Segnali dal futuro

FANTASCIENZA, Knowing, USA, 2009 - regia di Alex Proyas - scritto da Ryne Douglas Pearson, Juliet Snowden, Stiles White - con Nicolas Cage, Rose Byrne, Chandler Canterbury, Ben Mendelsohn, Adrienne Pickering, Lara Robinson, Tamara Donnellan, Brett Robson, Jayson Sutcliffe - durata: 130 minuti - distribuito da Eagle - giudizio: buono

Nel 1959, in una scuola elementare americana, gli alunni furono invitati a immaginare e quindi a trascrivere con testi e disegni come sarà il prossimo futuro. I lavori dei bambini furono poi raccolti all’interno di una capsula del tempo e quindi custoditi in una cripta sotto il pavimento antistante all’ingresso della scuola.

Oggi, a cinquant’anni di distanza, la capsula è riesumata e i professori regalano un

documento a ogni alunno. Il piccolo Caleb Koestler riceve in regalo uno di quei disegni che certamente è tra i più strani, giacché consiste in una serie inspiegabile di numeri che riempiono per intero un grande foglio. Suo padre John Koestler (Nicolas Cage), professore di astrofisica al M.I.T., comincia a studiare quelle cifre e scopre che corrispondono esattamente alle date e alle vittime dei peggiori disastri avvenuti negli ultimi cinquant’anni. Ci sono tuttavia ancora alcune catastrofi che devono accadere e che il professor John cerca invano di evitare…

Alex Proyas torna alla fantascienza con un film che promette bene ma che s’indebolisce strada facendo, riservando poi un finale tutt’altro che sorprendente e non privo di cliché. La pellicola però contempla sapientemente un mix di generi, dal thriller, all’horror, fino al disaster movie, che da al film il giusto ritmo per renderlo avvincente e ricco di momenti cinematografici di buona fattura. Lascia perplessi l’epilogo imbevuto di catastrofismi biblici e di non velati rimandi a paradisi promessi — ciononostante, forse ormai per abitudine — soprassediamo al finale debole tipico di gran parte del cinema statunitense per gustarci la maestria della tecnica cinematografica che tiene ben saldi gli spettatori davanti allo schermo.

Il cast è fondamentalmente costruito intorno al personaggio interpretato da Nicholas Cage (Prof. John Koestler) il quale mostra evidenti lacune nell’interpretazione dell’amore filiale per il figlio Caleb (Chandler Canterbury). Con tutto ciò, il film è ben interpretato grazie al bel cast di comprimari (Rose Byrne, Ben Mendelsohn, Adrienne Pickering, Lara Robinson, Tamara Donnellan, Brett Robson, Jayson Sutcliffe) che si alternano alle performance soliste di Cage e anche la bella sceneggiatura, scritta a sei mani, riesce a dare un contributo importante a un’indiscutibile godibilità della pellicola.

Il film è poi fotografato con gran maestria da Simon Duggan le cui atmosfere cupe ed inquestanti si miscelano bene con le scene ricche di effetti speciali curati dalla famosa Animal Logic.

In conclusione, dopo aver messo il veto a certe tematiche e a un finale discutibile, per non dire zelante nei confronti di certi centri di potere cari ad Hollywood, ci sentiamo di consigliare la visione del film che certo non annoia per ritmo e visualità cinematografica.

Autore: Simone Luchini - Data: 16 novembre 2009

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Commenti

1 In un periodo in cui i film di fantascienza per cui vale la pena scomodarsi, latitano, non poteva andar peggio. Spiace che Alex Proyas,dopo il buon lavoro fatto con "Il Corvo" e "Io Robot" abbia partorito una pellicola asessuata come questa. L'inizio è davvero promettente, concordo appieno con Simone Luchini che le atmosfere cupe rendono la visione interessante, e gli effetti speciali sono di indubbio alto livello. Insomma la carne al fuoco è appetitosa...l'idea c'è...quella dei messaggi nascosti non è una novità d'accordo, ma in questo contesto poteva essere una buona spina dorsale. Ma proprio quando tutti ci stiamo tenendo ai braccioli della poltrona e ci attendiamo la svolta decisiva il film si siede e vira pesantemente verso un melenso romanzo sulla fede e la vita ultraterrena. Ovviamente il colpo di grazia lo fornisce anche l'interpretazione di Cage...la sua nota monoespressività e il suo ciondolare (qui ai massimi livelli) alla fine lo rendono quasi comico. Peccato però...la cinematografia dove attingere non mancava...

» postato da Ahikar Torath alle 15:20 del 01-12-2009

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