Il viaggio di padre e figlio diventa, dunque, la metafora della crescita in un mondo ostile, dove il poco tempo a disposizione serve ad insegnare, a preparare a infondere quella speranza irrinunciabile se si vuole arrivare a sopravvivere.

La strada lungo la quale i due protagonisti camminano nel film, è quella che ogni uomo e ogni figlio percorrono. Protagonista della pellicola nel ruolo del padre è, invece, una Star come Viggo Mortensen, mentre la moglie è interpretata da Charlize Theron. Il figlio è il tredicenne Kodi Smit-McPhee, anche lui nato e cresciuto in Australia. Nel cast compare anche un altro grande di Hollywood come Robert Duvall. ;“Quando ho letto la sceneggiatura sapevo di non potere rinunciare alla possibilità che mi veniva offerta. Mi rendevo conto della qualità del materiale.” Continua Viggo Mortensen: “In quel momento non volevo girare un altro film, ma sapevo anche di non potere e, forse, anche non volere dire di no.” Girato in una cittadina della Pennsylvania diventata famosa per essere stata devastata dalla crisi economica del collasso del sistema americano e in alcune zone della Louisiana che portano ancora oggi le ferite della furia dell’uragano Kathrina, The Road ;è figlio di un immaginario visivo popolato di fantasmi provenienti dall’era industriale. Una sorta di versione apocalittica dei Viaggi di Sullivan di Preston Sturgess in un’America deprivata dalla bellezza e di gran parte della sua umanità.

“Per trovare le locations abbiamo scansionato per settimane diversi terabyte di immagini provenienti da Google Earth e da un sito che fa riferimento ai luoghi ‘Perduti e abbandonati’ negli Stati Uniti.” Spiega il quarantanovenne Hillcoat “ Alla fine, il novanta per cento dei luoghi utilizzati li abbiamo individuati dal nostro ufficio in Australia e non sul posto in America, dove, poi, siamo andati per un inquietante tour dei ‘luoghi post apocalittici degli Stati Uniti’. Il che la dice lunga sul livello della tecnologia oggi. Per noi è stato un lavoro fondamentale, perché volevamo che il mondo attraversato da padre e figlio fosse irriconoscibile e senza nome. I film sulla fine del mondo, invece, tendono a mostrare città riconoscibili da tutti, vuote. Noi volevamo l’opposto: ci interessava che si parlasse di un’America senza nome. Come i due protagonisti che nel romanzo e anche nel film sono chiamati solo come ‘il padre’ e ‘il figlio’. Questo per accentuare ancora di più il loro legame davanti all’Apocalisse.”

Mortensen insiste sull’universalità della storia: “Quello che mi ha fatto immediatamente sentire il personaggio come mio è stato proprio l’essere un padre e immedesimarmi in quella situazione disperata. Al tempo stesso, però, tutti quanti siamo figli di qualcuno ed è semplice relazionarsi in maniera immediatamente viscerale con la storia che viene raccontata. Non devi avere dei figli per capire il senso di questa storia che è, lo ripeto, soprattutto una meravigliosa storia d’amore tra due esseri umani. Ovviamente avere come protagonisti un padre e un figlio di fronte all’apocalisse, rende il libro di McCarthy il più universale di tutti. Una trama immediatamente e semplicemente comprensibile da parte di ogni uomo e donna di questo pianeta. Del resto La Strada è un libro che ha avuto un immediato successo in tutto il mondo prima che i Fratelli Coen girassero Non è un paese per vecchi facendo di lui una vera e propria star. Tutti, ovunque,  possono comprendere in profondità una storia che parla di paura e speranza e che attinge ad una domanda che tutti i genitori si pongono: “Cosa potrebbe accadere a mio figlio, se io non sono lì a proteggerlo e ad aiutarlo?”. In questo film la domanda viene portata in una situazione estrema che rappresenta l’incubo peggiore senza cibo, senza amici, senza legge, senza futuro.”

L’attore, però, ha anche un’altra convinzione “. Al di là dell’ambientazione estrema è una storia che dimostra come i padri possano tornare ad essere dei figli e i figli, invece, diventano i veri maestri.“