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A Franco:
per tutto quello che mi hai lasciato.
Grazie
Il ronzìo dei generatori era l'unico suono nel piccolo ponte della navetta. Ledeo osservava i suoi compagni di viaggio: cinque uomini e due donne. Nulla nelle loro espressioni lasciava trasparire la benché minima emozione. Per lo più se ne stavano seduti immobili, oppure si guardavano le mani, comunque sembravano impegnati a non incrociare mai lo sguardo con gli altri viaggiatori. Sette figure in divisa arancione sullo sfondo di bianco assoluto che le poltroncine, gli accessori, le pareti e il soffitto regalavano alla vista.

Anche se non lo voleva ammettere, Ledeo sapeva in cuor suo che non c'erano speranze per il suo pianeta.
Il vetro dell'oblò rimandava la sua immagine leggermente sfocata e per un attimo Ledeo si ritrovò a guardare nei suoi stessi occhi senza riconoscerli. Si sentiva completamente svuotato. Del resto la fine del suo pianeta era inevitabile, non solo a causa della smania di potere di pochi governanti, ma soprattutto grazie all’indolenza patologica che da generazioni accompagnava la gente di Al Arret. Il costante inaridimento culturale della classe media era stata la base perfetta per i piani insensati dei vari governi. In questa assurda guerra non c’era una parte buona ed una cattiva: anzi, probabilmente in pochi sapevano ancora i motivi per cui era cominciata. Ormai era diventata la normalità. A parte le zone in cui di volta in volta si combatteva qualche battaglia, il resto del pianeta viveva uno stato di apparente tranquillità. Eppure la sottile tensione che aleggiava teneva sotto scacco la maggior parte della gente. Nessuno guardava più al domani. Si pensava solo alle necessità del momento, al limite quelli che se lo potevano permettere accumulavano cibo e oro per chissà quale assurdo motivo. Tutti guardavano ai propri interessi senza curarsi di quel che accadeva intorno a loro. Vivevano in una società eppure si comportavano come animali solitari. Ma non era stato sempre così. Un tempo neppure troppo lontano erano stati toccati vertici altissimi in tutti i settori, dalle scienze alle arti. Erano bastate poche generazioni di ignoranza e propaganda per dimenticare tutto, per rendere la voce della gente solo un’insignificante brusio.
Tutte queste cose giravano nella mente di Ledeo mentre il nero dello spazio annullava il suo senso della vista e la sua voglia di vivere.
Quando la navetta arrivò a destinazione le leggere vibrazioni causate dall'attracco riportarono alla realtà Ledeo. Si alzò dalla sua poltroncina e insieme agli altri si avviò verso l'hangar principale.
1 Dall' origine del viaggio di un popolo alla ricerca della perfezione, all' origine della vita sul nostro pianeta in un contesto in cui la coscenza di sè è alla base della vita e trascende la natura delle cose. Anch' io mi chiesi, in un contesto in cui il nostro mondo volgesse verso la sua autodistruzione, come fare a salvare il frutto di 5 miliardi di anni di vita civiltà e cultura della crema della società per evacuare prima della sua distruzione verso un nuovo mondo ad insaputa dei potenti e fondare un mondo nuovo, nel rispetto di ogni forma di vita. Tuttavia pensai che l' unica soluzione sarebbe stata quella di affidare ad una setta di guardiani robotici la tutela del sapere tecnologico dopo lo sbarco ed il suo eventuale accrescimento, in modo da poter difendere il nuovo pianeta da disastri, epidemie ed altro, senza contagiare la cultura con il potere che emana dalla tecnologia.
» postato da Paco du Brazil alle 23:00 del 28-06-2006