Prendete la New York di inizio anni Trenta: alti grattacieli, gangster per le strade e bordelli dappertutto. Aggiungete un investigatore, un po’ strano ve lo concediamo, ma è un classico segugio, quello che chiamereste per sapere se vostra moglie vi tradisce o se il vostro socio vi deruba. No, non siamo in un romanzo noir, tipo alla Dashiell Hammett o alla Raymond Chandler, perché abbiamo omesso di dirvi un piccolo (grande?) particolare… In questa storia c’è Spider-Man. Sì, ma non Peter Parker. Il suo nome è Ben Reilly. Accetta un paio di casi apparentemente semplici, finché mafiosi, mostri e una misteriosa femme fatale non tessono una ragnatela che lo riporta faccia a faccia con la sua vita passata di unico supereroe di New York.
Sono queste le premesse di Spider-Noir, la nuova serie TV supereroistica in onda su Prima Video. Creata da Oren Uziel e Steve Lightfoot, entrambi co-showrunner ed executive producer e con alle spalle il team di Spider-Man: Un nuovo universo, composto da Phil Lord, Christopher Miller e Amy Pascal, la serie ha per protagonista Nicolas Cage, che debutta sul piccolo schermo nel ruolo di Spider-Man, ma decisamente molto diverso da tutti gli Spider-Man che abbiamo visto finora su tutti gli schermi, grandi e piccoli. Accanto a lui completano il cast Lamorne Morris, Li Jun Li, Karen Rodriguez, Abraham Popoola, Jack Huston, Brendan Gleeson.
La versione a fumetti di Spider-Noir o Spider-Man Noir, come viene chiamato a volte, è stata creata nel 2009, quando la Marvel Comics decise di dar vita a una linea di fumetti Marvel Noir. In particolare, il tessiragnatele fa parte di un universo alternativo, decisamente hard boiled e crime, con storie che si svolgono negli Stati Uniti durante l'era della Grande Depressione. La versione Marvel Noir di Peter Parker, è stata creata dagli scrittori David Hine e Fabrice Sapolsky, e dagli artisti Carmine Di Giandomenico e Marko Đurđević (che ha disegnato i suoi costumi).
In un’intervista esclusiva Esquire.com, Nicolas Cage ha dichiarato a proposito del suo personaggio, a cui aveva già dato la voce nei film animati Spider-Man – Un nuovo universo e Spider-Man: Across the Spider-Verse: “Per me, questo personaggio era per il 70% Bogart e per il 30% Bugs Bunny. Ero praticamente Mel Blanc che interpretava Bogart, con quel suo umorismo sarcastico. Ma è al cento per cento me stesso”.
Cage è rimasto molto soddisfatto dl risultato finale: “Ho visto due episodi, ma prima di guardarli con mio figlio di dodici anni, abbiamo messo su Il grande sonno come introduzione al genere noir. Sono contento di averlo fatto, perché il modo in cui ci si infiltra in Spider-Noir – con Ben che si alza la tesa del cappello, indossa occhiali rotondi e parla con voce nasale – è esattamente come Bogart si traveste in quel film. Era esattamente quello che avevo in mente quando abbiamo girato quella scena”.
A proposito di come sia nato il progetto di Spider-Noir, l’attore ha ricordato l’esatto momento: “Ho incontrato Oren per la prima volta un paio d'anni fa in un locale chiamato Bottega Louie, nel centro di Los Angeles. Gli stavo spiegando cosa speravo, quale fosse il mio sogno per questo concept. Potremmo prendere lo stile del film noir degli anni '30 – intendo quel modo di parlare, i dialoghi veloci alla Howard Hawks – e fonderlo con un'altra icona dell'universo Marvel, ovvero l'elemento ragno”.
A proposito sempre del grande cinema noir, Cage ha fatto riferimento ad altri grandi attori del genere: “Si vedranno anche altre influenze. Ho preso spunto da Cagney e da Edward G. Robinson. Ma quando guardi Bogart e osservi tutti quelli che gli stanno intorno, sembra quasi un personaggio dei cartoni animati. La stessa cosa succede qui. Ma è geniale e non riesci a staccargli gli occhi di dosso. È ciò che lo rende così affascinante e carismatico. Semplicemente… Non assomigliava a nessun altro. Sembrava quasi qualcosa di più grande della vita stessa”.
Ma cosa ne pensa l’interprete di Spider-Noir dei fumetti da cui la serie TV è stata tratta?
“I fumetti – ha spiegato Cage – sono per loro natura episodici. Da bambino, ricordo di aver letto con entusiasmo, ma anche con molta impazienza, la prossima puntata di qualsiasi personaggio stessi leggendo. Ero così immerso in quell'universo e volevo conoscerne ogni dettaglio, e aspettavo con ansia l'uscita del prossimo numero. La televisione si presta a questo, forse anche più del cinema. Volevamo evocare la sensazione di averlo tra le mani, il tatto, l'odore della carta, la grafica, tutto quanto”.
La novità più interessante di questa serie TV è che lo spettatore può scegliere di guardarla in bianco e nero, ovvero il colore del noir, o a colori. Ancora Cage ha ricordato che: “Capisco perché l'abbiano pubblicato in entrambe le versioni, e l'ho suggerito io all'inizio. Ricordo che quando Amazon stava pensando di realizzarlo, erano un po' titubanti riguardo al bianco e nero. E io dissi: ‘Non dovete farlo solo in bianco e nero. Potreste farlo anche a colori, perché è un fumetto per tutte le età’. Chi non ha molta familiarità con il bianco e nero può apprezzare il colore. E il colore è bellissimo. Ma è il bianco e nero che mi ha attratto di più”.
Sempre a proposito di offrire agli appassionati la doppia versione, l’attore ha continuato sottolineando: “Si adatta alla mia idea di come rappresentare un film noir. Ma la verità è che entrambi funzionano e sono belli per motivi diversi. Il colore è super saturo e splendido. Penso che gli spettatori adolescenti apprezzeranno il colore, ma voglio anche che abbiano la possibilità di scegliere. Se desiderano sperimentare il concetto in bianco e nero, forse questo potrebbe stimolare in loro l'interesse per i film del passato e apprezzarli come forma d'arte”.
Un altro riferimento naturale per la serie TV ma anche più in generale per il cinema noir è un noto pittore.
“Tutti quei film – ha ricordato Cage – degli anni '30 e '40 ora hanno questa patina di autenticità d'epoca, ma sono un po' come Edward Hopper. Guardi i suoi quadri e ti trasmettono nostalgia. Ma lui dipingeva semplicemente persone, essenzialmente, in un minimarket. Il suo ‘Nighthawks’ ritrae una scena notturna in un luogo comune”.
A proposito del resto del cast di Spider-Noir, l’attore ha affermato: “Sono stato molto fortunato a lavorare con un cast straordinario. Lamorne Morris, Karen Rodriguez, Brendan Gleeson, Li Jun Li. Ognuno di loro ha dato tantissimo al film. So che tutti si sono impegnati al massimo per creare qualcosa di divertente e ricco di sfumature. Ci sono momenti divertenti, ma anche momenti emozionanti. Ed è per questo che mi sono svegliato il giorno dopo averlo visto così felice”.
Insomma, questa nuova versione di Spider-Man sembra può davvero catturare l’attenzione tanto di un pubblico giovane, che ha magari letto le storie a fumetti, tanto quel pubblico più adulto che è cresciuto con il cinema noir classico o con i romanzi di Dashiell Hammett e Raymond Chandler e il risultato finale sembra poter riuscire in quest’impresa.
















