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Deus ex machina: già il fatto che questa locuzione sia in latino e non inglese è un segnale di quanto sia antico il fenomeno a cui si riferisce. In effetti, la frase latina stessa è una traduzione dell'analogo greco ἀπὸ μηχανὴς θεός, e risale a tempi ancora più antichi, quando un sistema di funi e argani calava sul palcoscenico un attore che rappresentava l'intervento divino che risolveva la situazione. Già allora, insomma, era considerato un po' barare: il drammaturgo metteva in piedi una trama, una sequenza di eventi, un intreccio complicato, e poi non trovando più lui stesso una via d'uscita se la cavava facendo intervenire un dio a risolvere tutto. Facile così. Probabilmente avrete già capito che questa introduzione storica ci serve non per parlare di Euripide ma di Lost, la serie che si è da poco conclusa dopo sei anni di intrighi, misteri, domande molte delle quali lasciate irrisolte. Ma non si tratta solo di Lost; e forse non si tratta solo di cavarsela a buon mercato.
Nel finale di Lost, tutti i personaggi si ritrovano in una chiesa, della quale vengono mostrate le vetrate correttamente ornate con simboli di tutte le maggiori religioni, pronti finalmente per "passare oltre". Ci viene spiegato che tutta la controtrama dell'ultima stagione, quello che sembrava un universo alternativo in cui l'isola era affondata e il volo Oceanic 815 non era precipitato, altro non era che una sorta di purgatorio nel quale i nostri protagonisti aspettavano di ritrovare se stessi e la propria controparte per poter alla fine accedere allo stato successivo, rappresentato da una bianchissima luce che li attende al di là di una simbolica porta.
Alla fine della prima stagione di Lost, quando i fan si accapigliavano cercando le possibili soluzioni dell'enigma, la teoria che andava per la maggiore era proprio quella del purgatorio. Secondo quella teoria i protagonisti erano effettivamente morti nello schianto dell'aereo, e l'isola era il luogo in cui attendevano di poter andare in paradiso. La teoria alla fine fu smentita dagli stessi autori della serie (all'epoca c'era ancora J.J. Abrams).
Nel finale di Battlestar Galactica apprendiamo che la Numero 6 che appariva a Baltar e che solo lui vedeva non era né un sintomo della sua schizofrenia né un prodotto di qualche impianto cerebrale installatogli nella testa dai Cylon. La biondona vestita di rosso, come pure l'analogo Baltar immaginario che specularmente si manifestava a Caprica 6, altro non era che un angelo inviato da dio. Natura divina condivisa anche da un altro personaggio, Starbuck, apparentemente morta durante la terza stagione per ricomparire pochi episodi più avanti. Un eccellente teaser per la stagione successiva: cosa è accaduto? Come ha fatto a non morire? Come ha fatto a raggiungere la Terra? Dove ha trovato un viper nuovo di zecca? Come ha fatto a ritrovare la flotta? Come mai per lei sono trascorsi pochi giorni mentre per gli altri sono passati mesi?
Tutte domande alle quali gli sceneggiatori hanno risposto con l'antico metodo di Euripide: ἀπὸ μηχανὴς θεός, Starbuck non è la vera Kara Thrace ma un angelo inviato da Dio.
Va detto, a difesa di Galactica, che l'aspetto mistico della serie è decisamente più esplicito rispetto a quanto avveniva in Lost. Ron Moore aveva già portato questi argomenti in una serie di fantascienza con Deep Space Nine, dove per la prima volta il tema religioso compariva nell'universo ultrailliuminista di Star Trek. Il pianeta Bajor era sostanzialmente una metafora di Israele, con il suo passato di sterminio e di lotta per l'indipendenza, ma anche con un forte retaggio religioso e un ordinamento teocratico; e cambiava ben poco le cose il fatto che gli dei di Bajor avessero, alla fine, una sorta di spiegazione razionale, identificandoli con una sorta di super esseri alieni provenienti da un'altra dimensione.
Con Battlestar Galactica Moore ha mano più libera e introduce il tema divino fin dall'inizio. Gli abitanti delle Colonie sono pagani politeisti, poco legati ai loro culti; paradossalmente sono invece le macchine, i Cylon, che agiscono confrontandosi quotidianamente con un dio unico, assoluto, un dio che è amore e che nonostante questo non impedisce ai Cylon di sterminare quasi l'intera specie umana; contraddizione che siamo ben abituati a riconoscere nelle grandi religioni monoteiste.
2 Un articolo filosofico che getta nuova luce sulle mie serie preferite e trova collegamenti tra loro che non erano immediatamente visibili al mio occhio distratto. Ottimo. Concordo su tutto. Grazie.
» postato da Luisa Iori alle 12:46 del 06-06-2010
3 «Il concetto di Deus Ex Machina e' il motore di tutte le storie. Di fatto lo scrittore forza in continuazione la mano collocando dialoghi situazioni in modo da far succedere quello che vuole. La bravura di un narratore e' quella di far sembrare tutto naturale.» Non mi sembra il motore di tutte le storie, il termine Deus Ex Machina ha avuto origine dalle "forzature evidenti dall'alto" nelle trame del teatro greco. Per questo un bravo autore/narratore/sceneggiatore ricorre il meno possibile al Deus Ex Machina e lo fa in modo coerente con la storia. « Nel caso di Galactica ne e' stato fatto un buon uso: Moore ha deciso di realizzare una storia dove Dio distrugge Sodoma e Gomorra per ricostruire una nuova civilta' da un altra parte. Rivedendo la serie mi rendo conto che tutto portava in quella direzione. Ma sopraturro non hanno lasciato nessuna sottotrama aperta. » E' mia umile opinione che Galactica di Moore sia un caso di abuso del Deus Ex Machina da parte di uno sceneggiatori che pensano di coprire "a colpi di Dio" le magagne che hanno inserito nella trama. Semmai se vuoi un esempio di utilizzo pervasivo ma al tempo stesso senza abusi di tale strumento narrativo, dai un occhiata a "Calculating God" di Robert J. Sawyer ("L'equazione di Dio" Urania 1414).
» postato da L.MCH alle 17:13 del 06-06-2010
4 «E' mia umile opinione che Galactica di Moore sia un caso di abuso del Deus Ex Machina da parte di uno sceneggiatori che pensano di coprire "a colpi di Dio" le magagne che hanno inserito nella trama.» Non sono del tutto d'accordo, non credo che in Galactica abbiano usato dio per risolvere una situazione difficile, ma che quella soluzione fosse nelle loro idee più o meno da principio; pur essendo a mio avviso sbagliata e comunque condotta male. Un'opinione personale, comunque. «Semmai se vuoi un esempio di utilizzo pervasivo ma al tempo stesso senza abusi di tale strumento narrativo, dai un occhiata a "Calculating God" di Robert J. Sawyer ("L'equazione di Dio" Urania 1414).» Ah be', lì c'è sicuramente uno dei Deus Ex Machina più grandiosi della storia della fantascienza, con tanto di cappello al mio amico Rob Sawyer. S*
» postato da S* alle 22:21 del 06-06-2010
5 Eccellente articolo di Silvio, e analisi perfetta che mi trova d'accordo. Per quanto riguarda il "deus ex machina religioso", cioé la deriva mistica dei serial tv, penso che si basi in parte sull'interpretazione degli autori della società americana com'è oggi e come è stata ultimamente. Non va dimenticato che negli ultimi otto anni al governo degli USA c'è stata una maggioranza conservatrice, che basava molta della propria presa elettorale sull'interpretazione tradizionale della religione. Alla fine gli autori dei serial si sono adeguati, facendo prodotti che pensavano andassero incontro ai gusti della maggioranza della popolazione. Sarà interessante capire nei prossimi mesi che influenza avrà l'approccio di Obama, con il suo ormai famoso discorso di qualche tempo fa in difesa della scienza e della ricerca. Ad ogni modo la tentazione di spiegare tutto con un qualsivoglia dio è ed è stata sempre molto presente nella fantascienza, basti ricordare il finale di "La guerra dei mondi". per come la vedo io, è un modo fin troppo semplice di risolvere una trama e denota una sostanziale sfiducia nel genere di cui si scrive; il che è poi il vero controsenso. Poi un giorno mi leggerò il Sawyer, per vedere 'sto capolavoro di deus ex machina.
» postato da Maurizio Del Santo alle 00:44 del 07-06-2010
6 «Eccellente articolo di Silvio, e analisi perfetta che mi trova d'accordo.
Per quanto riguarda il "deus ex machina religioso", cioé la deriva mistica dei serial tv, penso che si basi in parte sull'interpretazione degli autori della società americana com'è oggi e come è stata ultimamente. Non va dimenticato che negli ultimi otto anni al governo degli USA c'è stata una maggioranza conservatrice, che basava molta della propria presa elettorale sull'interpretazione tradizionale della religione. Alla fine gli autori dei serial si sono adeguati, facendo prodotti che pensavano andassero incontro ai gusti della maggioranza della popolazione.
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Spiacente, ma il ragionamento espresso sopra fa acqua da tutte le parti.
Se pensi che Ron Moore non abbia mai usato il trucchetto dell'intervento divino forse dovresti rivedere "Star Trek: Deep Space 9".
Se davvero sceneggiatori e produttori si ponessero il problema di seguire "la maggioranza" (che sia conservatrice o meno) non si sarebbero prodotti tutti quei flopponi a catena essenzialmente basati su come Hollywood vede la situazione in Medio oriente.
Purtroppo, statistiche alla mano il deux ex machina a pene di segugio è abusatissimo in ambito cinematografico e televisivo
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Sarà interessante capire nei prossimi mesi che influenza avrà l'approccio di Obama, con il suo ormai famoso discorso di qualche tempo fa in difesa della scienza e della ricerca.
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Non è che Obama sia il nuovo messia o cosa, è un politico ed è stato eletto più o meno con il 52% dei voti validi, ha tirato dalla sua parecchi elettori "di centro" ma non ha cambiato automagicamente l'orientamento ed i gusti della popolazione.
Inoltre è a tutti gli effetti un prodotto della "Chicago Democratic Machine" con tutto quello che implica.
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Ad ogni modo la tentazione di spiegare tutto con un qualsivoglia dio è ed è stata sempre molto presente nella fantascienza, basti ricordare il finale di "La guerra dei mondi". per come la vedo io, è un modo fin troppo semplice di risolvere una trama e denota una sostanziale sfiducia nel genere di cui si scrive; il che è poi il vero controsenso.
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Se ti riferisci a "La guerra dei mondi" di H.G. Wells, il deus ex machina finale è ... darwiniano più che religioso.
Come pure la versione degli anni '50 e quella di Alan Moore in "The League of Extraordinary Gentlemen: Volume II".
In particolare Alan Moore è bastardissimo dentro ed usa un ... Moreau ex machina.
Tutta un altra cosa rispetto al film con Sean Connery.
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Poi un giorno mi leggerò il Sawyer, per vedere 'sto capolavoro di deus ex machina.»
Tieni conto che il titolo originale ovvero "Calculating God" può essere inteso sia come "calcolando Dio" che "Dio calcolatore" (nel senso che pianifica in avanti, ma anche che calcola) e che il deux ex machina è pervasivo anche se comprenderai solo alla fine quanto lo sia. ![]()
» postato da L.MCH alle 04:24 del 07-06-2010
7 Tema molto interessante quello proposto nell'articolo riguardo al deus ex machina e alle scelte da parte degli sceneggiatori di inserire elementi mistici o tendenti al religioso in serie di Fantascienza della portata di Lost e Battlestar Galactica. Aggiungerei a queste due serie citate anche un'altra ottima produzione dell'anno scorso cancellata dopo una sola stagione. Mi riferisco a "Kings", serie ucronica in cui misticismo ed epifania del divino sono percettibili e fondamentali al fine della comprensione della storia. Ora c'è chi pensa che in un modo o in un altro la presenza di elementi o risvolti mistico/religiosi in una serie di Fantascienza possa coincidere con il deus ex machina, subordinato a mero elemento riempitivo, considerato come superfluo o ridondante, nonchè poco logico in una serie in cui l'elemento fantascientifico dovrebbe prevalere a discapito di quello mistico e/o religioso. C'è poi chi chiama in causa gli 8 anni di "conservatorismo compassionevole" di Bush per giustificare questa tendenza di inserire elementi religiosi in serie di Fantascienza e chi chiama in causa la popolazione media americana o gobale che, considerato il contesto sociale e culturale in cui vive, sarebbe abbastanza propensa ad accettare tale connubio tra scienza e religione. Sono un pò scettico su queste considerazioni. Senza dubbio la tendenza di associare religione e scienza nella Fantascienza seriale c'è stata e sarebbe inutile negarlo. Appunto Bsg, Lost e Kings ne sono una "prova provata" abbastanza evidente, ma se si guarda al passato di esempi ce ne sono altrettanti e non mi riferisco per forza ai finali di stagione o di serie, ma alla stessa struttura delle serie passate, in cui la dicotomia religione/scienza è stata ben presente, non avendo una mera connotazione riempitiva nel corso delle stagioni. Concordo ad esempio con quanto si afferma nell'articolo, quando si fa riferimento a Moore e a Deep Space Nine, serie in cui sono presenti Bajor, novella Israele, le divinità positive (i Profeti), quelle negative (i demoni Pah'wraiths), l'emissario Sisko e la sua nemesi Dukat. Si tratta di una serie del 1993, un pò prima dell'era Bush. In Ds9 l'elemento misitico/religioso rappresenta uno dei filoni più importanti. E' una tendenza questa molto marcata sin dagli anni '90 nella Fantascienza. Ricordo Scully in X Files e il suo rapporto con la fede/malattia. Ricordo "Millennium" e "Carnival", serie in cui l'aspetto profetico/religioso era ben presente. Non a caso la natura stessa del Male in queste due serie era indagata sia sul piano razionale che filosofico/religioso. Ricordo la stessa Babylon V, in cui elementi chiaramente mistici erano presenti fin dall'inizio: basti pensare alla figura di Delenn, al suo ruolo nella casta dei religiosi o alle puntate relative al Santo Graal. Insomma questo connubio era a mio avviso in atto già negli anni '90, nonchè piuttosto forte, e a portarlo avanti sono state grandissime serie come Bsg e Lost in queste stagioni. Dubito che ciò sia dovuto a riflessioni da parte degli sceneggiatori riguardanti la popolazione media americana. Forse con Lost questo tipo di discorso può anche starci in senso lato, dato che è stata una serie capace di attrarre un numero considerevole di persone " alle prime armi" con la Fantascienza seriale. Al contrario in Bsg, serie decisamente più di nicchia, questo tipo di ragionamento cade come un castello di sabbia. Alla fine a mio avviso tutte le serie sopracitate, da X Files, a Ds9, a Millennium, da B5 a Bsg, da Kings a Lost hanno in comune le seguenti caratteristiche: la forte attinenza con l'immediatezza e la realtà come impostazione di base e un'indagine meticolosa e certosina nell'animo dei personaggi proposti al grande pubblico. Il tutto avviene in contesti che chiamano in gioco sopravvivenza della specie (Bsg), conoscenza e lotta contro il male (Millennium/ Carnival), viaggio iniziatico (Lost/ Kings) battaglie epiche per ideali (B5 e Ds9). Non si tratta di tematiche astratte e fredde. Sono aspetti che investono il singolo quanto il gruppo più o meno allargato e necessariamente gli sceneggiatori hanno dovuto basarsi su idee che prescindano dal mero scientismo, offrendoci una versione "meno fredda e geek" della Fantascienza, facendo paradossalmente proprio del dubbio e non nell'asettica risoluzione dello stesso, uno degli elementi principali da recapitare come lascito allo spettatore, tramite un approcio più attinente al reale, piuttosto che fantasioso o eccessivamente tecnico e impersonale nel trattare tematiche come vita/morte/redenzione/dannazione eroismo o antieroismo etc... Poi che si sia d'accordo o meno su tale piega, questo spetta al singolo spettatore o appassionato deciderlo sulla base delle proprie convinzioni.
» postato da Kobol77 alle 15:25 del 07-06-2010
8 ««Eccellente articolo di Silvio, e analisi perfetta che mi trova d'accordo.
Per quanto riguarda il "deus ex machina religioso", cioé la deriva mistica dei serial tv, penso che si basi in parte sull'interpretazione degli autori della società americana com'è oggi e come è stata ultimamente. Non va dimenticato che negli ultimi otto anni al governo degli USA c'è stata una maggioranza conservatrice, che basava molta della propria presa elettorale sull'interpretazione tradizionale della religione. Alla fine gli autori dei serial si sono adeguati, facendo prodotti che pensavano andassero incontro ai gusti della maggioranza della popolazione.
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Spiacente, ma il ragionamento espresso sopra fa acqua da tutte le parti.
Se pensi che Ron Moore non abbia mai usato il trucchetto dell'intervento divino forse dovresti rivedere "Star Trek: Deep Space 9".
Se davvero sceneggiatori e produttori si ponessero il problema di seguire "la maggioranza" (che sia conservatrice o meno) non si sarebbero prodotti tutti quei flopponi a catena essenzialmente basati su come Hollywood vede la situazione in Medio oriente.
Purtroppo, statistiche alla mano il deux ex machina a pene di segugio è abusatissimo in ambito cinematografico e televisivo»
A parte che io parlavo in generale e non di Ron Moore in particolare: se lui ha la fissa religiosa, è un caso suo. Che negli ultimi anni ci sia stata una deriva mistica più accentuata mi sembra abbastanza evidente.
Così come mi sembra evidente che Hollywood cerchi acchiappare il senso dei tempi per una pura questione di marketing. Tutto il filone cinematografico alla Rambo e affini è coinciso grosso modo con l'era reaganiana, per fare un esempio, mentre dall'undici settembre in poi si è vista molta più incertezza e inquietudine, oltre all'aspetto religioso. Che poi Hollywood possa anche ciccare non smentisce nulla.
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Sarà interessante capire nei prossimi mesi che influenza avrà l'approccio di Obama, con il suo ormai famoso discorso di qualche tempo fa in difesa della scienza e della ricerca.
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Non è che Obama sia il nuovo messia o cosa, è un politico ed è stato eletto più o meno con il 52% dei voti validi, ha tirato dalla sua parecchi elettori "di centro" ma non ha cambiato automagicamente l'orientamento ed i gusti della popolazione.
Inoltre è a tutti gli effetti un prodotto della "Chicago Democratic Machine" con tutto quello che implica.»
Resta il fatto che non ricordo altri presidenti che di recente si siano spesi in modo così plateale in favore della ricerca scientifica. Vedremo, e sottolineo vedremo, se a Hollywood penseranno a torto o a ragione di cavalcare l'idea.
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Ad ogni modo la tentazione di spiegare tutto con un qualsivoglia dio è ed è stata sempre molto presente nella fantascienza, basti ricordare il finale di "La guerra dei mondi". per come la vedo io, è un modo fin troppo semplice di risolvere una trama e denota una sostanziale sfiducia nel genere di cui si scrive; il che è poi il vero controsenso.
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Se ti riferisci a "La guerra dei mondi" di H.G. Wells, il deus ex machina finale è ... darwiniano più che religioso.
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Veramente, se non ricordo male, il finale del libro\film recitava più o meno: e gli invasori alieni bla bla bla vennero sconfitti "dai batteri, le creature più piccole che iddio, nella sua infinita saggezza" eccetera eccetera. Ammazza, se questo me lo chiami darwinismo mi sa che devi studiare un po' meglio... ![]()
» postato da Maurizio Del Santo alle 16:01 del 07-06-2010
9 «
C'è poi chi chiama in causa gli 8 anni di "conservatorismo compassionevole" di Bush per giustificare questa tendenza di inserire elementi religiosi in serie di Fantascienza e chi chiama in causa la popolazione media americana o gobale che, considerato il contesto sociale e culturale in cui vive, sarebbe abbastanza propensa ad accettare tale connubio tra scienza e religione..»
Guarda che le due cose sono collegate. Bush è stato eletto perché ha intercettato un senso diffuso nel paese, e la sua leadership ha contribuito a rafforzare tale senso. Almeno finché parte degli americani ha visto che il "conservatorismo compassionevole" non risolveva una cippa dei loro problemi. Anzi, glie ne ha creati di più, tanto per andare sul "creazionismo"...
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Senza dubbio la tendenza di associare religione e scienza nella Fantascienza seriale c'è stata e sarebbe inutile negarlo. Appunto Bsg, Lost e Kings ne sono una "prova provata" abbastanza evidente, ma se si guarda al passato di esempi ce ne sono altrettanti e non mi riferisco per forza ai finali di stagione o di serie, ma alla stessa struttura delle serie passate, in cui la dicotomia religione/scienza è stata ben presente, non avendo una mera connotazione riempitiva nel corso delle stagioni.
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E' vero, la fantascienza ha sempre affrontato temi religiosi; anche in molta letteratura ci sono. Mi sembra però che ultimamente si tenda a giustificare l'intero svolgimento di un serial con l'elemento religioso. Citi l'esempio di DS9 e BSG, guardacaso serie a cui ha lavorato Moore, per cui forse insistere su certi aspetti rientra anche nella sua visione di autore.
Altre serie che citi (scusa se non riporto tutto il tuo post), B5 e X-Files, contenevano elementi mistici ma non era fondato tutto su quello. Cioé, non è che alla fine Mulder e Sculley scoprono che l'uomo con la sigaretta è un emissario di dio mandato sulla Terra per metterli alla prova, o ricordo male? Millennium mi sembra meno fantascientifica e più fantastica come impostazione.
Per quanto riguarda Lost, non mi esprimo molto perché ho smesso di seguirla da anni, ma a leggere i commenti l'impressione che traspare che il finale sia stata una via di mezzo tra una gran furbata e una pezza messa all'ultimo. Impressione mia personale che può essere sbagliatissima.
» postato da Maurizio Del Santo alle 16:22 del 07-06-2010
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Se pensi che Ron Moore non abbia mai usato il trucchetto dell'intervento divino forse dovresti rivedere "Star Trek: Deep Space 9".
Se davvero sceneggiatori e produttori si ponessero il problema di seguire "la maggioranza" (che sia conservatrice o meno) non si sarebbero prodotti tutti quei flopponi a catena essenzialmente basati su come Hollywood vede la situazione in Medio oriente.
Purtroppo, statistiche alla mano il deux ex machina a pene di segugio è abusatissimo in ambito cinematografico e televisivo»
A parte che io parlavo in generale e non di Ron Moore in particolare: se lui ha la fissa religiosa, è un caso suo. Che negli ultimi anni ci sia stata una deriva mistica più accentuata mi sembra abbastanza evidente.
»
Semmai io ho notato una deriva verso il basso del livello delle sceneggiature, non necessariamente in senso mistico.
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Così come mi sembra evidente che Hollywood cerchi acchiappare il senso dei tempi per una pura questione di marketing. Tutto il filone cinematografico alla Rambo e affini è coinciso grosso modo con l'era reaganiana, per fare un esempio, mentre dall'undici settembre in poi si è vista molta più incertezza e inquietudine, oltre all'aspetto religioso. Che poi Hollywood possa anche ciccare non smentisce nulla.
»
Ha ciccato a ripetizione, una volta è il caso, due volte è coincidenza, ma dalle tre in su è tutto un altro paio di maniche.
Il filone alla Rambo e affini è andato avanti perchè in primo luogo faceva cassa, non perchè c'era Reagan presidente.
Dall'undici settembre in poi io ho notato invece una maggior incazzatura a livello di opinione pubblica USA che Hollywood non ha saputo cogliere eccetto che in casi relativamente puntualmente attaccati dalla critica ma con buon successo di pubblico.
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Non è che Obama sia il nuovo messia o cosa, è un politico ed è stato eletto più o meno con il 52% dei voti validi, ha tirato dalla sua parecchi elettori "di centro" ma non ha cambiato automagicamente l'orientamento ed i gusti della popolazione.
Inoltre è a tutti gli effetti un prodotto della "Chicago Democratic Machine" con tutto quello che implica.»
Resta il fatto che non ricordo altri presidenti che di recente si siano spesi in modo così plateale in favore della ricerca scientifica. Vedremo, e sottolineo vedremo, se a Hollywood penseranno a torto o a ragione di cavalcare l'idea.
»
Non confondere le parole con i fatti, altrimenti rischi di votare per Berlusconi e per il fantabosco che propone ad ogni suo discorso.
Indipendentemente da chi è presidente è di solito il DARPA che mette i soldi per la vera ricerca e non per le iniziative di facciata dell'amministrazione in carica.
«
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Se ti riferisci a "La guerra dei mondi" di H.G. Wells, il deus ex machina finale è ... darwiniano più che religioso.
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Veramente, se non ricordo male, il finale del libro\film recitava più o meno: e gli invasori alieni bla bla bla vennero sconfitti "dai batteri, le creature più piccole che iddio, nella sua infinita saggezza" eccetera eccetera. Ammazza, se questo me lo chiami darwinismo mi sa che devi studiare un po' meglio...
»
Confondi la forma con la sostanza, a quei tempi la forma era differente ma la sostanza della storia era che i marziani vengono sconfitti dalla loro mancanza di adattamento alle condizioni ambientali, non dalle preghiere o da Dio che spunta dalle nuvole e gli scaglia contro le armate angeliche. ![]()
» postato da L.MCH alle 17:50 del 07-06-2010
11 «
Semmai io ho notato una deriva verso il basso del livello delle sceneggiature, non necessariamente in senso mistico.»
Questo è vero a prescindere, ma la deriva mistica c'è stata eccome.
«
Ha ciccato a ripetizione, una volta è il caso, due volte è coincidenza, ma dalle tre in su è tutto un altro paio di maniche.
Il filone alla Rambo e affini è andato avanti perchè in primo luogo faceva cassa, non perchè c'era Reagan presidente.
Dall'undici settembre in poi io ho notato invece una maggior incazzatura a livello di opinione pubblica USA che Hollywood non ha saputo cogliere eccetto che in casi relativamente puntualmente attaccati dalla critica ma con buon successo di pubblico.»
Ha fatto cassa solo fino ai primi anni novanta, dopodiché si sono stufati di un certo machismo tutto d'un pezzo. Guarda caso con il declino dell'ideologia reaganiana, quella del "sistemo-tutto-io-che-sono-tutto-d'un-pezzo-e-ci-ho-sempre-ragione-perché-ci-ho-il-signore-dalla-mia-parte...
«
Non confondere le parole con i fatti, altrimenti rischi di votare per Berlusconi e per il fantabosco che propone ad ogni suo discorso.
Indipendentemente da chi è presidente è di solito il DARPA che mette i soldi per la vera ricerca e non per le iniziative di facciata dell'amministrazione in carica.
»
Rischi non ne corro...
Però è l'amministrazione che decide i budget per le varie organizzazioni tipo NASA eccetera. E' sempre un caso che i programmi spaziali durante i governi repubblicani hanno subito battute d'arresto, mentre durante quelli democratici hanno avuto più impulso?
«
Confondi la forma con la sostanza, a quei tempi la forma era differente ma la sostanza della storia era che i marziani vengono sconfitti dalla loro mancanza di adattamento alle condizioni ambientali, non dalle preghiere o da Dio che spunta dalle nuvole e gli scaglia contro le armate angeliche.
»
Ahò, ma in letteratura la forma conta. Se Wells scrive che gli alieni sono stati uccisi dai batteri che dio ha messo lì, è come dire che un domineddio qualunque aveva già previsto l'invasione e creato ad hoc i batteri perché la fermasse. Altro che adattamento alle condizioni ambientali. Ma che fai, pigghi poo culo?
![]()
» postato da Maurizio Del Santo alle 22:41 del 07-06-2010
12 A Kings avevo pensato, ma secondo me lì l'elemento mistico è paradossalmente abbastanza ridotto. A parte le farfalle che indicano il prescelto non c'è gran che di intervento divino, e stiamo parlando di una serie tratta dalla bibbia! S*
» postato da S* alle 23:23 del 07-06-2010
13 ««
Semmai io ho notato una deriva verso il basso del livello delle sceneggiature, non necessariamente in senso mistico.»
Questo è vero a prescindere, ma la deriva mistica c'è stata eccome.
»
Che guardacaso è iniziata durante la presidenza Clinton e se vai a guardare bene si tratta più di un papocchio new age che roba "conservative".
««
Ha ciccato a ripetizione, una volta è il caso, due volte è coincidenza, ma dalle tre in su è tutto un altro paio di maniche.
Il filone alla Rambo e affini è andato avanti perchè in primo luogo faceva cassa, non perchè c'era Reagan presidente.
Dall'undici settembre in poi io ho notato invece una maggior incazzatura a livello di opinione pubblica USA che Hollywood non ha saputo cogliere eccetto che in casi relativamente puntualmente attaccati dalla critica ma con buon successo di pubblico.»
Ha fatto cassa solo fino ai primi anni novanta, dopodiché si sono stufati di un certo machismo tutto d'un pezzo. Guarda caso con il declino dell'ideologia reaganiana, quella del "sistemo-tutto-io-che-sono-tutto-d'un-pezzo-e-ci-ho-sempre-ragione-perché-ci-ho-il-signore-dalla-mia-parte...
»
Declino?
Hai dato un occhiata agli incassi di "300", "Iron Man", "John Rambo", ecc. ecc.
ed a quelli di "Lion for lambs", "Green Zone", ecc. ecc. ?
««
Non confondere le parole con i fatti, altrimenti rischi di votare per Berlusconi e per il fantabosco che propone ad ogni suo discorso.
Indipendentemente da chi è presidente è di solito il DARPA che mette i soldi per la vera ricerca e non per le iniziative di facciata dell'amministrazione in carica.
»
Rischi non ne corro...
Però è l'amministrazione che decide i budget per le varie organizzazioni tipo NASA eccetera. E' sempre un caso che i programmi spaziali durante i governi repubblicani hanno subito battute d'arresto, mentre durante quelli democratici hanno avuto più impulso?
»
Qui si parlava di Obama.
Dell'Obama che ha azzerato lo sviluppo dei nuovi vettori spaziali al punto che ora la capacità "statunitense" di portare persone nello spazio dipenderà da aziende private nate durante la presidenza Bush.
Dell'Obama che ha spostato a dopo la fine della sua presidenza nuove iniziative di esplorazione spaziale.
Di quello che ancora adesso parla di combattere il riscaldamento globale antropico quando ormai è diventato evidente che la componente antropica non era significativa e stiamo pure entrando in una fase di raffreddamento.
««
Confondi la forma con la sostanza, a quei tempi la forma era differente ma la sostanza della storia era che i marziani vengono sconfitti dalla loro mancanza di adattamento alle condizioni ambientali, non dalle preghiere o da Dio che spunta dalle nuvole e gli scaglia contro le armate angeliche.
»
Ahò, ma in letteratura la forma conta. Se Wells scrive che gli alieni sono stati uccisi dai batteri che dio ha messo lì, è come dire che un domineddio qualunque aveva già previsto l'invasione e creato ad hoc i batteri perché la fermasse. Altro che adattamento alle condizioni ambientali. Ma che fai, pigghi poo culo?
»
No, è H.G. Wells che ti sta pigliando per il culo dall'oltretomba.
Se l'hai letto dovresti come minimo aver notato/ricordato il prelato lunatico e che fine fa.
E riguardo il finale, lascio la parola all'autore che scrisse esplicitamente:
«For so it had come about, as indeed I and many men might have foreseen had not terror and disaster blinded our minds.
These germs of disease have taken toll of humanity since the beginning of
things--taken toll of our prehuman ancestors since life began here.
But by virtue of this natural selection of our kind we have developed resisting power; to no germs do we succumb without a struggle, and to many--those that cause putrefaction in dead matter, for instance--our living frames are altogether immune.
But there are no bacteria in Mars, and directly these invaders arrived, directly they drank and fed, our microscopic allies began to work their overthrow.»
Natural selection rulez! ![]()
» postato da L.MCH alle 04:23 del 08-06-2010
14 Penso che la fine dei marziani nella Guerra dei mondi per Wells significasse che al di là della potenza tecnologica i marziani/inglesi sono pur sempre esseri umani come i terrestri/indigeni, soggetti alle stesse malattie e alle stesse leggi naturali. Non mi sembra per nulla nelle corde di Wells riferirsi a un potere divino, anche se in definitiva non c'è moltissima differenza in questo caso. S*
» postato da S* alle 08:05 del 08-06-2010
15 Giusto due righe su Obama, un presidente del fare a differenza del nano locale, esperto nel tagliare. E Obama fa ma non si dice, così la differenza tra i due sembrerà meno abissale. Da l'ultimo Le Scienze, ha rivoluzionato la commissione bioetica USA. Via il Papa e Lefebvre (in pratica era loro), meno preti e più scienziati. Non più un'emanazione dei conservatori cristiani, più scienza e meno politica. Ora avrà sei scienziati, due giuristi, due filosofi, un francescano, tre membri di agenzie governative, un rappresentante dei pazienti e già che c'eravamo, un rappresentante dei nativi americani. Poi, è una commissione consultiva, non decisionale. Ma insomma i binari su cui lavorare sono quelli giusti.
» postato da Tobanis alle 09:52 del 08-06-2010
16 «
Che guardacaso è iniziata durante la presidenza Clinton e se vai a guardare bene si tratta più di un papocchio new age che roba "conservative".»
La filosofia new age è giustamente un papocchio, ma con il conservatorismo religioso c'entra ben poco. Tra l'altro di new age in BSG e Lost non mi sembra di vederne granché (per quel poco di Lost che ho visto). Anzi BSG, con la fuga dei superstiti delle colonie da New Caprica che somiglia tanto alla fuga degli ebrei dal Faraone, con tanto di vagare nel deserto (dello spazio) alla ricerca della terra promessa, è diventata proprio una roba biblica.
«Declino?
Hai dato un occhiata agli incassi di "300", "Iron Man", "John Rambo", ecc. ecc.
ed a quelli di "Lion for lambs", "Green Zone", ecc. ecc. ?»
Scusa ma 300, con tutto che è un film reazionario a manetta, rispetto a Rambo è un capolavoro di raffinatezza. Iron Man non l'ho visto ma quasi tutti i film sui supereroi hanno qualcosa di macho. La saga di Rambo è stata proprio la rappresentazione di un epoca, quella in cui "prima si spara e poi si parla." Reaganismo allo stato puro.
«
Qui si parlava di Obama.
Dell'Obama che ha azzerato lo sviluppo dei nuovi vettori spaziali al punto che ora la capacità "statunitense" di portare persone nello spazio dipenderà da aziende private nate durante la presidenza Bush.
Dell'Obama che ha spostato a dopo la fine della sua presidenza nuove iniziative di esplorazione spaziale.
Di quello che ancora adesso parla di combattere il riscaldamento globale antropico quando ormai è diventato evidente che la componente antropica non era significativa e stiamo pure entrando in una fase di raffreddamento.»
Adesso vado a spulciare in rete il programma e i discorsi di Obama. Per ora dico che sono almeno dieci anni che il bilancio della NASA subisce tagli inverosimili, che il programma Shuttle è stato chiuso anticipatamente anche per questo, e che il privilegiare le aziende private sulla ricerca pubblica era proprio la strategia perseguita dall'amministrazione Bush.
Non penso che si possa attribuire a Obama la distruzione del programma spaziale americano, visto che sta lì da meno di due anni. E che tra l'altro si e trovato tra le mani quella cosarella da nulla che si chiama "crisi economica mondiale", che lo ha costretto a investire qualche centinaio di miliardi di dollari per il salvataggio del sistema finanziario; e ciò gli ha un po' scombinato i piani.
«
No, è H.G. Wells che ti sta pigliando per il culo dall'oltretomba.
Se l'hai letto dovresti come minimo aver notato/ricordato il prelato lunatico e che fine fa.
E riguardo il finale, lascio la parola all'autore che scrisse esplicitamente:
«For so it had come about, as indeed I and many men might have foreseen had not terror and disaster blinded our minds.
These germs of disease have taken toll of humanity since the beginning of
things--taken toll of our prehuman ancestors since life began here.
But by virtue of this natural selection of our kind we have developed resisting power; to no germs do we succumb without a struggle, and to many--those that cause putrefaction in dead matter, for instance--our living frames are altogether immune.
But there are no bacteria in Mars, and directly these invaders arrived, directly they drank and fed, our microscopic allies began to work their overthrow.»
Natural selection rulez!
»
Però non hai risposto alla mia domanda: quella frasetta dei batteri, messi sulla terra da dio nella sua infinita saggezza eccetera, e che viene persino ripetuta praticamente uguale in entrambe le versioni cinematografiche, c'è o me la sono sognata io? Perchè se c'è allora la visione di Wells non è darwiniana semmai ispirata al cosiddetto disegno intelligente, che all'epoca non si chiamava ancora così ma insomma, il concetto era quello.
Che poi abbia fatto fare una brutta fine a un prelato non vuol dire nulla.
» postato da Maurizio Del Santo alle 15:31 del 08-06-2010
17 « Però non hai risposto alla mia domanda: quella frasetta dei batteri, messi sulla terra da dio nella sua infinita saggezza eccetera, e che viene persino ripetuta praticamente uguale in entrambe le versioni cinematografiche, c'è o me la sono sognata io? Perchè se c'è allora la visione di Wells non è darwiniana semmai ispirata al cosiddetto disegno intelligente, che all'epoca non si chiamava ancora così ma insomma, il concetto era quello.» Nel libro di Wells non c'è assolutamente nulla del genere. L'ultimo capitolo principalmente si pone il problema se sia probabile o meno una nuova invasione e nota il fatto che i marziani stanno probabilmente invadendo Venere. http://www.gutenberg.org/files/36/36.txt S*
» postato da S* alle 23:03 del 08-06-2010
18 ««
Che guardacaso è iniziata durante la presidenza Clinton e se vai a guardare bene si tratta più di un papocchio new age che roba "conservative".»
La filosofia new age è giustamente un papocchio, ma con il conservatorismo religioso c'entra ben poco. Tra l'altro di new age in BSG e Lost non mi sembra di vederne granché (per quel poco di Lost che ho visto). Anzi BSG, con la fuga dei superstiti delle colonie da New Caprica che somiglia tanto alla fuga degli ebrei dal Faraone, con tanto di vagare nel deserto (dello spazio) alla ricerca della terra promessa, è diventata proprio una roba biblica.
»
Il tema della terra promessa è abusatissimo, come quello dell'odissea, del ritorno a casa, ecc. ecc.
Guardacaso è lo stesso del Battlestar Galactica originale degli anni '80 a cui Ron Moore (noto per il suo misticheggiare) ha aggiunto del suo.
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«Declino?
Hai dato un occhiata agli incassi di "300", "Iron Man", "John Rambo", ecc. ecc.
ed a quelli di "Lion for lambs", "Green Zone", ecc. ecc. ?»
Scusa ma 300, con tutto che è un film reazionario a manetta, rispetto a Rambo è un capolavoro di raffinatezza. Iron Man non l'ho visto ma quasi tutti i film sui supereroi hanno qualcosa di macho. La saga di Rambo è stata proprio la rappresentazione di un epoca, quella in cui "prima si spara e poi si parla." Reaganismo allo stato puro.
»
In tutti i casi si tratta di film che hanno avuto più successo di quelli che secondo te ora dovrebbero incontrare maggior favore tra il pubblico USA.
In tutti i casi si tratta di film che nella sostanza corrispondono a quelli che tu definisci "reaganiani".
Inoltre anche nei film "reaganiani" non si trattava di "prima si spara e poi si parla", basta considerare il primo Rambo in cui il protagonista spende la prima parte del film a prendere merda prima di reagire violentemente.
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Qui si parlava di Obama.
Dell'Obama che ha azzerato lo sviluppo dei nuovi vettori spaziali al punto che ora la capacità "statunitense" di portare persone nello spazio dipenderà da aziende private nate durante la presidenza Bush.
Dell'Obama che ha spostato a dopo la fine della sua presidenza nuove iniziative di esplorazione spaziale.
Di quello che ancora adesso parla di combattere il riscaldamento globale antropico quando ormai è diventato evidente che la componente antropica non era significativa e stiamo pure entrando in una fase di raffreddamento.»
Adesso vado a spulciare in rete il programma e i discorsi di Obama. Per ora dico che sono almeno dieci anni che il bilancio della NASA subisce tagli inverosimili, che il programma Shuttle è stato chiuso anticipatamente anche per questo, e che il privilegiare le aziende private sulla ricerca pubblica era proprio la strategia perseguita dall'amministrazione Bush.
Non penso che si possa attribuire a Obama la distruzione del programma spaziale americano, visto che sta lì da meno di due anni. E che tra l'altro si e trovato tra le mani quella cosarella da nulla che si chiama "crisi economica mondiale", che lo ha costretto a investire qualche centinaio di miliardi di dollari per il salvataggio del sistema finanziario; e ciò gli ha un po' scombinato i piani.
»
In pratica ammetti che sta continuando sulla stessa strada di Bush.
Dai un occhiata a cosa spende la NASA, se ci credeva davvero poteva anche raddoppiargli il budget senza che questo influisse negativamente sul resto dell'economia USA (anzi, avrebbe dato una spinta al settore aeropaziale).
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No, è H.G. Wells che ti sta pigliando per il culo dall'oltretomba.
Se l'hai letto dovresti come minimo aver notato/ricordato il prelato lunatico e che fine fa.
E riguardo il finale, lascio la parola all'autore che scrisse esplicitamente:
«For so it had come about, as indeed I and many men might have foreseen had not terror and disaster blinded our minds.
These germs of disease have taken toll of humanity since the beginning of
things--taken toll of our prehuman ancestors since life began here.
But by virtue of this natural selection of our kind we have developed resisting power; to no germs do we succumb without a struggle, and to many--those that cause putrefaction in dead matter, for instance--our living frames are altogether immune.
But there are no bacteria in Mars, and directly these invaders arrived, directly they drank and fed, our microscopic allies began to work their overthrow.»
Natural selection rulez!
»
Però non hai risposto alla mia domanda: quella frasetta dei batteri, messi sulla terra da dio nella sua infinita saggezza eccetera, e che viene persino ripetuta praticamente uguale in entrambe le versioni cinematografiche, c'è o me la sono sognata io? Perchè se c'è allora la visione di Wells non è darwiniana semmai ispirata al cosiddetto disegno intelligente, che all'epoca non si chiamava ancora così ma insomma, il concetto era quello.
»
Ripeto tu confondi forma con sostanza.
Secondo il "disegno intelligente" (che sarebbe più corretto tradurre come "progetto intelligente"
la selezione naturale è incompatibile con esso.
«
Che poi abbia fatto fare una brutta fine a un prelato non vuol dire nulla.»
Invece la dice lunga su come la pensasse riguardo la religione.
Tieni presente che Wells era un socialista ed anche nelle sue opere considerate più fantascientifiche traspare sempre un analisi sociale e morale.
» postato da L.MCH alle 23:04 del 08-06-2010
19 Sono sostanzialmente d'accordo con S*, anche se ho solo visto Lost... però credo anche che ci sia un problema proprio legato ai metodi di produzione delle serie USA, che continuano a doversi scontrare con il rischio cancellazione indipendentemenete dalla qualità... quindi devono tenere alta l'attenzione del pubblico forzando aspettative, anche quando assurde (vedi X-Files in cui hanno prima affermato "tutto quello che vi avevamo detto era falso" per poi rovesciarlo in "era falso che tutto quello che vi avevamo detto era falso"
... quindi Lost si era cacciato in questo inghippo, pompando aspettative...
un inghippo aumentato dal fatto che, in epoca di internet e di centinaia di pagine e di teorie in giro, la produzione voleva dimostrare che aveva ragione lei...
salvo poi far vedere che aveva torto.
Ma mi veniva in mente anche un'altra cosa leggendo il
"a noi come persone razionaliste (e penso che come noi lo saranno molti appassionati di fantascienza) questa deriva verso il misticismo dà abbastanza fastidio." di S*
e cioè che molto spesso, soprattutto nei film "fantastici" in generale, ma non solo, si continua a leggere di interpretazioni allegoriche in senso cristiano, volute o inconsce.. per cui qualsiasi sacrificio è un'allegoria della passione, qualsiasi condivisione un'allegoria della comunione etc etc... una specie di archetipo mistico... e ci sarebbe poco da stupirsi vista la classica provenienza dei film dagli USA che fanno della libertà religiosa una bandiera, ma che non accettano a livello pratico di nazione l'ateismo... per cui hanno sempre la tendenza a volerci mettere qualcosa al di là... non con i tratti cattolici o protestanti, ma semplicemente mistico-cristiani..
faccio un esempio che secondo me è esemplificativo:
c'è un albo dei Vendicatori degli anni '70 in cui Thor entra in chiesa e lui stesso afferma che "comunque c'è qualcosa di più grande"...
ed eccolo che rispunta in Lost, BSG o simili come utile Deus-Ex-machina, ma anche come background culturale dei produttori/sceneggiatori, cioé il non volersi arrendere al fatto che questo è un Universo di materia...
» postato da Otrebla alle 18:49 del 11-06-2010
20 «Sono sostanzialmente d'accordo con S*, anche se ho solo visto Lost... però credo anche che ci sia un problema proprio legato ai metodi di produzione delle serie USA, che continuano a doversi scontrare con il rischio cancellazione indipendentemenete dalla qualità... quindi devono tenere alta l'attenzione del pubblico forzando aspettative, anche quando assurde (vedi X-Files in cui hanno prima affermato "tutto quello che vi avevamo detto era falso" per poi rovesciarlo in "era falso che tutto quello che vi avevamo detto era falso"
... quindi Lost si era cacciato in questo inghippo, pompando aspettative...
un inghippo aumentato dal fatto che, in epoca di internet e di centinaia di pagine e di teorie in giro, la produzione voleva dimostrare che aveva ragione lei...
salvo poi far vedere che aveva torto.
Ma mi veniva in mente anche un'altra cosa leggendo il
"a noi come persone razionaliste (e penso che come noi lo saranno molti appassionati di fantascienza) questa deriva verso il misticismo dà abbastanza fastidio." di S*
e cioè che molto spesso, soprattutto nei film "fantastici" in generale, ma non solo, si continua a leggere di interpretazioni allegoriche in senso cristiano, volute o inconsce.. per cui qualsiasi sacrificio è un'allegoria della passione, qualsiasi condivisione un'allegoria della comunione etc etc... una specie di archetipo mistico... e ci sarebbe poco da stupirsi vista la classica provenienza dei film dagli USA che fanno della libertà religiosa una bandiera, ma che non accettano a livello pratico di nazione l'ateismo... per cui hanno sempre la tendenza a volerci mettere qualcosa al di là... non con i tratti cattolici o protestanti, ma semplicemente mistico-cristiani..
faccio un esempio che secondo me è esemplificativo:
c'è un albo dei Vendicatori degli anni '70 in cui Thor entra in chiesa e lui stesso afferma che "comunque c'è qualcosa di più grande"...
ed eccolo che rispunta in Lost, BSG o simili come utile Deus-Ex-machina, ma anche come background culturale dei produttori/sceneggiatori, cioé il non volersi arrendere al fatto che questo è un Universo di materia...»
In fondo è anche uno stratagemma facile da usare, che evita di sforzarsi nel trovare una conclusione che sia un minimo coerente... Ti inventi un'entità simil-spirituale, una specie di nexus in cui tutto è possibile e via, problema risolto!
» postato da Maurizio Del Santo alle 16:07 del 14-06-2010
21 Devo rispettosamente dire che su BSG non sono d'accordo. Dall'editoriale sembra quasi che l'intera risoluzione finale della serie sia affidata all'elemento mistico, mentre per quanto mi riguarda non è così. Credo che il finale non sia affatto un Deus ex machina...non dico che nella serie non ce ne siano, intendiamoci. Ma il finale lo trovo assolutamente coerente e consequenziale rispetto allo svolgimento della trama. Che ruota intorno alla circolarità dell'esistenza umana, con la religione a fare da contorno (il fatto stesso che ce ne sia più di una implica la loro non assolutezza). E poi scusate eh, ma siete proprio sicuri che la natura angelica della Numero 6 che appare a Baltar venga svelata solo nel finale? D'accordo essere razionalisti e tutto quanto, ma qualche lieve sospetto credo che potesse sorgere anche prima! Vi ricordo tra l'altro che la Numero 6 afferma testualmente, nella prima serie (se serve vado a ripescare l'episodio), "sono un angelo". Voglio dire, questo non è proprio un Deus ex machina, non trovate? Credo che tutto ciò fosse ben chiaro a Moore e compagnia fin dall'inizio. La definizione corretta di Deus ex machina, in accezione moderna, implica la risoluzione di una trama apparentemente insolubile mediante l'adozione di un artificio innaturale, forzato ed inaspettato. Credo che all'interno di BSG la natura mistica di certi personaggi sia tutt'altro che innaturale, forzata o inaspettata. Può piacere o no. Molti razionalisti, come dice giustamente S*, storceranno il naso...ma è un altro discorso. Io dal mio umile agnosticismo accetto di buon grado la presenza di elementi spirituali, e soprattutto di fatti inspiegabili.
» postato da themiurgo alle 09:26 del 17-06-2010
22 «Devo rispettosamente dire che su BSG non sono d'accordo. Dall'editoriale sembra quasi che l'intera risoluzione finale della serie sia affidata all'elemento mistico, mentre per quanto mi riguarda non è così. Credo che il finale non sia affatto un Deus ex machina...non dico che nella serie non ce ne siano, intendiamoci. Ma il finale lo trovo assolutamente coerente e consequenziale rispetto allo svolgimento della trama. Che ruota intorno alla circolarità dell'esistenza umana, con la religione a fare da contorno (il fatto stesso che ce ne sia più di una implica la loro non assolutezza).
E poi scusate eh, ma siete proprio sicuri che la natura angelica della Numero 6 che appare a Baltar venga svelata solo nel finale? D'accordo essere razionalisti e tutto quanto, ma qualche lieve sospetto credo che potesse sorgere anche prima! Vi ricordo tra l'altro che la Numero 6 afferma testualmente, nella prima serie (se serve vado a ripescare l'episodio), "sono un angelo". Voglio dire, questo non è proprio un Deus ex machina, non trovate? Credo che tutto ciò fosse ben chiaro a Moore e compagnia fin dall'inizio. La definizione corretta di Deus ex machina, in accezione moderna, implica la risoluzione di una trama apparentemente insolubile mediante l'adozione di un artificio innaturale, forzato ed inaspettato. Credo che all'interno di BSG la natura mistica di certi personaggi sia tutt'altro che innaturale, forzata o inaspettata.
Può piacere o no. Molti razionalisti, come dice giustamente S*, storceranno il naso...ma è un altro discorso. Io dal mio umile agnosticismo accetto di buon grado la presenza di elementi spirituali, e soprattutto di fatti inspiegabili.»
Intanto il concetto dell'articolo di S* si riferiva a Lost, e in BSG è stato trattato solo di striscio, come si dice.
Poi il deus ex machina in BSG esiste eccome. Nel penultimo episodio Adama e Kara se ne vengono, tomi tomi cacchi cacchi come avrebbe detto Totò, con l'ubicazione della colonia (la nave su cui è tenuta prigioniera la bambina) appena fornita dall'ex marito di Kara. E come hanno fatto? Semplicemente chiedendogliela... Alla faccia! Ma se neanche gli altri cylon lo sapevano. L'informazione in quel momento più preziosa delle galassia, buttata lì così in cinque secondi senza neanche provare a giustificarla (eh, l'abbiamo collegato ai computer, è diventato un computer lui stesso, si è messo in contatto con gli spiriti guida degli eletti, eccetera; no, no, lo sapeva fin dall'inizio, gli era solo uscita di mente un attimo).
Io non ricordo l'episodio in cui Caprica sei ha detto di essere un angelo, ma anche se l'ha detto la si poteva intendere in un sacco di modi diversi. In un serial che si autodefinisce fantascientifico l'unico che non poteva essere preso sul serio era proprio il significato letterale.
Piccola nota finale sul tuo presunto agnosticismo: un agnostico da definizione non accetta la presenza di elementi spirituali, al massimo sospende la risposta o non si pone neanche il quesito. Mi sa che bisognerà coniare la definizione di "agnostico devoto" appositamente per te... ![]()
» postato da Maurizio Del Santo alle 00:47 del 18-06-2010
23 Caro Maurizio, a parte il fatto che so bene cosa significa essere agnostici, intendevo dire che accetto senza patemi la presenza di elementi spirituali in BSG, non in generale nella vita. Comunque sia, capisco che ci sono davvero tanti modi di intendere la fantascienza. Il mio è evidentemente diverso dal tuo, o dal vostro, e non c'è niente di male per carità! Facevo solo notare che se si guarda la serie con occhi "meno razionali" certe cose risultano assolutamente coerenti con lo svolgimento della serie (e bada bene, a mio modo di vedere coerenza e razionalità non vanno di pari passo...credo che la coerenza abiti su un piano diverso, più intuitivo; ma anche questo è assolutamente personale). Non c'è nulla di particolarmente forzato nel fatto che Anders sapesse esattamente dove si trovasse Hera; l'evoluzione del personaggio rende certe capacità assolutamente plausibili. Chiaro che si potrebbe stare ore a discutere come abbia fatto in realtà, ma il punto per me è...che non è quello il punto. Viste tutte le cose che sono successe prima, per lui avere quell'informazione è stato probabilmente un gioco da ragazzi... Ripeto, ci sono altri punti nella serie che non mi convincono affatto, ma il finale non è sicuramente uno di questi. E per quanto riguarda la Sei, volevo semplicemente far notare che lo sviluppo "spirituale" della serie era già ben chiaro (quantomeno ai produttori) fin dal principio, a prescindere da come lo si intendesse. Voglio dire, anch'io quando l'ho sentito la prima volta ho reagito dicendo "sì, vabbè! questa gli sta raccontando una balla"...ma riguardando per caso l'episodio, alla luce del finale, ho capito che questo era solo uno dei (tanti) indizi. Purtroppo (o per fortuna? ditemi voi, devo scegliere la prossima serie a cui dedicarmi) non ho ancora visto Lost quindi non posso pronunciarmi a riguardo...
» postato da themiurgo alle 15:31 del 21-06-2010
24 «Caro Maurizio, a parte il fatto che so bene cosa significa essere agnostici, intendevo dire che accetto senza patemi la presenza di elementi spirituali in BSG, non in generale nella vita. Comunque sia, capisco che ci sono davvero tanti modi di intendere la fantascienza. Il mio è evidentemente diverso dal tuo, o dal vostro, e non c'è niente di male per carità! Facevo solo notare che se si guarda la serie con occhi "meno razionali" certe cose risultano assolutamente coerenti con lo svolgimento della serie (e bada bene, a mio modo di vedere coerenza e razionalità non vanno di pari passo...credo che la coerenza abiti su un piano diverso, più intuitivo; ma anche questo è assolutamente personale). Non c'è nulla di particolarmente forzato nel fatto che Anders sapesse esattamente dove si trovasse Hera; l'evoluzione del personaggio rende certe capacità assolutamente plausibili. Chiaro che si potrebbe stare ore a discutere come abbia fatto in realtà, ma il punto per me è...che non è quello il punto. Viste tutte le cose che sono successe prima, per lui avere quell'informazione è stato probabilmente un gioco da ragazzi... Ripeto, ci sono altri punti nella serie che non mi convincono affatto, ma il finale non è sicuramente uno di questi. E per quanto riguarda la Sei, volevo semplicemente far notare che lo sviluppo "spirituale" della serie era già ben chiaro (quantomeno ai produttori) fin dal principio, a prescindere da come lo si intendesse. Voglio dire, anch'io quando l'ho sentito la prima volta ho reagito dicendo "sì, vabbè! questa gli sta raccontando una balla"...ma riguardando per caso l'episodio, alla luce del finale, ho capito che questo era solo uno dei (tanti) indizi. Purtroppo (o per fortuna? ditemi voi, devo scegliere la prossima serie a cui dedicarmi) non ho ancora visto Lost quindi non posso pronunciarmi a riguardo...» Consiglio sempre a tutti Babylon V (sempre che tu non l'abbia già vista). Hai la fortuna di non aver mai visto Lost e non ne approfitti?. Fossi in te me la procurerei il più in fretta possibile per una full immersion spettacolare senza interruzioni di sorta.
» postato da Kobol77 alle 17:54 del 23-06-2010
25 Scusate se vado un po' OT ma Carmine Treanni non è più "l'editorialista" o Direttore o quant'altro? Mi sono perso il suo commiato? Grazie.
» postato da (carlo s) alle 13:00 del 01-07-2010
26 «Scusate se vado un po' OT ma Carmine Treanni non è più "l'editorialista" o Direttore o quant'altro? Mi sono perso il suo commiato?» Carmine è il curatore di Delos; io sono il direttore responsabile. Qualche volta capita che l'editoriale lo scrivo io, ma solo sporadicamente. S*
» postato da S* alle 13:50 del 01-07-2010
27 Wells era un socialista, ateo, darwinista e fermo sostenitore del libero amore. La sua ironia è assolutamente evidente in ogni opera... Per quanto riguarda il misticismo di Deep Space Nine: vorrei ricordare che le 'divinità' del tunnel, profeti o meno, alla fin fine sono solo una razza di alieni talmente...alieni da essere 'scambiati' per divinità dai Bajoriani. Gli alieni del tunnel prima ignorano, poi sfruttano la cosa (pur nel loro essere 'atemporali') ma non sono mai divinità... nonostante le speranze dei bajoriani, non è che questi garantiscono loro la vita dopo la morte o chissà che cosa. Direi che è MOLTO diverso dalle pugnette con 'dio', 'angeli' e compagnia bella mormone che Moore tira fuori in BGS... ps: Sisko, torna !!! Salute e Latinum per tutti !
» postato da Kruaxi the ferengi alle 21:58 del 01-07-2010
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1 Il concetto di Deus Ex Machina e' il motore di tutte le storie. Di fatto lo scrittore forza in continuazione la mano collocando dialoghi situazioni in modo da far succedere quello che vuole. La bravura di un narratore e' quella di far sembrare tutto naturale. Mostrare esplicitamente il Deus Ex Machina non lo trovo sbagliato pero', come dice bene S* nell'articolo e' un modo comodo per fare bella figura tirando fuori aspettative nel pubblicoi e poi perdersi nel finale. Nel caso di Galactica ne e' stato fatto un buon uso: Moore ha deciso di realizzare una storia dove Dio distrugge Sodoma e Gomorra per ricostruire una nuova civilta' da un altra parte. Rivedendo la serie mi rendo conto che tutto portava in quella direzione. Ma sopraturro non hanno lasciato nessuna sottotrama aperta. In Lost invece hanno improvvistao come un bambino che gioca con i lego e mette un pezzo sull'altro senza sapere cosa succederà alla fine. In fondo sono convinto che gli spettatori sono stati più bravi degli autori che sapevano dall'inizio come finire la serie con un grande colpo di scena. Pero' A furia di fare ipotesi sul web qualcuno ci ha preso e gli autori, hanno dovuto in continuazione cambiare le carte in tavola incartandosi sul nulla.
» postato da Garion alle 11:43 del 06-06-2010