Nell’aprile del 1926, apparve nelle edicole americane una nuova rivista, un pulp magazine dal nome altisonante: Amazing Stories (storie incredibili). Il suo “inventore” si chiamava Hugo Gernsback e con questa sua creatura editoriale intendeva dar corso a una nuovo tipo di narrativa che avesse come pilastri i “fatti scientifici” e le “visioni profetiche”. Nasceva così la science fiction, che in Italia diventerà fantascienza, grazie a Giorgio Monicelli, primo curatore di Urania, che coniò, o se volete tradusse a suo modo, il termine americano. La fantascienza, in realtà, veniva già regolarmente pubblicata su altri pulp magazine già da molti anni, ma non era stata etichettata con un nome.

Non a caso l’editore americano, di origini lussemburghesi, dichiarava nell’editoriale di quel primo numero che i riferimenti letterari erano il francese Jules Verne, il britannico Herbert George Wells e l’americano Edgar Allan poe.

Gernsback, in un sol colpo, diede un nome, una “casa”, la definì e propose alcuni possibili “padri” del nuovo filone narrativo, ma creò di fatto anche un pubblico di lettori. Non a caso, da alcuni critici, è considerato il padre della science fiction.

Se si considera l’apparizione della rivista di Gernsback come l’anno zero, allora la fantascienza ha esattamente 100 anni, un anniversario che Delos Science Fiction, la nostra rivista di approfondimento, omaggia con un numero molto speciale.

Nell’editoriale di questo numero, Arturo Fabra, inserisce la fantascienza nelle grandi narrazioni del Novecento, esaltandone il suo immaginario. Antonino Fazio ci racconta come da quel fatidico 1926, la fantascienza abbia cambiato continuamente pelle, mostrando mille facce a seconda dei periodi storici. Ancora, Andrea Cattaneo dimostra come uno degli elementi cardini della science fiction, al di là del periodo considerato, è la “paura”, declinata in varie epoche storiche e osservata attraverso i film di fantascienza.

Lo speciale di questo numero 275 è una vera e propria Storia della fantascienza, scritta dal curatore della rivista Carmine Treanni, necessariamente breve, ma che attraversa questi primi cento anni del filone narrativo, partendo da Gernsback e arrivando alle nuove forme come il solarpunk e la climate fiction, ma passando per l’Età dell’Oro, l’epoca della Space Opera, la social science fiction, la New Wave, il cyberpunk e la distopia degli anni Duemila. Un viaggio negli affascinanti e misteriosi territori del futuro…