William Gibson sul futuro dell'editoria

Anche l'autore di Neuromancer si interroga sul destino della carta. E delinea uno scenario originale, anche se forse poco realistico.

William Gibson

Proprio mentre sta per tornare sotto i riflettori con l’uscita del nuovo romanzo Zero History, William Gibson interviene su un tema di scottante attualità per il mondo dell’editoria: il futuro del libro. Carta o digitale? Il dibattito si muove sul crinale fra conservatori nostalgici del supporto fisico, convinti che nulla potrà mai restituire sensazioni simili a quella di sfogliare le pagine, e chi è più disposto a sperimentare nuove abitudini di lettura su supporto elettronico. Come sempre sarà il mercato e i lettori stessi a decidere come sarà il futuro. Di certo lo scenario si sta delineando, sopratutto in Italia, in questo periodo, con tutti i maggiori gruppi editoriali a preparare le loro bocche di fuoco online per guadagnarsi una fetta di un mercato che pare decisamente promettente.

 

E William Gibson, colui a cui è fatto risalire il movimento cyberpunk con la pubblicazione di Neuromancer nel lontano 1984, uno dei maggiori autori sci-fi in vita (anche se nella produzione recente ha sfumato i toni più fantascientifici), che ne pensa? In un’intervista rilasciata al Wall Street Journal non si è collocato fra le schiere di coloro che sono in lutto per la morte della carta (se mai ci sarà): "Non credo che i libri, inteso quelli fisici, cesseranno mai di essere prodotti. Credo però che si debba prendere in considerazione l’impatto ambientale dell’editoria. È un’industria in cui si tagliano gli alberi per produrre carta. Poi servono enormi quantità di elettricità per trasformare la carta in libro, che a sua volta ha un suo peso e deve viaggiare anche su lunghe distanze per raggiungere il punto vendita. Poi bisogna gestire il reso: restituire libri invenduti contribuisce ad accrescere ulteriormente l’impronta ecologica. Da un punto di vista ecologico, è una follia".

 

Dunque Gibson sembra preferire il supporto cartaceo, sebbene sia disposto a cambiare le sue abitudini pur di dare un taglio più verde alla produzione e al consumo di cultura. Una prospettiva concreta, ma se non dovesse rinunciare a nulla, ecco cosa sceglierebbe di fare: "Mi piacerebbe entrare in un negozio di libri e poter sfogliare tutti i libri che voglio. Una volta scelto cosa acquistare, mi piacerebbe vedere il libro prodotto sul posto nel giro di qualche minuto, con copertina rigida e magari con aggiunte personalizzate, come una bella sovracopertina o carta più pregiata, se lo desidero. Esistono macchine che producono libri e sono parecchio sofisticate. Si eliminerebbero così gli sprechi, mantenendo in vita il libro come lo intendiamo oggi".

 

Una via curiosa. Quanto plausibile? Nessuno ha la palla di vetro per vederci chiaro su una questione così complessa, che coinvolge e probabilmente finirà per stravolgere i ruoli nell’editoria così come oggi la conosciamo. Un assaggio si è avuto qualche settimana fa con l’uscita dell’americano Andrew Wylie, uno dei più importanti agenti letterari al mondo (rappresenta centinaia di autori, nella lista figurano anche gli italiani Roberto Calasso e Alessandro Baricco), che ha provato a scavalcare Random House stringendo un accordo direttamente con Amazon per la distribuzione dei suoi clienti. La vicenda, poi rientrata, dimostra come i ruoli non siano più così chiari con l'avvento dell'ebook. Quale sarà in particolare, se esisterà, il ruolo delle librerie nella catena che porta dallo scrittore al lettore? Lo scenario di Gibson potrebbe perfino essere ottimista, se si arriva a immaginare che il loro posto potrebbe essere preso dalle grandi piattaforme online, le quali — perché no — potrebbero imbastire un servizio personalizzato di stampa e invio per quei pochi che ancora nel 2100 pretenderanno il libro cartaceo, realizzando economie di scala ed ecologiche ben al di sopra dei limitati mezzi del singolo punto vendita. Ma anche questa è una pura ipotesi.

Autore: Alessandro Murč - Data: 14 settembre 2010 - Fonte: http://blogs.wsj.com/speakeasy

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Commenti

1 Beh ... io faccio il programmatore da 25 anni, sempre attentissimo a qualsiasi innovazione ... pero' il libro preferisco averlo di carta :-) sopratutto perche' sta su una mensola e posso rileggerlo quando voglio senza dover fare backup ovunque, Per me e' come dire che il tamagotchi sostituira' i cuccioli veri .... mah... Comunque il buon Gibson ha ragione, salviamo un po' di ambiente, ma si dimentica di dire che un lettore di libri (vedi iPad) con una batteria e una vita media di 1 anno, forse 2, forse e' piu dannoso per l'ambiente e costa molto di piu produrlo (in termini ambientali) che le decine (causa 16gb...) di libri che puo' contenere, e va sempre ricaritato, etc etc, insomma ... non so' cosa sia peggio...

» postato da Giobatta65 alle 14:54 del 14-09-2010

2 la tutela dell'ambiente dovrebbe essere il bene primario per tutti e di tutti. ma preoccuparsi dell'impatto dell'editoria quando nella lista sta davvero in fondo tra i problemi seri ed imminenti, come minimo può essere ciancia da ora del tè o ingenua preoccupazione, mentre ad essere cattivi è un distogliere dai problemi veri o un cercarsi pubblicità con proteste originali ed alternative.

» postato da _Kaos_ alle 15:45 del 14-09-2010

3 Quasi tutto lo ha già detto Giobatta65, qui voglio solo aggiungere che l'intervento di Gibson ricorda altre clamorose "toppate" di illustri personaggi ai massimi livelli nel loro campo. Il fisico Bohr, creatore del modello quantistico dell'atomo, sostenne nel 1936 che MAI sarebbe stato possibile estrarre energia dall'atomo e pochi mesi prima del volo dei fratelli Wright il fisico e ingegnere lord Kelvin, padre della moderna termodinamica, "dimostrò" l'impossibilità di macchine volanti più pesanti dell'aria. Meglio che Gibson continui a scrivere invece di fare concorrenza a Nostradamus. Per chiudere, da fanatico dell'energia nucleare quale sono, ricordo che uno studio ha insinuato il dubbio che l'energia impiegata per operare una centrale nucleare (estrazione, trattamento dell'uranio, costruzione dell'impianto...) superi di gran lunga la quantità di energia poi utilizzabile. Meditate Gente, meditate...

» postato da (Ivo Luigi Bertani) alle 17:17 del 14-09-2010

4 sento parlare di documenti elettronici da quando ho comprato la mia prima rivista d'informatica... tipo nel 1982/83.... sono passati 30 anni e qualcosa di "semidecente" forse è uscito oggi con l'ipad (anche se troppo costoso e scomodo a mio modo di vedere....) certo si parla di "carta elettronica" programmabile (e questo sarebbe un bell'innovare... la praticità della carta senza i costi della stessa , sia per ambiente che per creazione del libro stesso) ma la vedo dura averla a costi "normali" a breve tempo... e comunque sia penso che un fumetto, un romanzo sarà sempre pubblicato su carta .... discorso diverso sarà per giornali e manuali tecnici... o libri scolastici

» postato da Piacca alle 17:23 del 14-09-2010

5 "ricordo che uno studio ha insinuato il dubbio" Quale? E poi perché? Gli studi non insinuano dubbi. Gli studi sono analisi fatta per dimostrare cose e se non dimostrano niente allora non sono neanche da prendere in considerazione. Ma tornando a noi: che c'entra il nucleare con William Gibson che se ne va in giro dicendo che in futuro andremo in tipografia/copisteria a comprare i libri?

» postato da zaerl alle 18:27 del 14-09-2010

6 « e comunque sia penso che un fumetto, un romanzo sarà sempre pubblicato su carta .... discorso diverso sarà per giornali e manuali tecnici... o libri scolastici» In realtà i romanzi sono i testi che più agevolmente possono essere letti e commercializzati in formato elettronico, mentre per giornali, manuali tecnici e libri scolastici ancora non ci siamo. Qui in Europa ci sono i vari editori che frenano la transizione ma in nordamerica gli ebook stanno guadagnando terreno alla grande (ed anche qui in Italia tra chi legge romanzi in inglese).

» postato da L.MCH alle 19:18 del 14-09-2010

7 Spero di rispondere a Zaerl esaurientemente. Cosa ha a che fare il Nucleare con le affermazioni di Gibson. Direttamente nulla, ma quanto riporto è un altro esempio di come non fermandosi alle apparenze talvolta le conclusioni possono riservare sorprese. Gibson esalta i documenti virtuali come rispettosi dell'ambiente, ma sorvola sui danni prodotti dagli strumenti elettronici che dovrebbero eliminare la poco ecologica carta. Citavo l'energia nucleare perchè a prima vista sembra essere la più efficiente tra le fonti energetiche (radiazioni a parte) ma analizzando l'intero ciclo di produzione sorge qualche domanda. Quanto al fatto che gli studi o sono veri o sono falsi e quindi non sono studi, la scienza è piena zeppa di seri lavori che sostengono ipotesi contrastanti. Il bianco e il nero non esistono in nessun campo della conoscenza, solo scale di grigi. Insinuare *seriamente * un dubbio fa parte del modus operandi dello scienziato. Per questo non ho perso del tutto la fede che un giorno si possa superare la velocità della luce contraddicendo il sommo Einstein. Studi che INSINUANO il dubbio esistono e sono serissimi.

» postato da (Ivo Luigi Bertani) alle 19:23 del 14-09-2010

8 « In realtà i romanzi sono i testi che più agevolmente possono essere letti e commercializzati in formato elettronico, mentre per giornali, manuali tecnici e libri scolastici ancora non ci siamo. » che ci siano è un conto :) ma che possano sfondare è un altro... francamente la comodità di leggere un libro magari sdraiato su un amaca o seduto in spiaggia non penso sia avvicinabile da tavolette rigide per quanto fini come i lettori alla ipad. Ti puo pure capitare di leggere un libro in quel modo eh... ma , almeno per come la vedo io, comunque non abbandoni completamente il metodo "classico"

» postato da Piacca alle 22:39 del 14-09-2010

9 «Comunque il buon Gibson ha ragione, salviamo un po' di ambiente, ma si dimentica di dire che un lettore di libri (vedi iPad) con una batteria e una vita media di 1 anno, forse 2, forse e' piu dannoso per l'ambiente e costa molto di piu produrlo» Non è vero, è stato calcolato che l'impatto ambientale di un Kindle equivale a quello di soli 22 libri. È abbastanza probabile che se hai speso i soldi per un Kindle ci leggerai ben più di 22 libri, quindi il saldo ambientale è positivo. S*

» postato da S* alle 22:59 del 14-09-2010

10 « che ci siano è un conto :) ma che possano sfondare è un altro... francamente la comodità di leggere un libro magari sdraiato su un amaca o seduto in spiaggia non penso sia avvicinabile da tavolette rigide per quanto fini come i lettori alla ipad. Ti puo pure capitare di leggere un libro in quel modo eh... ma , almeno per come la vedo io, comunque non abbandoni completamente il metodo "classico"» Stai facendo l'errore di confondere l'ipad con un "vero" ebook reader. L'iPad può anche essere usato per leggere ebook, ma decisamente non è l'ideale (troppo pesante, poca autonomia e schermo che crea seri problemi di lettura in ambienti illuminati o all'aperto). Un "vero" ebook reader "da romanzi" con display da 5..6 pollici pesa più o meno come un libro tascabile, ha un autonomia di lettura che si misure in settimane o in numero di pagine lette (dalle 8000 in su) tra una ricarica e l'altra ed ha lo schermo leggibile in piena luce solare. In pratica è come portarsi dietro il peso di un libro ed il contenuto di un intera libreria; se sei uno che si porta dietro da libri leggere quando è in viaggio è un vantaggio non indifferente, come pure se in casa lo spazio per i libri comincia a scarseggiare. Inoltre nel caso dei "veri" formati da ebook (es: epub e mobi) puoi cambiare i font con cui leggi e/o le dimensioni dei caratteri, questo permette una lettura più agevole a chi è avanti negli anni. Non c'e' un singolo grande vantaggio, ma ce ne sono tanti che messi insieme fanno una differenza notevole.

» postato da L.MCH alle 23:11 del 14-09-2010

11 in questo dibattito vedo troppi passaggi teorici e molto poco di pratico. se fosse davvero l'ambiente quello che preme a gibson rilascerebbe interviste in cui parla delle auto elettriche, ma guarda caso sarebbero interviste molto meno originali e cyberpunk sia da venir pubblicate che per guadagnare pubblicità.

» postato da _Kaos_ alle 04:04 del 15-09-2010

12 S* mi piacerebbe vedere questo calcolo riguardo al Kindle, una ventina di libri e' la mia media annua (vorrei di piu... ma mi manca il tempo .. e la vista) e se l'anno dopo infoiato lo cambio con l'ennesimo modello (perche' -tanto per cambiare- la batteria sta partendo e sono costretto) siamo li', quindi 22 libri per quanti anni d'uso? Poi vorrei sapere se il calcolo tiene in considerazione l'inquinamento wifi-3g, la gigantesca erogazione di corrente per mantenere in piedi la server farm di Amazon e/o l'iTunes Store (insomma tutto l'indotto senza il quale il lettorino non serve a nulla) e lo smaltimento del rifiuto non riciclabile incluse le letali batterie lipo Per quanto riguarda lettori "ibridi" come l'iPad che non e' adatto sono d'accordo, ma e' comodo per navigare etc direi che e' un disastro ambientale :) probabilmente anzi sicuramente convengono "ecologicamente" per le testate giornalistiche giornaliere ma per qualche libro stento a crederlo mia opinione cmq

» postato da Giobatta65 alle 09:01 del 15-09-2010

13 «S* mi piacerebbe vedere questo calcolo riguardo al Kindle, una ventina di libri e' la mia media annua (vorrei di piu... ma mi manca il tempo .. e la vista) e se l'anno dopo infoiato lo cambio con l'ennesimo modello (perche' -tanto per cambiare- la batteria sta partendo e sono costretto) siamo li', quindi 22 libri per quanti anni d'uso? Poi vorrei sapere se il calcolo tiene in considerazione l'inquinamento wifi-3g, la gigantesca erogazione di corrente per mantenere in piedi la server farm di Amazon e/o l'iTunes Store (insomma tutto l'indotto senza il quale il lettorino non serve a nulla) e lo smaltimento del rifiuto non riciclabile incluse le letali batterie lipo Per quanto riguarda lettori "ibridi" come l'iPad che non e' adatto sono d'accordo, ma e' comodo per navigare etc direi che e' un disastro ambientale :) probabilmente anzi sicuramente convengono "ecologicamente" per le testate giornalistiche giornaliere ma per qualche libro stento a crederlo mia opinione cmq » Sostenere che i dispositivi elettronici che fanno risparmiare carta sono disastri ambientali è un paradosso come sostenere che le auto elettriche sono più inquinanti dei SUV, e su questa linea io francamente non ci sto a seguirti. Il fatto che tu sia infoiato e voglia cambiare un kindle all'anno non credo possa essere addebitato su questo calcolo, è un problema tuo, non del kindle. La carica della batteria di un kindle (o di un qualsiasi altro lettore basato su eink) dura dai 15 ai 30 giorni e questo tipo di batterie sopporta migliaia di cicli di ricarica, quindi puoi continuare a usarlo senza problemi alla batteria per vari decenni. Direi che senza bisogno di tanti calcoli, se sei mai stato in una server farm e in una tipografia non avresti alcun dubbio sui rispettivi ordini di grandezza dell'inquinamento e di consumo energetico. Oppure se vuoi puoi paragonare il consumo energetico del 3G col consumo dei TIR che movimentano i libri fisici. Se vuoi possiamo continuare, ma mi sembra un gioco al massacro. S* Ah, per finire puoi documentarti sull'impatto ambientale di un iPad qui: http://www.apple.com/environment/

» postato da S* alle 10:05 del 15-09-2010

14 mha.. alla fine devo ammettere che se proprio si vuole dare una risposta immediata alla domanda sull'impatto ambientale, è ovvio che gli e-book inquinano meno. se non altro perché ipad apparte si possono abbinare a macchinari che avremmo comunque in uso. una cosa sola gli ebook non avranno mai. il profumo della carta, e come rinunciarvi......vero S*???? :lol: :lol: :lol: :lol: :lol: :lol: :wink:

» postato da _Kaos_ alle 15:56 del 15-09-2010

15 Non preoccuparti, troverai al momento opportuno in commercio salviettine al profumo "Old Library" le cui fragranze ricorderanno l'odore della carta con cui detergere lo scermo del ebook reader.

» postato da (Ivo Luigi Bertani) alle 16:12 del 15-09-2010

16 «mha.. alla fine devo ammettere che se proprio si vuole dare una risposta immediata alla domanda sull'impatto ambientale, è ovvio che gli e-book inquinano meno. se non altro perché ipad apparte si possono abbinare a macchinari che avremmo comunque in uso. una cosa sola gli ebook non avranno mai. il profumo della carta, e come rinunciarvi......vero S*???? :lol: :lol: :lol: :lol: :lol: :lol: :wink:» smellofbooks.com S*

» postato da S* alle 16:29 del 15-09-2010

17 « Stai facendo l'errore di confondere l'ipad con un "vero" ebook reader. » e già come se per non incrementare la vendita dei prodotti tutti non si allineano all'ipad che ad un semplice ebook reader.... ma se mettono le fotocamere pure nelle console portatili in nome di una tecnologia "all in one" (di facciata, perchè lo scopo è quello di vendere non certo di innovare)

» postato da Piacca alle 16:42 del 15-09-2010

18 «e già come se per non incrementare la vendita dei prodotti tutti non si allineano all'ipad che ad un semplice ebook reader.... ma se mettono le fotocamere pure nelle console portatili in nome di una tecnologia "all in one" (di facciata, perchè lo scopo è quello di vendere non certo di innovare)» Se fai un confronto sull'impatto ecologico tra ebook e libri devi farlo con device che servano solo alla lettura, altrimenti il rapporto non è corretto. Per quanto non credo che l'impatto ambientale di un iPad sia poi così superiore a quello di un kindle. "Lo scopo è quello di vendere non di innovare" è un nonsense, l'innovazione ovviamente ha lo scopo di vendere. Anzi, più sei innovativo più hai vantaggio nelle vendite; proprio l'iPad ne è la dimostrazione, i competitor arrivano con oltre sei mesi di ritardo. S*

» postato da S* alle 17:01 del 15-09-2010

19 Quelli che contestano gli e-books , vuol dire che non li hanno mai provati. Piu leggeri, piu contrasto, piu comodi in "quasi" tutto.

» postato da (Jurg Blisser) alle 17:51 del 15-09-2010

20 «« Stai facendo l'errore di confondere l'ipad con un "vero" ebook reader. » e già come se per non incrementare la vendita dei prodotti tutti non si allineano all'ipad che ad un semplice ebook reader.... ma se mettono le fotocamere pure nelle console portatili in nome di una tecnologia "all in one" (di facciata, perchè lo scopo è quello di vendere non certo di innovare)» Quali "prodotti" ? Tablet ed ebook reader dedicati sono due tipi di prodotti ben distinti. L'esempio delle fotocamere nelle console portatili non c'entra una beata mazza, quella è una feature aggiuntiva che non influisce negativamente sulla ragione di essere del prodotto.

» postato da L.MCH alle 18:43 del 15-09-2010

21 sto solo dicendo che se devono scegliere prodotti semplici ma che fanno una sola cosa (in questo caso permettere di leggere un libro) e prodotti complicati con mille funzioni (l'ipad) stai sicuro che tutti seguiranno la seconda via... forse per motivi economici forse perchè c'è la mentalità che se un ebook reader fa il caffè è piu figo questo non so.... ma è cosi... quindi stai certo che i nuovi prodotti si allineranno piu verso un ipad che un semplice ebook reader.... X S* non è vero innovare non significa per forza vendere... certo se la vedi nell'ottica di un azienda le cose forse coincidono (per altro spesso nemmeno innovano queste aziende ma riciclano per altri scopi idee gia esistenti con tecnologie piu adeguate... l'innovazione è per me una rivoluzione quel che fanno queste aziende è solo un evoluzione del mezzo) ma in generale no... non penso che chi inventò arpanet lo fece per poi guadagnarci con adgoogle... o Marconi che inventò la radio lo fece perchè voleva investire qualche soldino a Radio DeeJay ....

» postato da (Piacca ) alle 08:37 del 16-09-2010

22 «sto solo dicendo che se devono scegliere prodotti semplici ma che fanno una sola cosa (in questo caso permettere di leggere un libro) e prodotti complicati con mille funzioni (l'ipad) stai sicuro che tutti seguiranno la seconda via... forse per motivi economici forse perchè c'è la mentalità che se un ebook reader fa il caffè è piu figo questo non so.... ma è cosi... quindi stai certo che i nuovi prodotti si allineranno piu verso un ipad che un semplice ebook reader....» A volte è così a volte no. Se confronti le vendite degli iPod e simili con le vendite dei palmari, per esempio, credo che saremo nell'ordine di 10000 a uno. Eppure qualunque palmare poteva suonare gli mp3. L'iPad è bello e fa un sacco di cose, ma costa 600 euro e i suoi concorrenti hanno prezzi addirittura superiori. I lettori di ebook stanno scendendo e penso si attesteranno intorno ai 100/150 euro. Mi sembra un otimo motivo per non vederli soppiantati dai tablet. «X S* non è vero innovare non significa per forza vendere... certo se la vedi nell'ottica di un azienda le cose forse coincidono (per altro spesso nemmeno innovano queste aziende ma riciclano per altri scopi idee gia esistenti con tecnologie piu adeguate... l'innovazione è per me una rivoluzione quel che fanno queste aziende è solo un evoluzione del mezzo) ma in generale no... non penso che chi inventò arpanet lo fece per poi guadagnarci con adgoogle... o Marconi che inventò la radio lo fece perchè voleva investire qualche soldino a Radio DeeJay .... » Era Henry Ford che diceva che una rivoluzione non è tale finché non raggiunge il pubblico? L'invenzione della radio o di internet non sono state innovazione finché non sono arrivate a tutti. Comunque guarda che il signor Marconi appena ha inventato la radio si è affrettato a fondare la Marconi Corporation a Londra per sfruttarla commercialmente. La At&t americana fino a non molti anni fa si chiamava Bell dal nome del suo fondatore inventore del telefono. Il nome del signor Edison inventore dell'elettricità (passatemela) lo trovi ancora oggi in aziende come Montedison e Edisontel lontane discendenti del suo impero economico. S*

» postato da S* alle 09:07 del 16-09-2010

23 «Il nome del signor Edison inventore dell'elettricità (passatemela) lo trovi ancora oggi in aziende come Montedison e Edisontel lontane discendenti del suo impero economico. » Be', Edisontel ormai non esiste più. In compenso Montedison è tornata Edison, i cui fondatori lombardi la chiamarono così a fine '800 pagando i diritti di sfruttamento al buon Thomas che quindi, oltre al brevetto, monetizzò anche il suo nome. Mentalità del tutto opposta al suo storico rivale Nikola Tesla, che anche per questo resta un mito :wink: X

» postato da X alle 16:28 del 16-09-2010

24 S* lungi da me criticare infatti ho scritto "mia opinione" ma poi ho trovato lo studio riguardo al Kindle e si riferisce alla sua emissione di CO2 in fase di produzione rispetto alla produzione di 22.5 libri, tutto qua, non si parla di smaltimento della batterie, e consumi energetici di nessun tipo, ora io posso anche comprarmelo, non sono assolutamente contrario a questi devices anzi, il fatto che sia "infoiato" non e' un mio problema, lo e' di tutti: chi evita di comprare la nuova versione? Chi cambia la batteria di un cellulare vecchio quando gli costa quasi quanto un cellulare nuovo? Eddai cerchiamo di restare coi piedi per terra .... comunque la pensi (io incluso) e' semplicemente che non vorrei tirare il can per l'aia con la scusa del "salviamo il pianeta" ;-) per avere l'ultima figatina prodotta, tutto qua, scusami se la penso cosi' ...

» postato da Giobatta65 alle 17:07 del 16-09-2010

25 «Be', Edisontel ormai non esiste più.» Edisontel a un certo punto ha cambiato nome in Eutelia, senza che gliene venisse miglior fortuna perché la stessa Eutelia ora è in amministrazione controllata. Per non so quale giro, tra l'altro, Eutelia è attualmente proprietaria del dominio delos.it, che per ovvi motivi inseguo da anni. S*

» postato da S* alle 22:23 del 16-09-2010

26 «comunque la pensi (io incluso) e' semplicemente che non vorrei tirare il can per l'aia con la scusa del "salviamo il pianeta" ;-) per avere l'ultima figatina prodotta, tutto qua, scusami se la penso cosi' ... » Va be', io la mia opinione l'ho detta, tu hai detto la tua, mi sembra che sia inutile proseguire sull'argomento. S*

» postato da S* alle 22:25 del 16-09-2010

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