La contaminazione tra musica rock e fantascienza ha creato dei veri e propri movimenti musicali al di fuori del mondo anglosassone, in particolare in paesi come la Francia e la Germania. Vedremo poi che, sebbene in misura minore, anche in Italia ci sono state esperienze importanti di commistione tra rock e fs.

Rock e fantascienza in Francia 

Tra gli artisti che meglio hanno saputo declinare i temi della fs per adeguarli alla musica rock ci sono sicuramente i francesi Magma. Attivi dall'inizio del 1970, sono stati in grado di creare una saga spaziale in musica raccontata in una lingua con tanto di sintassi e grammatica (il kobaïano), ideata dal loro batterista e fondatore Christian Vander. Il primo album omonimo del 1970 narra le vicissitudini di un gruppo di persone che fugge dalla Terra destinata all'annientamento (sottolineato dalla copertina su cui è riprodotto un gigantesco artiglio che avvinghia uomini ed edifici) per trovare rifugio sul pianeta Kobaïa. La bellezza della nuova patria spinge i membri della spedizione a tornare sulla Terra per portare un messaggio di speranza che, però, non viene compreso. Doppio disco (fatto inusuale per un'opera prima) con in tutto dieci tracce difficilmente classificabili dal punto di vista musicale: un mix di jazz, musica classica (riscontrabile soprattutto nell'utilizzo dei cori) e rock che i Magma stessi definiscono Zeuhl, da una parola kobaïana che significa "musica celestiale".

Il disco successivo (1001° centigrades, 1971) contiene solo tre tracce e prosegue la narrazione musicale intrapresa con il precedente: il protagonista Rïah Sahïltaahk (che dà il nome anche alla traccia omonima che, con i suoi ventidue minuti, occupa la prima facciata del disco), dopo aver tentato invano di convincere i terrestri a trasferirsi su Kobaïa, fa ritorno al nuovo pianeta ma, durante il viaggio, trova la morte sul pianeta Malaria.

Nel 1973 i Magma pubblicano Mëkanïk Dëstruktïw Kömmandöh, terzo disco della trilogia kobaïana e loro capolavoro. Suddiviso in diverse tracce che compongono una lunga suite, prende definitivamente forma quello che è stato definito, in modo acuto, come "gospel extraterrestre". Dal punto di vista narrativo siamo ancora alle prese con le vicissitudini tra kobaïani e terrestri. Il profeta Nebehr Güdahtt (personificazione di Vander) cerca di convincere gli umani illuminati a fare rotta verso Kobaïa: alcuni si rivoltano contro di lui, altri recepiscono il messaggio e lo difendono.

La produzione successiva del gruppo (attivo ancora oggi dopo innumerevoli cambi di formazione) vede perlopiù l'utilizzo di temi musicali classificati come Zeuhl e della lingua kobaïana sebbene la fantascienza non sia più un tema dominante.

Restiamo in Francia per parlare di un altro gruppo che ha fatto della fantascienza un "marchio di fabbrica": i Rockets. Per questa band, che ha avuto successo tra la fine degli anni settanta e l'inizio degli anni ottanta, il legame con la fantascienza è così esplicito da essere presente non solo nella quasi totalità delle canzoni ma anche nelle esibizioni sul palco.

Esordiscono nel 1976 con il disco omonimo e sono già totalmente immersi nella fantascienza. La maggior parte delle canzoni è un inno pop che racconta di viaggi spaziali o del futuro (l'hit Future Woman, per esempio, ma anche Ballade Sur Mars e Last Space Train), il look richiama quello dell'equipaggio di un'astronave, con vestiti argentati e simboli spaziali.

L'exploit arriva con l'album successivo, On the Road Again (1978). A trascinare il disco in alto nelle classifiche di vendita è la title track, cover in chiave "spaziale" di un successo dei Canned Heat del 1968. Per il resto l'album segue la falsariga del precedente, con il tema fantascientifico che fa da leit-motiv a tutte le tracce, sia strumentali sia cantate (Cosmic Race, Space Rock, Sci Fi Boogie, giusto per citarne alcune).

I Rockets riscuotono successo ovunque, soprattutto in Italia, che diventa la patria d'adozione. E nel 1979 pubblicano il disco di maggiore successo: Plasteroid. Rispetto ai dischi precedenti, si riducono i brani strumentali e viene utilizzata la lingua inglese per quasi tutte le canzoni. Non cambiano invece il look e la grandiosità degli "spettacoli con fumi e raggi laser" (per dirla alla Battiato).

Per il disco successivo (Galaxy, 1980) il legame con la fantascienza resta saldo, anzi si consolida nella forma del concept album: i nove brani sono legati tra loro da una storia raccontata nella scheda promozionale del disco e riportata sul sito lesRockets.com. L'umanità è in pericolo, se ne è accorta l'Entità che sovraintende l'ordine dell'Universo: viene inviata in soccorso Galactica con a bordo il messaggero dello spazio (Mecanic Bionic), accolto dai terrestri come Synthetic Man. Gli esseri umani possono fidarsi del messaggero, non è la prima volta che viene inviato in missione (One More Mission): per portare in giro il suo messaggio sceglie cinque persone che dovranno costituire The Universal Band e annunciare attraverso la musica la terribile profezia (Prophecy) che incombe sull'umanità se questa non dovesse ravvedersi (In the Black Hole). Alla fine la missione è compiuta, Galactica può lasciare la Terra per raggiungere nuovi obiettivi (In the Galaxy). Il disco si conclude con The Universal Band (i Rockets, ovviamente) che lancia il messaggio di fratellanza attraverso un Medley delle canzoni dei dischi precedenti.

Nel 1981 la scena musicale è dominata dalla new wave: i Rockets provano ad adattarsi alle nuove tendenze musicali, nel disco π 3,14 rinnegano parzialmente la loro vocazione fantascientifica abbandonando anche i costumi di scena che accompagnano le esibizioni dal vivo. Non riescono a replicare il successo dei dischi precedenti. Le cose vanno un po' meglio con il disco che di fatto chiude l' "età dell'oro" dei Rockets: Atomic, uscito alla fine del 1982, ottiene un buon riscontro commerciale grazie soprattutto alla title track.

Ancora in Francia con Jean Michel Jarre, attivo soprattutto tra gli anni settanta e gli anni ottanta, ha pubblicato dischi principalmente strumentali ma che richiamano esplicitamente atmosfere e ambientazioni fantascientifiche. Ricordiamo, tra gli altri, Oxygene (1976) ed Equinoxe (1978).

Francesi anche gli Air che esordiscono nel 1998 con l'ottimo Moon Safari. Fantascienza non solo nel titolo del disco ma anche nelle ambientazioni (musica elettronica aggiornata agli anni novanta) e nei videoclip: Sexy Boy (la scimmia venuta dallo spazio) e Kelly Watch the Stars (con i giocatori del videogame Pong che manovrano le giocatrici di ping pong). Nel 2001 pubblicano 10,000 Hz Legend, sulla cui copertina compaiono i due artisti sul ponte di una stazione spaziale in mezzo al deserto; l'utilizzo massiccio del vocoder e dei sintetizzatori consentono di classificare questo disco alla voce "musica robotica". Nel 2004 esce Talkie Walkie, disco che richiama le sonorità dell'album d'esordio Moon Safari e che contiene alcuni brani a tema fantascientifico: Venus, Universal Traveler e Surfing on a Rocket.

I successivi Pocket Symphony (2007) e Love 2 (2009) si allontanano dai contenuti fantascientifici. Che invece riaffiorano prepotentemente con il disco seguente, pubblicato nel 2012: Le voyage dans la lune. Si tratta della colonna sonora composta per l'edizione restaurata del celebre film di Georges Méliès, già fonte d'ispirazione per il videoclip di Tonight, Tonight dei The Smashing Pumpkins.

Duo francese formatosi negli anni novanta ma arrivati al successo dopo il Duemila, i Daft Punk devono il loro legame con la fantascienza all'album Discovery, del 2001. Non tanto per i contenuti (si tratta di un disco di musica dance elettronica ispirato agli anni settanta e ottanta) quanto per l'utilizzo particolare che ne è stato fatto: l'intero disco è diventato parte integrante del film d'animazione Interstella 5555, prodotto nel 2003 dalla Toei Animation, con la regia di Leiji Matsumoto, noto per avere dato vita a personaggi come Capitan Harlock e Starzinger. Si tratta di un progetto innovativo che potremmo definire concept videoclip: in pratica è un film della durata dell'intero disco e nel quale non ci sono dialoghi, le uniche parole della storia (le vicende di quattro alieni che costituiscono un gruppo musicale e vengono rapiti per essere portati sulla Terra) sono costituite dai testi delle canzoni. L'animazione richiama quella degli anime resi famosi da Matsumoto.

Il disco successivo, Human After All (2005), ha meno successo di critica e di pubblico del precedente; va tuttavia ricordato per alcuni brani fantascientifici: Robot Rock, Technologic, Human After All, The Brainwasher.

Nel 2010 pubblicano la colonna sonora del film Tron: Legacy, uscita anche nella versione remix Tron: Legacy Reconfigured.

L'ultimo disco è del 2013 ed è finora anche quello di maggiore successo: Random Access Memories. L'album si conclude con Contact, che contiene le frasi pronunciate da Gene Cernan, comandante dell'Apollo 17. Dalle parole si potrebbe intendere che l'equipaggio possa essersi imbattuto in un UFO, in realtà quello che stanno osservando è uno stadio del razzo che era stato staccato precedentemente.

Rock e fantascienza in Germania 

I Tangerine Dream sono un gruppo tedesco formato agli inizi degli anni settanta e tra i precursori della musica elettronica. Attivi dal 1970, salgono alla ribalta con il loro secondo album, Alpha Centauri (1971), un disco strumentale contenente tre lunghi brani i cui titoli e le cui atmosfere caratterizzate da sintetizzatori e suoni dissonanti evocano un viaggio spaziale; è considerato une delle opere prime di quel filone noto come Kosmische Musik.

La sperimentazione prosegue nel doppio disco pubblicato l'anno seguente (Zeit) e con Atem (1973).

Con Phaedra (1974) arriva la consacrazione internazionale: le ambientazioni musicali richiamano quelle dei lavori precedenti; a fare la differenza è l'utilizzo di Moog e sequencer, in accordo con i canoni del progressive rock.

Il successo continua con i seguenti Rubycon (1975, due lunghe suite), Stratosfear (1976), Cyclone (1978, il primo disco che contenga parti cantate) e Force Majeure (1979).

I Tangerine Dream proseguono la loro carriera con la pubblicazione di un numero sterminato di dischi (a contarli si potrebbe superare il centinaio), ma la direzione musicale vira dalla Kosmische Musik alla tendenze new age.

Alla stessa corrente musicale dei Tangerine Dream appartengono anche altre band tedesche: ricordiamo gli Amon Düül II, gli Ash Ra Tempel, i Popul Vuh.

Viene da Düsseldorf, in Germania, uno dei gruppi che ha avuto maggiore influenza sulla musica moderna: i Kraftwerk. La musica elettronica che caratterizza la loro produzione non solo è ancora attuale ma ha ispirato molti artisti saliti alla ribalta dagli anni ottanta in poi. A differenza dei Tangerine Dream e degli altri gruppi tedeschi citati sopra, producono musica più vicina al pop che alla sperimentazione e, quindi, più orecchiabile.

Si affacciano sulla scena internazionale con il terzo disco Autobahn (1974), occupato nella prima facciata dalla suite omonima, seguito l'anno successivo dal concept album Radio-Activity. Il successo arriva nel 1977: il disco Trans Europe Express è pubblicato in tre lingue (tedesco, inglese e francese) e contiene Schaufensterpuppen (Showroom Dummies in inglese, Les Mannequins in francese), primo saggio della fantascienza che diventerà cara ai Kraftwerk negli anni a venire: l'interazione tra uomini e automi. In questo brano si narrano le vicende di un gruppo di manichini che prendono vita e finiscono in una discoteca.

L'interazione uomo-macchina (e, più in generale, uomo-tecnologia) trova il suo compimento nel disco successivo pubblicato l'anno dopo. Già dal titolo: Die Mensch Maschine (The Man-Machine nella versione per il mercato internazionale). Non è un concept album di fantascienza, ma ci manca poco. Si comincia con The Robots, con il vocoder protagonista ("We are the robots") di una delle commistioni più riuscite tra musica e fantascienza. Così riuscita che nelle esecuzioni dal vivo i quattro di Düsseldorf si fanno sostituire da manichini-robot. Il secondo brano è Spacelab, una delle rare incursioni dei Kraftwerk al di fuori dell'atmosfera terrestre. Metropolis è un esplicito omaggio all'omonimo film di Fritz Lang, pietra miliare del cinema di fantascienza. Dopo le splendide (ma non fantascientifiche) The Model e Neon Lights, il disco si chiude con l'evocativa title track ("Man Machine, pseudo human being / Man Machine, super human being").

L'album seguente, Computerwelt (Computer World nell'edizione internazionale, 1981), pur essendo un ottimo lavoro, non raggiunge le vette artistiche dei due dischi precedenti. Come si evince dal titolo, si tratta di un concept album dedicato al mondo dell'informatica, in forte espansione all'inizio degli anni ottanta grazie all'avvento dei personal computer. Questo disco può essere considerato una prosecuzione del precedente nell'ambito dell'esplorazione del legame tra uomo e tecnologia; una tecnologia che può portare tanto al benessere quanto all'alienazione: "I'm the operator / With my pocket calculator" sono le parole ripetute ciclicamente in Pocket Calculator, canzone della quale esiste anche una versione in italiano (Mini calcolatore) presentata per la prima volta a Discoring.

Dopo questo disco l'attività in studio dei Kraftwerk si riduce notevolmente (due soli album in studio: nel 1986 e nel 2003), proprio mentre esplodono le band che si ispirano alla loro musica. Va detto però che dal vivo i Kraftwerk si esibiscono ancora oggi con un bellissimo show che registra puntualmente il tutto esaurito. Comprese le otto serate al MOMA (Museum of Modern Art) di New York nel 2012 e alla Tate Modern di Londra nel 2013, in cui i Kraftwerk (dei quattro membri storici è rimasto il solo Hütter) hanno ripercorso tutta la loro discografia con il supporto di proiezioni e animazioni in 3D.

Un breve passaggio in Grecia per parlare del musicista Vangelis. Attivo dalla fine degli anni sessanta con gli Aphrodite's Child, gruppo nel quale figura anche Demis Roussos, intraprende una carriera solista che lo porta a pubblicare dischi principalmente strumentali ma con tematiche e atmosfere fantascientifiche. Tra questi ricordiamo Albedo 0.39 (1976), Spiral (1977) e la colonna sonora di Blade Runner (registrata nel 1982 ma pubblicata solo nel 1994; e, incidentalmente, ricordiamo che il film è ambientato proprio nel 2019).

Rock e fantascienza in Italia 

Arriviamo finalmente in Italia.

Lo space rock si concretizza nel nostro paese nel 1970 con la mini-suite Missione Sirio 2222 del gruppo napoletano Il Balletto di Bronzo. Nei quasi dieci minuti della canzone (tratta dal disco d'esordio Sirio 2222) viene raccontata, tra arpeggi di chitarra acustica e atmosfere che spaziano tra la psichedelia e l'hard rock, la storia di una sfortunata spedizione verso Sirio. La carriera della band prosegue con il bellissimo concept album Ys che potremmo catalogare come progressive gotico.

L'artista italiano che più si è ispirato alla fantascienza è probabilmente Franco Battiato. Già dal disco d'esordio, Fetus (1972), un mix di musica elettronica, avanguardia e progressive rock, ben lontano dalla canzone d'autore che caratterizzerà, nella forma originalissima basata più sull'elettronica che sull'acustica, la sua produzione dalla fine degli anni settanta in poi. Si tratta di un concept album ispirato all'opera più celebre dello scrittore britannico Aldous Huxley: Il mondo nuovo (Brave New World, 1932), romanzo distopico ambientato nell'anno 2540 in cui si immagina il nostro pianeta comandato da dieci governatori, saliti al potere al termine di una lunga guerra.

La sperimentazione introdotta dal Battiato degli esordi può essere considerata la risposta italiana ai francesi Magma e ai tedeschi Tangerine Dream. E prosegue, unitamente al legame con la fantascienza, nel concept album successivo: Pollution (1972). L'inquinamento cui si riferisce l'artista catanese è quello elettromagnetico; nelle note di copertina infatti si legge "Gesto sonoro in sette atti dedicato al Centro Internazionale Studi Magnetici". L'ispirazione è ancora Il mondo nuovo di Huxley.

La ricerca di nuove forme di espressione musicale prosegue per tutti gli anni settanta ma le tematiche si allontanano dalla fantascienza delle origini. Dalla fine degli anni settanta la svolta pop, sebbene in forma colta e ricercata, con i dischi L'era del cinghiale bianco (1979) e Patriots (1980) e l'esplosione commerciale con La voce del padrone (1981), il primo album nella storia della musica italiana a superare il milione di copie vendute. Il ritorno alle tematiche fantascientifiche avviene nel 1985 con il disco Mondi lontanissimi. Non si tratta di un concept album ma la fantascienza è un tema ricorrente. Già dalla copertina che mostra un'immagine di Saturno visto attraverso una finestra. Via Lattea, il brano che apre il disco, è un breve racconto di fantascienza in musica ("Ci alzammo che non era ancora l'alba / pronti per trasbordare / dentro un satellite artificiale / che ci condusse in fretta / alle porte di Sirio / dove un equipaggio sperimentale / si preparava / al lungo viaggio."). In No Time no Space la fantascienza è filtrata attraverso la visione mistica del cantautore ("Parlami dell' esistenza di mondi lontanissimi / di civiltà sepolte di continenti alla deriva. / Parlami dell'amore che si fa in mezzo agli uomini / di viaggiatori anomali in territori mistici … di più. / Seguimmo per istinto le scie delle comete / come avanguardie di un altro sistema solare.") Riferimenti fantascientifici anche ne I treni di Tozeur, la città della Tunisia in cui "nelle chiese abbandonate si preparano rifugi e nuove astronavi per viaggi interstellari".

Gli Area sono uno dei gruppi di punta della scena rock italiana degli anni settanta. Pubblicano nel 1977 il quinto album in studio, si intitola Maledetti (maudits). Dal punto di vista musicale si tratta di un disco di rock progressivo caratterizzato da un'elevata improvvisazione e in cui la voce di Demetrio Stratos (probabilmente il miglior cantante nella storia della musica italiana) è utilizzata, grazie alla sua incredibile estensione, come un vero e proprio strumento. Le note di copertina aiutano a capire che si tratta di un concept album basato su una storia distopica.

"Progetto-concerto di fanta-sociopolitica: la società futuribile è spaccata in verticale e divisa in corporazioni. Un plasma liquido è la coscienza del mondo, custodita in un computer di una banca. Per un guasto si verifica la dispersione progressiva del liquido: totale perdita della coscienza umana. (cfr. Evaporazione e Il massacro di Brandeburgo numero tre in sol maggiore). Possibili ipotesi evolutive:

a) Potere agli anziani, come depositari della memoria del passato che esclude e respinge la problematica del contingente (cfr. Gerontocrazia);

b) Potere alle donne, come fornitrici di energia e contributi radicali nuovi, in antitesi alla loro repressione storica (cfr. scum);

c) Potere ai bambini, come garanzia di libertà e di reinventare la storia con la forza della fantasia (cfr. Giro, giro, tondo e Caos)."

La canzone italiana a tema fantascientifico più nota è Extraterrestre di Eugenio Finardi, traccia contenuta nell'album Blitz del 1978. Il protagonista, insoddisfatto della propria vita, invoca un intervento alieno che cambi la propria esistenza ("Extraterrestre portami via / voglio una stella che sia tutta mia / extraterrestre vienimi a cercare / voglio un pianeta su cui ricominciare"). L'intervento alieno si concretizza, il protagonista finisce davvero su un altro pianeta ma alla fine prevale la nostalgia per il pianeta natio ("Extraterrestre portami via / voglio tornare indietro a casa mia / extraterrestre non mi abbandonare / voglio tornare per ricominciare!"). Lo stesso Finardi, in una delle canzoni di maggiore successo (Musica ribelle, del 1976) rende omaggio alla Kosmische Musik ("Marco di dischi lui fa la collezione / e conosce a memoria ogni nuova formazione / e intanto sogna di andare in California / o alle porte del cosmo che stanno su in Germania").

Del 1978 è Aldebaran dei New Trolls, canzone che fa riferimento all'omonima stella come metafora del desiderio di esplorare e scoprire.

Nel 1981 sale alla ribalta Alberto Camerini con la canzone Rock 'n' Roll Robot, in cui si rifà ai Kraftwerk per il tema e ai Rockets per le sonorità.

Chiudiamo quest'escursione in Italia con un vero e proprio racconto distopico in musica: Marzo 3039, canzone di Daniele Silvestri contenuta nell'album Prima di essere un uomo (1995) nella quale si immagina un'umanità costretta a vivere al chiuso a causa del forte inquinamento della Terra ("Dalla guerra del ’21 non ho visto più nessuno / della mia generazione / siamo tutti chiusi in casa spaventati da ogni cosa / da un’idea, da un’emozione").