I dirigibili fanno parte di un immaginario fondamentalmente romantico, visti attraverso le icone degli anni Venti e Trenta, quando sembravano destinati a essere il futuro dell'aviazione commerciale. Poi arrivò il 1937 con l'Hindenburg e il sogno sfumò per sempre.

O forse no, visto che nel 2013 qualcuno ha rimesso mano all'idea, adeguandola ai giorni nostri: è stata CBS News a riportare la notizia per prima, ovvero che la compagnia americana Aeros Corp. ha presentato il primo prototipo di un nuovo e migliorato dirigibile.

Si chiama Aeroscraft, è lungo ottanta metri e alto trenta, ma è solo una versione in scala di quello che nelle intenzioni sarà un dirigibile dalle dimensioni doppie e che rivoluzionerà i trasporti aerei, secondo Tim Kenny, l'ingegnere capo della compagnia: "Non ci sono posti in cui il nostro dirigibile non può arrivare, che sia la foresta equatoriale o l'artico, non ci servono porti né piste di atterraggio. Possiamo atterrare sul ghiaccio, neve e acqua".

L'Aeroscraft raggiunge la velocità di 160 km all'ora e può collegare New York e Los Angeles in un giorno. Il boss della compagnia, Igor Pasternak, è convinto di poter cancellare dall'immaginario collettivo l'immagine dell'Hindeburg, in quanto il suo velivolo viene sollevato tramite elio, che non è infiammabile ed è più leggero dell'aria: "L'Aeroscraft non è solo più grande dei dirigibili originari, è anche più sicuro".

E non sono i soli, dozzine di compagnie stanno lavorando a progetti simili, anche la Lockheed ha progettato un suo dirigibile per il trasporto di materiale pesante nelle zone più remote del pianeta, ma non ha i fondi per la produzione su vasta scala.

Graham Warwick, analista di Aviation Week, ritiene che "siamo molto vicini a ricreare qualcosa di cui l'aviazione commerciale ha molto bisogno". Per Warwick però, solo l'esercito ha i mezzi per sovvenzionare la rinascita dei dirigibili, infatti l'anno scorso ne era stato realizzato uno in collaborazione con il gigante dell'aviazione Northrop Grumman Corporation. Il budget era di 517 milioni di dollari e il dirigibile sarebbe dovuto servire per la sorveglianza aerea, ma la guerra in Afghanistan era per fortuna in fase decrescente, per cui il velivolo è finito all'interno di un hangar, accompagnato da forti dubbi sull'arrivo di ulteriori fondi. "Una delle maggiori preoccupazioni è che l'esercito perda di interesse prima del decollo di questo tipo di viaggi commerciali" dice Warwick.

Il modello della Aeroscorp prevedeva invece un budget di soli 35 milioni di dollari e, secondo Kenny, è la sua tecnologia a fare la differenza: "Mi basta premere un pulsante per sollevare qualsiasi carico e rendere più leggero l'aeromobile, o premerlo di nuovo per renderlo più pesante ed effettuare lo scarico". Per Kenny non serve personale di terra né lunghi cavi di ormeggio. Inoltre il dirigibile è stabile anche in presenza di vento.

Attualmente la compagnia attende l'approvazione della Federal Aviation Administration per poter effettuare il primo volo di prova, dopodiché, secondo Pasternak, il limite sarà il cielo.

Se volete scoprire il sito ufficiale della Aeros Corp., trovate il link nelle Risorse di rete, e il video di presentazione qui sotto. Riuscite a immaginare il ritorno dei giganti del cielo?

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