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Si può parlare degli errori e degli orrori che hanno caratterizzato la nascita del cristianesimo? Evidentemente si può, come si può e si deve parlare della storia e dei chiaroscuri di ogni religione. Ma è difficile farlo soprattutto in Italia, patria del cristianesimo delle origini e del cattolicesimo attuale, nonché paese in cui l'esercizio del diritto alla critica (di chi non è credente o appartiene ad altre fedi) verso la religione di cui purtroppo la nostra cultura è imbevuta, viene automaticamente interpretato come attacco da respingere senza compromessi. Non stupisce allora che Agora, film girato alla fine del 2008 e presentato nel mondo (compreso il festival di Cannes) nel 2009, sia riuscito a raggiungere le nostre sale solo da pochi giorni, grazie alla distribuzione di Mikado.
Ma cos'ha di speciale Agora, produzione spagnola girata in inglese per il mercato internazionale (e si vede)? Intanto il ritorno alla regia del cileno Alejandro Amenàbar, dopo l'horror rarefatto di The Others e il sontuoso dramma Mare dentro. E poi il tema scelto dal regista, anche autore della sceneggiatura: le origini oscure del cristianesimo organizzato e il modo con il quale ha imposto il proprio dominio temporale sull'Impero romano. E, non ultimo, il ritorno del peplum, filone di film storici legato ai mitici kolossal degli anni cinquanta e sessanta che, se aggiornato in chiave moderna, potrebbe ancora rappresentare un'importante fonte di ispirazione per autori e registi.
IV secolo, Alessandria d'Egitto. Nella città sotto il dominio romano convivono, pur con qualche difficoltà, pagani, ebrei, cristiani, scienziati e filosofi, in una quotidianità centrata sull'agorà (piazza) di modello ellenico e sulla leggendaria biblioteca, la più vasta e importante del mondo conosciuto. Il racconto è incentrato sulla vita di Ipazia (Rachel Weisz), figlia del filosofo Teone (il veterano Michael Lonsdale). Matematica, astronoma e filosofa greca, Ipazia dedica le sue energie all'insegnamento e alla ricerca del principio che regola il moto del sole e dei pianeti. Regolando la propria esistenza sull'assoluta libertà di pensiero e assenza di pregiudizi, Ipazia insegna indifferentemente ad allievi di nazioni e credi diversi, tra cui il greco Oreste (Oscar Isaacs), futuro prefetto della città e di cui respinge le offerte d'amore, e Sinesio (Rupert Evans), fervente cristiano e destinato alla carriera ecclesiastica. Le vicende di Ipazia si incrociano inevitabilmente con i violenti fermenti in cui si dibatte la città, e originati dall'ambizione e dalla mancanza di scrupoli di Cirillo (Sami Samir), vescovo d'Alessandria, e dei parabolani, ordine di monaci fondamentalisti guidati dal fanatico Ammonio (Ashraf Barhom). La strategia di Cirillo è chiara: provocare le altre fazioni in modo da causare una reazione violenta, per poi scatenare la ritorsione dei parabolani, favorito in ciò dalla compiacenza delle autorità romane. Si assiste così nel trascorrere degli anni prima alla cacciata dei pagani e alla distruzione dei loro simboli, seguita dallo storico sacco della biblioteca; e successivamente alla distruzione degli ebrei. A Cirillo resta un ultimo ostacolo da abbattere per assicurarsi il dominio totale del cristianesimo su Alessandria, ed è proprio Ipazia, testarda e isolata nel proseguire le proprie ricerche e nell'affermare la sua unica fede nella ragione, ma che conserva un forte ascendente sul nuovo prefetto Oreste. Le vicende storiche si intrecciano con quelle personali dei protagonisti tra cui l'ex schiavo di Ipazia, Davo (Max Minghella, figlio del regista Anthony), segretamente innamorato di lei e passato tra i parabolani dopo l'incendio della biblioteca.
Agora presenta tutti i pregi e i difetti del peplum classico: l'imponente ricostruzione di Alessandria e le grandi scene di massa, tra i primi; una certa semplificazione nella narrazione e nei personaggi e qualche concessione di troppo allo spettacolo, tra i secondi. La ricostruzione storica è però sostanzialmente corretta, pur con le semplificazioni già accennate, per cui i pregi compensano ampiamente i difetti. La regia di Amenàbar è pulita e professionale, con qualche lampo di valore: curiosa la scelta, che si ripete alcune volte nel film, di cambiare improvvisamente la prospettiva, con la camera che parte dallo spazio profondo per zoomare vertiginosamente verso il nostro pianeta e poi giù fino ad Alessandria. Un'incursione quasi fantascientifica che presuppone la volontà del regista di inquadrare la minuscola cifra delle credenze umane, al confronto con la realtà fisica di un universo che sostanzialmente ci ignora.
La figura di Ipazia, forse un po' esagerata come scienziata (non sono conosciute opere o studi certamente attribuibili a lei), è centrale per la valenza politica che assume, come punto di equilibrio tra vari mondi. Un punto inevitabilmente destinato a soccombere, ma che pur nella sconfitta vince in quanto simbolo della razionalità e dello spirito di libertà che sopravvive oltre i protagonisti. Il suo mix di tenacia, ragione e sensibilità è ben rappresentato dall'interpretazione convincente della Weisz, che riesce a dare spessore umano ai principi che Ipazia ripete ai suoi allievi ("sono più le cose che ci uniscono di quelle che ci dividono") e che sostiene davanti alla cieca obbedienza imposta dalla religione ("voi non potete mettere in discussione quello in cui credete, io devo"). Mentre i personaggi maschili si dimostrano di volta in volta deboli, irrazionali, violenti, opportunisti, Ipazia rende pienamente l'orgoglio di essere donna in una società maschile avviata a diventare sempre più sessista e arretrata, in cui non c'è posto per la ragione se prima non si mette al servizio della superstizione e del potere.
2 «Cosa c'entra un film storico con la fantascienza?» ogni volta che leggo commenti del genere mi arrendo all'evidenza che la gente non abbia la minima idea di cosa sia la fantascienza.
» postato da Joshi Spawnbrood alle 09:48 del 13-05-2010
3 Non c'entra. Ma sicuramente centra con la volontà di fare propaganda. E lo si vede benissimo, dal momento che il commento al film, invece di perseguire una certa obiettività è sin dall'inizio impregnato di giudizi personali che hanno una evidente matrice culturale-ideologica, le cui ragioni non sono (ovviamente) messe in chiaro. Ma accanirsi contro una visione scorretta ed ideologica della realtà non porta a nessun fine. E non è quello che voglio qui compiere. Invece vorrei porre l'attenzione su come Agorà non avanzi pretese storiche, anzi, che i fatti nel film narrati non hanno nulla - se non lo sfondo in cui si situano - di storicamente accertato. Non sono verificabili né le caratterizzazioni dei personaggi, su cui si basa tutta la vicenda, tanto meno le tematiche filosofiche affrontate: il contenzioso tra fede e ragione, ad esempio, è qualcosa che appartiene esclusivamente alla modernità e che non era proprio dei pensatori dell'epoca (anzi, il cristianesimo ha puntato moltissimo sulla ragionevolezza della fede nelle origini). Per verificare ciò che sto dicendo è sufficiente la lettura di veri testi di storici affermati, cristiani e non cristiani. Cito ad esempio La diffusione del cristianesimo nei primi secoli del Bardy. Ovviamente la storicità dà fastidio a quelle operazioni di marketing che puntano al misfatto per un guadagno, come le vicende di Dan Brown hanno reso manifesto a tutto il mondo. Orwell diceva che in un mondo di mistificazione dire la verità è di per sè un atto rivoluzionario.
» postato da Weyoun_0 alle 09:54 del 13-05-2010
4 "la religione di cui purtroppo la nostra cultura è imbevuta" Questa frase non mi piace. Eccessivamente negativa verso una religione che, al di là di tutte le incongruenze, contraddizioni, misteri e silenzi, è comunque alla base di tutti i valori universalmente riconosciuti, come i diritti fondamentali dell'uomo e dell'etica moderna, anche laica. Al contrario, direi per fortuna che la nostra cultura è imbevuta di questi principi, anche chi si professa non credente in realtà basa la sua vita sulla stessa etica di chi crede. Se così non fosse stato, probabilmente, le donne ancora non avrebbero diritti, la vita e la morte avrebbero valore nullo, sottoposte al volere dei più potenti. By(t)e
» postato da (Andrea Badiali) alle 09:58 del 13-05-2010
5 i cristiani cominciano subito a mettere il naso fuori? basterebbe leggersi gibbon o ostrogorsky per capire quante porcate sono state compiute nel nome del cristianesimo fin dal 300/400 d.c. nessuno che dà un giudizio sulla pellicola, invece? o si ricade nel solito malvezzo di giudicare il non letto/visto?
» postato da zoon alle 10:32 del 13-05-2010
6 «Questa frase non mi piace. Eccessivamente negativa verso una religione che, al di là di tutte le incongruenze, contraddizioni, misteri e silenzi, è comunque alla base di tutti i valori universalmente riconosciuti, come i diritti fondamentali dell'uomo e dell'etica moderna, anche laica.» Questa "balla" storica che continua a venire propinata è davvero noiosa. I valori etici e culturali che sono alla base della cultura europea-occidentale sono in massima parte di origine romana, non cristiana. I cristiani si sono sovrapposti e hanno aggiunto qualcosa di buono ma anche molto di cattivo. Dire che probabilmente il mondo sarebbe migliore se non ci fosse stato il cristianesimo è senz'altro un azzardo, ma lo è altrettanto dire che sarebbe peggiore. S*
» postato da S* alle 10:39 del 13-05-2010
7 «
nessuno che dà un giudizio sulla pellicola, invece? o si ricade nel solito malvezzo di giudicare il non letto/visto?»
per quel non molto che mi intendo di cinema, sono d'accordo con te, Maurizio, e ti ringrazio per alcuni spunti che terrò a mente rivedendo il film (l'ho visto a dicembre in spagnolo, lo riguarderò all'uscita in dvd).

» postato da l'Anto alle 11:41 del 13-05-2010
8 Il film e' molto bello e tutt'altro che fazioso. Invito chi ne parla a sproposito a vederlo, almeno, prima di dar fiato al pregiudizio. Ci sara' poco di storicamente accertato, ma la vicenda di Ipazia, come e' giunta fino a noi, e' quella. E per essere giunta fino a noi sfidando l'oblio della distruzione del mondo classico e il noto annullamento della figura femmile, vuol dire che e' stata davvero eclatante. Ipazia e' l'unica donna tra i flosofi del quadro scuola di Atene di Raffaello, ed e' l'unica che guardi verso di noi, come se fosse portavoce di verita'. Era molto intelligente, ha fatto scoperte sensazionali. E' un fatto tramandato. E' stata uccisa barbaramente da frotte di fanatici istigati dal vescovo Cirillo oggi santo. E' un altro fatto. Che le lotte fra cristiani, ebrei, pagani e quant'altro all'epoca raggiungessero vertici di barbarie, in cui erano tutti responsabili, ma in cui i cristiani non si tiravano certo indietro ne' porgevano l'altra guancia, e' ancora un altro fatto. Del resto, a distanza di tanto tempo, abbiamo imparato poco. Sentir dire che e' merito della religione se la donna oggi ha dirittti, mi da', con rispetto parlando, il voltastomaco. Io sono un'atea moderata che non apprezza certe sparate scientiste di Onfray o peggio di Odifreddi, ma la visione di quel film e certi commenti che leggo qui scatenano il peggio che e' in me. Nel corso della storia si sono avuti piu' morti, guerre, persecuzioni, massacri e oscenita' varie in nome delle religioni, che in nome di tutti i peggiori tiranni messi insieme. QUalcosa vorra' dire, altro che etica.
» postato da dued alle 12:41 del 13-05-2010
9 ««Cosa c'entra un film storico con la fantascienza?» ogni volta che leggo commenti del genere mi arrendo all'evidenza che la gente non abbia la minima idea di cosa sia la fantascienza.» Un giudizio un po' lapidario... Sono 30 anni che leggo fantascienza, spero di essermene fatto un'idea... Volevo dire che mi pare che "questo" film storico non abbia nulla a che vedere con la fantascienza, per cui mi pareva che farne qui una recensione fosse fuori luogo.
» postato da Nicola Catellani alle 12:56 del 13-05-2010
10 purtroppo questo è uno di quei casi in cui il contesto e il "contenuto" del film finiscono necessariamente con il mettere in secondo piano ogni altra considerazione sul film. Il film era molto interessante per la ricostruzione che viene fatta del periodo e della situazione religiosa e politica. Concordo con le considerazioni fatte da S* e da dued in particolare. Però tutto sommato il film è un po' sempliciotto su tanti altri aspetti: troppo kolossal, troppo personaggi tagliati con l'accetta, Ipazia troppo bellina anche dopo anni e anni (avrebbe avuto 45 anni al momento della morte, e sembra che abbia 20 anni di meno), tutti di razza bianca che più bianca non si può (ma non siamo in Egitto? va bene che ci son state contaminazioni varie e diverse, ma insomma, la maggior parte della popolazione non dovrebbe avere tratti mediorientali?), i buoni troppo buoni e i cattivi troppo cattivi. Insomma un po' più di complessità non sarebbe guastata.
» postato da Dr. Weir alle 14:44 del 13-05-2010
11 «« ogni volta che leggo commenti del genere mi arrendo all'evidenza che la gente non abbia la minima idea di cosa sia la fantascienza.» Un giudizio un po' lapidario... Sono 30 anni che leggo fantascienza, spero di essermene fatto un'idea... » In genere ad un discorso di pura quantità (ad esempio io nemmeno li ho 30 anni ), preferisco rispondere con uno di qualità. Ho sempre visto la storia e lo studio della stessa come uno dei capisaldi della vicenda umana, che nel genere fantascientifico hanno la massima espressione sottoforma di genere narrativo: non vedo perchè una produzione del genere non possa essere annoverata come materiale utile e d'interesse al pubblico che normalmente segue la fantascienza. « Eccessivamente negativa verso una religione che, al di là di tutte le incongruenze, contraddizioni, misteri e silenzi, è comunque alla base di tutti i valori universalmente riconosciuti, come i diritti fondamentali dell'uomo e dell'etica moderna, anche laica. » Ovviamente sono tra chi dissente di questa affermazione, che è oltremodo orrenda. Il particolare fastidioso che mette in lotta cattolici e non cattolici, è proprio il fatto che il cattolicesimo si senta semplicemente unversale: trattasi di affermazione totalmente falsa e comprovabile con minimo sforzo, perchè basta 1 singola persona che non accetta questo tipo d'idee. fortunatamente i cattolici reali sono una minoranza, sfortunatamente sembrano essersi concentrati in Italia.
» postato da Joshi Spawnbrood alle 15:02 del 13-05-2010
12 I principi morali ed etici del cristianesimo, mi spiace dirlo, o meglio mi piace, non sono affatto privilegio del solo cristianesimo (balla gigantesca), ma anche di altre religioni e filosofie, soprattutto orientali, e soprattutto antecedenti di secoli al cristianesimo. E comunque, non è affatto indispensabile essere cristiani o "pensare" da cristiani per capire che non devo ammazzare il mio simile o che la solidarietà è il massimo bene sociale. Altrimenti le statistiche annovererebbero la maggior parte dei cristiani tra la brava gente e la massima parte degli atei tra i delinquenti e serial killer. Non voglio dire che sia proprio il contrario, ma - per esempio - certe dilaganti prese di posizioni di vaste schiere di sedicenti ferventi cattolici nei confronti del "diverso" in genere, mi danno il voltastomaco... Saluti e buona fantascienza a tutti. W "The Dispossessed"!!!
» postato da Vittorio Catani alle 15:31 del 13-05-2010
13 «
per quel non molto che mi intendo di cinema, sono d'accordo con te, Maurizio, e ti ringrazio per alcuni spunti che terrò a mente rivedendo il film (l'ho visto a dicembre in spagnolo, lo riguarderò all'uscita in dvd).
»
Many thanks! ![]()
» postato da Maurizio Del Santo alle 15:58 del 13-05-2010
14 «Orwell diceva che in un mondo di mistificazione dire la verità è di per sè un atto rivoluzionario.»
Toh, è più o meno quello che diceva Ipazia...
«
per quel non molto che mi intendo di cinema, sono d'accordo con te, Maurizio, e ti ringrazio per alcuni spunti che terrò a mente rivedendo il film (l'ho visto a dicembre in spagnolo, lo riguarderò all'uscita in dvd).
»
Many thanks!
«Un giudizio un po' lapidario... Sono 30 anni che leggo fantascienza, spero di essermene fatto un'idea...
Volevo dire che mi pare che "questo" film storico non abbia nulla a che vedere con la fantascienza, per cui mi pareva che farne qui una recensione fosse fuori luogo.»
Se dai un'occhiata alle recensioni pubblicate, scoprirai che sono recensiti parecchi libri, film e telefilm che non appartengono al genere. La mia opinione è che la fantascienza, essendo il "genere dei generi" (mia definizione assolutamente criticabile da chiunque) di fatto li ricomprende tutti, nel senso che è possibile affrontare qualunque tematica e qualunque altro genere narrativo, in senso ampio, con gli strumenti della fantascienza.
In fondo, la fantascienza è anche un modo diverso di parlare dell'oggi. Se dopo trent'anni che ne leggi non hai compreso questa cosa, mi dispiace per te.
«I principi morali ed etici del cristianesimo, mi spiace dirlo, o meglio mi piace, non sono affatto privilegio del solo cristianesimo (balla gigantesca), ma anche di altre religioni e filosofie, soprattutto orientali, e soprattutto antecedenti di secoli al cristianesimo. E comunque, non è affatto indispensabile essere cristiani o "pensare" da cristiani per capire che non devo ammazzare il mio simile o che la solidarietà è il massimo bene sociale. Altrimenti le statistiche annovererebbero la maggior parte dei cristiani tra la brava gente e la massima parte degli atei tra i delinquenti e serial killer. Non voglio dire che sia proprio il contrario, ma - per esempio - certe dilaganti prese di posizioni di vaste schiere di sedicenti ferventi cattolici nei confronti del "diverso" in genere, mi danno il voltastomaco... Saluti e buona fantascienza a tutti. W "The Dispossessed"!!!»
Mi hai tolto le parole di bocca! Anzi, dalla tastiera... ![]()
» postato da Maurizio Del Santo alle 16:06 del 13-05-2010
15 «I principi morali ed etici del cristianesimo, mi spiace dirlo, o meglio mi piace, non sono affatto privilegio del solo cristianesimo (balla gigantesca), ma anche di altre religioni e filosofie, soprattutto orientali, e soprattutto antecedenti di secoli al cristianesimo. » Scusa ma non vedo come ti possa servire in un discorso questa affermazione, il fatto che il cristianesimo includa principi preesistenti non lo rende più legittimo, semmai ne vanifica l'identità, perchè il contributo effettivo si riduce ad un minimo. E allora cos'è il cristianesimo? Un contesto esclusivamente storico? A me andrebbe bene, figuriamoci!
» postato da Joshi Spawnbrood alle 16:33 del 13-05-2010
16 Il film mi è piaciuto, ma ha diversi difetti: la figura di Davo dovrebbe essere tormentata, non sciatta come in effetti è, e non mancano gli strafalcioni storici, anche se siamo lontani dal ridicolo di film come Troy. Concordo tuttavia con Maurizio quando dice che i pregi sopravvanzano i difetti, è un film che merita di essere visto, è coinvolgente e a tratti grandioso. E poi la dimostrazione delle curve con il cono è fantastica, vale il biglietto da sola.
» postato da Anacho alle 16:49 del 13-05-2010
17 «««Cosa c'entra un film storico con la fantascienza?»
ogni volta che leggo commenti del genere mi arrendo all'evidenza che la gente non abbia la minima idea di cosa sia la fantascienza.»
Un giudizio un po' lapidario... Sono 30 anni che leggo fantascienza, spero di essermene fatto un'idea...
Volevo dire che mi pare che "questo" film storico non abbia nulla a che vedere con la fantascienza, per cui mi pareva che farne qui una recensione fosse fuori luogo.»
Concordo.
Essendo anch'io un appassionato da altre 30 anni, e avendo avuto lo stesso dubbio e la stessa perplessita' di Catellani, mi ritrovo a scoprire di non sapere cos'e' la fantascienza.
Per Spawnbrood: potresti accantonare un attimo la tua insofferenza e rivelare a noi "vecchietti" la tua definizione? Giusto per capire se stiamo parlando della stessa cosa?
Detto questo, e accantonata la perplessita' per la presenza di una recensione di un film che io avrei classificato come "storico", ammetto che trovo interessante la recensione e che la stessa ha stimolato il mio desiderio di vedere il film.
«Se dai un'occhiata alle recensioni pubblicate, scoprirai che sono recensiti parecchi libri, film e telefilm che non appartengono al genere.»
In tal caso, la mia perplessita' si estende anche a tali recensioni.
«La mia opinione è che la fantascienza, essendo il "genere dei generi" (mia definizione assolutamente criticabile da chiunque) di fatto li ricomprende tutti, nel senso che è possibile affrontare qualunque tematica e qualunque altro genere narrativo, in senso ampio, con gli strumenti della fantascienza.»
Scusa, ma non ho capito la definizione.
Da un lato dici che il genere fantascienza "li ricomprende tutti". Ovvero, mi sembra di capire, la fantascienza comprende tutto e quindi *tutto* e' fantascienza. Quindi la fantascienza smette di essere genere.
Una definizione che mi sembra troppo ampia e quindi (scusa la critica) una classificazione che, non riuscendo piu' a distinguere tra cose diverse, perde efficacia e diventa inutile.
Poi dici che "e' possibile affrontare qualunque tematica e qualunque genere narrativo con gli strumenti della fantascienza".
Ma questa e' un'altra cosa: qui stai dicendo che il genere fantascienza interseca (non comprende) qualunque altro genere.
Con quest'ultima affermazione sono d'accordo ma, comunque, non mi sembra una *definizione* di fantascienza.
«In fondo, la fantascienza è anche un modo diverso di parlare dell'oggi. Se dopo trent'anni che ne leggi non hai compreso questa cosa, mi dispiace per te.»
Questo, della fantascienza (dopo piu' di trent'anni che anch'io la leggo), l'ho capito benissimo. Forse sara' solo solidarieta' a un (presumo) coetaneo, ma credo che questo valga anche per Catellani.
Il tuo dispiacere, quindi, mi sembra del tutto fuori luogo.
Ma se questo - il parlare dell'oggi - vale per la fantascienza, mi sembra possa valere anche per altri generi. Il genere storico, ad esempio. E credo che la tua interessante recensione lo dimostri.
Pero' non capisco se rivendichi l'opportunita' di inserire una recensione di un film storico in un sito dedicato alla fantascienza in base ad una consuetudine consolidata o in base alla convinzione che il film in questione sia (anche) fantascienza o in qualche modo vicino al genere fantascientifico.
Nel primo caso, non concordo con la consuetudine; nel secondo mi riservo di dare un parere dopo aver visto il film.
«"la religione di cui purtroppo la nostra cultura è imbevuta"
Questa frase non mi piace. Eccessivamente negativa verso una religione che, al di là di tutte le incongruenze, contraddizioni, misteri e silenzi, è comunque alla base di tutti i valori universalmente riconosciuti, come i diritti fondamentali dell'uomo e dell'etica moderna, anche laica.»
Pur riconoscendo al cristianesimo (o meglio: al Cristo) l'introduzione di un rivoluzionario principio "laicista" ("date a Cesare quel che e' di Cesare, date a Dio quel che e' di Dio"
e pur convinto che la religione cristiana, intesa come messaggio evangelico, e' perfettamente in linea con i diritti umani e l'etica moderna, sono purtroppo costretto a rilevare che la religione concretamente praticata nel corso dei secoli si e' spesso ferocemente opposta a tali diritti e alla laicita' dello stato.
Faccio notare che le democrazie moderne, almeno in Europa, si sono affermate lottando spesso (il caso della Francia e' emblematico) anche contro la Chiesa. E anche in Italia, l'unificazione ha avuto un momento fondamentale con la breccia di Porta Pia.
La "crociata" dell'attuale papa contro "laicismo" e "scientismo" e - in generale - contro qualunque idea di autonomia etica degli stati mi sembra sotto gli occhi di tutti.
In altri tempi (nei primi anni dopo il Concilio) avrei trovato anch'io una frase come "la religione di cui purtroppo la nostra cultura è imbevuta" eccessivamente negativa. Oggi, purtroppo, sostanzialmente la condivido e mi sento solo di criticare la mancata distinzione tra "religione" e chi della religione fa una bandiera identitaria per difendere privilegi e imporre ad altri la propria morale e la propria visione del mondo.
» postato da A.B.Normal alle 18:04 del 13-05-2010
18 La versione della direzione sul punto fantascienza/non fantascienza: Agora non è fantascienza. Tuttavia, per l'argomento e il modo in cui è posto è verosimilmente un film che può molto probabilmente interessare all'appassionato di fantascienza. Spesso pubblichiamo recensioni di film fantastici o d'azione, al confine o oltre il confine del genere, ma che interessano al nostro pubblico. Anche questo film rientra in quest'ambito, secondo me. Mi pare che la discussione che solleva lo confermi. S*
» postato da S* alle 19:45 del 13-05-2010
19 ne siamo partecipi in tanti.
» postato da stef nigula alle 19:51 del 13-05-2010
20 bel film, il messaggio è che i cristiani (dirigenti) appena preso il potere politico, lo hanno usato per consolidarlo e scacciare e distruggere i concorrenti usando la credenza in cristo e forzando l'interpretazione delle scritture. La chiesa di oggi ritiene tuttora cirillo un sant'uomo e questo la dice tutta sul vaticano e la relazione che ha con la Verità... Per quanto riguarda la piccola polemica sul perché una recensione di una pellicola a sfondo storico sia recensita in fantascienza.com beh, che c'è di strano? Si parla anche di scienza e tecnologia o politica che servono alla narrazione sci fi quanto la storia. Eppoi il film fa balenare l'idea che ipazia avesse precorso i tempi scoprendo ciò che keplero scoprirà oltre un millennio dopo, se non è fantascienza questa! ![]()
» postato da Paolocosmico alle 21:50 del 13-05-2010
21 «
Per Spawnbrood: potresti accantonare un attimo la tua insofferenza e rivelare a noi "vecchietti" la tua definizione? Giusto per capire se stiamo parlando della stessa cosa?»
Pensavo d'aver risposto poco prima, specificando che, trattandosi del genere con il massimo approfondimento nell'analisi del tema umano, le affinità tra il genere storico e il genere fantascientifico siano quantomeno eclatanti.
Teoria che mi sembra confermata in primis dal tuo stesso post, col quale mi trovo in verità parecchio daccordo!
Per la precisione, la mia più che insofferenza è pura provocazione per sollevare questioni tipo questa, che trovo oltremodo interessanti e che normalmente non vengono analizzate, dato un certo lassismo ( non ho ancora capito dovuto a cosa, ma prima o poi c'arriverò ).
» postato da Joshi Spawnbrood alle 09:21 del 14-05-2010
23 «« Per Spawnbrood: potresti accantonare un attimo la tua insofferenza e rivelare a noi "vecchietti" la tua definizione? Giusto per capire se stiamo parlando della stessa cosa?» Pensavo d'aver risposto poco prima, specificando che, trattandosi del genere con il massimo approfondimento nell'analisi del tema umano, le affinità tra il genere storico e il genere fantascientifico siano quantomeno eclatanti.» In quanto appassionato sia di fantascienza che di storia (e di troppe altre cose per riuscire ad approfondirne decentemente anche una sola), mi sento abbastanza d'accordo sull'approfondimento e sulle affinita'. Affinita' pero' non vuole dire coincidenza. Anche perche', altrimenti, non parleremmo di due generi distinti ma di uno solo. Comunque, la tua "provocazione" mi sembrava piu' specifica: a un interlocutore che domandava cosa centrava un film storico con la fantascienza hai risposto con l'accusa (a lui e di riflesso anche me, che mi domandavo la stessa cosa) di non capire cos'e' la fantascienza. Come modo provocatorio per stimolare il dibattito mi sembra efficace. Ma - scusa se te lo dico (e forse sono io ad aver lo stomaco delicato) - mi sembra un po' troppo aggressivo. «Per la precisione, la mia più che insofferenza è pura provocazione per sollevare questioni tipo questa, che trovo oltremodo interessanti e che normalmente non vengono analizzate, dato un certo lassismo ( non ho ancora capito dovuto a cosa, ma prima o poi c'arriverò ).» Scusa ma mi sfugge l'argomento sul quale volevi stimolare il dibattito: era sulla definizione della fantascienza o sui (per sintetizzare) rapporti tra cristianesimo e pluralismo culturale?
» postato da A.B.Normal alle 22:06 del 14-05-2010
24 «Non c'entra. Ma sicuramente centra con la volontà di fare propaganda. E lo si vede benissimo, dal momento che il commento al film, invece di perseguire una certa obiettività è sin dall'inizio impregnato di giudizi personali che hanno una evidente matrice culturale-ideologica, le cui ragioni non sono (ovviamente) messe in chiaro. Ma accanirsi contro una visione scorretta ed ideologica della realtà non porta a nessun fine. E non è quello che voglio qui compiere. Invece vorrei porre l'attenzione su come Agorà non avanzi pretese storiche, anzi, che i fatti nel film narrati non hanno nulla - se non lo sfondo in cui si situano - di storicamente accertato. Non sono verificabili né le caratterizzazioni dei personaggi, su cui si basa tutta la vicenda, tanto meno le tematiche filosofiche affrontate: il contenzioso tra fede e ragione, ad esempio, è qualcosa che appartiene esclusivamente alla modernità e che non era proprio dei pensatori dell'epoca (anzi, il cristianesimo ha puntato moltissimo sulla ragionevolezza della fede nelle origini). Per verificare ciò che sto dicendo è sufficiente la lettura di veri testi di storici affermati, cristiani e non cristiani. Cito ad esempio La diffusione del cristianesimo nei primi secoli del Bardy. Ovviamente la storicità dà fastidio a quelle operazioni di marketing che puntano al misfatto per un guadagno, come le vicende di Dan Brown hanno reso manifesto a tutto il mondo. Orwell diceva che in un mondo di mistificazione dire la verità è di per sè un atto rivoluzionario.» Curiosa teoria. A me sembra che dei fatti storici alla base del film ci sia una sostanziale conoscenza, e che la trama sia romanzata sopratutto per quanto riguarda i rapporti fra i personaggi. Che ipazia sia stata uccisa perchè aveva una visione del mondo razionale e scientifica e perchè fosse una donna è un fatto. Il film addirittura addolcisce il conflitto (dando la colpa del primo scontro ai pagani) e addirittura cambiando le circostanze della morte di ipazia. Peraltro, va rilevato come i cristiani abbiano puntato sulla ragionevolezza quando erano deboli e dovevano fare proseliti, e poi abbiano dimostrato una ferocia verso chi non condivideva la loro fede come mai si era vista prima nel mondo mediterraneo e non. Naturalmente ai portastendardi della superstizione che ancora oggi avviluppa il mondo questo non può piacere, ma sta di fatto che la storia sia questa. Ah, vi prego, evitate la storia del cristianesimo base della democrazia e dei diritti umani, che è una delle storie più improbabili delle tante sbolognate dalla chiesa ai gonzi. Ci sono ben altre ragioni per la formazione della democrazia liberale moderna in olanda e inghilterra, e naturalmente il cristianesimo non aveva niente a che vedere con la democrazia dell'antichità. Per il resto, la chiesa (e con lei la maggior parte delle varie sette cristiane) ha avuto una sola funzione sin dalla sua fondazione: opporsi a qualunque modifica in senso progressista dello status quo.
» postato da Giofilo alle 13:58 del 19-05-2010
25 «Il film mi è piaciuto, ma ha diversi difetti: la figura di Davo dovrebbe essere tormentata, non sciatta come in effetti è, e non mancano gli strafalcioni storici, anche se siamo lontani dal ridicolo di film come Troy. Concordo tuttavia con Maurizio quando dice che i pregi sopravvanzano i difetti, è un film che merita di essere visto, è coinvolgente e a tratti grandioso. E poi la dimostrazione delle curve con il cono è fantastica, vale il biglietto da sola.» concordo in pieno...la parte in cui Ipazia ha l'illuminazione dell'ellisse è sublime...io lo rivedrei volentieri
» postato da Alia in nero alle 20:19 del 19-05-2010
26 FILM DELL'ANNO!
» postato da (Roberto di IAC ) alle 17:37 del 20-05-2010
27 Weyoun_0 @ Se chi scrive la recensione e' un ateo militante mi sembra un po' ingenuo pretendere obbiettivita'.
» postato da giangi80 alle 23:07 del 20-05-2010
28 «Weyoun_0 @ Se chi scrive la recensione e' un ateo militante mi sembra un po' ingenuo pretendere obbiettivita'. » Il concetto di "recensione obiettiva" è inesistente. Recensire vuole dire anche interpretare, e quindi un grado di soggettività è inevitabile. Detto questo, confesso: sono ateo, anche se non troppo militante. Mi sembra anche di aver elencato i difetti del film, o quelli che secondo me sono tali. Sulla vicenda e sulla ricostruzione storica ognuno ha le proprie opinioni.
» postato da Maurizio Del Santo alle 00:24 del 21-05-2010
29 Non capisco tutta questa preoccupazione per una volta in cui i cristiani vengono mostrati come i "cattivi". Voglio dire, se guardiamo la storia del cinema i cristiani vincono diecimila a zero con film in cui vengono fatti passare per vittime che si oppongono alla violenza. La storia, sebbene edulcorata, rivista e corretta da millenni di dominio cristiano, mostra abbastanza chiaramente che i peggiori persecutori sono stati proprio i cristiani. E poi venite qui a chiedere obiettività? Qualcuno più saggio di voi disse "guarda la trave che è nel tuo occhio". S*
» postato da S* alle 08:50 del 21-05-2010
30 Già. Un amico mi faceva notare che negli ultimi anni dal calendario sono spariti un sacco di santi martiri. Questo perché la maggior parte dei martiri era frutto di ...diciamo leggende se non vogliamo dire invenzioni. Nella storia dei martirii cristiani pare che gli accertati siano 19, i probabili non più di cento.
» postato da l'Anto alle 09:12 del 21-05-2010
31 Film molto bello, ben recitato, ottimamente diretto, storicamente accettabile, anche se la vera morte di Ipazia avvenne con molta probabilità in modo addirittura più cruento e straziante di come lo vediamo nel film... (non dico come per non rovinare la visione a chi non è ancora andato al cinema). Per come si racconta il passaggio dalla paganità alla cristianità nel mondo antico, questo film andrebbe proiettato nelle scuole... perchè è importante spiegare la valenza "politica" che all'epoca aveva l'appartenere ad una o ad un altra religione. Si spiega anche come il fanatismo sia stato (ed è..?) parte integrante anche della religione cristiana (come di tutte le religioni del resto...) e spiega anche piuttosto bene che, quello che era il paganesimo, con le sue superstizioni, i templi e tutti quegli "Dei" caratterizzati da vizi e virtù mortalissime, rappresentava di sicuro un tipo di spiritualità di gran lunga più "aperta" alla ricerca e all'innovazione, di quello che erano l'ebraismo prima e il cristianesimo poi... tramite le branche del sapere che si occupano di descrivere e capire il mondo, l'elite della popolazione pagana sviluppò la base di quella che ora è la nostra scienza, quella scienza che per centinaia d'anni la religione cercò di contrastare negando il lavoro di scienziati da lei considerati "eretici"... Galileo per citare il più famoso...
» postato da (Lee Kelso) alle 15:50 del 21-05-2010
32 « Si spiega anche come il fanatismo sia stato (ed è..?) parte integrante anche della religione cristiana (come di tutte le religioni del resto...) .. di quello che erano l'ebraismo prima e il cristianesimo poi... » In effetti, a parte cristianesimo e islamismo le altre religioni molto raramente mostrano eccessi di fanatismo, e quando questo accade di solito è in reazione a una delle due di cui sopra. L'ebraismo, benché sia alla base del cristianesimo (che a sua volta è alla base dell'islam), è certamente una religione piuttosto chiusa su se stessa e non ammette diversioni, ma non ha la stessa pretesa di universalità. Nessun ebreo cercherà mai di convertire qualcuno all'ebraismo né tantomeno pretenderà che tutto il mondo diventi ebraico. Non è quindi corretto cercare nell'ebraismo i semi del peccato del cristianesimo. Se li è creati e cresciuti da solo. S*
» postato da S* alle 16:20 del 21-05-2010
33 Beh ma è ovvio... L'Ebraismo è una religione piuttosto chiusa... diventare Ebraico non è cosa semplice se non ci nasci e l'ebraismo non ha mai fatto proselitismo al contrario di Cristiani e Musulmani... ma tutto ciò non gli impedisce di avere al suo interno "gruppi" fanatici e/o integralisti, gli stessi Ebrei Ortodossi si discostano di molto per regole e comportamenti da quelli che sono gli ebrei per così dire "laici"... io non ho scritto assolutamente che "i semi del peccato del cristianesimo sono nell'ebraismo", hai preso due frasi che si riferiscono a due concetti differenti e le hai avvicinate stravolgendone così il senso... se citi, cita bene perfavore (non sopporto che mi si mettano in bocca cose che nemmeno ho pensato), di seguito rispiego: io ho scritto che, alla fin fine, quello che era il paganesimo, pur essendo un culto politeistico e per così dire quindi "primitivo", lasciava una libertà enorme di pensiero e ricerca ai suoi seguaci, cosa che al contrario non esiste nei monoteismi come Ebraismo e Cristianità (e Islamismo poi), soprattutto all'inizio ciò che è scritto sui libri sacri è legge... e chi cerca di capire andando contro le scritture è posto automaticamente al di fuori del canone e di conseguenza viene automaticamente attaccato (e non solo sul piano dialettico).
» postato da (Lee Kelso) alle 16:36 del 22-05-2010
34 «io non ho scritto assolutamente che "i semi del peccato del cristianesimo sono nell'ebraismo", hai preso due frasi che si riferiscono a due concetti differenti e le hai avvicinate stravolgendone così il senso» Hai ragione, ma la mia affermazione non era necessariamente una risposta alla tua. «ma tutto ciò non gli impedisce di avere al suo interno "gruppi" fanatici e/o integralisti, gli stessi Ebrei Ortodossi si discostano di molto per regole e comportamenti da quelli che sono gli ebrei per così dire "laici"... ... soprattutto all'inizio ciò che è scritto sui libri sacri è legge... e chi cerca di capire andando contro le scritture è posto automaticamente al di fuori del canone e di conseguenza viene automaticamente attaccato (e non solo sul piano dialettico).» Guarda, non lo so. Penso che bisognerebbe approfondire la storia dell'ebraismo, io personalmente non la conosco così bene, ma posso dire questo: innanzitutto, l'idea che abbiamo dell'ebraismo è basata da una parte sull'antico testamento, dall'altra su duemila anni di storia cristiana sostanzialmente antisemita, a volte più a volte meno. È abbastanza normale che Mosé, che aveva sostanzialmente inventato e imposto la religione israelitica, decidesse di far fuori chi adorava cose diverse da quelle indicate da lui. Tuttavia, già per esempio all'epoca di Gesù ci sono molte diverse correnti, il che fa pensare a una religione niente affatto chiusa su se stessa. Il fatto stesso che la storia di Gesù sia così piena di miti provenienti da altre religioni lascia pensare a un tessuto culturale religioso piuttosto osmotico. Oggi in Israele ci sono indubbiamente fanatici e fondamentalisti, ma può essere anche una reazione al fatto di trovarsi immersi in un ambiente ostile. S*
» postato da S* alle 18:19 del 22-05-2010
35 "Mosé, che aveva sostanzialmente inventato e imposto la religione israelitica" Veramente no... la Religione Ebraica è di molto antecedente a Mosè... il quale naque già ebreo...
» postato da (Lee Kelso) alle 19:17 del 23-05-2010
36 «"Mosé, che aveva sostanzialmente inventato e imposto la religione israelitica" Veramente no... la Religione Ebraica è di molto antecedente a Mosè... il quale naque già ebreo...»
no. Tutto quello che è venuto prima di Mosè l'ha inventato Mosè, prendendo spunto e a volte copiando pari pari dai miti e dalle leggende mesopotamiche.
Personalmente ho anche discreti dubbi sull'esistenza storica di Mosè, ma non ho tante basi su cui fondare la mia opinione.
» postato da l'Anto alle 08:28 del 24-05-2010
37 proprio ora, in un altro forum, mi è stata data una info. Questo è un sito ministeriale israeliano http://www.mfa.gov.il/MFA/MFAArchive/2000_2009/2003/9/King%20David%20and%20Jerusalem-%20Myth%20and%20Reality Un estratto: Around 1200 bce, semi-nomads from the desert fringes to the east, joined by elements from Anatolia, the Aegean, and the south, possibly including Egypt, began to settle in the hill country of Canaan. A large proportion - probably a majority of this population - were refugees from the Canaanite city states, destroyed by the Egyptians in one of their periodic invasions. The conclusion is somewhat startling to Bible readers who know the Canaanites portrayed in the Bible as immoral idolaters: most of the Israelites were in fact formerly Canaanites. The story of Abraham's journey from Ur of the Chaldees, the Patriarchs, the Exodus, Sinai, and the conquest of Canaan, all these were apparently based on legends that the various elements brought with them from their countries of origin. The consolidation of the Israelites into a nation was not the result of wanderings in the desert and divine revelation, but came from the need to defend themselves against the Philistines, who settled in the Canaanite coastal plain more or less at the same time the Israelites were establishing themselves in the hills.
» postato da l'Anto alle 08:54 del 24-05-2010
38 «"Mosé, che aveva sostanzialmente inventato e imposto la religione israelitica" Veramente no... la Religione Ebraica è di molto antecedente a Mosè... il quale naque già ebreo...» Gli stessi ebrei riconoscono Mosé come padre del popolo ebraico e della religione ebraica. Prima di Mosé gli ebrei non erano un popolo così ben identificato e seguivano culti diversi; i primi libri della bibbia, così disuniformi, ne sono la testimonianza. Sull'origine della religione ebraica dal culto egizio di Aton consiglio la voce di Wikipedia decicata ad Aton, molto interessante. http://it.wikipedia.org/wiki/Aton S*
» postato da S* alle 09:17 del 24-05-2010
39 questa non è fantascienza,ma propaganda di quei (POVERINI) che non centra niente anche io riconosco Zeus come padre del popolo della creazione umana!!!!!!!!!!!
» postato da (jim ) alle 10:29 del 11-07-2010
40 «questa non è fantascienza,ma propaganda di quei (POVERINI) che non centra niente anche io riconosco Zeus come padre del popolo della creazione umana!!!!!!!!!!!» Sarebbe meglio se conoscessi anche Calliope, la Musa con il libro, per migliorare la scrittura
» postato da Otrebla alle 12:19 del 11-07-2010
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1 Cosa c'entra un film storico con la fantascienza?
» postato da Nicola Catellani alle 08:53 del 13-05-2010