1. La figlia di Rappaccini (Rappaccini’s Daughter, 1844) di Nathaniel Hawthorne 

 

La figlia di Rappaccini e sicuramente il racconto più noto di Nathaniel Hawthorne e il più fantascientifico” tra quelli pubblicati dallo scrittore americano.

Giovanni Guasconti si trasferisce a Padova per studiare, in una casa che si affaccia su uno splendido giardino. Dalla finestra, Giovanni vede il dottor Rappaccini che lavora alacremente al giardino e il dottor Baglioni, amico di vecchia data del padre di Giovanni, lo avverte che Rappaccini incrocia piante per estrarre vari tipi di veleno e, quindi, di stare lontano da lui. Giovanni, pero, s’innamora di Beatrice, la giovane figlia di Rappaccini, che sembra legata a doppio filo a una delle piante del giardino. La ragazza, infatti, e parte di un terribile esperimento del padre.

2. La lente di diamante (The Diamond Lens, 1858) di Fitz-James O’Brien 

Fitz-James O’Brien e uno dei più importanti scrittori di narrativa breve, tra cui alcuni testi che sono senza ombra di dubbio etichettabili come fantascienza; tra questi La lente di diamante, il suo più famoso.

Un giovane scienziato si impossessa di un diamante con cui realizza una potente lente per un microscopio mai costruito prima, alimentato da una grande batteria galvanica, composta da circa duemila coppie di piastre. Grazie a tale strumento, riesce a scorgere in una goccia d’acqua prima un mondo e poi un essere vivente molto simile a una donna. L’uomo, pur sapendo che potra solo osservare l’essere, che lui chiama Animula, cede alla tentazione di innamorarsene, ma dovra arrendersi al fatto che la goccia d’acqua dove vive la sua amata comincia a evaporare.

3. Il paese dei ciechi (The Country of the Blind, 1904) di Herbert George Wells 

Durante un’escursione sulle Ande, una giovane guida di Bogotà cade da un altissimo dirupo e miracolosamente non muore, atterrando sulla neve. I suoi compagni lo credono morto, ma in realtà il giovane giunge, seppur ferito e affamato, in un villaggio attorniato da alte montagne. L’incontro con tre degli abitanti del villaggio lo rende consapevole che forse ha trovato il leggendario paese dei ciechi. L’uomo pensa di poter essere un re in un mondo in cui lui e l’unico ad avere il dono della vista, ma ben presto si renderà conto in realtà di essere discriminato dagli altri proprio per il fatto di vederci.

Forse il miglior racconto di Herbert George Wells.

4. Quattro chiacchiere con una mummia (Some Words with a Mummy, 1845) di Egar Allan Poe 

Le “quattro chiacchiere” sono quelle che fanno i protagonisti di questa storia dello scrittore americano, che rianimano, grazie ad alcuni esperimenti, una mummia egiziana e ne nasce un confronto tra la civiltà americana e quella egiziana, con un’evidente partecipazione dell’autore per quest’ultima. Tra le altre cose, la mummia spiega che l'imbalsamazione non comporta la morte, ma la sospensione delle attività vitali che, con i dovuti strumenti, possono essere riattivate.

5. Facile come l'ABC (At Easy as A.B.C., 1912) di Rudyard Kipling 

Siamo nell'anno 2065, in un mondo dominato dall'Aerial Board of Control (l'"ABC" del titolo), un semi-eletto semi organismo "nominato". La tecnologia è andata avanti e c'è una serie di macchine e armi sofisticate basate su elettricità e radio. Gli uomini vivono più a lungo, il tenore di vita è alto e la popolazione sta diminuendo. È un mondo diviso in enclavi, che custodiscono ferocemente la loro privacy, anzi l'insistenza sulla privacy e l'odio per le folle, sono principi dominanti della società umana. La democrazia, il governo delle masse, è vista come un'idea antiquata e ripugnante.

Un racconto profetico questo di Rudyard Kipling, che individua nella privacy e nella società di massa due temi da usare come critica alla società contemporanea.