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Terry Pratchett's Going Postal

Liberissimo di accettare o di gettarsi in una voragine, l’affascinante truffatore Moist Von Lipwig accoglie l’offerta di ripristinare un servizio postale che pare maledetto, nella città di Ankh Morpork. Comincia così un’avventura geniale e appassionante che rivisita le più moderne invenzioni della comunicazione.
FILM TV, U.K., 2010 - regia di Jon Jones - scritto da Bev Doyle - Richard Kurti - con Richard Coyle – Moist von Lipwig
David Suchet – Reacher Gilt
Charles Dance – Patrician Havelock Vetinari
Claire Foy – Adora Belle Dearheart
Ingrid Bolsø Berdal – Sgt Angua
Terry Pratchett – Postman - giudizio: ottimo

Lo strambo universo del Mondo Disco partorito dalla fantasia di Terry Pratchett si materializza nuovamente sui teleschermi inglesi.  Going Postal è la terza trasposizione televisiva dopo Hogfather e The Colour of Magic, e probabilmente è la migliore e più fedele ai libri delle tre.  Narra le avvincenti peripezie del truffatore di professione Moist Von Lipwig, a cui viene offerta una possibilità di redenzione da Lord Vetinari, il Patrizio di Ankh Morpork, in alternativa a… beh, alla morte.  Come non accettare?  Questa possibilità di redenzione consiste nel rimettere in piedi il servizio postale cittadino, caduto in disgrazia dall’invenzione del sistema di “clacks”, una serie di torri semaforiche che trasmettono messaggi da un capo all’altro del mondo in una sorta di telegrafo luminoso.  L’operazione è più disperata di quanto si possa immaginare, in quanto buona parte della disgrazia nella quale versa il servizio postale è proprio opera di Reacher Gilt, il proprietario del servizio delle clacks, dedito al sabotaggio di qualsiasi tentativo di ripristino della posta.

Queste sono le premesse che gettano le basi di uno dei cicli più divertenti del Mondo Disco, legate appunto alla figura di Moist Von Lipwig. 

Come detto all’inizio, ci troviamo di fronte probabilmente all’adattamento migliore di un testo di Terry Pratchett per la televisione, e questo grazie anche a un budget di alto livello assegnato da Sky1 alla produzione di questo film tv.  La scelta degli attori è quanto mai azzeccata, infatti la coppia Moist Von Lipwig (Richard Coyle) e l’oscura Adora Belle Dearheart (Claire Foy) funziona alla meraviglia, garantendo momenti di surreale divertimento accompagnati anche da un intenso e crescente rapporto d’amore.

Ma anche i personaggi secondari sono di grande livello. 

 Troviamo infatti il navigatissimo e bravo Charles Dance (Goshford Park, Last Action Hero, Alien 3) nel ruolo Havelock Vetinari, e David Suchet, che per l’immaginario collettivo da oltre vent’anni rappresenta la faccia di Hercule Poirot, a dare il volto stavolta a Reacher Gilt.

Onore al merito va anche agli sceneggiatori, che hanno avuto l’umiltà di trasporre con precisione le dinamiche interpersonali dei personaggi senza stravolgerle “creativamente” come spesso accade in questi casi.

Ben riuscite sono anche le figure minori come quelle degli assistenti di Moist all’ufficio postale: l’esilarante figura del maniaco ossessivo collezionista di spilli, il sindacato dei golem, e i supernerd informatici adattati al mondo fantasy di Pratchett.  Commovente, per le vicende umane ben note che lo hanno colpito, la scena finale nella quale compare lo stesso Pratchett nel ruolo di un postino.

I fan del ciclo di Discworld non hanno certamente di che lamentarsi, e potranno gustarsi qualche ora di appassionante immersione nel loro universo preferito, capace comunque di fare breccia anche nel cuore dei “profani”.

Autore: Angelo Rossi - Data: 14 giugno 2010

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Commenti

1 Eccomi, sono una dei fan di cui sopra, confermo niente di cui lamentarmi. E' stato bellissimo assistere a questo tributo a Pratchett. L'accuratezza con cui il suo libro è stato trasposto per lo schermo non ha avuto come risultato soltanto una piacevolissima visione, ma anche un segno di rispetto nei confronti dello scrittore (al quale io voglio tanto bene anche se lui non lo sa, peccato che ci siano pochi suoi libri tradotti in italiano, alcuni tradotti anche male). Certo, alcuni elementi sono stati omessi, ma mi rendo conto che per metterci tutto ci sarebbe voluta un'intera serie televisiva (hey... perché no?). Ad esempio, la spassosa iniziazione all'associazione segreta dei postini cui Lipwig viene sottoposto quando si dimostra all'altezza della situazione. O il golem che a un certo punto decide di essere femmina e se ne va in giro in gonna, citando libri di galateo per signorine per bene col suo antico vocione. O tutta la filosofia del truffatore che spiega perché Moist se ne vada in giro con un vestito d'oro (in pratica, perché così quando non vuole essere riconosciuto, basta che si vesta normalmente). E via così coi dettagli. La cosa importante, però, è che non mi sono mai chiesta, durante tutta la visione, se una persona che non ha letto il libro avrebbe capito questa o quell'altra situazione. Mi capita sempre con le trasposizioni su schermo (che io abbia letto il romanzo o no), di vedere chiaramente l'approssimazione maldestra di un concetto. Qui non è accaduto, è completamente stand-alone. Bravi. E bravi anche per il cast. Ad esempio, non mi era piaciuto per niente Jeremy Irons come Lord Vetinari in The Colour of Magic, che lo aveva interpretato come un viscidone. Invece Charles Dance in Going Postal è perfetto, proprio lui come descritto. Vabbè, potrei andare avanti quasi all'infinito, ma per fortuna ho da fare. Mi piange il cuore che Sir Terence David John Pratchett sia malato.

» postato da Lapis alle 11:59 del 16-06-2010

2 debbo averlo 8)

» postato da Wintermute alle 16:02 del 16-06-2010

3 «debbo averlo 8)» Debbi averli tutti, bella!

» postato da Lapis alle 20:47 del 16-06-2010

4 Da parte di un'altra fan: l'atmosfera è stata resa perfettamente e questo per me conta più di ogni altra cosa in una trasposizione, anche se poi la storia viene modificata nei dettagli! Il cast è stato ben scelto (Stanley merita un premio...), tranne Ridcully; mi era piaciuto molto l'attore di Hogfather, questo non ha incontrato molto la mia "immagine mentale" dell'Arcicancelliere. Insomma, pecche a parte (tipo come fanno comportare Angua) hanno fatto un gran bel lavoro, e si sa, fa sempre piacere ricordare la storia di un bel libro, e vederla come è stata vista da un appassionato, e non da un regista a caccia di soldi facili con il fantasy, anche perché non credo che Pratchett possa o voglia far fare soldi facili! Poi che ci volete fare, sono leggermente parziale verso Going postal, visto che sono una grande appassionata di computer, e so che anche Pratchett lo è :) Anch'io avrei tanto da dire, ma forse è meglio che vi risparmio (scherzo!). Un saluto a tutti!

» postato da (Lisa Vitolo) alle 20:55 del 20-08-2010

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