Fantasy, boom a tutti i costi

Per chi non se ne fosse accorto, è il momento del fantasy. Un momento che dura già da un po' a dire il vero, ma gli effetti sul mondo dell'editoria non sono arrivati con la rapidità che ci si aspettava. Un po' bradipamente il mondo dei libri si è accorto che il genere fantasy sta tirando di brutto, e nelle librerie e nei supermercati hanno cominciato ad apparire altri volumi, oltre ai normali bancali di Signore degli anelli e Harry Potter ai quali siamo abituati già da un paio d'anni.

Come un re un po' troppo libertino, il buon vecchio J.R.R. si è ritrovato d'un tratto con una innumerevole schiera di eredi. Perché le regole del marketing oggi come oggi decretano che se si vuole vendere un libro fantasy non basta dire "è un libro fantasy bello", bisogna dire piuttosto "ecco il nuovo capolavoro dell'erede di Tolkien".

Sempre sul pezzo quando si tratta di cogliere le tendenze del mercato, la Fanucci vanta nel suo catalogo ben due eredi di Tolkien: quello assoluto, Robert Jordan, e quello italiano, Luca Trugenberger. Saranno fratelli? Se non altro, la loro fantasy ha un suo perché e una sua originalità. Ottime le critiche per il libro di Trugenberger, del quale è uscita una versione anche per ragazzi (forse Trugenberger ha anche qualche parentela di secondo grado con J.K. Rawling).

Se la Fanucci ha un italiano con cognome straniero, il Tolkienino della Fabbri è uno straniero con cognome italiano, Christopher Paolini. C'è da apprezzare, almeno, il coraggio nell'aver voluto mantenere il cognome: solo pochi anni fa un maestro del thriller come David Baldacci in Italia era diventato David B. Ford per evitare che apparisse troppo italiano. E' quasi l'unica cosa da apprezzare: il Tolkienino ha quindici anni e francamente il bisogno di crescere un po' si sente tutto.

Va bene, va bene. Le nostre in fondo non sono critiche: le manovre di marketing di Fanucci a chi legge fantascienza e fantasy da anni possono apparire un po' plateali, ma se lo scopo è quello di attirare nuovi lettori in un mercato che in generale tende alla contrazione va tutto bene. Ci va bene anche di vedere libri di Dick con in copertina l'espressione bovina di Ben Affleck, se questo vuol dire qualche centinaio di nuovi lettori per il nostro genere.

La propria potenza editoriale la Mondadori l'ha spesa puntando su una giovanissima ragazza esordiente, Licia Troisi. Alla faccia di tutti gli scrittori che fanno gavetta, spendono anni a migliorare la propria scrittura, si fanno assistere da editor capaci, scrivono e riscrivono e riscrivono, partecipano a concorsi, e poi finalmente, quando si sentono maturi, lavorano al loro primo romanzo: qui abbiamo una giovane (va be', in confronto a Paolini è quasi una vecchietta...) che comincia subito scrivendo una saga fantasy di mille pagine, la manda a Mondadori tanto per provare e la Mondadori non solo le accetta il libro, ma lo stampa in rilegato in decine di migliaia di copie, fa pubblicare pagine intere di recensione/pubblicità su settimanali come Panorama o quotidiani come Repubblica.

E' quel genere di cose che ai bravi scrittori in genere fa prudere le mani. Ma il libro lo comprano lo stesso, per vedere in cosa loro hanno sbagliato, e dopo averne iniziato la lettura si rendono conto che forse hanno sbagliato proprio il pianeta in cui vivere. Perché forse tutto sommato qualcosa da imparare prima di arrivare alla grande tiratura ce l'aveva anche lei.

Aspettiamo incuriositi e anche un po' preoccupati i risultati delle vendite delle Cronache del mondo emerso. Preoccupati perché ci attanaglia un timore terribile. Quello che alla fin fine un libro di questo tipo possa vendere molto più di un libro di qualità, andando incontro alle aspettative dei piani alti del palazzone di Segrate. Perché la pubblicità comunque ha il suo effetto, qualunque sia il prodotto. E perché abbiamo il sospetto (speriamo con tutto il cuore di sbagliarci) che per vendere davvero tante copie il fatto di scrivere qualcosa che ricorda altri mille libri già letti non importi così tanto, perché la maggior parte della gente gli altri mille libri non li ha letti affatto; perché dettagli stonati e scrittura ingenua, in fondo non vengono notati o forse sono addirittura più congeniali a un pubblico generico poco avvezzo alla lettura.

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Autore: Silvio Sosio - Delos Science Fiction 89 - Data: 20 aprile 2004

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Commenti

1 Sosio c'è andato giù pesantuccio su Licia Troisi

» postato da Simone alle 13:13 del 04-01-2006

2 axx! mancava l'argomento "mafia editoriale" (o monopolio se si vuol essere meno polemici) e poi s'è detto tutto. complimenti per la schiettexxa. :!:

» postato da _Kaos_ alle 19:45 del 05-01-2006

3 «Sosio c'è andato giù pesantuccio su Licia Troisi» Io penso invece che ci sia andato leggero...poteva far di peggio, poteva distruggere il mondo!!!

» postato da Zakalwe alle 09:55 del 09-01-2006

4 «Sosio c'è andato giù pesantuccio su Licia Troisi» E' lo sport nazionale sembra.

» postato da Garrett alle 15:37 del 10-01-2006

5 IO INVECE NN SONO ASSOLUTAMENTE D' ACCORDO. LICIA TROISI E' UNA GRANDE SCRITTRICE E NN MI STUPISCE CHE ALCUNI DEI SUOI BRANI SIANO STATI PUBBLICATI SU GIORNALI. LE SUE STORIE SONO CARICHE DI INSEGNAMENTI E IN POCO TEMPO HAI FINITO IL LIBRO, ASPETTI QUELLO CHE VERRA' DOPO CON ANSIA. TI INCOLLA SULLE PAGINE, CON LA STORIA CHE CREA E CON I PERSONAGGI CHE INVENTA, TUTTI BEN DESCRITTI, SOPRATTUTTO NEL CARATTERE. MAI NESSUNO E' TRASCURATO. LICIA FARA' STRADA. NE SONO CERTO.

» postato da LUI alle 21:26 del 11-01-2008

6 Ehi, andiamoci piano, per favore! Licia Troisi è una scrittrice bravissima e i suoi libri sono ricchi di contenuti! Certo, ha avuto fortuna ad essere pubblicata subito e per giunta dalla Mondadori, ma questo perché la casa editrice ha visto del grande talento in questa ragazza... E l'enorme schiera dei suoi fan (tra cui io, ovviamente) può confermare ampliamente. Anch'io sogno di diventare una scrittrice e per me Licia è un modello, la testimonianza che forse qualche speranza c'è. Quindi, abbiate un po' di rispetto nel parlare di lei!!!

» postato da pamela fornari alle 22:20 del 11-01-2008

7 Bon, faccio presente che l'articolo che commentate è stato scritto due anni fa, direi che nel frattempo Licia Troisi è cresciuta e ha mantenuto le promesse. D'altro canto ormai le librerie sono piene di libri fantasy di livello abissalmente peggiore di quello dei suoi libri. S*

» postato da S* alle 00:20 del 12-01-2008

8 dopo 2 anni fa un certo effetto rileggere certe cose... è vero , le librerie sono piene di titoli fantasy di scarsa qualità ma ti sei scordato di dire che adesso vendono poco , pochissimo.

» postato da Angelo.Rossi alle 11:47 del 12-01-2008

9 «dopo 2 anni fa un certo effetto rileggere certe cose... è vero , le librerie sono piene di titoli fantasy di scarsa qualità ma ti sei scordato di dire che adesso vendono poco , pochissimo.» Sempre più della fantascienza, temo. Certamente come mercato nel suo insieme: poi i singoli libri non saprei. Per quanto ci riguarda Odissea Fantascienza vende meglio di Odissea Fantasy (ma Odissea Vampiri vende molto meglio di entrambe). Ma nella sf abbiamo poca competizione, nel fantasy i nostri libri sono gocce in un oceano, tra l'altro un oceano composto spesso di libroni di mille pagine (dalle quali un buon editor ne avrebbe tagliata centinaia e centinaia) venduti a pochi euro. S*

» postato da S* alle 15:02 del 12-01-2008

10 Aridatece il vecchio Moorcock che i suoi cicli del Campione non si vedono in giro da secoli. Cheerio

» postato da Damiano Premutico 2 alle 16:45 del 12-01-2008

11 «dopo 2 anni fa un certo effetto rileggere certe cose... è vero, le librerie sono piene di titoli fantasy di scarsa qualità ma ti sei scordato di dire che adesso vendono poco , pochissimo.» Cosa intendi per 'adesso'? La menzionata Licia ha venduto più di 250.000 copie. In libreria vendono cifre esorbitanti i libri legati alle uscite cinematografiche (Narnia, Il Signore degli Anelli, Stardust, La Bussola d'oro, Inkheart), per non parlare ovviamente di Harry Potter e I figli di Hurin. Francamente, penso che per numero di libri venduti il confronto non ci sia. Se parliamo di qualità invece il discorso cambia.

» postato da franz alle 08:39 del 14-01-2008

12 «La menzionata Licia ha venduto più di 250.000 copie. In libreria vendono cifre esorbitanti i libri legati alle uscite cinematografiche (Narnia, Il Signore degli Anelli, Stardust, La Bussola d'oro, Inkheart), per non parlare ovviamente di Harry Potter e I figli di Hurin. Francamente, penso che per numero di libri venduti il confronto non ci sia. Se parliamo di qualità invece il discorso cambia.» Ma a parte questi titoli di primo piano, quanto vendono gli altri libri fantasy? Quelli di autori stranieri semi sconosciuti o quelli di autore italiano esordiente, che riempiono gli scaffali delle librerie? Non è una domanda retorica, lo chiedo con sincera curiosità. Ho informazioni solo su qualche autore che conosco direttamente, ma ovviamente la gran parte è gente sconosciuta e anche fuori dal giro. Mi sembra strano che vendano davvero pochissimo, perché comunque sono spesso editori grossi che non scenderebbero in campo per mille copie. Eppure è anche vero che il mercato sembra saturo di fuffa buttata fuori con poco discernimento, o forse con l'idea che i lettori del genere siano soprattutto bambini/ragazzini e che quindi basti riscrivere sempre le solite cose e che comunque a loro va bene tutto. Che ne dici Franz? S*

» postato da S* alle 09:10 del 14-01-2008

13 « Ma a parte questi titoli di primo piano, quanto vendono gli altri libri fantasy? Quelli di autori stranieri semi sconosciuti o quelli di autore italiano esordiente, che riempiono gli scaffali delle librerie? Eppure è anche vero che il mercato sembra saturo di fuffa buttata fuori con poco discernimento, o forse con l'idea che i lettori del genere siano soprattutto bambini/ragazzini e che quindi basti riscrivere sempre le solite cose e che comunque a loro va bene tutto. Che ne dici Franz? S*» Sì, il genere è del tipo 'rassicurante'. I lettori più giovani amano ritrovare gli stereotipi fantasy, salvo poi lamentarsi degli imitatori tolkieniani. Per quanto riguarda il mercato, le cose vanno bene per autori 'non cinematografici' come Martin, e per chi si rivolge alla fascia di lettori definiti Young adult. Il fenomeno Harry Potter, ovviamente, conta su cifre impressionanti. La sola libreria Mondadori Multimedia ha ordinato 5.000 copie e nella prima ora dopo la mezzanotte del 4 gennaio ha venduto 500 copie. I Figli di Hurin si attesta attorno alle 120.000 copie, ma prima di lui nella classifica dei più venduti c'è Geronimo Stilton (con più libri nei primi posti di vendita). C'è un resoconto della situazione 2007 qui: http://www.fantasymagazine.it/notizie/8438/ Da cui cito un passaggio: " Per capire meglio il valore di queste cifre ricordiamo un dato fornito nel 2006 da Messaggerie Libri, il più importante distributore di categoria a livello nazionale. Ebbene, stando a quanto hanno fatto sapere, oltre l'80% dei titoli stampati in Italia vende in un anno meno di 500 copie. Il che significa che la fantasy sarà anche letteratura di genere, e che spesso viene erroneamente considerata adatta solo ai lettori più giovani, ma è anche vero che quando in libreria arriva un titolo importante, vende."

» postato da franz alle 09:33 del 14-01-2008

14 ...da qualche mese, almeno dalle mie parti (Reggio Emilia, Modena, Parma...ed una puntatina alla Feltrinelli a Bologna) il settore fantascienza è diventato fantasy/fantascienza...poi la fantascienza è scomparsa di brutto...rimane un qualcosa di Dick, due o tre storie ritrite di Asimov e poco altro... :roll:

» postato da Zakalwe alle 09:36 del 14-01-2008

15 ...se il fantasy non vendesse restringerebbero gli scaffali invece di allargarli...

» postato da Zakalwe alle 09:37 del 14-01-2008

16 «Il che significa che la fantasy sarà anche letteratura di genere, e che spesso viene erroneamente considerata adatta solo ai lettori più giovani, ma è anche vero che quando in libreria arriva un titolo importante, vende.» Su questo siamo d'accordo, ma continuo a pormi le mie domande sui libri che non sono importanti. Ok Martin, Tolkien, Pratchett, Shannara, ok anche per Geronimo Stilton anche se non lo classificherei proprio fantay (altrimenti metti nel fantasy anche Topolino). Ma che so, "La compagnia del Somaro Sdraiato" di Bacchiani Marina, "La lama nera" di Dario De Judicibus, "Gli elfi d'inverno" di Hennen Bernhard, "Lilim del tramonto. Palestina quest" di Tognolini Bruno... S*

» postato da S* alle 09:51 del 14-01-2008

17 « Ma che so, "La compagnia del Somaro Sdraiato" di Bacchiani Marina, "La lama nera" di Dario De Judicibus, "Gli elfi d'inverno" di Hennen Bernhard, "Lilim del tramonto. Palestina quest" di Tognolini Bruno... S*» Se parli di italiani, sappiamo bene che i lettori sono esterofili, quindi di fatto i dati di vendita sono bassini. Andrea D'Angelo del suo ultimo libro ha piazzato poco più di un migliaio di copie (e dopo di lui Longanesi si è chiusa agli italiani). Francesco Falconi si aggira attorno alle 3500 copie. Il resto credo si muova all'interno di quell'80% di cui parlavo nel messaggio precedente.

» postato da franz alle 09:59 del 14-01-2008

18 «...da qualche mese, almeno dalle mie parti (Reggio Emilia, Modena, Parma...ed una puntatina alla Feltrinelli a Bologna) il settore fantascienza è diventato fantasy/fantascienza...poi la fantascienza è scomparsa di brutto...rimane un qualcosa di Dick, due o tre storie ritrite di Asimov e poco altro... :roll:» però però...negli scaffali di narrativa ci sono sempre più libri di fantascienza camuffati da altri generi, e libri di altri generi che un po' di fantascienza ce la infilano. Insomma, secondo me la fantascienza, visto che non riesce ad imporsi per quella che è a causa dell'ottusità dei prevenuti, sta trovando altre vie di comunicazione. Ah, Capo, ho comprato e letto con piacere Il potere degli Elementi della Llywelyn: congratulazioni vivissime :D Prima edizione italiana?

» postato da l'Anto alle 12:12 del 14-01-2008

19 «Ah, Capo, ho comprato e letto con piacere Il potere degli Elementi della Llywelyn: congratulazioni vivissime :D Prima edizione italiana?» Grazie :-) Non sono sicuro ma mi pare che sì, sia la prima edizione. S*

» postato da S* alle 12:51 del 14-01-2008

20 ««dopo 2 anni fa un certo effetto rileggere certe cose... è vero, le librerie sono piene di titoli fantasy di scarsa qualità ma ti sei scordato di dire che adesso vendono poco , pochissimo.» Cosa intendi per 'adesso'? La menzionata Licia ha venduto più di 250.000 copie. In libreria vendono cifre esorbitanti i libri legati alle uscite cinematografiche (Narnia, Il Signore degli Anelli, Stardust, La Bussola d'oro, Inkheart), per non parlare ovviamente di Harry Potter e I figli di Hurin. Francamente, penso che per numero di libri venduti il confronto non ci sia. Se parliamo di qualità invece il discorso cambia.» ok ma a parte i 4 o 5 titoli che in questi anni han venduto cifre da capogiro con fenomeni quasi sempre legati alle uscite cinematografiche la massa dei titoli fantasy (e intendo il 95%) non vende un fico secco! ad es ho qualche quintalata di libri e titoli dell'armenia a prender polvere in negozio che sto meditando di usare per accendere il camineetto la sera, se vuoi favorire...

» postato da Angelo.Rossi alle 16:15 del 14-01-2008

21 «la massa dei titoli fantasy (e intendo il 95%) non vende un fico secco! » E la situazione vendita per i libri di fantascienza invece è diversa?

» postato da franz alle 09:29 del 15-01-2008

22 ««la massa dei titoli fantasy (e intendo il 95%) non vende un fico secco! » E la situazione vendita per i libri di fantascienza invece è diversa?» Da consumatore/osservatore: credo che se il 95% dei libri di fantascienza pubblicati in Italia vendesse meno di 100 copie, si smetterebbe del tutto di pubblicare fantascienza. X

» postato da X alle 10:27 del 15-01-2008

23 «Da consumatore/osservatore: credo che se il 95% dei libri di fantascienza pubblicati in Italia vendesse meno di 100 copie, si smetterebbe del tutto di pubblicare fantascienza. » Be', non è che siamo poi così lontani in effetti. Già adesso è quasi impossibile comprare i diritti di romanzi di rilievo, perché se non sei Urania (e quindi hai economie del tutto diverse) è abbastanza difficile rientrare dei costi. S*

» postato da S* alle 10:43 del 15-01-2008

24 ««la massa dei titoli fantasy (e intendo il 95%) non vende un fico secco! » E la situazione vendita per i libri di fantascienza invece è diversa?» Le vendite della fantascienza non erano in discussione. Le librerie sono piene di libri di fantasy, non di libri di fantascienza. La fantascienza vende poco, ok, e poco c'è in vendita. La domanda è se l'invasione di libri fantasy ha senso o meno. Se quei pochi titoli di grosso successo trascinano o no anche i titoli "sconosciuti" e se lo fanno in una misura congrua con la proliferazione di novità a cui si assiste. che è un danno, non una fortuna per il genere fantasy: lo stesso accadde alla fantascienza all'epoca di Guerre Stellari, e ciò che seguì fu un disastro. S*

» postato da S* alle 10:46 del 15-01-2008

25 « La domanda è se l'invasione di libri fantasy ha senso o meno. Se quei pochi titoli di grosso successo trascinano o no anche i titoli "sconosciuti" e se lo fanno in una misura congrua con la proliferazione di novità a cui si assiste. che è un danno, non una fortuna per il genere fantasy: lo stesso accadde alla fantascienza all'epoca di Guerre Stellari, e ciò che seguì fu un disastro. S*» Certo che ha senso, se è valida la regola aurea che il 90% di quello che si pubblica è da buttare. Il 90% di dieci è 9, di cento è 90. Butteremo un sacco di roba brutta, ma avremo più probabilità di trovare roba buona.

» postato da franz alle 11:24 del 15-01-2008

26 «Certo che ha senso, se è valida la regola aurea che il 90% di quello che si pubblica è da buttare. Il 90% di dieci è 9, di cento è 90. Butteremo un sacco di roba brutta, ma avremo più probabilità di trovare roba buona.» Uhm. Quindi dal punto di vista dell'editore è "comprate dieci libri, nove sono fuffa ma uno è bello!" Dubito che il lettore si sorbisca nove libri pessimi in attesa del decimo. Cambia genere prima. A meno che ovviamente non legga FM che gli dice subito qual è il "decimo buono". S*

» postato da S* alle 11:46 del 15-01-2008

27 « Uhm. Quindi dal punto di vista dell'editore è "comprate dieci libri, nove sono fuffa ma uno è bello!" Dubito che il lettore si sorbisca nove libri pessimi in attesa del decimo. Cambia genere prima. A meno che ovviamente non legga FM che gli dice subito qual è il "decimo buono". S*» Ovviamente non è una questione di 'genere'. La regola vale per qualsiasi genere letterario, e il punto di vista non è il mio, ovviamente, né quello dell'editore, bensì di uno scrittore di fantascienza. Al lettore capita di leggere cose buone e brutti libri, non credi? La segnalazione poi di opere degne è un buon servizio per il lettore, siamo d'accordo.

» postato da franz alle 12:09 del 15-01-2008

28 «Se quei pochi titoli di grosso successo trascinano o no anche i titoli "sconosciuti" S*» mah, a me non mi pare che di libri sconosciuti ce ne siano poi tanti, e lo scaffale fantasy non è così grande rispetto alle dimensioni della libreria. Ci sono mille e un fantasy negli scaffali "junior", questo sì, ma è un buon segno, prima c'eran solo favole classiche e disney.

» postato da l'Anto alle 12:45 del 15-01-2008

29 « cut cut ad es ho qualche quintalata di libri e titoli dell'armenia a prender polvere in negozio che sto meditando di usare per accendere il camineetto la sera, se vuoi favorire...» se hai bisogno di liberare spazio, li ritiro volentieri io senza farti pagare le spese di smaltimento... :angel2: ps: ma quante faccine nuove... non mi ero mica accorta!!! :ola:

» postato da Jirel alle 17:42 del 16-01-2008

30 «« cut cut ad es ho qualche quintalata di libri e titoli dell'armenia a prender polvere in negozio che sto meditando di usare per accendere il camineetto la sera, se vuoi favorire...» se hai bisogno di liberare spazio, li ritiro volentieri io senza farti pagare le spese di smaltimento... :angel2: ps: ma quante faccine nuove... non mi ero mica accorta!!! :ola:» occavolo, non avevo visto. Armenia???? ok, Jirel, facciamo metà per uno?

» postato da l'Anto alle 17:48 del 16-01-2008

31 Un attimino, per favore. Licia Troisi ha venduto quantomeno la metà delle sue copie perchè io, frequentando spesso librerie, per quanto sia uno dei diciottenni da playstation citati dal sig. Sosio, non ne ho mai vista una sprovvista dei libri di quest'ultima. Tanto da farmi chiedere se non valesse la pena di comprare il libro, invece che sonnecchiare su qualche bello scritto di Defoe (che sarà pure un classico, ma secondo me al caro sopravalutatissimo Tolkien dà una bella pista). Da qui a screditarla in questo modo, però, ce ne passa. Da quello che ho capito, mi rivolgo proprio al sig. sosio, il libro è tutto meno che noioso o scritto male. Mi sembra di leggere semplicemente una tremenda invidia. Libri come Harry Potter, da leggere, come Lord of the Rings, in lingua originale, sono continuamente sottovalutati, sebbene presentino elementi di una nobiltà da far trasalire le teorie un po' razziste di Tolkien, semplicemente perchè affrontano alcune tematiche simili, in maniera migliore di J.R.R. Io credo che l'elaborazione e la presentazione del testo valga quasi più dell'idea, in quanto essendo un'idea stessa la sua stessa forma. E ribadisco: basta con Tolkien. Certe persone di mezza età come voi sono tanto presuntuose e immagino ignoranti da non saper veramente più scindere il libro dal tentativo mediatico. Vorrei veramente parlare con il signor Sosio...

» postato da (Federico Del Baglivo) alle 00:42 del 18-02-2008

32 « E ribadisco: basta con Tolkien.» :lol: son d'accordo. (sul resto non mi pronuncio, non ho letto Licia Troisi)

» postato da l'Anto alle 07:57 del 18-02-2008

33 «Un attimino, per favore. Licia Troisi ha venduto quantomeno la metà delle sue copie perchè io, frequentando spesso librerie, per quanto sia uno dei diciottenni da playstation citati dal sig. Sosio, non ne ho mai vista una sprovvista dei libri di quest'ultima. Da qui a screditarla in questo modo, però, ce ne passa. Da quello che ho capito, mi rivolgo proprio al sig. sosio, il libro è tutto meno che noioso o scritto male. Mi sembra di leggere semplicemente una tremenda invidia. » Ciao Federico, l'articolo con cui te la prendi è stato scritto quattro anni, fa, quando era uscito il primo libro della Troisi che - secondo me - era abbastanza immaturo stilisticamente e avrebbe avuto bisogno, come dicevo, di un po' più di lavoro con un editor capace. Non c'è nulla di strano: tutti gli autori hanno bisogno di un editor per imparare a scrivere. Dopo quattro anni abbiamo una Troisi che scrive meglio e in compenso abbiamo una quantità di altre nefandezze che riempiono gli scaffali del fantasy da far apparire i libri della Troisi capolavori. « Libri come Harry Potter, da leggere, come Lord of the Rings, in lingua originale, sono continuamente sottovalutati, sebbene presentino elementi di una nobiltà da far trasalire le teorie un po' razziste di Tolkien, semplicemente perchè affrontano alcune tematiche simili, in maniera migliore di J.R.R. Io credo che l'elaborazione e la presentazione del testo valga quasi più dell'idea, in quanto essendo un'idea stessa la sua stessa forma. E ribadisco: basta con Tolkien. Certe persone di mezza età come voi sono tanto presuntuose e immagino ignoranti da non saper veramente più scindere il libro dal tentativo mediatico. Vorrei veramente parlare con il signor Sosio...» Quindi, prima di tutto se ben capisco prima accusi me di giudizi affrettati, poi ti vanti di aver letto Harry Potter in inglese - bene,buon per te; l'hai fatto perché preferisci leggere le opere in originale o perché non resistevi ad aspettare la traduzione? - dopo di che cominci a sparare sul presunto razzismo di Tolkien. Meno male che ero io a giudicare superficialmente. S*

» postato da S* alle 08:43 del 18-02-2008

34 «E ribadisco: basta con Tolkien. Certe persone di mezza età come voi sono tanto presuntuose e immagino ignoranti da non saper veramente più scindere il libro dal tentativo mediatico.» qualcuno dovrebbe dare un premio postumo all'inventore dell'ironia, perché è in casi come questo che se ne può veramente apprezzare appieno il valore. :)

» postato da jonny lexington alle 16:42 del 19-02-2008

35 Scusate il ritardo. Me la prendevo con l'articolo semplicemente perchè, a prescindere dalla data della sua pubblicazione (francamente non mi pare un dettaglio rilevante), tratta come al solito un nuovo autore letterario come fosse la pegiore delle schifezze rispetto quanto pubblicato in passato. Mi rivolgo prevalentemente a S*: non è la Troisi che mi interessa, per quanto mi riguarda, come già detto, lei ha venduto perchè in ogni libreria erano ben esposti i suoi libri. E sono, per carità, d'accordo anche con le nefandezze che circolano in libreria. Accuso, a mio modo di vedere, semplicemente la mentalità chiusa e vagamente ottusa con cui si valutava un successo commerciale, e no, non sono uno che non resiste ad attendere la traduzione: semplicemente, preferisco leggere in lingua originale i testi, perchè le classi di senso delle parole sono veramente diverse. Il razzismo di Tolkien aspetterei a definirlo presunto: nella sua opera è lampante. Non è affatto un giudizio superficiale, ma uno formulato con attenta analisi dei testi scritti, nonchè dello "studio" delle sue invenzioni. A mio modo di vedere il fatto che con incredibile qualunquismo si arrivi a parlare di "generazione playstation" associata ad un libro scritto male (secondo alcuni) rimane un giudizio estremamente superficiale e lontano dalla conoscenza. e, tra l'altro, anche l'attribuire all'ironia un valore poichè non si parla nel modo voluto dello scrittore "classico", ritengo accresca il valore del sarcasmo un po' più velato..

» postato da (Federico Del Baglivo) alle 19:42 del 22-03-2008

36 «Scusate il ritardo. Me la prendevo con l'articolo semplicemente perchè, a prescindere dalla data della sua pubblicazione (francamente non mi pare un dettaglio rilevante), tratta come al solito un nuovo autore letterario come fosse la pegiore delle schifezze rispetto quanto pubblicato in passato. Mi rivolgo prevalentemente a S*: non è la Troisi che mi interessa, per quanto mi riguarda, come già detto, lei ha venduto perchè in ogni libreria erano ben esposti i suoi libri. E sono, per carità, d'accordo anche con le nefandezze che circolano in libreria. Accuso, a mio modo di vedere, semplicemente la mentalità chiusa e vagamente ottusa con cui si valutava un successo commerciale, e no, non sono uno che non resiste ad attendere la traduzione: semplicemente, preferisco leggere in lingua originale i testi, perchè le classi di senso delle parole sono veramente diverse. Il razzismo di Tolkien aspetterei a definirlo presunto: nella sua opera è lampante. Non è affatto un giudizio superficiale, ma uno formulato con attenta analisi dei testi scritti, nonchè dello "studio" delle sue invenzioni. A mio modo di vedere il fatto che con incredibile qualunquismo si arrivi a parlare di "generazione playstation" associata ad un libro scritto male (secondo alcuni) rimane un giudizio estremamente superficiale e lontano dalla conoscenza. e, tra l'altro, anche l'attribuire all'ironia un valore poichè non si parla nel modo voluto dello scrittore "classico", ritengo accresca il valore del sarcasmo un po' più velato..» Bon, mi sembra di capire dunque che il criterio per stabilire se i giudizi sono ponderati o superificiali corrisponde a: sei d'accordo - non sei d'accordo. In tal caso, ti dò un'opinione ponderata: le mie opinioni sono superficiali. S*

» postato da S* alle 22:47 del 22-03-2008

37 Beh, non qui forse, ma magari su FantasyMagazine potresti avere la bontà di esporre questa tua, presunta, ponderata e corretta visione del supposto e ancora tutto da dimostrare razzismo di JRR Tolkien? A me non mi è apparso razzista in lustri di lettura delle sue opere.... :roll:

» postato da un muspeling alle 22:49 del 22-03-2008

38 «Beh, non qui forse, ma magari su FantasyMagazine potresti avere la bontà di esporre questa tua, presunta, ponderata e corretta visione del supposto e ancora tutto da dimostrare razzismo di JRR Tolkien? A me non mi è apparso razzista in lustri di lettura delle sue opere.... :roll:» Tutte queste attribuzioni di obiettivi politici o razzisti a Tolkien presuppongono che lui scrivesse di elfi, nani e hobbit con l'obiettivo di parlare di altro, che so, ariani, indiani e comunisti. Chi si è appena informato su Tolkien sa che a lui interessava ricreare una mitologia. Era uno tutto immerso nelle sue storie, nel suo mondo fatato. La terra di mezzo paradossalmente non era affatto un mezzo, era un fine. Era Tolkien, non era Orwell, nel bene e nel male. Può essere poi che dallo scritto traspaiono idee e le convinzioni personali dello scrittore che non hanno a che fare con la storia, non perché volesse comunicarle volontariamente, ma perché comunque quando si scrive in qualche modo si rispecchia la propria anima. Ma qui si va troppo sull'interpretazione psicologica, e francamente penso che si possa arrivare a qualsiasi conclusione e al suo opposto. D'altra parte, ognuno perde il tempo nel modo che trova più divertente. Io al momento mi studio lo Shogi. S*

» postato da S* alle 23:01 del 22-03-2008

39 «Un attimino, per favore. Licia Troisi ha venduto quantomeno la metà delle sue copie perchè io, frequentando spesso librerie, per quanto sia uno dei diciottenni da playstation citati dal sig. Sosio, non ne ho mai vista una sprovvista dei libri di quest'ultima. Tanto da farmi chiedere se non valesse la pena di comprare il libro, invece che sonnecchiare su qualche bello scritto di Defoe (che sarà pure un classico, ma secondo me al caro sopravalutatissimo Tolkien dà una bella pista). Da qui a screditarla in questo modo, però, ce ne passa. Da quello che ho capito, mi rivolgo proprio al sig. sosio, il libro è tutto meno che noioso o scritto male. Mi sembra di leggere semplicemente una tremenda invidia. Libri come Harry Potter, da leggere, come Lord of the Rings, in lingua originale, sono continuamente sottovalutati, sebbene presentino elementi di una nobiltà da far trasalire le teorie un po' razziste di Tolkien, semplicemente perchè affrontano alcune tematiche simili, in maniera migliore di J.R.R. Io credo che l'elaborazione e la presentazione del testo valga quasi più dell'idea, in quanto essendo un'idea stessa la sua stessa forma. E ribadisco: basta con Tolkien. Certe persone di mezza età come voi sono tanto presuntuose e immagino ignoranti da non saper veramente più scindere il libro dal tentativo mediatico. Vorrei veramente parlare con il signor Sosio...» :shock: Meno male che ci sei tu a illuminarci. Kinzica

» postato da Kinzica alle 23:10 del 22-03-2008

40 Beh e chi lo sa che il signor Federico non abbia, dopo tanto studio, trovato qualche nuova e strabiliante interpretazione degli scritti di JRRT che potrebbe tutti convertirci? Io non attendo altro che di venire illuminato... 8)

» postato da un muspeling alle 23:20 del 22-03-2008

41 «Beh e chi lo sa che il signor Federico non abbia, dopo tanto studio, trovato qualche nuova e strabiliante interpretazione degli scritti di JRRT che potrebbe tutti convertirci? Io non attendo altro che di venire illuminato... 8)» Io pago già la bolletta della luce, sono a posto così. S*

» postato da S* alle 23:21 del 22-03-2008

42 Non ne parlavo, non mi va di finire ot, a livello di razzismo cosciente, quanto di concezione stessa della società che emerge. Mi fa un po' sorridere solo l\\\'atteggiamento con il quale viene vagliata un\\\'idea, magari esposta in maniera boriosa, ma ad ogni modo un'idea, a prescindere da come essa possa venire presentata. Credo, ancora una volta, che il mondo del \\\"fantasy\\\" sia in crisi semplicemente per le \\\"vedute\\\" dei suoi lettori..

» postato da (federico Del Baglivo) alle 19:04 del 27-03-2008

43 Li si conoscessero gli scrittori di Fantasy.... se ci si limita a Tollkien, Brooks, Troisi, Paolini e qualche Tsr/WotC author ne sapete davvero poco... 8)

» postato da un muspeling alle 23:22 del 27-03-2008

44 Ma la Fantasy non è quella roba dei nani coi piedoni? (sdrammatizziamo un attimo...) :wink:

» postato da tobanis alle 12:01 del 28-03-2008

45 il mondo del fantasy è in crisi perchè i lettori sono ipnotizzati dalle storie che leggono, sono fans di chi li scrive, da quando si è fans di uno scrittore? al massimo lo si apprezza, è il mio scrittore preferito ma sono un fan di licia troisi l'ammiro moltissimo vorrei essere come lei mi pare un pò troppo la mondadori è una casa editrice di m..a che pubblica apposta determinati libri di modo da schematizzare il pensiero dei giovani che leggono certamente la maggior parte dei fan di licia hanno letto solo licia, e magari paolini, del signore degli anelli hanno già visto il film. d'altronde il fantasy è letteratura commerciale senza nessuna sperimentazione, harry potter è una gran bufala, un romanzo non deve essere costruito sui lettori ma sul modo di percepire la realtà da parte dell'autore

» postato da (egon esseriumani.com) alle 16:42 del 17-04-2008

46 oh ma questo topic è maledetto che ogni tanto torna fuori con reiterata collera? :shock:

» postato da stefanoventa alle 16:45 del 17-04-2008

47 «oh ma questo topic è maledetto che ogni tanto torna fuori con reiterata collera? :shock:» se ti disturba gli tiro una pantofola

» postato da wintermute alle 16:48 del 17-04-2008

48 «il mondo del fantasy è in crisi perchè i lettori sono ipnotizzati dalle storie che leggono, sono fans di chi li scrive, da quando si è fans di uno scrittore? al massimo lo si apprezza, è il mio scrittore preferito ma sono un fan di licia troisi l'ammiro moltissimo vorrei essere come lei mi pare un pò troppo la mondadori è una casa editrice di m..a che pubblica apposta determinati libri di modo da schematizzare il pensiero dei giovani che leggono certamente la maggior parte dei fan di licia hanno letto solo licia, e magari paolini, del signore degli anelli hanno già visto il film. d'altronde il fantasy è letteratura commerciale senza nessuna sperimentazione, harry potter è una gran bufala, un romanzo non deve essere costruito sui lettori ma sul modo di percepire la realtà da parte dell'autore» orpo, è questo che intendono in letteratura quando parlano di "flusso di coscienza"? :)

» postato da jonny lexington alle 16:50 del 17-04-2008

49 flusso di incoscienza....

» postato da Technomancer alle 16:51 del 17-04-2008

50 ««oh ma questo topic è maledetto che ogni tanto torna fuori con reiterata collera? :shock:» se ti disturba gli tiro una pantofola» era l'entità eterea che intendevo nell'altro topic, cioà un topic, sicura che non sia meglio il DDT?

» postato da stefanoventa alle 16:54 del 17-04-2008

51 per le entità eteree del fantasy ci vogliono pantofole incantate magicamente

» postato da Technomancer alle 16:56 del 17-04-2008

52 «««oh ma questo topic è maledetto che ogni tanto torna fuori con reiterata collera? :shock:» se ti disturba gli tiro una pantofola» era l'entità eterea che intendevo nell'altro topic, cioà un topic, sicura che non sia meglio il DDT?» ah, questo tipo di entità etereee! no, niente DDT, molto più efficace mandarlo in vacca http://digilander.libero.it/le.faccine/faccinea/animali/005027.gif

» postato da wintermute alle 16:57 del 17-04-2008

53 «oh ma questo topic è maledetto che ogni tanto torna fuori con reiterata collera? :shock:» Quell'articolo è uno dei miei articoli più celebri. Anche perché a causa di quello mi sono fatto una certa fama tra i fan di Licia Troisi, alcuni dei quali mi chiamano "Lord Sosio". Più spesso mi chiamano "quell'idiota". Fama tutta negativa ovviamente. Adesso sta nascendo una leva di fanatici opposti che hanno una considerazione del fantasy molto peggiore della mia, e questo ultimo mi pare un esempio. Anche costoro mi odiano, generalmente, perché in un editoriale più recente avevo detto che la Troisi ormai è una scrittrice valida e comunque rispetto al resto che c'è in giro tanto di cappello. Mi piace essere un eroe negativo :-) S*

» postato da S* alle 19:00 del 17-04-2008

54 A mio modestissimo parere il problema non è tanto il fantasy ma il buon fantasy. Se da un lato produzioni cinematografiche tratte da capolavori come il Signore degli Anelli e da fenomeni commerciali (ma non privi di alcune solide basi) come Harry Potter hanno avuto il pregio di risvegliare un interesse verso questo genere, dall'altro hanno la responsabilità morale del massacro di milioni di alberi sterminati per stampare solenni boiate.

» postato da Technomancer alle 19:10 del 17-04-2008

55 ««oh ma questo topic è maledetto che ogni tanto torna fuori con reiterata collera? :shock:» Quell'articolo è uno dei miei articoli più celebri. Anche perché a causa di quello mi sono fatto una certa fama tra i fan di Licia Troisi, alcuni dei quali mi chiamano "Lord Sosio". Più spesso mi chiamano "quell'idiota". Fama tutta negativa ovviamente. Adesso sta nascendo una leva di fanatici opposti che hanno una considerazione del fantasy molto peggiore della mia, e questo ultimo mi pare un esempio. Anche costoro mi odiano, generalmente, perché in un editoriale più recente avevo detto che la Troisi ormai è una scrittrice valida e comunque rispetto al resto che c'è in giro tanto di cappello. Mi piace essere un eroe negativo :-) S*» :lol:

» postato da stefanoventa alle 10:09 del 18-04-2008

56 No te gusta Hanry Potter e le Troisate edite dall'Immondadori? Comprensibile (ma il primo, se non altro nei primi tomi, una certa inventiva la mostra), poi, prima di fare dichiarazioni apocalittiche sull'intero genere, please, prendere nota della variabile Urban Fantasy e dei vari Gaiman, Pullman, Miéville e di quel geniaccio di Erikson. In un genere, fantascienza inclusa, molti scrivono roba dozzinale, ma i fermenti del nuovo, la qualità non manca. Noi, in Italia, per altro, abbiamo una visuale distorta del fenomeno per come lo vive la sua patria (l'Anglosassophonìa). Ha ragione il mito negativo: S*, quando dice che la Troisi, se non altro, scrive meno peggio di molti altri italiani del genere, almeno, dei pochi che hanno avuto un minimo di visibilità (per quanto ci sia da vagliare Pentar e Zeferina di cui si dice bene), potrei anche adddurre a causa di ciò il fatto che A - La Troisi di esperienza nello scrivere, oramai, ne ha. B - L'Immondadori è Immonda per le pratiche commerciali, ma l'editing lo sa ancora fare, meglio di uno stuolo di piccole case editrici che pubblicano esordienti. Poi, per me Lord S* continuerà ad essere un mito negativo, visto che tende a separare dal genere le opere migliori (per esempio potrebbe azzardarsi a dire ancora che Miéville e Gaiman scrivono SF, non FY e si oscurerebbe ancora di più pertanto :P ) tenendo per Fantasy solo il peggio così, per forza, il suo schema logicamente tiene. Peccato che nella critica letteraria non è così che si procede, nemeno nel considerare un genere "commerciale" :sgrunf: E' un problema se gli scrittori di Fantasy generano fenomeni di ammirazione personale? E che problema c'è? Invidia forse? :nono: Non è meglio essere fan di un Tolkien, o un Gaiman, o un Erikson meglio ancora, che di Totti? La Troisi in quanto tale, non ammazza i neuroni come la sfera a pois e nessuno ha ancora ammazzato qualcun altro animato da "fede" avversa. E comunque, vecchiacci, svegliatevi: tutti i ragazzetti che si appassionano a qualcosa e a chi la produce, ne diventano fan, sarà collegato all'acne chi lo sa... :mrgreen: ma succede anche in altri casi e per altri diletti... :gy: :rock:

» postato da un muspeling alle 10:49 del 18-04-2008

57 io però ci andrei cauto a definire i romanzi di Gaiman come fantasy. Sarebbe come dire che Sandman è un fumetto di supereroi...

» postato da Technomancer alle 12:05 del 18-04-2008

58 «Poi, per me Lord S* continuerà ad essere un mito negativo, visto che tende a separare dal genere le opere migliori (per esempio potrebbe azzardarsi a dire ancora che Miéville e Gaiman scrivono SF, non FY e si oscurerebbe ancora di più pertanto :P ) tenendo per Fantasy solo il peggio così, per forza, il suo schema logicamente tiene.» Qualche cosa di Gaiman è fantasy, ma le opere più famose, tipo American God e seguito, non lo sono affatto. Miéville è science fantasy, non fantasy. C'è poco da azzardarsi, sono dati di fatto. Chiedilo a loro se non ci credi. S*

» postato da S* alle 12:16 del 18-04-2008

59 « Qualche cosa di Gaiman è fantasy, ma le opere più famose, tipo American God e seguito, non lo sono affatto. » Io gli ho dato tre palle verdi. È stato in finale o ha vinto nei maggiori premi fantastici (che mai votano SF). È arrivato 1º nel Locus sezione Fantasy. È stato in finale all'Hugo ed al Nebula. Ma spesso in finale arrivano opere Fantasy. « Miéville è science fantasy, non fantasy. » Convengo « C'è poco da azzardarsi, sono dati di fatto. Chiedilo a loro se non ci credi. » Gli autori sono i meno indicati a dire cosa scrivono... Non fanno semplicemente testo.

» postato da Ernesto VEGETTI alle 14:17 del 18-04-2008

60 Lord Sosio è meraviglioso. :lol:

» postato da ammazzatopic alle 14:21 del 18-04-2008

61 a proposito di Gaiman (che addddoooorooo), perchè secondo S* e chiunque altro American Gods non è fantasy? secondo me lo è e pure Nessun Dove (non ce la faccio a chiamarlo horror)

» postato da wintermute alle 14:25 del 18-04-2008

62 a mio parere non sono fantasy perchè la cornice è quella della realtà quotidiana e il fantastico (che siano gli dei o Londra-di-Sotto) ha un posto in questa realtà ma non è un mondo a sè stante.

» postato da Technomancer alle 14:29 del 18-04-2008

63 «a mio parere non sono fantasy perchè la cornice è quella della realtà quotidiana e il fantastico (che siano gli dei o Londra-di-Sotto) ha un posto in questa realtà ma non è un mondo a sè stante.» e harry Potter, allora? :boh:

» postato da wintermute alle 14:39 del 18-04-2008

64 infatti io non definirei fantasy neppure Potter, ma a questo punto il problema forse è la mia definizione di genere fantasy, che è più vicina ad ambientazioni come quelle di Tolkien, del ciclo di Dragonlance eccetera.

» postato da Technomancer alle 14:45 del 18-04-2008

65 a Proposito di Harry Potter e Neil Gaiman, io sono tuttora convinto che la signora Rowling, per lo meno nel definire il personaggio del maghetto, abbia pescato ben più di quanto sia lecito da Tim Hunter di Neil Gaiman. Certo se avesse preso anche John Costantine il caro Potter adesso sarebbe giù stato strangolato....

» postato da Technomancer alle 14:49 del 18-04-2008

66 « Io gli ho dato tre palle verdi. È stato in finale o ha vinto nei maggiori premi fantastici (che mai votano SF). È arrivato 1º nel Locus sezione Fantasy. È stato in finale all'Hugo ed al Nebula. Ma spesso in finale arrivano opere Fantasy. » In inglese il termine fantasy è più vasto che da noi ed è analogo al nostro "fantastico" generico. Da noi in genere si considera fantasy qualcosa ambientato in luoghi o epoche fantastici, con buone dosi di magia ed elementi tratti dalla mitologia, soprattutto nordica. Insomma, roba che assomigli a Tolkien. Se tu per fantasy intendi fantastico, allora Gaiman è fantasy. «Gli autori sono i meno indicati a dire cosa scrivono... Non fanno semplicemente testo.» Era una provocazione ;-) S*

» postato da S* alle 15:41 del 18-04-2008

67 « ...Da noi in genere si considera fantasy qualcosa ambientato in luoghi o epoche fantastici, con buone dosi di magia ed elementi tratti dalla mitologia, soprattutto nordica. Insomma, roba che assomigli a Tolkien. » Davvero? Pensavo che si considerasse fantasy qualcosa che può comunque andare bene anche agli adolescenti... :twisted: Anche questa era una provocazione ;-)

» postato da Otrebla alle 15:52 del 18-04-2008

68 « Davvero? Pensavo che si considerasse fantasy qualcosa che può comunque andare bene anche agli adolescenti... :twisted: Anche questa era una provocazione ;-)» beh in tal caso allora Gaiman non scrive Fantasy...

» postato da Technomancer alle 16:13 del 18-04-2008

69 «Mi piace essere un eroe negativo :-)» allora hai bisogno di un mantello scuro, capo. e di uno pseudonimo che incuta paura (o se proprio, almeno un po' di sdegno, ecco).

» postato da jonny lexington alle 16:17 del 18-04-2008

70 « Da noi in genere si considera fantasy qualcosa ambientato in luoghi o epoche fantastici, con buone dosi di magia ed elementi tratti dalla mitologia, soprattutto nordica.S*» quindi il Potter non è fantasy per noi? e poi: questi requisiti sono in modalità and o or? perchè l'American Gods risponde a 2 su tre (oggi sono molto più rompi del solito)

» postato da wintermute alle 16:18 del 18-04-2008

71 per Gaiman ci vuole una categoria a sé (e così taglio la testa al toro). Anche perchè sono difficili da catalogare. A mio parere un suo grande merito è quello di sapersi muovere sulla linea di confine fra i generi, così come fra il serio, l'umoristico e il grottesco, come pochi altri autori.

» postato da Technomancer alle 16:24 del 18-04-2008

72 «infatti io non definirei fantasy neppure Potter, ma a questo punto il problema forse è la mia definizione di genere fantasy» eh, direi proprio di sí. quello che tu consideri fantasy è un po' troppo ristretto e soffre oltretutto del problema di essere tutto troppo tolkien-centrico.

» postato da jonny lexington alle 16:28 del 18-04-2008

73 ««infatti io non definirei fantasy neppure Potter, ma a questo punto il problema forse è la mia definizione di genere fantasy» eh, direi proprio di sí. quello che tu consideri fantasy è un po' troppo ristretto e soffre oltretutto del problema di essere tutto troppo tolkien-centrico.» effetivamente sì, è ristretto. Però la definizione "anglosassone" mi pare al contrario un po' troppo vasta. D'accordo che non stiamo parlando di fisica e le definizioni hanno confini labili... però chiamando fantasy tutto ciò che ha in sè elementi, per l'appunto, fantastici, si prende dentro una bella fetta di generi fra loro molto diversi.

» postato da Technomancer alle 16:33 del 18-04-2008

74 «chiamando fantasy tutto ciò che ha in sè elementi, per l'appunto, fantastici, si prende dentro una bella fetta di generi fra loro molto diversi.» eh, ma questo vale allora anche per la fantascienza, che va dallo steam punk ambientato nell'inghilterra vittoriana, alla space opera che coinvolge galassie intere.

» postato da jonny lexington alle 16:51 del 18-04-2008

75 sì ma la fantascienza, a prescindere delle ambientazioni e dei sottogeneri, ha, a mio modo di vedere, un quid, che in questo momento non ti saprei definire esattamente, che ti permette di dire (anche se la cosa può non valere per tutti): "questa è fantascienza" oppure "questa non lo è". Nel caso del fantasy nella sua definizione estesa le cose si fanno ben più nebulose...

» postato da Technomancer alle 16:56 del 18-04-2008

76 ««chiamando fantasy tutto ciò che ha in sè elementi, per l'appunto, fantastici, si prende dentro una bella fetta di generi fra loro molto diversi.» eh, ma questo vale allora anche per la fantascienza, che va dallo steam punk ambientato nell'inghilterra vittoriana, alla space opera che coinvolge galassie intere.» Queste discussioni vanno sempre avanti all'infinito senza che si concluda nulla. L'errore è quello di considerare i generi delle aree circoscritte da un perimetro. Sarebbe più corretto considerare i generi dei poli gravitazionali, attorno ai quali girano una serie di opere che possono essere più o meno vicine al centro. Al di là di ciò, comunque, se vai in libreria e prendi un libro con su scritto "fantascienza" ti aspetti certe cose, se compri un libro con su scritto "fantasy" te ne aspetti altre. Harry Potter è fantasy sotto tutti gli aspetti, anche se il suo mondo fantastico è sovrapposto alla realtà invece di essere dislocato altrove. Ma è un mondo fantastico. S*

» postato da S* alle 17:35 del 18-04-2008

77 Peccato che le quarte fregano. :x

» postato da Kinzica alle 21:38 del 18-04-2008

78 «il mondo del fantasy è in crisi perchè i lettori sono ipnotizzati dalle storie che leggono, sono fans di chi li scrive, da quando si è fans di uno scrittore? al massimo lo si apprezza, è il mio scrittore preferito ma sono un fan di licia troisi l'ammiro moltissimo vorrei essere come lei mi pare un pò troppo la mondadori è una casa editrice di m..a che pubblica apposta determinati libri di modo da schematizzare il pensiero dei giovani che leggono certamente la maggior parte dei fan di licia hanno letto solo licia, e magari paolini, del signore degli anelli hanno già visto il film. d'altronde il fantasy è letteratura commerciale senza nessuna sperimentazione, harry potter è una gran bufala, un romanzo non deve essere costruito sui lettori ma sul modo di percepire la realtà da parte dell'autore» Ok. Io credo che tu non abbia capito un emerito tubo, ma non ti offendere, è solo una mia opinione. le mode esistono da sempre: ora un attore, ora un lucchetto, ora una scrittrice edita da mondadori. Che c'entra questo col fantasy? La Mondadori la conosciamo tutti, non occorre che tu ci faccia lezioni. Se tu credi che il fantasy siano solo Harry Potter ( deliziosi i primi libri, ma letteratura da bambini) o Licia Troisi ( il minimo storico dello scrivere fantasy, ma non la sola, e finalizzata ai coetanei - di un certo tipo -dell'autrice) faresti meglio a leggere altro prima di parlare.

» postato da Kinzica alle 21:50 del 18-04-2008

79 «a mio parere non sono fantasy perchè la cornice è quella della realtà quotidiana e il fantastico (che siano gli dei o Londra-di-Sotto) ha un posto in questa realtà ma non è un mondo a sè stante.» Sbagli, imho. Fantasy è dove c'è la magia. Punto. Può essere ambientato anche a casa tua, ma se riesci, a esempio, a far uscire un demonietto verde dal tostapane.. :)

» postato da Kinzica alle 21:54 del 18-04-2008

80 ««oh ma questo topic è maledetto che ogni tanto torna fuori con reiterata collera? :shock:» Quell'articolo è uno dei miei articoli più celebri. Anche perché a causa di quello mi sono fatto una certa fama tra i fan di Licia Troisi, alcuni dei quali mi chiamano "Lord Sosio". Più spesso mi chiamano "quell'idiota". Fama tutta negativa ovviamente. Adesso sta nascendo una leva di fanatici opposti che hanno una considerazione del fantasy molto peggiore della mia, e questo ultimo mi pare un esempio. Anche costoro mi odiano, generalmente, perché in un editoriale più recente avevo detto che la Troisi ormai è una scrittrice valida e comunque rispetto al resto che c'è in giro tanto di cappello. Mi piace essere un eroe negativo :-) S*» Ma così non sei affatto negativo. Segui la corrente. Perchè affermare che la Troisi ora è valida, quando tutti i suoi romanzi (tranne uno, forse), sono uguali, prevedibili, noiosi? ( sempre IMHO) Ti è piaciuta l'ultima trilogia? Se è così, sono un pò delusa, anche se questo naturalmente importa zero :) . Ma credevo tu fossi di gusti più severi e sofisticati, in fatto di Fantasy. Alcuni fan della Troisi ( non molti, non sono famosa) detestano anche me per una certa recensione.

» postato da Kinzica alle 22:04 del 18-04-2008

81 Io considero una narrazione Fantasy, quella ove la magia è funzionante, che il mondo sia il nostro o meno (anche Brooks ha scritto Fantasy ambientati nel nostro mondo... l'ambientazione, indi, direi che è secondaria allo scopo di definire il genere...). Dopotutto vi sono romanzi ambientati in sistemi stellari, lontani lontani, ove è la tecnologia, la conoscenza materiale, a far succedere le cose, non la magia (per quanto possa essere razionalizzabile o meno), quelli sono Space Opera, la ove funge la magia, ritengo, è Fantasy. La TecnoMagia di Miéville è un ibrido quindi... ma UnLundun, il suo ultimo, è pure così? Non l'ho letto e non lo so. Però, secondo questo mio parametro, sono Fantasy sia la Londra di Sotto, che Hogwarts. In ogni caso, io ho portato degli esempi, tanto per far intuire quanto il genere qui sotto processo sia qualcosuccia di più vasto e dotato di qualità di quanto non si usi fare restando appiccicati al fenomeno italiano strapompato dalla casa editrice immonda e qualche, saltuario, fenomeno straniero di grido (oltre al solito Tolkien, certo). Il Fantasy moderno, inizia con Morrison e Lord Dunsany, molto prima e al di la di Tolkien (forse anche da McDonald, i don't know), ha correnti interne ostili allo stesso professore di Oxford (Peake-Moorcock-posteri vari) e si è evoluto, anche con l'inaspettato contributo di un Terry Brooks, invadendo il nostro mondo. Io stesso, che del genere ne sono patito e lo studio, non posso dire di conoscerlo alla perfezione e qui si fanno teoremi apocalittici a partire solo da due autori? :x

» postato da un muspeling alle 22:08 del 18-04-2008

82 Ho letto io Unlundun ( traduzione italiana oscena: il libro magico) Un piccolo cammeo per bambini, anche se preferisco il mièville adulto

» postato da Kinzica alle 22:11 del 18-04-2008

83 «Al di là di ciò, comunque, se vai in libreria e prendi un libro con su scritto "fantascienza" ti aspetti certe cose, se compri un libro con su scritto "fantasy" te ne aspetti altre. Harry Potter è fantasy sotto tutti gli aspetti, anche se il suo mondo fantastico è sovrapposto alla realtà invece di essere dislocato altrove. Ma è un mondo fantastico. » pur non solo condividendo la difficoltà nel tracciare un vallo d'Adriano tra generi, ma pure non importandomene un ciufolo... ... non puoi dire "se vai in libreria" (se l'Anto mi legge sta già facendo la ola) se vai in libreria ti rendi conto che nessuno ci capisce/ci ha mai capito una cispa vada per Asimov che sta lì e quelle robe con i muscolosi vestiti da vichinghi che stanno là (si vede che non leggo fantasy classica, eh? :wink: ) Gaimann, exemplum mori, è più facile che lo trovi in letteratura straniera, idem Murakami (ma nessuno legge Murakami qui?) per non parlare di Carabba secondo me vanno a copertina astronave=SF muscoli e spade et/ot femmine poppute=FY è triste, ma lo sperimento tale

» postato da wintermute alle 23:13 del 18-04-2008

84 « Sbagli, imho. Fantasy è dove c'è la magia. Punto. Può essere ambientato anche a casa tua, ma se riesci, a esempio, a far uscire un demonietto verde dal tostapane.. :)» non so, quella della magia è certamente una condizione necessaria ma, a mio parere, non sufficiente a definire il fantasy, mentre la tecnologia potrebbe esserlo per la SF. Prendi ad esempio Lovecraft, lì la magia è presente, benché il confine tra magia e scenze antiche e\o perdute sia bello sfumato. Fra l'atro sono riuscito a evocare un demonietto verde nel tostapane si chiama muffa credo... Credo che il sistema di definizione che funzioni meglio sia in effetti l'approccio"gravitazionale" de sommo S* (che d'altra parte è un Grande Antico). A quasto punto sarebbe interessante tracciare una mappa con i vari centri di gravità (SF, Fantasy, Horror, Gotico e via) e le zone di sovrapposizione dei campi. Credo che l'ingegneria mi stia dando alla testa...

» postato da Technomancer alle 11:09 del 19-04-2008

85 « non so, quella della magia è certamente una condizione necessaria ma, a mio parere, non sufficiente a definire il fantasy, mentre la tecnologia potrebbe esserlo per la SF. Prendi ad esempio Lovecraft, lì la magia è presente, benché il confine tra magia e scenze antiche e\o perdute sia bello sfumato.» Sarà anche limitata come condizione, ma è l'unica sin'ora attendibile, l'ambientazine lascia molto più a desiderare. « Credo che il sistema di definizione che funzioni meglio sia in effetti l'approccio"gravitazionale" de sommo S* (che d'altra parte è un Grande Antico). A quasto punto sarebbe interessante tracciare una mappa con i vari centri di gravità (SF, Fantasy, Horror, Gotico e via) e le zone di sovrapposizione dei campi.» Si può provare, l'eperimento è sicuramente interessante! :yesyes: « Credo che l'ingegneria mi stia dando alla testa...» Atento! Può nuocere seriamente alla tua sessualità! Dopotutto, rischi di diventare uno di quelli che per il compleanno della sua compagna/o (dipende dai gusti, certo) gli/le regala un tostapane, di qui il danno... :seifuori: (Bruce Sterling, più o meno, scrixit)

» postato da un muspeling alle 12:18 del 19-04-2008

86 «rischi di diventare uno di quelli che per il compleanno della sua compagna/o (dipende dai gusti, certo) gli/le regala un tostapane, di qui il danno... :seifuori: (Bruce Sterling, più o meno, scrixit)» Le ho regalato un bollitore per il the... credo di essere al di là di ogni speranza di recupero. Ma come tutti gli ingegneri sono convinto di essere un ingegnere atipico!

» postato da Technomancer alle 13:37 del 19-04-2008

87 ««rischi di diventare uno di quelli che per il compleanno della sua compagna/o (dipende dai gusti, certo) gli/le regala un tostapane, di qui il danno... :seifuori: (Bruce Sterling, più o meno, scrixit)» Le ho regalato un bollitore per il the... credo di essere al di là di ogni speranza di recupero. Ma come tutti gli ingegneri sono convinto di essere un ingegnere atipico!» :rotfl: L'importante è esserne coscienti! :rotfl:

» postato da un muspeling alle 22:47 del 19-04-2008

88 «« Sbagli, imho. Fantasy è dove c'è la magia. Punto. Può essere ambientato anche a casa tua, ma se riesci, a esempio, a far uscire un demonietto verde dal tostapane.. :)» non so, quella della magia è certamente una condizione necessaria ma, a mio parere, non sufficiente a definire il fantasy, mentre la tecnologia potrebbe esserlo per la SF. Prendi ad esempio Lovecraft, lì la magia è presente, benché il confine tra magia e scenze antiche e\o perdute sia bello sfumato. Fra l'atro sono riuscito a evocare un demonietto verde nel tostapane si chiama muffa credo... Credo che il sistema di definizione che funzioni meglio sia in effetti l'approccio"gravitazionale" de sommo S* (che d'altra parte è un Grande Antico). A quasto punto sarebbe interessante tracciare una mappa con i vari centri di gravità (SF, Fantasy, Horror, Gotico e via) e le zone di sovrapposizione dei campi. Credo che l'ingegneria mi stia dando alla testa...» Che bello!! Svolazza anche per casa? ^________^!! A parte gli scherzi, sarebbe interessante: è una cosa su cui ho lavorato un pò, ma questo è un forum di fantascienza... :? Si può fare lo stesso? Si addormenteranno tutti? Mi non so...

» postato da Kinzica alle 23:19 del 19-04-2008

89 « Che bello!! Svolazza anche per casa? ^________^!! A parte gli scherzi, sarebbe interessante: è una cosa su cui ho lavorato un pò, ma questo è un forum di fantascienza... :? Si può fare lo stesso? Si addormenteranno tutti? Mi non so...» beh già tracciare il campo gravitazionale per la sola SF mi pare in lavoro abbastanza impegnativo. si potrebbe tenere la SF come centro dell'universo e , una volta definiti i vari sistemi stellari più o meno influenzati iniziare ad aggiungere influenze esterne. Alla fine verrà fuori che tutto è fantascienza . :lol: In fondo qualcuno diceva che ogni tecnologia sufficientemente avanzata è indistinguibile dalla magia... dovrebbe valere anche l'inverso... P.S. Il diavoletto di muffa verde attualmente è stato freddato grazie all'incantesimo evocatio varechinas ma ho il sospetto che sia dotato di rigenerazione cellulare...

» postato da Technomancer alle 11:54 del 20-04-2008

90 «« Che bello!! Svolazza anche per casa? ^________^!! A parte gli scherzi, sarebbe interessante: è una cosa su cui ho lavorato un pò, ma questo è un forum di fantascienza... :? Si può fare lo stesso? Si addormenteranno tutti? Mi non so...» beh già tracciare il campo gravitazionale per la sola SF mi pare in lavoro abbastanza impegnativo. si potrebbe tenere la SF come centro dell'universo e , una volta definiti i vari sistemi stellari più o meno influenzati iniziare ad aggiungere influenze esterne. Alla fine verrà fuori che tutto è fantascienza . :lol: In fondo qualcuno diceva che ogni tecnologia sufficientemente avanzata è indistinguibile dalla magia... dovrebbe valere anche l'inverso... P.S. Il diavoletto di muffa verde attualmente è stato freddato grazie all'incantesimo evocatio varechinas ma ho il sospetto che sia dotato di rigenerazione cellulare...» Se non sbaglio, qualcuno diceva che magia è ciò di cui non si è trovata ancora una spiegazione razionale :wink: Fantascienza centro dell'universo? Ahimè. Facciamo che ci sono due soli gemelli? E una galassia chiamata fantastico? :)

» postato da Kinzica alle 22:53 del 20-04-2008

91 Si discute da anni riguardo a una definizione univoca per il termine 'fantascienza', e lo si fa anche per quanto riguarda il termine 'fantasy'. C'è una confusione tra generei primari e sottogeneri, suddivisione utile spesso solo a fini commerciali in cui ricadono il fantastico, il fantasy, la fiaba e via dicendo. Per aggiungere un po di carne al fuoco direi che la definizione di fantascienza si presta meglio di 'fantasy' a raccogliere una grande quantità di sottogeneri, nati anch'essi però in tempi relativamente recenti. Si fatica invece a far passare per 'fantasy' (definizione recente) tutta una serie di generi letterari che esistono da molto tempo. Il fantastico, che presuppone un'idea di realtà molto forte a cui fa da contrappunto. La realtà, in sostanza, vista con altri occhi (non convenzionali), che scrutano e colgono la fantasmagoria di ciò che è comune. Il fiabesco, che parla di elementi primari, e che è una tradizione che incrocia il realismo magico (il fantastico) e sta per essere assorbita dalla letteratura per l'infanzia che si eleva a un target di lettori più adulti. Spesso il fantasy è visto 'solo' come una fuga dal reale (per dirla alla Tolkien: la santa fuga del prigioniero, e non la diserzione del soldato). Al momento da noi però non credo sia stata coniata una definizione simile a fantascienza, se non dagli americani e dai librai (visto che ormai esiste solo una sezione in libreria che spesso accomuna tutti i generi sotto la definizione di fantasy). Oddio, è vero che S* in realtà una definizione tutta sua l'ha data: Bolla, se non ricordo male ;-)

» postato da franz alle 09:20 del 21-04-2008

92 Mah, non saprei... Temo che le classificazioni spuntino da sole come la gramigna... Fiabesco, Fantastico and the like sono un modo di scandire i generi letterario, teorico diciamo... poi ci sono gli approcci "pratici", cioé dipendenti dall'autore di certe storie pubblicate s'un dato formato. Di qui nascerebbe il Fantasy marca TSR, prima, WotC ora (che chiamo gdrFantasy) e a cui si sono di recente aggiunti anche racconti nati da Martelli da Guerra e altri. Ci sarebbe l'Urban Fantasy che però certi fantascientifici ( :roll: ) contestano al Fantasy volendosene impossessare... E ora che l'Italia sta producendo i suoi di autori, possono nascere altri sottogeneri... Direi proprio che una DragonCon.IT sarebbe utile! 8)

» postato da un muspeling alle 10:00 del 21-04-2008

93 anni fa su Focus si era tentata una classificazione dei generi musicali secondo un approccio "idrografico", ovvero da alcune correnti principali si diramavano come fiumi generi e sottogeneri che a loro volta mutavano, si suddividevano e a volte si fondevano. Il risultato finale era ovviamente un casino allucinante, ma sospetto che gli articolisti si fossero diverititi non poco a produrlo. In questo caso, quale che sia l'approccio di classificazione, sarebbe più o meno la stessa cosa.

» postato da Technomancer alle 11:14 del 21-04-2008

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