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Lost in the ciapp!

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Nel frattempo, però, il sex appeal di Lost era cresciuto in maniera esponenziale. Non si trattava più di una semplice serie televisiva ma di una fede, un credo ideologico, una visione del mondo radicalmente nuova. Il disvelarsi del senso profondo dell'universo. Una sorta di fusione tra Bibbia, fisica quantistica, speculazione scientifica d'estrema frontiera, più un pizzichino di metafisica che non guasta mai. Ho visto persone senza dubbio intelligenti discettare sui particolari più insignificanti dei singoli episodi, traendone conclusioni a livelli sfrenati di gigantismo cosmico. Sono stato trattato come un povero mentecatto per le mie obiezioni alla pochezza della quinta stagione. Aspetta e vedrai. Ti sistemeranno i due prodi Lindelof e Cuse, infedele di cacca.


Jack (Matthew Fox) e Kate (Evangeline Lilly) in Lost
Bon. Mi hanno sistemato. Hanno sistemato tutti. Ho visto le stesse persone sgonfiarsi nel corso della sesta stagione come palloncini bucati da un clown cattivo. La stupidità delle agnizioni finali è troppo evidente per negarla. Concludendo: l'isola è un tappo. Che, sotto le benevole cure dell'onnipresente Jacob, serve a non lasciar scappare il cattivissimo mostro di fumo. Peraltro creato dallo stesso Jacob in un impeto d'ira, scaraventando il fratello nella mistica fonte di luce. Dico io, non poteva pensarci prima? Ehi, ragazzi, ma allora l'intera serie non sarebbe esistita, giusto?

 

I poveri pisquanelli, Jack e Kate e compagnia bella, sono stati scelti perché la loro vita non era felice e invece finendo sull'isola avrebero vissuto un sacco di eccitanti avventure e conferito infine un significato alla loro miserabile esistenza. Ciumbia. Credo di avere letto idee più profonde su alcuni bigliettini dei Baci Perugina, ma forse mi sbaglio.

 

Per non parlare del presunto universo parallelo della sesta stagione: l'isola è affondata dopo la famosa esplosione e tutti atterrano sani e salvi a Los Angeles, anche se poi un'irresistibile forza d'attrazione li porta a riunirsi fino al sublime happy ending in una chiesa. Con un bell'omaggio allo spirito sempiterno del cattolicesimo, questo va detto. Uno guarda e si chiede: come mai accade ciò? A un certo punto, mi è venuto da pensare che forse erano tutti defunti e si stavano radunando per formare una pia congregazione di anime beate (tipo Totò in 47 morto che parla), ma mi sono detto naa, è troppo banale, troppo stupido, troppo risaputo, non può essere. Invece, guarda tu, avevo ragione. La sconvolgente novità di Lost. Che si conclude riabilitando i noti racconti di esperienze dopo la morte, con tanto di luce abbagliante dell'aldilà o quel che è, singhiozzare di violini, laghi e mari e oceani di buoni sentimenti. I nostri eroi passano oltre. Con una strizzatina d'occhio a un'altra serie televisiva tra le più infami, Ghost Wisperer, anche se manca la lacrimuccia tenera di Jennifer Love Hewitt. Peccato. Già che c'erano, ce la potevano mettere.

 

Resterebbe da dire che i veri interrogativi sollevati dalla storia non sono stati risolti. Giusto per citarne qualcuno: cos'è realmente l'isola, al di là della sua natura di tappo? Cos'è la luce che promana dal suo centro? Perché il fratello di Jacob, del quale ho scordato il nome, si è trasformato nel mostro di fumo dopo essere stato gettato nella luce? (Qui forse conosco la risposta, in perfetta linea con la scemenza della sceneggiatura: perché era cattivo e quindi doveva diventare un mostro cattivo.) Perché non si sono trasformati anche Jack e Desmond, che pure sono finiti nello stesso posto? Perché e come le barriere a pilastro che circondano la base della Dharma riescono a fermare il mostro di fumo? E cosa avrebbe fatto il suddetto mostro, se fosse riuscito a liberarsi nel mondo? Si sarebbe magnato l'intera specie umana? Poi avrebbe giocato a scacchi da solo? E Ben è soltanto una testa di razzo oppure uno schizofrenico in cui convivono miriadi di personalità conflittuali? Perché il sottomarino non era dipinto di giallo per farmelo piacere di più, amando io i Beatles? Se la Valtour costruisse un villaggio turistico sull'isola, si potrebbero fare massaggi rilassanti nella sorgente di luce?

Eccetera. Ma è inutile porsi siffatti interrogativi. Lost è morta, viva Lost. Almeno non ci sarà da patire un altro anno d'attesa.

 

Quando ero piccolo, adoravo i romanzi di Alfred Elton van Vogt, nei quali non capivo una mazza e proprio per questo mi piacevano: perché mi facevano sentire un misero coglioncello al cospetto di tanta mente. A quanto ho poi scoperto, nessuno ci ha mai capito una mazza, probabilmente nemmeno l'autore. La cui poetica consisteva nell'infilare una sorpresona ogni tre pagine, se ben rimembro, per lasciare senza fiato il lettore. Ideatori e sceneggiatori di Lost devono essersi studiati a memoria l'opera omnia di AEvV. Solo che lui era molto più divertente, originale, creativo, e non spiegava un razzo perché si era talmente immerdato che alla fine non sapeva più da che parte girarsi e nemmeno ci provava. Invece questi debosciati

 

hanno voluto superare il Maestro e hanno fatto la figura dei cioccolatini, come si dice dalle mie parti. Tsk tsk. Di Van Vogt ne nasce uno per secolo.

 

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Autore: Vittorio Curtoni - Delos Science Fiction 125 - Data: 6 giugno 2010

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Commenti

1 E ci hai messo 6 stagioni a capire tutto cio'?? Ma bravo! Ci credo che sei incazzato! Ma dovresti esserlo con madre natura, non con gli sceneggiatori di Lost che hanno fatto il loro santissimo dovere: portare la pagnotta a casa. Io sinceramente ho visto le ultime due stagioni per puro sport ripetendo agli amici piu' fissati che "tanto sono tutti morti da un pezzo"... Volete vedere qualche bella serie? guardatevi 24, prison break e the mentalist per citarne solo 3...

» postato da Zibri alle 02:55 del 06-06-2010

2 «Io sinceramente ho visto le ultime due stagioni per puro sport ripetendo agli amici piu' fissati che "tanto sono tutti morti da un pezzo"...» Spiace dirtelo, ma allora non hai capito gran che'. Erano morti solo quelli del presente alternativo. «Volete vedere qualche bella serie? guardatevi 24, prison break e the mentalist per citarne solo 3...» Tutte le volte che sento criticare Lost e poi citare 24 come "una bella serie" resto interdetto. Se c'è una serie più piena di incoerenze e di forzature di Lost - e con ampio distacco - è proprio 24. S*

» postato da S* alle 22:24 del 06-06-2010

3 Non sono un "fedele di Lost", ma la serie mi è piaciuta e mi ha divertito. L'ho trovata originale nel panorama televisivo e il finale credo sia il giusto finale per il racconto. D'altronde è un telefilm e cioè intrattenimento. Sperare in una "grande rivelazione" era puerile e qualsiasi rivelazione non sarebbe mai stata troppo grande date le aspettative...

» postato da (Marco Henin) alle 09:21 del 07-06-2010

4 ho trovato l'articolo in questione stupido e volgare, non capisco perchè sia stato pubblicato in questo modo! concordo su quasi tutto ma non in questi toni. ciao

» postato da Jabbafar alle 17:57 del 07-06-2010

5 Il commento d'autore, al di la delle rispettabilissime opinioni personali espresse, è scritto con un tono francamente troppo da "uomo sul piedistallo". L'autore non svolge un commento critico, ma ci delizia con una presa per i fondelli, divertente, ma fine a se stessa nel suo autompiacimento. Non è una delle migliori cose che ho letto di Curtoni.

» postato da . alle 18:07 del 07-06-2010

6 Non sono una fan di Lost, che spesso più che incuriosirmi mi ha esasperato, però trovo questo articolo fastidioso. Mi dice di più sul personale senso di superiorità del suo autore che sulla serie televisiva.

» postato da Lapis alle 21:02 del 07-06-2010

7 Di Lost ho visto poco. Dopo le prime puntate ho capito (o credo di aver capito) che era una "fregatura". Il vedere qualche puntata ogni tanto e parlare con alcuni amici mi hanno riconfermato nella mia opinione. Detto questo trovo l'articolo di Curtoni veramente triste da tutti i punti di vista: volgare, supponente, piatto e senza sorprese. A mio modo di vedere, e lo dico sommessamente, inadatto ad una pubblicazione "professionale" come fantascienza.com.

» postato da (carlo s) alle 22:13 del 07-06-2010

8 Io LOST me lo sono PERSO, ma i commenti del Curtoni non me li perdo, mi piacciono, belli volgari e supponenti, come le critiche cinematografiche di Evangelisti su Robot. Farsi una risata, tra amici, non fa mai male. Non credo che si tratti di una critica da "uomo sul piedistallo" ma da "uomo sul divano" che rimane deluso dall'intrattenimento televisivo e si permette di mandarlo "in the ciapp". Diretto, sincero, quasi una critica alla Truffaut dei "Cahiers du cinéma". Un saluto, Sam.

» postato da samuele nava alle 23:29 del 07-06-2010

9 Non so se la discussione generata dall'articolo possa riflettere un caso di lesa maestà, ma un popolo di appassionati che non riesce a farsi quattro risate con un articolo del Vic nazionale mi preoccupa per le sorti della fantascienza italiana ben più di tutti i periodici annunci che ci informano dell'estinzione del genere. My 2 cents... X

» postato da X alle 11:11 del 08-06-2010

10 «Non so se la discussione generata dall'articolo possa riflettere un caso di lesa maestà, ma un popolo di appassionati che non riesce a farsi quattro risate con un articolo del Vic nazionale mi preoccupa per le sorti della fantascienza italiana ben più di tutti i periodici annunci che ci informano dell'estinzione del genere. My 2 cents... X» ho espresso la mia personale opinione su come è stato scritto l'articolo non sul suo contenuto, se ciò però ti preoccupa fino al punto di intravedere in esso l'estizione della fantascienza, ti ringrazio moltissimo per l'importanza che dai alle mie parole.

» postato da Jabbafar alle 12:24 del 08-06-2010

11 Quanta saggezza queste parole. Quanta saggezza.

» postato da (Graziano Coppa) alle 00:37 del 13-06-2010

12 «Non so se la discussione generata dall'articolo possa riflettere un caso di lesa maestà, ma un popolo di appassionati che non riesce a farsi quattro risate con un articolo del Vic nazionale mi preoccupa per le sorti della fantascienza italiana ben più di tutti i periodici annunci che ci informano dell'estinzione del genere. My 2 cents... X» Devo assolutamente quotare questo commento. Lo stille di Vic è inconfondibile e l'articolo non sarebbe potuto essere scritto in nessun altro modo.

» postato da Lord of Chaos alle 02:14 del 13-06-2010

13 Ho trovato Lost estremamente "guardabile", anche se ho dubitato sin da subito sulla sua "tenuta", sapendo chi ne era l'autore e cosa aveva combinato con Alias, la sua precedente creatura, anch'essa iniziata col botto. Quindi dò un giudizio estremamente insufficiente al contenuto, ma uno estremamente alto alla "forma". Lost è un esempio mirabile di telefilm seriale, che ha saputo sfruttare al massimo le potenzialità del mezzo. Penso che Curtoni sia rimasto insoddisfatto da Lost perchè, data l'età e l'esperienza, lui sia in cerca di qualcosa che riesca ancora ad emozionarlo. Lo capisco, dal momento che anch'io ho ormai una certa età (anche se di qualche lustro inferiore alla sua) e comincio a mia volta a trovare con difficoltà film, libri o altro che non sappiano di pappine riscaldate. Per quanto riguarda Lost, mi sono divertito parecchio a osservare l'evoluzione del telefilm in quanto tale, ma questo l'ho già detto, e trovo coerente con lo spirito un po' cialtronesco della serie il finale pseudo-mistico e sopra le righe dei suoi autori. Un po' come se questi avessero detto ai propri spettatori: "Tranquilli, ragazzi! E' solo una storia!"

» postato da (Marty ) alle 00:36 del 14-06-2010

14 Caro Vittorio, che piacere leggerti dopo tanto tempo! E - per fortuna - almeno in questo non sei cambiato... Io appartengo alla tribù di coloro che non hanno visto nemmeno una puntata di LOST. Senza provare alcun senso di colpa. Eppure la tua recensione (?) mi fa pensare che forse mi sono perso qualcosa... O no? Cmq, un abbraccio! Fabio

» postato da (Fabio Pagan) alle 16:38 del 15-06-2010

15 io non ci avevo pensato, ma il parallelo con Van Vogt è perfetto! Il suo modo di scrivere era così avvincente che ricordo ancora che vent'anni fa, mentre leggevo le armi di Isher ebbi una vertigine, uno "sballo", non capivo che succedeva ma godevo della lettura. Per questo trovo che giudicare Lost dall'ultima stagione, dall'ultima puntata sia riduttivo. Anche perchè ho la quasi cerezza che l'idea di partenza fosse che erano tutti morti con lo schianto del volo Oceanic e che l'Isola fosse un Limbo dove le anime venivano giudicate. Con l'aumentare del numero degli episodi hanno introdotto nuovi elementi che, puntata dopo puntata, hanno stravolto l'idea di base.

» postato da alessandro296 alle 10:49 del 16-06-2010

16 Poche considerazioni spicciole. 1) Malgrado la boiata finale, a mio modo di vedere una serie che è stata in grado di "rivoluzionare" un certo modo di fare fiction merita di essere vista. Anch'io sono rimasto deluso dal finale, ma altresì non riesco a fare a meno di sentirmi un po' orfano. Alcune annate sono memorabili (come ammette lo stesso Vic) e bisognerebbe farle guardare a oltranza agli sceneggiatori di casa nostra che si dibattono tra preti, carabinieri e scopiazzature mal fatte di serie USA. 2) Mi faccio due risate alle critiche sul tono del Vic. Come sono sicuro che se le stia facendo lui. Ma l'Italia è bella (si fa per dire) anche per questo. 3) Nella vita ormai ce n'è un'altra di cosa sicura oltre alla morte e alle tasse: quelli che, beati loro e la genialità di cui mamma natura li ha dotati, avevano "intuito" la fregatura fin dall'inizio e si sono risparmiati la visione. Salvo poi cinque anni dopo stare qua a parlare non si sa di cosa e con quale cognizione di causa.

» postato da Alco99 alle 08:37 del 17-06-2010

17 Secondo me, e mi rivolgo a quelli a cui non è piaciuto il finale e, più in generale, la sesta stagione, il punto è che avete vissuto Lost in maniera sbagliata. L'avete preso come un'accozzaglia di scienza e filosofia, una specie di telefilm parascientifico, quando, molto più semplicemente, era introspettivo. Perchè noi dovremmo sapere tutto? Jack stesso, quando ha chiuso per l'ultima volta gli occhi, non lo sapeva. E noi questo percorso lungo sei stagioni l'abbia percorso attraverso i suoi occhi, quelli di Kate, Sawyer, Jin, Hurley e così via. E quando tutti si sono trovati lì, nessuno, nemmeno Christian, aveva più risposte di quante ne abbiamo avute noi. Nella "terra di mezzo" hanno smentito la grande certezza di un pò tutti i personaggi della seria: si vive insieme, si muore da soli. Ognuno non poteva andare avanti senza la sua connessione (Penny senza Desmond, Desmond senza Charlie, Charlie senza Claire, Claire senza Kate, Kate senza Aaron e così via) e continuava a vivere in quella specie di realtà in attesa. E alla luce di questo, chi cavolo se ne frega se le rune sulla pietra-tappo erano in azteco o in greco antico, se nel fotogramma seicentoventidue dell'episodio dieci della quinta stagione si vedeva un faretto: Lost non è un sofisticato giallo fantascientifico, ma il percorso di tante persone affogate nei loro errori o nelle loro paure. Ho apprezzato particolarmente il luogo di passaggio dalla Alt reality all'aldilà: la scelta di non voler dire che cosa fosse (sulla finestra della chiesa c'erano i simboli di tutte le maggiori sei religioni, il crocefisso vicino alla bara di Christian era in mezzo a due Buddha) e di non voler farlo presumere a nessuno (alla domanda di Jack il padre risponde che non sa dove stiano andando). Insomma ho apprezzato maggiormente un finale di questo tipo che uno accontenta-fan, dove magari avrebbero dato rappezzate risposte parascientifiche. Anche la scelta dei prescelti è stata coerente con la filosofia dei telefilm e del finale: prima Jack, poi Hurley, cioè delle persone che si prendono cura degli altri.

» postato da (Simone Perego) alle 20:34 del 17-06-2010

18 «Secondo me, e mi rivolgo a quelli a cui non è piaciuto il finale e, più in generale, la sesta stagione, il punto è che avete vissuto Lost in maniera sbagliata. » Eh, certo, meno male che arriva qualcuno a spiegare qual è la maniera giusta. Un'opera narrativa, che sia un libro, un film o un telefilm, può vivere su più livelli; anzi sta lì, spesso, la qualità. Lost vive su più livelli: quello della trama misteriosa, quello dell'evoluzione psicologica dei personaggi, quello del tema filosofico, quello del conflitto mistico, quello simbolico, e probabilmente altri. Ma non è che debba concludersi soltanto seguendo il livello "giusto". Sono tutti giusti e tutti devono essere conclusi. Se ciò non avviene non è colpa dello spettatore che ha guardato il livello sbagliato, è colpa dell'autore che non ha saputo portare fino in fondo il suo lavoro. Comunque, ho seri dubbi che la conclusione introspettiva sia delle migliori. Per me negli ultimi episodi i personaggi si trasformano per star dietro alla trama e fanno cosa che non hanno senso. S*

» postato da S* alle 23:38 del 17-06-2010

19 « ...Comunque, ho seri dubbi che la conclusione introspettiva sia delle migliori. Per me negli ultimi episodi i personaggi si trasformano per star dietro alla trama e fanno cosa che non hanno senso. S*» Aumentano anche le camminate nel bosco... bisognerebbe fare un diagramma con numero di camminate nel bosco per stagione :lol:

» postato da Otrebla alle 09:52 del 18-06-2010

20 «« ...Comunque, ho seri dubbi che la conclusione introspettiva sia delle migliori. Per me negli ultimi episodi i personaggi si trasformano per star dietro alla trama e fanno cosa che non hanno senso. S*» Aumentano anche le camminate nel bosco... bisognerebbe fare un diagramma con numero di camminate nel bosco per stagione :lol:» Non è semplicemente un bosco, è una metafora, un simbolo. E' evidente la chiara citazione dantesca! :rotflmao:

» postato da Lord of Chaos alle 14:24 del 18-06-2010

21 Lettura molto superficiale!

» postato da (Lorenzo Rossi) alle 12:44 del 21-06-2010

22 ««« ...Comunque, ho seri dubbi che la conclusione introspettiva sia delle migliori. Per me negli ultimi episodi i personaggi si trasformano per star dietro alla trama e fanno cosa che non hanno senso. S*» Aumentano anche le camminate nel bosco... bisognerebbe fare un diagramma con numero di camminate nel bosco per stagione :lol:» Non è semplicemente un bosco, è una metafora, un simbolo. E' evidente la chiara citazione dantesca! :rotflmao:» Verissimo.. se solo avessero fatto 9 stagioni si poteva partire con una interpretazione completa

» postato da Otrebla alle 12:52 del 21-06-2010

23 Ma che bel commento,davvero,fantastico! Lei signor Vittorio Curtoni è davvero un grande appassionato di LOST,si si. Lo si può intuire quando dice che non ha seguito la seconda serie,esclusi eppisodi "dove finalmente succede qualcosa"!,perchè come ogni buon spettatore di LOST sà,lì non succede propio nulla... Ok,il finale non le è piaciuto propio,stia tranquillo è successo a tanti altri,però sà,a lei LOST non è iniziato ad andare giù dalla quinta serie e successivamente la seguito,sembrerebbe propio così,perchè voleva scagliare tutto il suo odio verso il finale,stia tranquillo è successo a tanti altri...Quindi allora via,sterco e bestemmie verso la serie! olè!,NON è vero che c'è dietro della filosofia,del ragionamento,del senso,del confronto bene/male,della psicologia NONO mai non c'è mai stato nulla di tutto questo!: "a me non è piaciuta la grotta luminosa allora tutto non mi è piaciuto!!!" A me è piaciuta,ed è piaciuto pure il finale,e ammetto che LOST ha dei limiti "COSA? ti è piaciuto ma dici che non è perfetto?!?" esatto,ammetto che la quinta è quella più moscia (in media),che ci sono tante storie non approfondite,che non tutto quadra e che qualche risposta in più non sarebbe guastata,ma non mi disdegno tutta la serie per questo.

» postato da Mr.Geko alle 19:35 del 18-07-2010

24 Mi son fatto un after di Lost, giugno & luglio 2010, fino alla quinta serie non immaginavo di aver perso tanto tempo per nulla. Certo LOST è stato catalizzante, meglio se gli autori fossero restati sui temi fanta/misteriosi delle prime stagioni. Troppa metafisica nell'ultima stagione. Peccato. Vedo più paralleli con la serie The pretender, insomma, un Jarod il Camaleonte riveduto e corretto.

» postato da MARCELLO COLOMBO alle 15:27 del 05-08-2010

25 Eh brutta malattia la vecchiaia caro Curtoni, spero di non diventare come te e di rimanere lucido e onesto intellettualmente. Mi sembra un articolo sciocco ed infantile senza spirito critico cosa che dovrebbe contraddistinguere una pubblicazione seria su questo sito.

» postato da guerriero753 alle 10:14 del 09-08-2010

26 Ah dimenticavo "serio" non vuol dire che non ci si può prendere in giro ma senza superare la decenza.

» postato da guerriero753 alle 10:16 del 09-08-2010

27 «Eh brutta malattia la vecchiaia caro Curtoni, spero di non diventare come te e di rimanere lucido e onesto intellettualmente. Mi sembra un articolo sciocco ed infantile senza spirito critico cosa che dovrebbe contraddistinguere una pubblicazione seria su questo sito. » Guerriero, probabilmente non anagraficamente, ma dai l'impressione di essere molto ma molto più vecchio di Curtoni. Del resto uno che accusa un articolo di essere scritto da un vecchio e di essere infantile le idee non sembra averle molto chiare. S*

» postato da S* alle 10:27 del 09-08-2010

28 Caro S ognuno ha diritto alle proprie opinioni avrei preferito un articolo, anche scritto in modo ironico e volutamente critico e sarcastico, che analizzasse la fine di lost in modo più intelligente; certo quando desmond parla del tappo definendolo come uno scarico sono rimasto perplesso, ma in sede critica mi aspettavo un commento molto diverso al di là delle scelte degli sceneggiatori e produttori sulla fine della serie che rimane discutibile, ma forse chiedo troppo almeno a voi, in caso contrario sono felice di essere smentito, in caso contrario buona limonata!!

» postato da guerriero753 alle 15:36 del 10-08-2010

29 Credo che sia una dei commenti più intelligenti spiritosi e profondi che abbia letto su lost. 1 ha fatto bene ad aspettare la fine le opere si giudicano nell'interezza 2 il fatto del portare la pagnotta a casa non mi esime dal definire gli autori gli sceneggiatori e i produttori dei truffatori.. o ci arrendiamo all'essere dominati da audience e denaro, e io non mi arrendo, oppure dobbiamo, anche se non so come, esigere almeno un pò di coerenza e onestà da parte di tutti... qua ormai si fa tutto per i soldi non è accettabile! io penso che ormai queste serie abbiano un ruolo importante nel mondo della cultura ovviamente intesa in senso allargato). Sicuramente non soppiantano i libri o le forme tradizionali di informazione e narrazione, ma sicuramente influiscono sull'immaginario della persona e pertanto devono essere compiute e coerenti nel loro insieme. 3 la dietrologia sugli episodi, la pseudo mistica dei difensori della serie è solo un penoso e tragico portato dei nostri tempi che sempre di più cercano misteri non risolti e fedi varie pur di non sforzare il cervello a capire e comprendere.

» postato da k alle 14:55 del 18-08-2010

30 era ovvio che era intelligente non avevo letto che lo aveva scritto Curtoni! Uno che di fantascienza ne capisce e mi fa piacere (ed è anche un onore) avere avuto le stesse dolorose, per me, impressioni sulla serie!

» postato da k alle 14:57 del 18-08-2010

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