Il 18 Brumaio di Anakin Skywalker

Una lettura "politico-militare" della saga cinematografica creata da George Lucas, a trent'anni dalla sua nascita.

Quest’anno ricorre il trentennale di Guerre stellari, la saga più famosa e più vista della storia del cinema di fantascienza, che ha profondamente trasformato. Cercheremo di scoprire perché.

 


George Lucas, a destra, con Mark Hamill sul set di Guerre Stellari (1977) ingrandisci
Se a una lettura immediata, Guerre Stellari descrive la classica lotta tra il bene e il male trasportata nello spazio, la trama del film è talmente intessuta di riferimenti morali e ideologici da far apparire i duelli e le battaglie solo lo sfondo per far passare messaggi molto più profondi. La pluralità dei piani narrativi non è nuova per i film di “avventura” (siano essi western, cappa e spada o sci-fi), ma Guerre Stellari va oltre, fornendo una rilettura moderna dell’epica classica, operazione già sviluppata ne Il Signore degli Anelli (che richiama anche narrativamente) e descritta nelle opere di Joseph Campbell, noto studioso e interprete moderno del mito che ha collaborato con Geroge Lucas. Il regista, come Tolkien, si pone il compito di presentare una visione religiosa medievale da contrapporre alla distruzione dei valori della civiltà occidentale, nel suo caso i miti del sogno americano nel periodo susseguente alla guerra del Vietnam e al Watergate. Tuttavia, a differenza del Signore degli Anelli, che si rivolge a un pubblico adulto e possibilmente colto come il suo autore, Guerre Stellari strizza l’occhio ad adolescenti e bambini. Ciò spiega personaggi quali gli ewoks e i gungan, le scenette slapstick dei due droidi, anche se nella seconda trilogia gli elementi farseschi sono notevolmente ridotti.

 

L’obiettivo dichiarato di forgiare un’etica dello status quo produce continui rimandi a tematiche religiose e spirituali incentrati sulla “forza”, ma anche su alcuni riferimenti concreti, come gli aspetti messianici della vita di Anakin. Resta da vedere se il connubio religione-avventura sia riuscito a produrre simboli forti sotto il profilo, se non della morale almeno dei costumi. In realtà, non pare che la narrazione delle gesta della famiglia Skywalker abbia riavvicinato molti alle religioni tradizionali, al contrario, se sono credibili le statistiche secondo cui in alcuni paesi — tra cui la Gran Bretagna — i seguaci dei Jedi rappresentano percentualmente la quarta religione, ha accentuato la natura light delle convinzioni religiose della nostra epoca.

 

Sul piano politico, la saga esalta le dittature militari, da preferire alle pastoie della democrazia. Lo stesso Lucas in un’intervista al New York Times del marzo 1999 dichiarò: “non c’è probabilmente miglior forma di governo di un buon despota…egli può far realizzare

effettivamente le cose. L’idea che il potere corrompe è molto vera e solo un grande uomo può andare oltre tutto questo”. Se poi si considera che il dittatore è anche un “illuminato”, si completa il quadro misticheggiante in cui la salvezza del mondo consiste nel consegnare il potere nelle mani del monarca di stirpe superiore. Forse l’autore avrebbe fatto meglio a ricordarsi, con Lord Acton, che il potere corrompe ma il potere assoluto corrompe assolutamente. Se il senato è inetto e corrotto, l’imperatore è anche un pazzo sanguinario.

 

La lezione politica che si intende dare alla saga è esplicita dunque, mentre il tessuto sociale che si descrive appare contraddittorio e, in definitiva, sembra avere l’unica funzione di far risaltare le gesta della razza superiore. Fa parte di questa visione cripto-spiritualista la condanna dei tratti più superficiali della produzione mercantile, come la diffusa ostilità etica verso il commercio e il profitto. L’avida federazione dei mercanti è presentata come la struttura dominante dello Stato, controlla l’esercito e la politica. Sono da subito alleati dei Sith, ma, in quanto esseri inferiori, ne sono facilmente manipolati e schiacciati. Il “lato oscuro”, cioè la brama astratta e assoluta di potere, si serve di tutto e tutti per giungere ai suoi scopi, come fanno l’anello e il suo signore nell’omonimo libro.

 

Oltre all’abnorme peso dei mercanti, la presenza di elementi quali la moneta e lo Stato porterebbe a concludere che si tratta di una società mercantile. Allo stesso tempo, la repubblica ingloba migliaia di sistemi sparsi per tutta la galassia con livelli di sviluppo i più vari. Vediamo così scorci di sistemi economici molto diversi, compresa la schiavitù, anche se ciò risulta del tutto incoerente con la presenza di processi produttivi del tutto automatizzati, di robot. Non a caso Luke pretende di affrancarsi dallo zio adducendo la presenza di un sufficiente numero di droidi. A cosa potrebbe mai servire il lavoro coatto degli uomini in una società così avanzata tecnologicamente?

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Autore: Lorenzo Esposito - Delos Science Fiction 103 - Data: 2 dicembre 2007

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Commenti

1 Senza togliere alcun tipo di merito al genio di George Lucas, e non volendo fare aperte e inutili critiche, perché quando si parla di Star Wars non viene mai citata la saga di Dune? Dubito di essere stato l'unico ad aver letto "almeno" i primi due romanzi di questa saga, e di aver notato qualche piccola rassomiglianza. Lo stesso Lucas, in un'intervista, dice chiaramente "Se non ci fosse stato Dune, Star Wars non sarebbe mai esistito". Guardiamo più da vicino. Dune, il primo romanzo, è stato pubblicato nel 1965, Frank Herbert. Il primo Star Wars, conosciuto in Italia semplicemente come "Guerre Stellari", è del 1977. L'ambientazione è uno dei primi dettagli simili: spazio sconfinato, una miriade di pianeti colonizzati un po' ovunque, una tecnologia molto avanzata. Secondo dettaglio: la Forza. Ovvero poteri mentali, psicocinetici e cose simili. L'ordine del Bene Gesserit dovrebbe ricordare qualcosa di simile, in Dune, non è vero? Terzo dettaglio: l'utilizzo delle armi bianche invece delle armi da fuoco. In Dune viene giustificato dall'invenzione degli scudi personali, in Star Wars non viene semplicemente giustificato. Quarto dettaglio: politica. C'è un imperatore, ci sono ribelli e una serie infinita di fazioni diverse. Quinto dettaglio: cloni. Qualcuno si ricorda dei ghola di Dune? Sesto dettaglio, e forse il più grande: Spoiler a seguire. La compagna del protagonista di Dune alla fine del secondo romanzo genera due figli, gemelli, un maschio e una femmina. Il maschio diventerà imperatore. La madre muore durante il parto. Cosa succede in Star Wars? Praticamente la stessa cosa. La compagna di Anakin Skywalker genera due figli, gemelli, un maschio (Luke Skywalker, che secondo gli script che probabilmente non verranno mai "attuati" diventerà imperatore nella terza trilogia) e una femmina, sua sorella. La madre muore durante il parto. Per adesso può bastare, ma i dettagli sono molti di più, ve lo assicuro. Non è una critica, ma citatelo, citate Dune, perché Lucas, pur avendo creato un'opera grandiosa, ha preso parecchi spunti da quella saga.

» postato da Arthur_Dent alle 14:33 del 02-12-2007

2 «Senza togliere alcun tipo di merito al genio di George Lucas, e non volendo fare aperte e inutili critiche, perché quando si parla di Star Wars non viene mai citata la saga di Dune?» A me pare di aver visto spesso parlare dei debiti di Star Wars da Dune. Sicuramente più di quanto non si parli, per esempio, dei debiti di Dune da Lawrence d'Arabia. In realtà, mi pare che il debito di Luca sia un po' sovrastimato. Lucas ha certamente preso di qua e di là e di suo non ci ha mess moltissimo, ma nello specifico i debiti verso Dune non sono moltissimi, secondo me. «L'ambientazione è uno dei primi dettagli simili: spazio sconfinato, una miriade di pianeti colonizzati un po' ovunque, una tecnologia molto avanzata.» Sì, questa si chiama fantascienza. Non l'ha inventata Frank Herbert. «Secondo dettaglio: la Forza. Ovvero poteri mentali, psicocinetici e cose simili. L'ordine del Bene Gesserit dovrebbe ricordare qualcosa di simile, in Dune, non è vero?» Mi sembrano parecchio diverse, comunque nemmeno i poteri mentali sono stati inventati da Frank Herbert. «Terzo dettaglio: l'utilizzo delle armi bianche invece delle armi da fuoco. In Dune viene giustificato dall'invenzione degli scudi personali, in Star Wars non viene semplicemente giustificato.» Ovviamente in Guerre Stellari l'uso delle spade è dovuto al fatto che Guerre Stellari cerca di ricreare un'ambientazione da cappa e spada, ragion per cui viene da qualcuno definito un film fantasy. Viceversa Dune mirava più a ricreare un'ambientazione ottocentesca o coloniale. «Quarto dettaglio: politica. C'è un imperatore, ci sono ribelli e una serie infinita di fazioni diverse.» Tutto questa importanza della politica viene fuori solo nella seconda trilogia di Star Wars. Nel primo film non compare neppure l'imperatore. «Quinto dettaglio: cloni. Qualcuno si ricorda dei ghola di Dune?» Qualcuno si ricorsa del golem, da cui prendono nome i ghola di Dune? Dai, i cloni sono esistiti prima e dopo di Dune. «Sesto dettaglio, e forse il più grande: Spoiler a seguire. La compagna del protagonista di Dune alla fine del secondo romanzo genera due figli, gemelli, un maschio e una femmina. Il maschio diventerà imperatore. La madre muore durante il parto. Cosa succede in Star Wars? Praticamente la stessa cosa. La compagna di Anakin Skywalker genera due figli, gemelli, un maschio (Luke Skywalker, che secondo gli script che probabilmente non verranno mai "attuati" diventerà imperatore nella terza trilogia) e una femmina, sua sorella. La madre muore durante il parto.» Guarda, a fare questi giochini, tirando in ballo tra l'altro anche pezzi di idee non realizzate, puoi trovare tutte le analogie che vuoi con qualsiasi cosa. Per esempio, quasi tutto quello che hai elencato lo ritrovi anche nel ciclo della Fondazione di Asimov. Impero galattico, politica, poteri mentali (il Mule, che risultato di una mutazione genetica quasi come il Kwisatz Haderach). «Per adesso può bastare, ma i dettagli sono molti di più, ve lo assicuro. Non è una critica, ma citatelo, citate Dune, perché Lucas, pur avendo creato un'opera grandiosa, ha preso parecchi spunti da quella saga.» Meno male... Star Wars ha senza dubbio preso da Dune - come da altri libri, non solo dalla Fondazione di Asimov, verso la quale ha debiti anche Herbert - l'idea della grande saga galattica. Probabilmente anche l'ambientazione desertica del primo film viene da una suggestione di Dune. Elencare i dettagli simili è un gioco senza alcun senso, se non quello appunto di gioco. Lucas ha scritto le sue sceneggiature con idee del tutto diverse da quelle che aveva Herbert, ed è evidente non dai dettagli, ma già dallo sguardo d'insieme delle due saghe che hanno respiro, profondità, interessi e schemi narrativi completamente diversi. S*

» postato da S* alle 14:50 del 02-12-2007

3 Mi si prende molto male. Cerco di rispondere per chiarire tutto quello che ho scritto, ma non prendetemi così male! Non c'era malizia nè aggressività nelle mie parole, soltanto una serie di dettagli. « Arthur_Dent ha scritto: Senza togliere alcun tipo di merito al genio di George Lucas, e non volendo fare aperte e inutili critiche, perché quando si parla di Star Wars non viene mai citata la saga di Dune? A me pare di aver visto spesso parlare dei debiti di Star Wars da Dune. Sicuramente più di quanto non si parli, per esempio, dei debiti di Dune da Lawrence d'Arabia. In realtà, mi pare che il debito di Luca sia un po' sovrastimato. Lucas ha certamente preso di qua e di là e di suo non ci ha mess moltissimo, ma nello specifico i debiti verso Dune non sono moltissimi, secondo me. » La maggior parte delle volte è sottostimato. La quasi totalità dei fan di Star Wars neanche sa cosa sia Dune, e questo è un bene o un male a seconda dei punti di vista. Catene di copiature, citando Lawrence d'Arabia, ci portano soltanto a dire che qualsiasi cosa scritta in italiano prenda spunto da Dante o precedenti. «L'ambientazione è uno dei primi dettagli simili: spazio sconfinato, una miriade di pianeti colonizzati un po' ovunque, una tecnologia molto avanzata. Sì, questa si chiama fantascienza. Non l'ha inventata Frank Herbert. » Se questa fosse LA fantascienza, il 99% di opere di FANTASCIENZA non sarebbero tali. La fantascienza è un genere ben più vasto che comprende una miriade di sfaccettature. L'ambientazione di saga galattica, e la descrizione che ne viene fatta di un universo coerente (più in Dune che in Star Wars) è un lavoro molto più complesso del previsto, la maggior parte del quale non viene neanche esposto nell'opera al pubblico. Per questo sono ben poche le opere che utilizzano questo stile, o branca, della fantascienza. Ma questo spero sia ovvio. «Citazione: Secondo dettaglio: la Forza. Ovvero poteri mentali, psicocinetici e cose simili. L'ordine del Bene Gesserit dovrebbe ricordare qualcosa di simile, in Dune, non è vero? Mi sembrano parecchio diverse, comunque nemmeno i poteri mentali sono stati inventati da Frank Herbert. » A prescindere dal fatto che non ho detto che queste cose le abbia inventate Herbert, ma che l'insieme mi disturba, i concetti con cui vengono rappresentati questi poteri sono molto simili. E parlo, a esempio, del controllo mentale. Ma è vero, per il resto i poteri in sè possono essere visti come molto diversi. «Citazione: Terzo dettaglio: l'utilizzo delle armi bianche invece delle armi da fuoco. In Dune viene giustificato dall'invenzione degli scudi personali, in Star Wars non viene semplicemente giustificato. Ovviamente in Guerre Stellari l'uso delle spade è dovuto al fatto che Guerre Stellari cerca di ricreare un'ambientazione da cappa e spada, ragion per cui viene da qualcuno definito un film fantasy. Viceversa Dune mirava più a ricreare un'ambientazione ottocentesca o coloniale. » E' probabile che questo sia vero per Star Wars, dato che il duello è senz'altro più scenico ad armi bianche (figurarsi se tutte colorate!) che non a fucilate. Ma Dune se ne frega della scenicità e giustifica la cosa molto più profondamente, senza stare a scomodare il secolo a cui vuole fare riferimento. Ripeto, il riferirsi ad armi bianche è solo un altro dettaglio che accomuna le due opere, preso singolarmente può non avere senso ma nell'insieme fa pensare. Almeno me. «Citazione: Quarto dettaglio: politica. C'è un imperatore, ci sono ribelli e una serie infinita di fazioni diverse. Tutto questa importanza della politica viene fuori solo nella seconda trilogia di Star Wars. Nel primo film non compare neppure l'imperatore. » La seconda trilogia è quella importante in Star Wars. Originariamente Lucas aveva scritto i tre episodi centrali in dettaglio, mentre gli altri sei, tre prima e tre dopo, erano solo di contorno. Per questo la critica molto spesso ha devastato la prima trilogia, perché è soltanto un contorno espanso per rassomigliare alla seconda. Intervento mal riuscito, secondo me. Lo stesso esempio di espansione "soltanto per far soldi" si può vedere in Matrix, dove il secondo e il terzo episodio potrebbero essere stati fatti in mezz'ora di film, pur senza troppe giustificazioni. Quindi, l'imperatore in Star Wars è senz'altro una figura centrale. «Citazione: Quinto dettaglio: cloni. Qualcuno si ricorda dei ghola di Dune? Qualcuno si ricorsa del golem, da cui prendono nome i ghola di Dune? Dai, i cloni sono esistiti prima e dopo di Dune. » Ripeto che non ho detto che queste siano invenzioni di Herbert, prese nell'insieme bla bla bla, leggere sopra. «Citazione: Sesto dettaglio, e forse il più grande: Spoiler a seguire. La compagna del protagonista di Dune alla fine del secondo romanzo genera due figli, gemelli, un maschio e una femmina. Il maschio diventerà imperatore. La madre muore durante il parto. Cosa succede in Star Wars? Praticamente la stessa cosa. La compagna di Anakin Skywalker genera due figli, gemelli, un maschio (Luke Skywalker, che secondo gli script che probabilmente non verranno mai "attuati" diventerà imperatore nella terza trilogia) e una femmina, sua sorella. La madre muore durante il parto. Guarda, a fare questi giochini, tirando in ballo tra l'altro anche pezzi di idee non realizzate, puoi trovare tutte le analogie che vuoi con qualsiasi cosa. Per esempio, quasi tutto quello che hai elencato lo ritrovi anche nel ciclo della Fondazione di Asimov. Impero galattico, politica, poteri mentali (il Mule, che risultato di una mutazione genetica quasi come il Kwisatz Haderach). » Non sono giochi, e l'analogia purtroppo è molto forte. E neanche tiro in ballo idee non realizzate, è già stato tutto scritto. Solo non è stato portato al grande schermo. Inoltre, a seconda di quale ciclo della fondazione ti riferisci, può essere anche di molto successivo a Dune. Purtroppo non ho ancora avuto modo di finirlo, quindi non posso controbattere. Una nota: il Kwisatz Haderach non è una mutazione genetica, ma un progetto di eugenetica durato millenni. Ma questi sono dettagli inutili. Per finire: è ovvio e scontato che nella fantascienza, come in qualsiasi altro genere, si prenda spunti di qua e di là. La sensazione che ho avuto finendo Dune è che veramente fossero molti gli spunti presi, ma la cosa non mi ha preoccupato. Quello che mi ha dato fastidio è che, come la maggior parte dei fan di Star Wars, non avessi mai sentito parlare di questa opera, che tra l'altro è saltata in cima alle mie preferenze. Leggendo poi questo articolo, di ben sei pagine, mi sono stupito nel non trovare neanche una piccola citazione all'opera di Frank Herbert. Mica ho detto che Lucas ha copiato tutto, o che Herbert sia il padre della fantascienza! Non travisate le mie parole! Ma almeno fate una piccola citazione a Dune in un articolo così grande. Se poi non viene citato, chiedo all'autore: perché?

» postato da Arthur_Dent alle 16:40 del 02-12-2007

4 « Lo stesso esempio di espansione "soltanto per far soldi" si può vedere in Matrix, dove il secondo e il terzo episodio potrebbero essere stati fatti in mezz'ora di film, pur senza troppe giustificazioni.» Non è per mettere il puntino sulla "i" ... ma vorrei ricordare (di nuovo) a tutti che (sebbene molti non li ritengono degni del primo... io sono tra quelli) matrix 2 e 3 erano GIA' stati scritti prima della pubblicazione di Matrix 1. Quindi non li hanno "creati in fretta e furia" dopo, solo per fare soldi... si sapeva già che sarebbe stata una trilogia. Oltretutto a me la nuova trilogia di SW è piaciuta moltissimo, soprattutto se guardata assieme alla trilogia vecchia. Poi vorrei dire due cose... la regola alla base di chiunque narri un'avventura (con qualsiasi media) è che "tutto è già stato scritto"... infatti tutto può andare a finire nell'Illiade, Odissea e nei miti egiziani, greci e simili... Quindi, benvenga Dune come "padre" di SW... ma potrebbe anche solo darsi che Lucas stesse guardando un mucchio di sabbia con dei lombrici che si muovevano nel suo giardino quando gli è venuto in mente qualche particolare di SW.

» postato da Jonathan Frakes alle 09:02 del 03-12-2007

5 « .... La seconda trilogia è quella importante in Star Wars. Originariamente Lucas aveva scritto i tre episodi centrali in dettaglio, mentre gli altri sei, tre prima e tre dopo, erano solo di contorno. Per questo la critica molto spesso ha devastato la prima trilogia, perché è soltanto un contorno espanso per rassomigliare alla seconda. Intervento mal riuscito, secondo me. » Non mi metto a fare analisi specifiche, ma la mia idea è che Lucas si sia ispirato molto di più alla SF avventurosa degli anni '40/'50, quella che poi fa da base a quasi tutta la SF che è seguita, in primis a Edmond Hamilton (esempio I Sovrani delle Stelle). Le somiglianze con Dune mi sembrano molto di più per un'evoluzione parallela da radici comuni. Un solo appunto: come Lucas dice di aver scritto le trilogie (che aveva tutto in mente all'inizio) è un conto (può dire quello che vuole, in fondo), ma una serie di indizi, citazioni, materiale e interviste della fine anni'70 inizi anni '80 rendono chiaro che le idee iniziali erano ben altre da quelle che si sono concretizzate alla fine sia nella prima trilogia cinematografica, sia nella parte finale della seconda... ovvero... ha modificato tutto in corso d'opera...

» postato da Otrebla alle 12:52 del 03-12-2007

6 Ho letto con attenzione l'articolo, concordo con molte delle considerazioni, ma su altre dissento. Non penso infatti che lo scopo di Lucas sia esaltare il ruolo salvifico della religione, anzi credo che le ambiguità dei Jedi, che sono sia sacerdoti "pacifisti" che guarrieri "pacificatori", siano volutamente sottolineate. Perchè Yoda perde il duello con Palpatine? Perchè gioca allo stesso gioco (il consiglio dei Jedi medita di prendere il controllo del senato della Repubblica eYoda approva completamente la decisione), il gioco del potere, ma Palpatine è più bravo, ha una visione più ampia ed è naturale che vinca. Perchè Anakin viene "sconfitto" e passa al lato oscuro, mentre Luke trionfa? Anakin è più potente, più addestrato dato che ha vissuto con i jedi fin da bambino. Perchè perde? Cosa ha Luke che a lui manca? Luke ha il sentimento della solidarietà umana, interrompe l'addestramento per soccorrere i suoi amici che soffrono, rischia il tutto per tutto per salvare il padre pura sapendo che se le sue sensazioni sono sabagliate il lato oscuro trionferà; e gli amici, la sorella ritrovata lo sostengono a rischio della propria vita. Anakin è solo, i Jedi vedono in lui solo il compimento della profezia (simili alle Reverende Madri di Herbert), non badano ai suoi sentimenti, all'angoscia per la madre perduta (Anakin vive 11 anni tra i Jedi e nessuno si ingegna a trovare un modo per riunire madre e figlio), colpevolizzano il suo rapporto con Padme, l'unico faro di razionalità nel suo mondo impazzito, tanto da dover nascondere loro sia il matrimonio che la gravidanza. Esemplare in questo sono le battute di Obi-Wan: a Padme che gli annuncia che i figli che porta in grembo sono di Anakin risponde "mi dispiace" come la sua gravidanza fosse un fatto tragico, e durante il duello finale con Anakin non gli urla "tu eri un figlio" o " tu eri il mio migliore amico", ma "tu eri il prescelto", l'ideologia ha il sopravvento sull'umanità. E in fondo anche nella trilogia classica Obi-Wan e Yoda continuano a ripetere a Luke che sta sbagliando, Yoda lo disapprova apertamente più volte, mentre Luke vince contro ogni loro più funesta previsione. Credo che il sottotesto della secondo trilogia sia volto a una critica feroce a certo modo di concepire la politica e l'ideologia (e anche la religione) che perde di vista gli esseri umani in quanto tali: l'impero trionfa perchè tutti sono colpevoli, Anakin cade ma la colpa non è solo sua, dato che il suo addestramento è "di per sè" distorto e corruttibile, visto che ignora il principio dell'empatia e della solidarietà. Saluti

» postato da Giovanni_Bonenti alle 10:21 del 21-12-2007

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