Alcune notizie riguardati la missione Artemis, quella che è destinata a riportare l’uomo sulla Luna, sono state di recente diffuse e hanno gettato più di un’ombra su quello che dovrebbe essere un appuntamento fondamentale per la conquista dello spazio.
Partiamo dall’inizio. Il programma Artemis (il nome deriva dalla dea della caccia e della Luna, il cui nome è Artemide) è l’insieme delle missioni che porteranno l’uomo sul nostro satellite, per la prima volta da quel lontano 1972, quando ci fu l’ultima missione Apollo, la numero 17. Nel dicembre di quell’anno, infatti, l’equipaggio formato dagli astronauti Eugene Cernan, Harrison Schmitt e Ronald Evans, giunse sulla Luna e Cerman e Schmitt scesero sul suolo lunare, stabilendo il record per la più lunga permanenza e le più estese attività extraveicolari (EVA).
Da allora, non ci furono più missioni con equipaggi diretti verso la Luna.
Il programma Artemis, cominciato nel 2017, dovrebbe entrare nella Storia con la S maiuscola proprio perché il suo obiettivo è riportare un uomo, e a quanto pare per la prima volta anche una donna, sul nostro satellite. Ma non solo.
La prima missione, denominata Artemis I e conosciuta anche con la denominazione di Exploration Mission 1 o EM-1, era prevista per il 2020, ma si è poi concretizzata solo nel novembre del 2022, con il secondo volo di collaudo della navicella Orion MPCV, senza astronauti, e il primo lancio del razzo vettore Space Launch System. Quest’ultimo nasce dalle ceneri del programma denominato Constellation, cancellato dalla Nasa nel 2009, e in parte dalla tecnologia già sviluppata per lo Space Shuttle. Lo Space Launch System, sviluppato dalla Nasa, è formato da un corpo/razzo molto potente, superiore a tutti quelli fino a oggi ideati e realizzati, e due booster, razzi più piccoli, che sono ai lati. L’SLS può portare in orbita sia la navetta Orion sia carichi di natura commerciale o militare, come satelliti. Il lato negativo è che non è un razzo riutilizzabile.
L’iniziale programma di Artemis prevedeva che dopo la missione Artemis I, facesse seguito una seconda missione, Artemis II, con equipaggio, destinata a dirigersi verso la Luna, ma non a scendere sul nostro satellite, limitandosi a entrare in orbita. La terza missione, Artemis III, invece era quella destinata a portare nuovamente l’uomo sulla Luna. Ma la Nasa ha cambiato strategia, riprogrammando le missioni.
La missione Artemis II è prevista ad aprile 2026, mettiamo un se davanti perché è già stata rinviata più volte e, al momento in cui scriviamo non sappiamo altro che la finestra di lancio è fra pochi giorni, prevista tra il 2 e il 6 aprile 2026. L’Artemis II è molto importante, perché ci sarà un equipaggio a bordo della navetta Orion, formata dagli astronauti Reid Wiseman, Victor Glover, Christina Koch e Jeremy Hansen, che si dirigerà verso la Luna, andrà in orbita e ritornerà sulla Terra. Quindi sarà a tutti gli effetti il primo volo con esseri umani che ritornerà in orbita lunare.
Al contrario di quanto previsto originariamente, Artemis III non porterà esseri umani sulla Luna, ma sarà dedicata a una complessa manovra nell’orbita terrestre che prevede l’aggancio tra la capsula Orion e i due sistemi di atterraggio sulla Luna sviluppati da aziende private, tra cui il lander lunare della Starship di SpaceX e il veicolo progettato da Blue Origin. La missione Artemis IV sarà invece, quella dell’allunaggio e al momento è programmata per il 2028.
Il punto è che alcune delle fasi cruciali delle missioni Artemis sono ancora oscure. Primo non è chiaro quale sarà il lander con il quale si atterrà sulla Luna, se quello progettato da SpaceX di Elon Musck o quello della Blue Origin di Jeff Bezos. Inoltre, secondo il sito Bloomberg.com, la Nasa vorrebbe utilizzare SLS solo per andare in orbita e portare la navetta Orion sulla Luna con la Starship di SpaceX, ruolo che invece inizialmente era stato affidato proprio alla SLS progettata dalla Nasa e da Boeing.
L’SLS, tra le altre cose, ha avuto alcuni problemi tecnici che solo alla fine sono stati risolti. C’è molta attesa per la missione Artemis II e il programma prevede comunque un ritorno sul nostro satellite in tempi più stretti, dopo la missione Artemis IV, forse già con un’altra missione ravvicinata denominata Artemis V.
Insomma, la Luna non è mai stata così vicina e magari di questo nuovo interesse per lo spazio anche la fantascienza potrebbe avere qualche beneficio.







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