Numeri Uno

di Luigi Pachì

luigi.pachi@fantascienza.com

Il Fantastico economico classico

Numeri Uno, la column dedicata alle pubblicazioni di fantascienza apparse in Italia nel corso degli anni attraverso la disamina del loro primo fascicolo, continua alla caccia di pezzi rari. Un'occasione unica per i curiosi e i potenziali collezionisti per vedere le copertine dei mitici numeri 1 di molte delle testate che hanno tracciato la storia della science fiction nel nostro paese. Restate sintonizzati su queste pagine tutti i mesi perché le sorprese non mancheranno di certo.

L'8 gennaio 1994 esce il primo numero di una nuova collana di fantascienza che attira l'attenzione per due particolari interessanti: il primo riguarda la sua copertina, molto simile a quella dei vecchi Urania, il secondo è relativo al prezzo, solo 1000 lire. E in effetti stiamo parlando della collana Il Fantastico economico classico, edita dalla Compagnia del Fantastico, un editore del Gruppo Newton

Sul discorso della copertina tipo Urania ho un piccolo aneddoto che può far capire il perché di questa scelta marketing. Diversi lettori di fantascienza identificano ancora oggi la fantascienza in edicola con la precedente versione di Urania (non quella attuale). Non solo i lettori, ma anche gli edicolanti... L'altro giorno (scrivo questo pezzo in maggio -1998), ero nei pressi di un'edicola di un centro commerciale e c'era un signore, vicino a me, che con gli occhi cercava disperatamente qualcosa che non trovava. Si avvicina il ragazzo dell'edicola e gli chiede: "Posso aiutarla?". L'uomo lo guarda e dice: "Sto cercando Urania, quella bianca con il cerchio rosso... Sa è un po' che non la leggo e volevo ricominciare". I due sono proprio di fronte a un'Urania nuova versione, ma non se ne accorgono per niente in quanto completamente diverso da quello che cercano. Il ragazzo allora rispone: "Ma... guardi è un po' di tempo che non la vedo, forse hanno smesso di farla!"

Quando il ragazzo se ne va spiego al signore dell'avvenuto cambiamento di grafica e, con mio sommo stupore, deluso, se ne va senza acquistare Urania nuova versione... Forse senza cerchio rosso non è più fantascienza... forse, secondo lui, è venuto a mancare definitivamente il marchio di "garanzia".

Ma torniamo a questa collana edita dal Gruppo Newton, già noto nel mercato dei tascabili per una serie di libri a prezzi supereconomici (100 pagine, millelire), che esordisce nel 1994 con questa iniziativa settimanale curata da Sebastiano Fusco e Gianni Pilo. Il primo volume, che vedete qui riprodotto, è di Edgard R. Burroughs ed è intitolato Sotto le lune di Marte, una storia di tribù semibarbariche che si combattono senza requie su un pianeta Rosso in completa decadenza. Nella politica editoriale si prediligono i romanzi datati, dove i diritti d'autore non sussistono più o sono minimi. La fantascienza si alterna alla fantasy e tra i tanti testi classici dei maestri di questo genere vengono, di tanto in tanto, proposti libri un po' più recenti. Naturalmente per contenere il numero delle pagine le stesse sono molto cariche di testo e anche i caratteri utilizzati sono abbastanza piccoli (mai come quelli di Galassia, però).

E' di norma che tra un capitolo e l'altro non vi siano salti di pagina e persino il primo capitolo inizia a metà pagina, subito dopo l'introdione dell'autore scritta in corsivo. Del resto, stiamo parlando di un libro il cui prezzo è inferiore (anche nel 1994) al costo di un quotidiano! Questo primo numero è ben tradotto da Giampaolo Cossato, mentre in altri casi le traduzioni lasciano un po' a desiderare, come ad esempio per i libri di H. P. Lovecraft. Se vogliamo sottilizzare questa collana può essere vista come un'arma a doppio taglio, perchè se da un lato gli va riconosciuto il merito di aver messo in circolazione molti testi di fantascienza e fantasy classici a un prezzo popolarissimo, che chiunque si può permettere d'acquistare, dall'altro va ricordato che in molti libri le traduzioni non erano all'altezza. Quindi l'opera di commercializzazione di una fantascienza di massa è stata fatta con un prodotto sì a prezzi popolari, ma spesso anche mediocre in termini di qualità. E che per chi si avvicinava per la prima volta al genere fantastico acquistando un libro a millelire poteva risultare la sua prima e unica esperienza, facendoci perdere un potenziale appassionato. Sarebbe bello poter fare la conta e verificare quanti nuovi lettori si sono avvicinati alla fantascienza per la prima volta acquistando questi tascabili dal costo pressoché nullo e quanti, di contro, siano stati persi per sempre...