V per Vendetta

FANTASCIENZA, V for Vendetta, Usa, 2006 - regia di James McTeigue - scritto da Andy & Larry Wachovski - con Natalie Portman, James Purefoy, Stephen Rea, Stephen Fry, John Hurt, Tim Pigott-Smith, Sinead Cusack - durata: 132 minuti - distribuito da Warner Bros. - giudizio: eccellente

Se Matrix ha ridefinito un certo tipo di fantascienza diventando una sorta di Blade Runner del ventunesimo secolo, così anche V per Vendetta è destinato a trasformare per sempre la nostra percezione della politica e — in un certo senso — a determinare nuovamente quello che noi sappiamo o crediamo di conoscere riguardo alla nostra storia recente.

Un film importante, eccezionale, travolgente, che obbliga tutti quanto noi ad una riflessione non ideologica sull'esercizio della paura per il controllo del potere. Un capolavoro assoluto che risveglia in tutti noi un senso politico anestetizzato dalle beghe di casa nostra e che richiama la nostra attenzione sull'importanza di reagire dinanzi alla sopraffazione, all'ingiustizia, al controllo delle nostre vite tramite strumenti antidemocratici e — soprattutto — pericolosi sotto il profilo umanitario.

Intenso e coinvolgente, V per Vendetta è il seguito ideale di Matrix, il vero film che i Fratelli Andy e Larry Wachovski avrebbero dovuto realizzare dopo la prima pellicola su Neo & Co.

Ispirato al fumetto di Alan Moore e David Lloyd, V per Vendetta prende le mosse da un futuro in cui la Gran Bretagna ha fatto una scelta di autonomia separandosi dal resto del mondo. Un governo autoritario retto da un Cancelliere dalla vaga ispirazione nazista e orwelliana si è insediato 'democraticamente' nel paese all'indomani di due stragi di civili che — colpiti dai terroristi — hanno precipitato l'intera nazione nel terrore.

In un futuro non troppo lontano da noi, però, un uomo mascherato con il volto di Guy Fawkes  ricorda alla nazione che il 5 novembre del 1605,  l’autore del fallito Gunpowder Plot che nel 1605 aveva tentato di uccidere Giacomo I e i membri del Parlamento. V, questo il nome dell’eccentrico quanto elegante terrorista, nasconde un doloroso passato e incita il popolo britannico a ribellarsi nei confronti di chi li ha privati di ogni libertà facendo finta di proteggerli da nemici tanto letali quanto enigmatici.

Una notte — durante il coprifuoco — V salva la vita a Evey: una timida ragazza che lavora alla BBC. La giovane è testimone involontaria del primo attacco di V alle istituzioni inglesi e — il giorno dopo — della sua minaccia nei confronti del governo. O ci saranno le dimissioni, o il 5 novembre dell'anno successivo, l'uomo porterà a compimento il piano iniziato cinque secoli prima da Fawkes.

Un anno di battaglie e di colpi di scena attende V e Evey, ma — soprattutto — lo spettatore avrà dinanzi agli occhi la sopraffazione sistematica, la violenza, la discriminazione e la deportazione di neri, omosessuali e dissidenti politici in nome della  salvezza dello Stato e — soprattutto — della difesa della sua tradizione. Sebbene il linguaggio fatto di disprezzo da parte del governo nel film ricordi nella nostra realtà quello di George W. Bush e dei suoi alleati intorno al mondo, la cosa che più colpisce di questa pellicola è la sorpresa di trovarsi dinanzi ad un'allegoria dell'11 settembre e alle violenze che sono state fatte in seguito all'attacco alle Torri Gemelle. Uno dei personaggi chiave del film, Finch, il poliziotto interpretato da un sempre più notevole Stephen Rea, si interroga riguardo la possibilità che un governo compia una delle stragi più efferrate della storia dell'umanità pur di prendere il controllo del potere e governare fondando il suo consenso sul terrore, sull'ignoranza, sulla paura e sulla quieta accettazione dei media che quella propinata dall'alto sia la pura realtà dei fatti: scandoloso e sorprendente, nonché piacevolmente irriverente nei confronti dell'attuale estabilishment politico americano ed europeo, il film è una celebrazione della libertà nel senso più ampio del termine con V che è una rilettura postmoderna de Il conte di Montecristo cui la pellicola fa un riferimento diretto essenziale.

Divertente e interessante, il film vuole essere una lezione di democrazia in grado di intrattenere lo spettatore seguendo piani di lettura differenti: da un lato la pellicola d'azione fumettistica, dall'altro la metafora di una realtà che dopo la sua visione ci sembra decisamente spaventosa e pericolosa.

Nonostante le apparenze, però, V per Vendetta, pur mantenendo intatto lo spirito del fumetto, trae la sua grande forza dal nostro immaginario quotidiano: dai discorsi che qui in Occidente sentiamo fare dai Primi Ministri che governano paesi come il nostro e — soprattutto — da un contesto internazionale bollente e fuori controllo. Trasposizione in maniera 'estrema' della realtà, il film trae beneficio da una serie di interpretazioni notevoli, da momenti di grande commozione come quello relativo alla storia delle due lesbiche e — soprattutto — dal carisma di un personaggio che nasconde nel suo passato qualcosa di doloroso e terribile. Un film emozionante che con la sua eleganza e forza iconoclasta tocca le vite di tutti quanti noi e che ci impone — idealmente — di riconoscere noi stessi nelle ansie e nelle inquietudini dei protagonisti messi dinanzi a politici peggiori — ed è tutto dire — di quelli di oggi.

Un film che oltre a restituire il senso della democrazia in maniera vibrata, ci conquista con una storia affascinante e intensa, figlia delle contaminazioni tra 1984, Il Conte di Montecristo, Farhenheit 9/11, The Corporation e tutto il cinema pronto a schierarsi contro il pericoloso conservatorismo di un mondo destinato ad esplodere per colpa nostra: o meglio di tutte le persone che hanno lasciato fare chi — tramite la paura — ha voluto privare i cittadini delle sue libertà elementari e fondamentali.

Un capolavoro destinato a durare, una pellicola che nonostante alcune incertezze e debolezze non ha niente da invidiare ad altri grandi film come Syriana e Munich: né per il suo realismo di contenuti, né per il suo messaggio altrettanto forte e importante.

Il primo grande film del 2006 destinato a diventare di culto.

Autore: Marco Spagnoli - Data: 28 febbraio 2006

Altre recensioni di V per Vendetta

  • V per Vendetta: recensione di Sacha Rosel su ThrillerMagazine (voto: buono)

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Commenti

1 ineccepibile dal punto di vista estetico, ottimamente recitato da tutti, hugo weaving compreso - umile prova d'attore che rinuncia al proprio viso in epoca di sovraesposizione facciale... - fotografia asciutta, greve, oscura nei momenti *politici* e più calda, rotonda nei momenti di quotidianità. il punto debole della pellicola non risiede nella messa in scena, nella rappresentazione dei contenuti, quanto nei contenuti stessi: i potenti sono cattivi, totalitaristi, dittatoriali la cui espressione è data da una faccia minacciosa che parla in primo piano sempre arrogante e perennemente ricolma di rughe di rabbia....quanto banale filmare il male.... oggi il male, il potere, il sovvertimento e l'occultamento delle libertà sono più sottili, nascosti, sorprendenti. che i totalitarismi siano da rifuggire perché portatori di oscurantismo ed ignoranza, non è una gran notizia. toh, guarda, la tv racconta mezze verità o intere bugie.... va bene, va bene, orson welles ce lo raccontava in maniera rivoluzionaria più di cinquant'anni fa. dagli ideatori di matrix (non sto parlando di estetica, ma solo di contenuti narrativi) mi aspetto molto di più che questo scontato film di fantascienza ben confezionato ma privo di personalità.

» postato da fabio giubbani alle 15:55 del 29-03-2006

2 Non sono affatto d'accordo con te, Fabio.A mio avviso, quello che tu vedi come pecca (in riferimento ai "soliti" regimi totalitari ecc ecc ) è uno dei punti forza del film.Infatti secondo me gli autori hanno semplicemente "rappresentato" l'antidemocrazia.E' una metafora insomma!Un regime ESASPERATO! Come hai fatto a non vederne la caricatura?Potrebbe essere qualunque forma governativa malata.Che tipo di governo avresti usato?E poi? Manca di personalità il film! :shock: Sono davvero shokkato.................è proprio "firmato" elegantemente!Un capolavoro!D'accordissimo con la recensione che sposo a pieno!By

» postato da Fen alle 04:42 del 06-04-2006

3 Concordo a pieno con la recensione... V for Vendetta è un capolavoro, davvero un cult. Quando lo vidi al cinema rimasi senza parole... La storia, la realizzazione, la messa in scena del film sono incredibili... Dispiace davvero che sia stato distribuito "male" (da me è rimasto in programmazione per pochissime settimane...), avrebbe meritato incassi più importanti e maggiore attenzione. Si susseguono i concetti di "Giustificazione" della violenza, "Giustizia" e "Vendetta" con i quali si gioca molto durante la visione, si parteggia per un terrorista (V lo è) che però è colto, guarda Edmond Dantès nei vecchi film e lotta come un forsennato. I simboli, la sua grandezza e la resa scenica del suo personaggio sono formidabili e rimangono impresse... Il finale è da pelle d'oca. E tutte queste emozioni che ti vengono trasmesse da una fredda maschera non è cosa comune, anzi. Uno dei miei 10 film preferiti in assoluto!

» postato da neodie alle 05:29 del 27-03-2007

4 Partendo dal presupposto che V, il fumetto, è un ode all'anarchia e che il film è una strizzata d'occhio ai "complottisti", movimentisti, no global ecc si può parlare di quel che resta. Trama più o meno uguale all'albo se non nei passaggi chiave, storia contemporanea rivisitata univocamente (gli autoattentati) e futuro già predetto (gay alla canna del gas). Dell'albo resta poco, i personaggi sono differenti dagli originali, tutti, V compreso che nel finale "spreca" tutto il lavoro fatto per una "vendetta personale" (che si basa su una incredibilmente ingenua forzatura di sceneggiatura) assente nell'originale e che banalizza il suo operato. Manifesto immortale trasformato in strizzatina d'occhio ai "ribelli" di oggi. Film di culto? Naaaaa, pellicola pretenziosa e il tempo già mi sta dando ragione. Film che promette cento e mantiene 5. Fortuna che Moore ha fatto togliere il suo nome dai titoli.

» postato da (luiso suarez) alle 18:05 del 14-02-2008

5 Bhe che sia una lode all'anarchia mi pare evidente anche nel film (i ladri che rubano con la maschera di V) per quanto riguarda i complottisti non ne vedo traccia :shock: (da quando i no global sono complottisti?) Per quanto riguarda la vendetta personale, questo fa di V un uomo con le sue debolezze, mosso non soltanto da un'idea ma, si scopre, anche da i suoi sentimenti (che sia giusto o no) PS vuoi vedere un film da complottisti? Guardati "Essi vivono" :lol:

» postato da EliosPeppe alle 09:22 del 15-02-2008

6 «Partendo dal presupposto che V, il fumetto, è un ode all'anarchia e che il film è una strizzata d'occhio ai "complottisti", movimentisti, no global » cioè, tu parti in quarta con un presupposto errato? andiamo bene.... :| perché il film sarebbe una "strizzata d'occhio ai complottisti, movimentisti, no global"?

» postato da jonny lexington alle 16:26 del 15-02-2008

7 «Naaaaa, pellicola pretenziosa e il tempo già mi sta dando ragione. .» e allora perchè ne stai ancora parlando?

» postato da l'Anto alle 18:05 del 16-02-2008

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