Il 21 novembre del 2013, lo scrittore americano di fantascienza Mark Niemann-Ross pose una domanda online attraverso il servizio di sondaggi, ora non più disponibile, di “Google Consumer Surveys”. Si trattava di uno strumento di mercato che permetteva di creare sondaggi online per raccogliere opinioni dei consumatori e prendere decisioni aziendali informate e consapevoli. L’obiettivo del sondaggio online era capire, attraverso l’opinione dei lettori, quale potesse essere la migliore copertina da utilizzare per la sua antologia di racconti dal titolo Humanity by Proxy. Per un fortuito incidente, Niemann-Ross ottenne anche una specie di sondaggio sui lettori di fantascienza.

Vale la pena sottolineare che il sondaggio era alla cieca, presentato in vari siti di notizie, arte e intrattenimento e che la popolazione di riferimento era quella degli Stati Uniti.

La domanda era molto semplice: “Leggi fantascienza?”.

Niemann-Ross ricevette ben 581, un campione molto esiguo, evidentemente, ma che comunque è utile per tracciare con altri dati ottenuti dal sondaggio un ritratto del lettore americano di fantascienza, seppur molto parziale e limitato dallo strumento utilizzato per l’indagine. Ebbene, il 21% del campione ha risposto “Sì”. Visti i limiti dello strumento e del sondaggio stesso, quel “Sì” può significare tutto. Potrebbe aver risposto chi effettivamente legge abitualmente science fiction e chi magari nel corso della vita gli è capitato anche di leggere qualche romanzo del genere letterario preso in esame. Tra coloro che hanno risposto “Sì”, quindi tra i lettori di fantascienza, il 57% sono uomini. Anche qui, va tenuto conto che il sondaggio si riferiva comunque a un campione che navigava su Internet nel 2013 e, molto probabilmente, la maggior parte di loro era di sesso maschile.

Ancora, l’indagine, se così possiamo continuare a chiamarla, ha evidenziato che l’interesse per la fantascienza è comune a tutte le fasce d’età, tranne che per quella che va dai quarantacinque ai sessantacinque anni, dove la lettura di romanzi di science fiction si contrae di circa il 10%. Infine, il campione del sondaggio ha rilevato che il 72% degli intervistati che hanno risposto positivamente alla domanda “Leggi fantascienza?” guadagna più di 50mila dollari l’anno.

Per sintetizzare, un lettore americano di libri su cinque legge fantascienza, più della metà è di sesso maschile, legge fantascienza fino a circa 45 anni e poi l’abbandona (riprendendola a leggere dopo i 65 anni) ed è generalmente una persona benestante.

Un altro sondaggio online partito nel novembre del 2015 e conclusosi un anno dopo, dal titolo Science Fiction & Fantasy: Your Experiences e condotto da Christopher Benjamin Menadue e Susan Jacups, questa volta realizzato in maniera decisamente più scientifica, aveva come obiettivo quello di identificare le caratteristiche dei lettori di fantascienza, la loro conoscenza ed esperienza di opere, autori e sottogeneri, il loro atteggiamento nei confronti della scienza e della fantascienza e il loro giudizio sulla somiglianza tra scienziati reali e immaginari. Tuttavia, come lo stesso titolo del sondaggio evidenzia, i ricercatori non hanno fatto una netta distinzione tra il fantasy e la fantascienza, perché l’associazione di riferimento degli scrittori a cui si sono rivolti i due ricercatori è la “Science Fiction and Fantasy Writers of America” e si è cercato di ampliare così al massimo il pubblico di riferimento.

L’indagine era formata da un questionario di 57 domande, suddiviso in tre parti: la prima prevedeva di capire le preferenze di lettura; la seconda l’atteggiamento degli intervistati verso la scienza e la terza raccoglieva i dati demografici degli intervistati. Al questionario hanno risposto 909 soggetti.

Il primo dato interessante è stata l’età media rilevata degli intervistati che era di 42,3 anni. Altro dato rilevante è che le donne rappresentavano il 54,5% del totale del campione.

Per quanto riguarda la provenienza geografica, il 42,8% era collocato in Nord America (Usa e Canada), il 28,4 in Australia o Nuova Zelanda, il 18,2 in Europa occidentale e il 3,7 in quella Orientale; infine, l’1% proveniva dall’Asia Sud-Orientale e il 6% da altre zone del mondo. La maggior parte degli intervistati (81,7%) ha dichiarato l’inglese come prima lingua, i restanti sono distribuiti tra 15 lingue diverse. La maggior parte degli intervistati (82,4%) ha un’istruzione universitaria e il 72,2% del campione è impiegato o lavoratore autonomo. Per quanto riguarda il reddito, la maggioranza (88,6%) è neutrale o soddisfatta della propria situazione finanziaria.

Un’ampia maggioranza degli intervistati preferisce la lettura ad altre attività (85,1%) e quasi la totalità ha dichiarato di leggere sempre, con una media di cinque libri al mese e 2 riviste (95,5%). Come c’era da aspettarsi da questi primi due dati, la maggior parte degli intervistati proviene da una famiglia che ha l’abitudine a leggere (80,1%).

Per quanto concerne la lettura di fantasy e fantascienza, i due generi sono la lettura preferita dell’85,6% degli intervistati, con una preferenza per la fantascienza (19,2%) sul fantasy (12,4), con un profilo di maschio e più anziano per chi preferisce la fantascienza. Interessante il fatto che la gran parte degli intervistati guarda anche film e serie TV di fantasy e fantascienza (92,1%). Rispetto alle altre letture e altri generi, il 46,1% del campione considera i romanzi di science fiction e fantasy la miglior lettura di sempre, mentre per il 3,4% non è differente dagli altri generi. Solo lo 0,6% considera tali letture spazzatura.

Ancora, la maggior parte degli intervistati ha cominciato a leggere quando aveva meno di 15 anni (87,3%) e sono il 9% quelli che hanno cominciato tra i 15 e i 20 anni, mentre tra i 30 e i 50 anni rappresentano solo l’1% del campione.

Il 72,1% dei partecipanti al sondaggio è orgoglioso di essere visto leggere fantascienza e l’84,3% crede che l’esperienza di vita e le competenze apprese con le storie di science fiction siano più importanti dell’istruzione. In particolare, gli intervistati percepiscono di possedere buone capacità manuali e di essere molto bravi a risolvere enigmi.

Si è sempre affermato o quantomeno pensato che la fantascienza sia un genere che con le sue idee e la sua capacità di speculare sulla realtà (futura) sia in grado di aprire la mente di chi la legge a chi ha idee anche molto diverse dalle proprie e il sondaggio di Menadue e Jacups conferma quest’idea. La maggior parte degli intervistati, infatti, si considera aperto a tutti gli aspetti che possono scaturire nel corso di una discussione (84,8%) e il 92,7% crede che la fantascienza apra la mente a nuove idee.

Sul rapporto tra scienza e fantascienza, il 68,6% è convinto che ci sia una relazione positiva, mentre il 62% crede che leggere fantascienza li aiuti ad avere un rapporto proficuo con la scienza. Infine, il 53,2% è sicuro che se le persone leggessero di più fantascienza assumerebbero un atteggiamento più positivo nei confronti dei fatti scientifici.

Tirando le somme, il profilo del lettore di science fiction si può descriverlo come in possesso di un’istruzione universitaria, impiegato o imprenditore dal punto di vista lavorativo e comunque soddisfatto del reddito che percepisce. Proviene da una famiglia che è abituata a leggere e lui stesso legge molto, con una media di 5 libri al mese e 2 riviste. Non a caso ha cominciato a leggere prima dei 15 anni. Le sue letture preferite sono il fantasy e la fantascienza, con una leggera prevalenza per quest’ultimo genere e considera comunque questi due generi come la miglior lettura possibile ed è comunque orgoglioso di poter vantare tali letture. Non disdegna di guardare anche film e serie TV di fantascienza e fantasy. I lettori di fantascienza sono in prevalenza donne e i maschi hanno un’età più alta, credono che la fantascienza apra a nuove idee e sono aperti alla discussione. Così come sono convinti che la fantascienza aiuti a instaurare un rapporto positivo con la scienza.

L’unico sondaggio che ci risulti essere stato effettuato, invece, per quanto riguarda gli appassionati italiani è quello svolto da Giulia Iannuzzi, ricercatrice in Storia moderna presso l'Università di Trieste e autrice di pregevoli saggi sulla storia della fantascienza italiana e non solo, dal titolo Indagine sul fandom fantascientifico italiano. Si tratta di un questionario online anonimo somministrato attraverso la piattaforma Google Forms che è stato compilabile fino al 10 settembre 2015 e che ha trovato un positivo riscontro in 293 compilatori.

In un articolo sulla rivista “IF” (n. 22, novembre 2018, Odoya editore), dal titolo Fenomenologia del fandom italiano, Iannuzzi ha così sintetizzato la situazione degli appassionati italiani di fantascienza: “All’interno del fandom esistono una stratificazione e una diversificazione notevoli in termini di canali e fronti di impegno: le attività più diffuse sono la collaborazione a fanzine o siti (76% ca.) e il collezionismo (63%), circa metà degli interpellati partecipa a forum, a convention e gioca (con prevalenza di giochi di ruolo da tavolo), mentre più ristretti sono i numeri di chi fa parte di club o associazioni (27%) e di chi scrive fanfiction (il 10% ca. ha scritto fan fiction almeno una volta)”.

Per quanto riguarda il profilo del fan italiano, dal punto di vista degli studi effettuati, l’indagine di Giulia Iannuzzi ci dice che: “Il 5% ha una licenza media, il 45% un diploma, il 38% una laurea il 13% un dottorato (per un totale di 51% con titoli di studio terziari contro una media nazionale del 26%, ISTAT 2015, vol. 7: 251); prevalgono specializzazioni nelle aree matematica, fisica, ingegneria, scienze della terra, scienze della vita, elettronica, informatica, IT”.

Insomma, sotto questo profilo il fan italiano non sembra essere molto distante da quello americano. Il rapporto con la scienza sembra solido, potrebbe quasi dirsi essere una sorta di precondizione per leggere o guardare la fantascienza. Del resto sia in fantascienza sia in science fiction la parola scienza è presente, e non è un caso.