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Su cosa può significare essere postumani (ex umani) per trascendenza tecnologica

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Ho parlato di un diverso modo di essere postumano, frutto di una mia visione della realtà nata da suggestioni e percezioni totalmente mie, forse non così frequenti nel pensiero attuale. ;;Ho tratteggiato vagamente di un insolito modo di interpretare la crescita: potranno mai raggiungerla tutti gli umani dimenticando il senso di dominazione, di sopraffazione e violenza che alberga nel nostro animo (presente fin nei giochi sessuali estremi)? Potremo mai comprendere e ambire ai traguardi di una civiltà superiore senza cadere nelle spire dell’elitarismo, senza considerare appartenente a una razza inferiore chi non sarà alla nostra altezza? O sarà soltanto un eternarsi della lotta biologica tra specie di animali dissimili, ognuna supportata da un innato senso di superiorità? Se quest’ultima ipotesi si avvererà, il concetto di branco (non di società) prenderà ancora animalescamente il sopravvento: quale delle due mandrie vincerà, il postumano o l’umano?

 

Il postumano, probabilmente, non potrà essere migliore dell’umano: ne raccoglie la sua eredità, così come (se Sitchin dovesse davvero aver ragione) gli umani raccolsero l'eredità dei nephilim — esseri spregevoli dal punto di vista umano, esseri che però insegnarono loro le devianze più abiette…

 

Le porte della memoria silenziosa si aprono a me e illustrano il vocio assordante di quello che ho intorno, che ho sempre avuto intorno ma che non ho mai udito. Con te le orde dell'occulto si aprono e mi trascinano nell'etereo, laddove non sono più umano e nemmeno postumano -  solo inumano. Lo capisco ora, ora che sono accresciuto dalla sapienza e dalla tecnologia.

 

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Autore: Sandro Battisti - Delos Science Fiction 109 - Data: 6 novembre 2008

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Commenti

1 Sono un po' perplesso, lo ammetto: se ho ben capito sarebbe postumano qualsiasi passo avanti di ordine drammatico, come per esempio anche l'invenzione della ruota, o della macchina di Gutenberg? Non è quello soltanto "progresso" in senso stretto? Vedo più come postumano in senso proprio l'innesto di componenti meccaniche e/o elettroniche nel corpo umano, l'utilizzo delle nanontecnologie, la clonazione e simili: tale manipolazione dell'essere umano, effettuate da esseri umani possono davvero farci trascendere la nostra condizione attuale, parlando di fisiologia e psicologia. Chi vivrà, vedrà, insomma... ;-)

» postato da ammiraglio_naismith alle 21:45 del 06-01-2009

2 tutto l'articolo cercava d imettere in evidenza un approccio postumano non solo tecnologico, ma anche interiore... la chiave di lettura è quella :)

» postato da zoon alle 12:34 del 07-01-2009

3 Lascio da parte le considerazioni di fanta-archeologia (disciplina che non trovo né seria né divertente), ma credo che il post tocchi un tema interessante, infatti mi ricorda un saggio di Heinrich Popitz che avevo letto anni fa (Verso una Società Artificiale, Editori Riuniti) in cui si affermava che i progressi tecnologici sono parte dell'evoluzione umana: "La tecnologia degli utensili segue innanzitutto il processo dell'evoluzione biologica. Il cervello e il corpo degli ominidi e dei loro successori hanno "in un certo senso sudato" gli utensili. Ma anche l'effetto opposto è verosimile, cioè l'influenza della crescente esperienza tecnologica sull'evoluzione della costituzione psico-fisica dell'essere umano (...) Non domandiamo più crudamente in che misura l'agire tecnologica debba essere inteso come marca dell'"uomo in sé", ma cerchiamo di concepire l'agire tecnologico (...) come un agente della filogenesi umana." Il saggista tedesco quindi immaginava un'influenza dell'agire tecnologico sull'evoluzione umana, con conseguenze drammatiche fin dalle prime, elementari, tecnologie (primi utensili, il fuoco ecc...). Ma qui si tratta delle conseguenze di atti utilitaristici che hanno portato alla coordinazione mano-cervello-occhio e allo sviluppo di categorie dell'agire e del pensare che ne è derivato. Popitz era (a ragione, secondo me) ben lontano dal chiamare questa una trascendenza. Altrimenti anche la normale evoluzione per selezione naturale dovrebbe esserlo. Limiterei l'uso di termini estremi come trascendenza ad eventi evolutivi completamente dipendenti da una decisione intellettuale dell'uomo. Svegliarsi una mattina e decidere di montarsi una CPU nel cranio per velocizzare i processi mentali o decidere che ai propri figli farebbe comodo avere le branchie (la metto sul ridere, ma ci siamo capiti, penso) è un atto di categoria ben diversa dall'influenza reciproca di tecnologia ed essere umano nell'agire di tutti i giorni. Che può sembrare trascendente solo agli occhi dell'osservatore arretrato, come gli indigeni che videro arrivare le navi degli europei qualche secolo fa...

» postato da Rakanius alle 18:59 del 07-01-2009

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