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Firewall - Accesso Negato

THRILLER, Firewall, Usa, 2006 - regia di Richard Loncraine - scritto da Joe Forte - con Harrison Ford, Paul Bettany, Virginia Madsen, Jimmy Bennett, Carly Schroeder, Beverly Breuer, Matthew Currie Holmes - durata: 105 minuti - distribuito da Warner Bros. - giudizio: mediocre

C'è qualcosa di profondamente irritante in Firewall — Accesso Negato.

E — alla fine dei conti — non è nemmeno troppo 'facile' dire cosa. Sarà l'uso 'allegrotto' della tecnologia, sarà un Harrison Ford stanco e invecchiato 'male', sarà una trama abusata che verso la metà del film si dissolve in una follia grossolana...difficile dirlo con certezza, perché sono troppi gli elementi di questa pellicola a non funzionare. Alla fine della visione di questo film, però, si resta più stupiti che arrabbiati e — certamente — più dispiaciuti che irritati. Uno, spesso, bravo regista come Richard Loncraine si perde in una serie di banalità narrative deja vu 'lacerato' tra il politicamente corretto di un thriller pulito (che non fa paura...) e le limitazioni di una storia incentrata sulla tecnologia che oltre ad essere costruita male, soffre sensibilmente di una lunga e fatale serie di buchi narrativi.

Ma c'è anche qualcos'altro: Firewall — Accesso Negato è un film vecchio e prevedibile sotto tutti i punti di vista destinato inevitabilmente al lieto fine al punto da sembrare quasi una pellicola proveniente direttamente dagli anni Ottanta. Un gruppo di ottimi attori che include perfino Alan Arkin, Robert Patrick e Robert Forster è abbandonato alla deriva di una sceneggiatura che vorrebbe sembrare rassicurante e divertente, ma che lascia sorpresi per la sua insipienza e — soprattutto — per la sua superficialità. La trama vede protagonista Jack Stanfield (Harrison Ford) il capo dei sistemi di sicurezza della rete informatica della Landrock Pacific Bank di Seattle. E' un tecnico molto bravo che è riuscito a costruire un efficente sistema di protezione dagli hackers sui depositi della banca, con una complessa rete di codici di accesso, tracciatori e firewalls. Ma c'è un punto debole nel sistema di cui Jack non ha tenuto conto: lui stesso. E' una fragilità che non sfugge ad un ladro spietato e ingegnoso. Bill Cox (Paul Bettany) sta studiando Jack e la sua famiglia dall'inizio dell'anno, monitorando la loro attività online, ascoltando le loro telefonate e osservando la loro vita quotidiana, raccogliendo le informazioni più personali. Una volta a conoscenza di ogni aspetto della vita di Jack, Cox è pronto a passare alla seconda parte del suo piano. Con alcuni complici si impadronisce di casa Stanfield, prende in ostaggio la moglie Beth e i due bambini terrorizzati e Jack si ritrova suo malgrado coinvolto nel tentativo di sottrarre dai computer della Banca 100 milioni di dollari per trasferirli in un conto 'offshore' di Cox.

Il presupposto del film è interessante, ma è la storia a non reggere con Harrison Ford che qualcuno definirebbe come 'bollito' al punto da diventare un improbabile eroe d'azione in una pellicola dove tutto — alla fine — dovrebbe andare a posto...

Uno spot pubblicitario per schermi a cristalli liquidi, I-Pod, computer Dell e cellulari Nokia che — malcongegnato — finisce nella fantascienza (avete mai provato a lanciare un programma OCR di riconoscimento dei caratteri su una foto scattata da un cellulare che inquadra uno schermo a fosfori?) perdendo in ogni caso ogni attinenza con la realtà sia sotto il profilo tecnico, che dal punto di vista emotivo. Perché gli ostaggi non vengono uccisi? Perché Stainfield con la moglie rapita e i figli scomparsi non si rivolge alla polizia mentre, invece, scappa a casa dell'amico? Domande senza risposta, ma — peggio ancora — domande cui non ha alcun senso dare una qualche risposta visto l'andamento 'assurdo' di questo film sbagliato e — purtroppo — decisamente inutile.

 

Autore: Marco Spagnoli - Data: 21 aprile 2006

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Commenti

1 Perche' si afferma che il film "finisce nella fantascienza"?!?!? Li' dove si usa l'OCR sulla foto fatta ad un monitor, ecc. ecc. La "fantascienza" e' un'altra cosa, mentre nella recensione si utilizza la parola come termine di disprezzo per descrivere quella che e' solo una sceneggiatura colabrodo, uno di quei tanti script partoriti col lassativo da chissa' quale mente gloriosa. Alla fine, si vede bene, l'atteggiamento comune nei confronti della fantascienza come esercizio (letterario, cinematografico, ecc.) di serie B e' talmente radicato nell'intimo di ognuno da colpire pure un recensore attivo in un contesto come quello di fantascienza.com che si presumerebbe (desidererebbe) attento a situazioni del genere. Le parole sono pietre. O forse, sono solo io che spacco in quattro il capello perche' non ho niente di meglio da fare...

» postato da Falco Stellare alle 14:22 del 22-04-2006

2 credo che tu abbia frainteso falco. il film presumo sia ambientato nel presente ma un programma ocr che riconosca un testo in una foto fatta da un cellulare per ora è solo fantascienza. per me il giornalista voleva solo dire che le due cose sono incompatibili :wink:

» postato da giskard alle 13:48 del 24-04-2006

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