La baciai appassionatamente e l'abbracciai: la pelle di lei, tiepida, si posava sul mio corpo, la pressione dei suoi seni, piccoli e delicati.

– Isthar ti amo! – mormorai.

– Bèl...

La cinsi con forza come in un amplesso ma sentii che la colonna iniziava ad avvolgermi per portare a compimento la Ierogamia, allacciandosi al mio corpo debole e sofferente con crudeli spire di tendini e metallo.

Mi ritrassi e iniziai a tirare per estrarre Isthar dal bozzolo che l'imprigionava. La carne e il metallo cercarono di resistere ma sangue colava misto a siero e lentamente le fibre cedevano.

Il volto di lei perse parvenza di umanità e i suoi occhi biomatici guardarono Bèl:

– Perchè lo stai facendo? – chiese tramite lei Bhaga.

– Perchè l'amo!

– Per questo devi essere l'Adam Qadmon! Per questo ti è stato dato il privilegio dello Ierofante! Per la Ierogamia!

– Per questo... non posso vederla morire! – gridai come un pazzo continuando a tirare sempre più forte. Le braccia sul  punto di spezzarsi, tese fino allo spasmo, oramai tremanti e stremate. Continuai gridando per il dolore.

– Sarai privato della vita che ti abbiamo donato!

– Non ho paura di te! – gridai e in quell'istante sentii la mente vacillare, invasa dall'immensità di Bhaga che tentava di riappropriarsi della mia anima. Come un demone affamato che assaliva le mura della mia mente.

Ma resistetti. Il mio piano stava funzionando...

Noa mi stava aiutando, piccolo Noa che come un cancro stava divorando la potenza di calcolo di Bhaga.

– Mi dispiace Bhaga, hai perso! – e fu come se l'intero globo tremasse, se migliaia di coscienze all'unisono vibrassero di confusione e paura.

– Perché?

– Hybris Noèsis aethernae Meth! – esclamai e quelle parole come un eco percorsero le fibre del pianeta.

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Fu come un brivido, e seguì uno spasmo che contrasse le viscere della Bestia. Miliardi di Golem con forza iniziarono a sollevarsi da terra; strappando la loro carne da Bhaga, allontanandosi dalla dèa; e quelle creature incominciarono a  mormorare, e a pensare come una mente sola che andava scindendosi: Hybris Noèsis æthernæ Meth.

– Tu hai creato il tetragràmaton...