Battlestar Galactica 04x11: Sometimes a Great Notion

Tornano le avventure del Galactica con una delle più belle puntate di sempre.
stagione 4, episodio 11, Battlestar Galactica, tit. it.: Battlestar Galactica, U.S.A., 2009 - regia di Battlestar Galactica - scritto da Ronald D. Moore - con Edward James Olmos - Admiral William Adama
Mary McDonnell - President Laura Roslin
Katee Sackhoff - Captain Kara 'Starbuck' Thrace
Jamie Bamber - Lee Adama
James Callis - Dr. Gaius Baltar
Michael Hogan - Colonel Saul Tigh
Aaron Douglas - giudizio: eccellente

Frak Earth.

La scritta campeggia nel cuore di ogni sopravvissuto della flotta, ed è il marchio dell’angoscia che non lascia più alcuna speranza per il futuro.  Con questo inizio di mid-season Ronald D. Moore esplora gli antri più reconditi della disperazione umana sfornando una puntata granitica, intensa e durissima che colpisce dritto al cuore e alla mente dello spettatore.  Le aspettative su quest’ultima parte di stagione che porta al rush finale erano altissime, e con questa Sometimes a Great Notion non vengono minimamente disilluse.  Sin dal momento dell’olocausto un’intera popolazione si era aggrappata disperatamente al filo della speranza, la speranza di un futuro, la speranza di riottenere un’esistenza, ma come spesso accade la conoscenza e la verità rappresentano un macigno in grado di far annegare anche gli spiriti più forti.  La verità sbattuta in faccia come uno schiaffo è quella che la terra promessa non è altro che una landa desolata e devastata da un conflitto termonucleare che la rende inabitabile.

La puntata era attesissima anche perché finalmente ci avrebbe rivelato la verità riguardante il quinto dei final 5, l’ultimo silone la cui identità ci era ancora nascosta.  La rivelazione, anche se tra mille dubbi, ci è giunta ma non è questo l’aspetto che rende straordinaria questa puntata. 

Il viaggio nella disperazione dell’animo umano che trova la sua concretizzazione nella dipartita di uno dei membri principali del cast è il vero fulcro sul quale si regge l’intera puntata. La morte, intesa come tentativo estremo di fissare indelebilmente l’ultimo attimo di felicità possibile, diventa una soluzione morbosamente plausibile. Questo ha un effetto scioccante e traumatico nello spettatore, amplificato dalla velocità dell’azione che grazie ad un’abile sceneggiatura viene inserita in un contesto quasi impossibile da prevedere, scatenando uno sconcertante effetto sorpresa. 

Ormai mi è quasi impossibile trovare un aggettivo in grado di definire in maniera adeguata la bravura di Edward James Olmos visto che anche in questa puntata ha fornito almeno due interpretazioni assolutamente fuori scala, inclassificabili, quando si trova a piangere di rabbia all’obitorio urlando la propria frustrazione e delusione e nell’altra scena madre con il Colonello Saul Tigh (Michael Hogan) che si sviluppa attraverso un magistrale dialogo tra i due vecchi amici che oramai a stento si riconoscono.  La tensione è tenuta alta anche attraverso l’altra sottotrama che ci racconta il paradosso nel quale si viene a trovare Kara “Starbuck” Thrace (Katee Sackhoff) dopo che, posta di fronte al proprio riflesso, subisce personalmente anch’essa il duro schiaffo della verità che è il vero tema portante dell’intera puntata.  Anche le scarse qualità recitative di Jaimie Bamber (Lee Adama) in questo caso risultano, paradossalmente, un pregio. 

Chiunque infatti abbia seguito la serie sin dagli inizi sa perfettamente che egli è in grado di produrre due semplici espressioni facciali, che pianga, che rida, che si diverta o che sia triste, ma in questo caso tale mancanza è un valore aggiunto all’interpretazione.  Lee Adama infatti si fa carico delle promesse (o delle menzogne) del mondo e mantiene un’impassibilità che è funzionale al contegno necessario per offrire speranza a chi lo circonda.  In questo senso Lee Adama rappresenta la vera antitesi alla presidentessa Laura Roslin (Mary McDonnell), chiusa autodistruttivamente in se stessa: vittima e carnefice, incapace di vincere la propria disillusione e il personale fallimento.

Ormai risulta evidente a tutti che Battlestar Galactica non è  semplicemente un ottimo serial, ma che incarna uno dei capolavori assoluti della fantascienza televisiva di sempre, in grado di rivaleggiare in spessore, profondità e fascino con i mostri sacri del passato come Babylon 5, Star Trek DS9 o Firefly.

Autore: Angelo Rossi - Data: 19 gennaio 2009

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Commenti

1 suvvia, Firefly era un geniale divertissement (per me anche meglio di Star Trek DS9), ma non paragonatela a BSG o B5 per profondità. Bisogna riconoscerlo: BSG è davvero la migliore serie sci fi di sempre, dai tempi di Star Trek. E dire che non l'avrei mai detto! Luca

» postato da (luca viozzi) alle 12:06 del 19-01-2009

2 una recensione splendida, quasi bella quanto l'episodio recensito...è finita l'astinenza finalmente, e il tempo passato non ha intaccato di una virgola la qualità della serie.

» postato da gimosi alle 19:09 del 19-01-2009

3 «suvvia, Firefly era un geniale divertissement (per me anche meglio di Star Trek DS9), ma non paragonatela a BSG o B5 per profondità. Bisogna riconoscerlo: BSG è davvero la migliore serie sci fi di sempre, dai tempi di Star Trek. E dire che non l'avrei mai detto! Luca» Mi permetto di dissentire. Cmq, scherzi a parte, è vero ciò che dici. Ma la realtà è che Firefly è durato solo 13 episodi e non è dato sapere cosa sarebbe diventato...

» postato da cpt. Malcom Reynolds alle 19:17 del 19-01-2009

4 «una recensione splendida, quasi bella quanto l'episodio recensito» Concordo.

» postato da Lapis alle 19:27 del 19-01-2009

5 Quello che meraviglia è il realismo in un contesto che, per autodefinizione, è irreale. Specialmente in questo episodio. Si percepisce il freddo e l'ostilità dell'ambiente sulla superfice del pianeta (la luce glaciale mista ai rumori di acqua e vento), l'odore di chiuso e di ruggine all'interno delle astronavi. Sulle recitazioni avrei qualcosa da ridire. Le emozioni troppo accentuate finiscono per essere inverosimili, a volte comiche. Forse è vero, la migliore interpretazione è stata quella "espressivamente robotica" di Lee Adama.

» postato da L'uomo dei giochi a premi alle 20:51 del 19-01-2009

6 Concordo pienamente con l'articolo ma al posto della virgola dopo Babylon 5 metterei un punto e ometterei le ultime 5 parole.

» postato da (James Kirk) alle 21:07 del 19-01-2009

7 «suvvia, Firefly era un geniale divertissement (per me anche meglio di Star Trek DS9), ma non paragonatela a BSG o B5 per profondità. Bisogna riconoscerlo: BSG è davvero la migliore serie sci fi di sempre, dai tempi di Star Trek. E dire che non l'avrei mai detto! Luca» Mi permetto di dissentire pure io...se alcune delle tematiche buttate nel calderone di Serenity potevano emergere durante la serie direi che le premesse per un capolavoro c'erano... Non tutte le opere d'arte devono per forza essere mortalmente serie no? ...basta guardare Farscape...

» postato da Zakalwe alle 23:16 del 19-01-2009

8 A parte il fatto che anche io ho molto amato, Star Trek DS9 e Firefly (meno Babylon 5), questo Galactica esce decidamente fuoriscala rispetto ai serial sopracitati... inoltre la puntata 04x11 di Galactica, che ho appena terminato di vedere, è fuoriscala da Galactica stesso ed in generale da praticamente tutti i telefilm di qualsiasi genere (non c'è Lost che tenga!) e anche dalla maggior parte dei film per il cinema degli ultimi anni (anche quelli più impegnati). Tutti gli elementi, ossia la sceneggiatura, i dialoghi, la regia, la fotografia e la recitazione di tutti gli intepreti di questo episodio rappresentano il non-plus-ultra e lo stato dell'arte della prouduzione mondiale cinetelevisiva di qualsiasi genere. Quest'anno finalmente l'Emmy (l'oscar televisivo) lo beccano e se non succede faccio trovare una testa di cavallo mozzata ne letto di qualcuno!!!

» postato da Short Stories alle 00:03 del 20-01-2009

9 non ho visto (ancora) la puntata, ma parlare fascino e profondità per firefly e (sopratutto) DS9 mi sembra assolutamente eccessivo, se è profondo DS9, allora TNG cos'è? senza fondo?

» postato da (fabio De Angelis) alle 00:59 del 20-01-2009

10 Mi sembra che la trama nella prima parte della 4rta serie gli fosse sfuggita di mano. Vediamo se riescono a riprenderne le redini... da questo episodio sembra almeno che ci provino.

» postato da (Cesare Magnani) alle 14:24 del 20-01-2009

11 «non ho visto (ancora) la puntata, ma parlare fascino e profondità per firefly e (sopratutto) DS9 mi sembra assolutamente eccessivo, se è profondo DS9, allora TNG cos'è? senza fondo?» Be', può piacere o non piacere, ma credo sia indubbio che DS9 è più profondo, sia per le tematiche che per il modo di affrontarle, sia di TNG che in generale di tutte le serie di Star Trek. TNG è una serie eccellente, ma - per scelta - non approfondisce mai più di tanto, tenendo sempre un certo livello di distacco. S*

» postato da S* alle 15:02 del 20-01-2009

12 Mitico, non posso aspettare fino a quando ho la possibilità di vedere questo episodio! Tutto ciò conduce ad essa è stato meraviglioso, e sembra che la tendenza imponente continua...

» postato da Vicky alle 00:48 del 21-01-2009

13 Ottima recensione, dissento solo sul giudizio della discussione tra adama e saul, personalmente mi è sembrata forzata e artificiosa, per il resto paragoni non ne faccio, li trovo fuori luogo, my opinion of course. overzzzz..........

» postato da jetscrander alle 10:51 del 21-01-2009

14 Ottima recensione, come al solito. Anch'io la puntata l'ho trovata eccellente, ma forse non la migliore della serie - e sicuramente non all'altezza di alcuni episodi di una quarta stagione di Lost che ha toccato vette irraggiungibili, a mio modesto avviso. Il bello di BSG, che comunque subito dopo Lost è la cosa migliore che ci sia in tv oggi (giusto per concordare anche con la classifica del topic apposito ;)), e da una ventina d'anni a questa parte, è che pesca nelle acque profonde degli archetipi, e quindi parla dell'uomo, di ciascuno di noi, in modo ricco, non banale, vero. Quello che gli manca, rispetto a Lost, è il livello metafisico: è una serie molto filosofica, ma non metafisica, se non forse in modo accessorio alla trama. Ma credo che qui siamo nel campo del de gustibus, e che per alcuni l'assenza di metafisica sia un bene ;) Voto 9

» postato da Faramir alle 22:26 del 21-01-2009

15 io l'ho trovata una puntata molto bella, ma non eccezionale. Da 4 stelline, 5 mi sembra troppo. Ce ne sono state di ben più emozionanti, ricche di pathos e di suspense nelle serie precedenti (cito per tutte le prime quattro puntate della terza serie!). Certo che ci sono numerosissimi colpi di scena, una grande rivelazione, per cui la trama subisce un'accelerazione non da poco. Ma proprio per questo lascia tutto troppo in sospeso, è una puntata che più che altro crea aspettative per le prossime... speriamo bene! Per la recitazione, invece, darei un 10 e lode a tutti quanti...

» postato da Dr. Weir alle 23:01 del 21-01-2009

16 Ma si può sapere quando lo trasmetteranno? Non vorrei perdermi le prime puntate come al solito! Non ce la faccio più ad aspettare.

» postato da Effedieffe alle 15:42 del 24-01-2009

17 Concordo con il giudizio sulla puntata e segnalo anche quella successiva! ;-)

» postato da ammiraglio_naismith alle 06:45 del 04-02-2009

18 Sono appassionato di fantascienza da sempre, sono cresciuto con le avventure di Kirk & Spock (sono stato anche iscritto allo Star Trek Italian Club), ho visto B5 e Firefly e non alcun dubbio: Il Battlestar Galactica di Ron Moore è straordinario, assolutamente superiore agli altri serial fantascientifici e Ron Moore è un genio.

» postato da Domenico Cutrupia alle 14:50 del 17-02-2009

19 Capisco, amate la nicchia ma mi dispiace non è così che si risulta credibili. Ho visto tutte le serie da voi indicate ed ho provato del dolore fisico nel guardarle. Firefly faceva quasi più schifo di Angel...è bello amare la nicchia ma è bello conoscere per poi capire.

» postato da (Mario Androni) alle 10:53 del 25-12-2011

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