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Oggi non appare assurda la domanda: "Per quanto tempo ancora vedremo il mondo com'è ora?" Nella nostra realtà è in atto un progressivo "aumento di irrealtà" che minaccia (o promette) di crescere, anzi dilagare. Il punto di partenza è una tecnologia ben nota: la famosa RV (o VR, Virtual Reality). Ma parliamo di una RV un po' diversa da quella cui i media avevano abituato l’immaginario corrente.
Nel decennio scorso si è molto discusso di mondi sintetici tridimensionali nei quali ci si possa "immergere" indossando apposite attrezzature; un genere di RV che in effetti è stato ed è proficuamente utilizzato a fini pratici: aspiranti piloti possono virtualmente ritrovarsi tra le nuvole a fare virate, cabrate e quant'altro a volontà, senza consumare una goccia di carburante o rischiare di precipitare "realmente". Nel maggio 2006 fece notizia l’intervento chirurgico eseguito in diretta, negli Usa, da una sala del 27° congresso mondiale Heart Rhythm: il professor Carlo Pappone, responsabile del Servizio di aritmologia ed elettrofisiologia cardiaca del milanese Istituto San Raffaele, da Boston operò un paziente ricoverato a Milano, cioè a circa 6.000 km. di distanza. Interventi del genere ormai sono quasi routine. Il chirurgo agisce davanti alla tastiera di un computer e a uno schermo. In un altro luogo — distante metri o interi continenti — accanto al paziente c'è un robot chirurgo che agisce con una precisione irraggiungibile dalle mani d’un uomo. Sullo schermo del chirurgo "in carne e ossa" sfilano in diretta dati importanti del paziente, immagini 3D dell'organo su cui occorre intervenire, visualizzato da ogni lato o nel suo interno, con le sue precise dimensioni, la profondità alla quale dovrà fermarsi il bisturi robotico e così via. Questi esempio — potremmo riportarne altri — dimostrano come il virtuale riguardi non solo in aspetti tecnici, esplorativi o ludici. E val la pena rammentare che, non tanti anni fa, molti esprimevano il timore che l'immersione nell'irreale potesse un domani prendere il sopravvento; che un'umanità futura voltasse le spalle alla dura realtà del mondo preferendo drogarsi con mondi artificiali prefabbricati. E non si contano le storie di fantascienza giocate proprio su questo tema.
In realtà nulla di tutto ciò accade o minaccia di accadere, almeno per ora. Anzi le RV apportano sempre più un valore aggiunto al nostro mondo quotidiano... O no?
Il fatto (per tornare all'origine del discorso) è questo: esiste un'altra faccia della RV nota come RA (o AR, Augmented Reality). In tale versione la situazione pare capovolgersi: non siamo noi a immergerci nel virtuale, ma è esso a far irruzione nel mondo riuscendo a influenzarlo concretamente. Coloro che giocano in rete ai cosiddetti
Pubblicato originariamente in una versione ridotta su La Gazzetta del Mezzogiorno del 23 maggio 2006.
2 «Purtroppo spesso la realtà supera, in peggio, la fantasia. Le grandi potenze militari, come Russia, U.S.A. e Cina possiedono gia una tecnologia specifica, per usi militari, per " trasmettere" realtà alternative, o vari tipi di malattie o di morti istantanee, a gruppi o a individui specifici. Ovviamente le notizie al riguardo sono top secret.»
A te le hanno confidate perché sanno che sai tenere un segreto
S*
» postato da S* alle 11:39 del 07-02-2010
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1 Purtroppo spesso la realtà supera, in peggio, la fantasia. Le grandi potenze militari, come Russia, U.S.A. e Cina possiedono gia una tecnologia specifica, per usi militari, per " trasmettere" realtà alternative, o vari tipi di malattie o di morti istantanee, a gruppi o a individui specifici. Ovviamente le notizie al riguardo sono top secret.
» postato da (maurizio sanseverino) alle 10:29 del 07-02-2010