Ci hanno provato in due film ad aprire un parco divertimenti con dinosauri e lo hanno fatto con risultati pessimi; è vero, il primo tentativo portato avanti da John Hammond non fu nient'altro una beta migliorata e proposta con il Jurassic World. Ma il risultato finale fu comunque una fine disastrosa. La sua devastazione la possiamo ammirare nell'ultimo film della saga in uscita nelle sale a giugno: Jurassic World Il regno distrutto. Ci sarà mai un terzo tentativo di realizzare il sogno del vecchio che "non badava a spese?" Chissà! Una possibilità ci viene data prendendo le redini della Hammond Foundation in Jurassic World Evolution, titolo gestionale della Frontier Development.

I piani sono molto semplici: abbiamo soldi, un'isola nel remoto pacifico, genetisti e una buona possibilità di ottenere DNA di dinosauro. La combinazione perfetta per aprire un parco a tema. Dobbiamo solo prenderci la mano, anche se non vedo cosa possa andare storto. Per iniziare dovremmo progettare la struttura iniziale del parco, cercando di renderlo a misura di visitatore, assicurandoci che non avvengano incidenti e bilanciando le spese del profitto per il miglioramento dei tre settori fondamentali della gestione: scienza, intrattenimento e sicurezza. Ogni settore avrà la sua importanza fondamentale e, probabilmente, andrà a scontrarsi con gli altri due: i genetisti chiederanno sempre più soldi per sovvenzionare campagne di ricerca in giro per il mondo, recuperare DNA da elaborare per creare dinosauri sempre più grossi, i visitatori chiederanno sempre di più uno spettacolo maggiore e creature più "WOW" mentre gli uomini della sicurezza cercheranno di frenare questa ricerca del "più grosso" e a non esitare di sparare qualche colpo laddove la situazione lo richiedesse. Dovremmo bilanciare con cura le vari voci delle spese per far sì che lo spettacolo vada avanti e che non sia un T-Rex fuggito dal suo recinto che banchetta con un bel piatto colmo di bocconcini paganti.

Ma non finisce qui perché, i veri protagonisti, ci lasceranno a bocca aperta. I dinosauri non saranno mere attrazioni ma saranno parte fondamentale dell'algoritmo che dovremmo continuamente risolvere. Saranno circa cinquanta le specie a nostra disposizione. Dovranno essere nutriti e curati; avranno la necessità di uno spazio adatto alla loro stazza e al loro temperamento. Mentre alcuni saranno di indole più pacifica altri, specialmente i carnivori, avranno un’indole più aggressiva e potranno crearci dei guai sia con i visitatori che con altri dinosauri.

Dalle anteprime sembra che gli sviluppatori abbiamo preso la strada di dare un peso alla libertà del giocatore che potrà scegliere come portare avanti la gestione del parco e degli animali. Potranno essere messi in recinti una affianco all'altro, separati fra loro, in mostra come il più classico degli zoo. Potranno essere inseriti in enormi recinti insieme come safari dove portare i visitatori in gita (ma sempre occhio ai carnivori).

Ci sarà la possibilità anche di strutturare i recinti come un moderno ed elettrificato colosseo dove i sauri lottano fra di loro per la sopravvivenza. Starà noi a decidere. Graficamente, sembrerà di avere davanti a sé non una realizzazione approssimativa e di facciata di un parco ma di qualcosa di vivo, in continua evoluzione, mai immobile. Potremo seguire il flusso dei visitatori o ammirare le movenze dei dinosauri. Potremmo ammirare l'abbattersi dei monsoni sulle strutture del parco e ammirarne i dettagli. Il titolo ci promette il nostro parco a tema dinosauri e sembra di puntare non solo a mantenere le promesse fatte, ma a puntare anche in alto. Jurassic World Evolution sarà disponibile per PlayStation 4, Xbox One e PC dal 12 giugno.

Il trailer

Jurassic World Evolution

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