rimane comunque appassionante, ma con un retrogusto amaro per una spettatrice femminista. Peccato, un'occasione mancata.
1 V. CAMPBELL, The Hero with a Thousand Faces.
2 V. BRAIDOTTI, Rosi, Madri mostri e macchine, ManifestoLibri, 2005, Roma, p. 50.
3 Viene in mente il precedente illustre di Psycho diretto da Alfred Hitchcock nel 1960, con un indimenticabile Anthony Perkins nella parte del maniaco omicida.
4 V. BRAIDOTTI, Rosi, Madri mostri e macchine, ManifestoLibri, Roma, 2005, p. 60.
5 V. DOMINGUEZ, Diana, Tough and Tender, Buff and Brainy: A New Breed of Female Television Action Hero Blurs the Boundaries of Gender, scaricato da http://www.academinist.org/mp/mp_archive/archive/december04/ampioa1.html nell'agosto 2007.
1 mmmmmmm....effettivamente sviscerando Heroes in questo modo si notano cosucce fastidiose, ma sinceramente io rimango comunque dell'idea di godersi le cose (tv, libri, musica) senza sottilizzare e analizzare troppo, pena perdere appunto tutto il gusto della fruizione. Prendo ad esempio il mondo di Tolkien, in cui si nota la quasi totale assenza di personaggi femminili e il fatto che i pochi presenti siano praticamente insignificanti (facciamo giusto una piccola eccezione per Eowin...?): a me piace comunque, lo leggo e rileggo senza stancarmi, mi affascina e mi diverte. Pazienza per il femminismo, che comunque come tutti i movimenti è arrivato alla stagnazione e avrebbe bisogno di rivedere obiettivi e metodi. Un augurio: forse dovremo aspettare una serie tv creata da una donna per vedere ribaltate le parti...? Speriamo bene! Paola
» postato da yliharma alle 10:56 del 12-01-2009