Uomini su Luna e Marte: ecco i primi progetti

Qualche giorno fa Bush ha fatto il suo proclama, più elettorale che reale. Ma alla NASA hanno già le idee piuttosto chiare...

Una foto di JFK durante il discorso fatto al Congresso. "Innanzitutto io credo che questa nazione dovrebbe adoperarsi per raggiungere il traguardo, prima che questo decennio sia finito, di far atterrare un uomo sulla Luna e di farlo tornare sano e salvo s

Che il discorso fatto qualche giorno fa dal presidente americano George W. Bush sul ritorno dell'uomo sulla Luna e su una missione umana su Marte entro il 2020 fosse animato da intenti propagandistici era evidente. L'anno culminerà con le elezioni presidenziali e il presidente sta cominciando a ricostruire la sua immagine presso l'elettorato proprio partendo dalla suggestione della grande impresa, del sogno dell'ultima frontiera. Tuttavia non sono discorsi del tutto campati per aria. Prova ne è il fatto che la NASA sembra avere ben chiare in testa le idee per giungere a due appuntamenti così importanti. Iniziamo con la Luna. La prima missione lunare dovrebbe essere una sonda orbitale che, lanciata entro il 2008, dovrebbe generare una mappa digitale del nostro satellite e dovrebbe aiutare a preparare il ritorno degli astronauti entro il 2015. A questo proposito nel 2009 sarebbe prevista una seconda missione lunare automatica costituita da un modulo di atterraggio robotico i cui scopi sono ancora da definire. Quel che è certo è che queste missioni non avrebbero propositi scientifici, ma dovrebbero essere preparatorie alle missioni umane. Inoltre a loro volta le missioni umane lunari avrebbero lo scopo di preparare il terreno alla missione umana su Marte. Le missioni propedeutiche al primo viaggo umano su Marte dovrebbero quindi cominciare a partire dal 2010. Per quella data dovremmo aver avuto abbastanza elementi dalle missioni automatiche, come quelle che sono in corso proprio in questi giorni, sulla presenza d'acqua, sul clima e sull'ambiente nel suo complesso. Molto del budget stanziato per le missioni marziane in effetti dovrebbe essere indirizzato proprio allo studio di tutto quello che concerne la sicurezza degli astronauti sul Pianeta Rosso. A partire dal 2011, le missioni marziane automatiche dovrebbero concentrarsi maggiormente sulla ricerca di composti organici o segni di vita. Nel 2013 dovrebbe esserci invece una missione per recuperare un campione di Marte e riportarlo a Terra per studi e analisi approfondite. Tutte queste missioni avrebbero lo scopo di fornire le necessarie informazioni per decidere dove far atterrare gli uomini e come equipaggiarli per farli sopravvivere in maniera sicura. Malgrado le date annunciate dai media, va però detto che in realtà non c'è un programma vero e proprio per l'invio di una missione umana su Marte, né una data entro la quale l'amministrazione americana si propone di farlo. Il programma è ambizioso, ma i "se" sono molti e per portare a termine progetti a lunga scadenza di questo genere è necessario che i fondi richiesti vengano stanziati con regolarità per molti anni. Del resto gli insuccessi sono dietro l'angolo e come i venti, le convenienze della politica cambiano spesso di direzione insieme coi soldi. All'inizio degli anni '60 John F. Kennedy promise la Luna entro il decennio, ma i tempi erano diversi. E Bush non è Kennedy.

Autore: Alessandro Vietti - Data: 9 febbraio 2004 - Fonte: Space.com

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