Stealth

AZIONE, Id., Usa, 2005 - regia di Rob Cohen - scritto da W.D. Richter - con Josh Lucas, Jessica Biel, Jamie Foxx, Sam Shepard, Joe Morton, Richard Roxburgh, Ian Bliss, Megan Gale, Ebon Moss-Bachrach - durata: 121 minuti - distribuito da Sony Pictures - giudizio: mediocre

Un po' Il dottor Stranamore, un po' Terminator, quello che veniva definito (dalla produzione...) come il Top Gun del Duemila si rivela per essere un 'pasticciaccio brutto' che nemmeno una bellezza come quella di Jessica Biel riesce a rendere più 'accettabile' e sopportabile.

La trama è sorprendentemente prevedibile: in un prossimo futuro i tre piloti più abili della marina (selezionati su 200 aspiranti) guidano dei caccia stealth estremamente duttili ed evoluti. Sono pronti a colpire sempre e ovunque i terroristi di tutto il mondo, piovendo su di loro dal cielo e non lasciando traccia del loro passaggio.

Un giorno, però, a loro viene affiancato un quarto velivolo pilotato da una macchina. Dopo un difficile atterraggio su una portaerei durante una tempesta, il computer dell'aereo colpito dal fulmine prima impazzisce, poi, pian piano arriva all'autocoscienza comportandosi in maniera 'pericolosa' per i civili coinvolti nelle operazioni e per i tre colleghi piloti.

Da qui una serie di rimandi e di citazioni continui che vanno da 2001 Odissea nello spazio (il computer parla con lo stesso tono incolore) fino ad arrivare a  007 e così via. Una pellicola tanto mediocre quanto inutile che nonostante le buone intenzioni del suo regista è appesantita sensibilmente da una sceneggiatura fragile e scontata.

Ritmato da un'ottima colonna sonora Stealth trova uno dei momenti più esilaranti del film è l'aereo computerizzato che attacca a ritmo di rock and roll con un'aperta citazione di Aquila d'acciaio, film emblema dell'edonismo reaganiano, con tutti file scaricati in maniera pirata da Internet. Il problema è proprio questo. Pur essendo un film ispirato dal solito moralismo facile dei blockbuster connessi alla rivolta delle macchine (un uomo può sbagliare, ma ha comunque un'etica), Stealth è un film criptofascista perché avalla la dottrina dell'attacco militare in qualsiasi territorio a scopo preventivo. Decisamente troppo per una pellicola disordinata in cui — peraltro — il bellone e la bellona di turno non riescono a finire a letto insieme e il vincitore dell'Oscar Jamie Foxx soffre in un ruolo secondario e bidimensionale.  Per non parlare del finale moralista in cui la macchina apprende l'etica dal collega pilota e non dai militari rinnegati. Troppe suggestioni e troppa carne al fuoco per una pellicola sostanzialmente incoerente e fragile nel suo non dire niente di originale.

Per non parlare degli effetti digitali. Uno degli elementi davvero spettacolari sia di Top Gun che di Aquila d'acciaio era l'utilizzo dei veri aerei. Qui, invece, l'abuso dell'effettistica digitale porta a fare volare macchine senza peso che si vede sin dal primo istante essere ricreate (malamente) al computer. Insomma, un film inspiegabile sotto i punti di vista, che nonostante il talento di Cohen in alcune scene e situazioni, sembra essere troppo in linea con l'idea di America di George W. Bush e con la sua dottrina dell'uso delle armi e degli eserciti. I nemici — anche nel prossimo futuro — sono gli stessi di oggi: arabi, nordcoreani e tutti coloro — anche alleati e subalterni — che non sono in grado o non vogliono allinearsi con l'idea di una superpotenza pronta a colpire sempre e ovunque. Il cinema non è fatto per la propaganda. Un connubio estinto con Leni Riefensthal e un pezzo della cinematografia sovietica. Metterci delle 'belle fighe', il rock and roll e qualche tocco glamour non cambia le cose: Stealth è un passo falso per tutti e — possibilmente — da dimenticare. Nonostante, alla fine, il messaggio possa sembrare un altro, ovvero quello legato all'immagine in crisi di un esercito pericoloso in quanto dominato dall'idea dell'efficienza e non dell'umanità. Il problema è che — nonostante le intenzioni di Cohen da sempre nemico giurato di George W.  Bush — quello che resta è ben altro. Un messaggio portato avanti da un film dalla bella confezione, ma pieno di buchi e di errori.

Autore: Marco Spagnoli - Data: 14 agosto 2005

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Commenti

1 trovo veramente straordinario il suo commento su questo film,io il film lo visto e non lo trovato cosi brutto,certo è un peccato lche la bellona di turno non ci abbia regalato qualche bella scena hard sex,ma se siamo sopravvissuti a film come farenaiht 11/9 e la stanza del figlio,quindi abbiamo sviluppato i necessari anticorpi per film light come questi.Mi permetta una piccola osservazione,veramente pensa che sia un film di tipo "fascio"non trova che questo suo commento ricorda le obsolete e anacronistiche recensioni tipo unità(giornale)?certo non resterà nella storia del cinema,ma come le ho gia detto se si sopravvive ad un film palloso stile f.9/11 be .....

» postato da laurenzi massimiliano alle 08:14 del 08-10-2005

2 «peccato lche la bellona di turno non ci abbia regalato qualche bella scena hard sex» Visto il tenore del film ci mancava pure quello... «ma se siamo sopravvissuti a film come farenaiht 11/9 e la stanza del figlio» Mi sfuggono le connessioni...fra film pallosi e light...

» postato da Zakalwe alle 10:03 del 08-10-2005

3 « ,certo è un peccato lche la bellona di turno non ci abbia regalato qualche bella scena hard sex,» Lo farà sicuramente nella versione caricaturistica porno che immancabilmente fanno in questi casi. Anche se non sarà proprio lei ho idea che resterai comunque soddisfatto :roll:.

» postato da Ommadawn alle 17:12 del 12-10-2005

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