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Delos Science Fiction 111
pagine 64, b/n
copertina a colori plastificata
prezzo 6,50 euro
prezzo per i soci 5,85 euro
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1.
Era stabilito, Karl Bierof doveva morire quel giorno alle ore dieci antimeridiane, in HochschlossStrasse, al numero civico 16, quarto piano, interno tre. Causa del decesso: defenestrazione.
Il giovane dai capelli bianchi era in debito d’ossigeno, aveva corso ed ora riprendeva fiato. Era sulla HochschlossStrasse, sul marciapiede di fronte alla palazzina al numero civico 16, fermo con le mani sui fianchi boccheggiava fissando le finestre al quarto piano. Quali finestre corrispondevano all’interno tre? Ormai erano le dieci, inutile sperare in un ritardo, la Lista Ufficiale delle Morti Previste, pubblicata sul Quotidiano di Regime, non sbagliava mai. Pochi istanti ed avrebbe assistito al compiersi del destino finale del suo vecchio amico Karl.
Venti minuti prima il giovane dai capelli bianchi neppure si ricordava di quell’amico d’infanzia: se ne stava tranquillo e scomodo, seduto su una panchina di ghisa, presso il primo binario della RitterBahnof. Era in attesa del treno delle dieci per ReisfeldStadt e sfogliava il giornale guardandosi attorno.
Osservava le persone che marciavano spedite tra i fumi e i vapori fischiati sui marciapiedi dalle caldaie a carbone dei treni. Fumo grigio, gente grigia.
— I grigi nel grigio…
Tutti quanti erano protesi all’attività quotidiana obbligatoria. Il giovane dai capelli bianchi interrogava quei volti: chi tra loro aveva letto la data della propria morte sul Quotidiano di Regime? Quel vecchio sapeva forse che sarebbe morto entro l’anno? E quel giovane? Aveva letto la morte della propria madre, moglie, fidanzata? Tutti, in un modo o nell’altro, riflettevano sulla data, il luogo, l’ora, ma soprattutto sulla causale: la fatale circostanza della dipartita, la propria, quella dei propri cari.
I cari: esistevano ancora questi catalizzatori di dolore? Erano in via d’estinzione: tutti li potevano avere, tutti lo potevano essere, ma nessuno ne aveva più voglia. Quei grigi volti della RitterBahnof parevano non essere cari a nessuno.
Tra i volti smorti, persi nel grigiore della stazione, attirò il suo sguardo un luminoso viso di donna, un volto diverso, non grigio, un bel volto vivo. Lui non aveva mai avuto interessi carnali per le donne comuni, non era vittima di quella perversione, si accontentava delle regolari visite notturne alla Casa di Piacere sulla SonnerStrasse, eppure quella donna comune… era diversa, non marciava come gli altri inseguendo un orario e una meta, non c’era niente di prestabilito e obbligatorio nel suo agire. Era come una bimba, o una malata di mente, qualcuno convinto di avere qualcosa di interessante da fare e da dire.
Rivolgeva la parola ad ogni uomo di passaggio, ad ogni giovane maschio, forse chiedeva un qualche aiuto, un favore, qualcosa che dall’energia che ci metteva doveva essere una questione di vita o di morte… di morte? Probabile che chiedesse solo soldi. Si, doveva essere così. Infatti tutti si liberavano di lei, presi dalla fretta di correre ai treni.
— Sei sfortunata…
Non racimolava monete, la povera donna.
Il giovane cessò d’osservare la vita triste della stazione e riprese a sfogliare il Quotidiano di Regime. Rilesse per l’ennesima volta gli elenchi con le date di morte. Quelle liste indicavano quotidianamente gli estremi dei decessi a venire nel corso dell’anno. Ogni mattina l’elenco si rinnovava di un giorno.
Neppure quella mattina aveva trovato pubblicato il proprio nome, quindi come minimo aveva innanzi ancora un anno di vita, come minimo.
— Bene, ne sono lieto…
2 Complimenti un racconto molto suggestivo e affascinante che ipnotizza e tiene incollati...spero di leggere presto altri racconti di questo autore....
» postato da strippy75 alle 12:22 del 03-02-2009
3 Trovo affascinante e geniale l'idea di base... complimenti!
» postato da (Roberta ) alle 16:35 del 05-02-2009
4 Grazie a tutti dallo scrittore/tornitore bergamasco.
» postato da samuele nava alle 18:49 del 08-02-2009
5 bravissimo....complimenti
» postato da (piero cc) alle 23:28 del 08-02-2009
6 Complimenti potresti continuare il racconto...mi hai incuriosita... ciao Sabrina.
» postato da (Sabrina Viola) alle 14:58 del 11-02-2009
7 davvero un bel racconto...la quadratura del cerchio...complimenti
» postato da (giovanni somenzi) alle 03:26 del 17-02-2009
8 Una notevole capacità narrativa. Molto bello, davvero.
» postato da val62 alle 19:19 del 18-02-2009
9 Grande!!! Ed ora svuota lo scrigno... Luigi
» postato da (Luigi Alessandro Boninel alle 07:10 del 25-02-2009
10 Di nuovo grazie a tutti, troppo buoni. Ci proverò ancora, Sam.
» postato da samuele nava alle 11:22 del 01-03-2009
11 Il racconto è scritto con stile, vivacità e sicurezza da autore consumato . Mi ha tenuta avvinta per tutto il tempo della lettura ....mi piacerebbe seguirne una nuova puntata!!!!!
» postato da (liana masia) alle 16:45 del 06-03-2009
12 Bravo Samuele, complimenti, che riesci a trovare gli spazi tra il lavoro e le coccole alla tua affascinante compagna per sbizzarrire la tua fantasia.
» postato da (ivan bugini) alle 00:12 del 08-03-2009
13 grande terence me lo sono bevuto tutto in un fiato........continua cosi'! mi piacerebbe che lo leggesse anche il ns. maestro di vita ( il mitico prof. madonna in arte tino) ci vediamo al grande raduno!!!!!!!!
» postato da (PAOLO CALLIONI) alle 15:13 del 30-03-2009
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1 strepitoso! interessante anche per un film.............complimenti a Samuele!
» postato da (eleonora viola) alle 21:01 del 02-02-2009