Dragon Age II

GIOCO DI RUOLO, 2011, per Xbox 360 - sviluppatore: Bioware - editore: Electronic Arts - distributore: Electronic Arts Italia - giudizio: ottimo

Quando Bioware si è lanciata nell'avventura di Dragon Age, non ha voluto scimmiottare le ambientazioni più conosciute, con cui ha avuto a che fare per anni, ma dar vita a un proprio universo fantasy, che offrisse uno sguardo alternativo al genere. In quella specie di verismo fantastico che caratterizza il videogame si riflettono, tra mito e realtà, problemi e contraddizioni della società di oggi. Prendete gli elfi, per esempio. In Dragon Age non sono più le creature leggendarie di un tempo, non sanno nemmeno con sicurezza se siano mai stati una razza di semidei immortali, di certo non lo sono adesso. Qualcuno, nei boschi, sogna ancora la gloria degli avi, ma la maggioranza vive di stenti, emarginata nei sobborghi delle città, refrattarie ad accogliere chi è diverso. Stessa sorte tocca a coloro che sono nati con la macchia della magia, perseguitati non tanto per quello che fanno, quanto per quello che potrebbero fare. L'uomo del mondo infestato dai demoni di Dragon Age ha enorme paura di tutto ciò che non comprende.

 

Proprio la dialettica tra maghi e templari, che incarnano questa estrema diffidenza, in parte avvalorata dagli eventi, è al centro della trama di Dragon Age II. Dopo aver presentato, in Dragon Age: Origins, un affresco ad ampio respiro dell'immaginario continente medievale di Thedas tramite la storia di come il regno del Ferelden si oppose alla piaga del quinto Flagello, un prologo che serviva anche e soprattutto a fissare i punti cardine dell'ambientazione, con il secondo videogame Bioware spalanca le porte della grandiosa epopea destinata a svilupparsi su più capitoli. Dragon Age II si svolge a Kirkwall e dintorni, una città stato dell'Est, sulla costa dei Liberi Confini, territorio indipendente a Nord del Ferelden. Il nuovo protagonista, appartenente alla razza degli uomini e di cui si può decidere sesso e classe tra guerriero, ladro e mago, è un rifugiato scampato con la famiglia alla guerra raccontata in Origins. All'inizio si possono scegliere tre scenari predefiniti, in base a come si preferisce pensare si sia concluso il conflitto, oppure importare direttamente il proprio salvataggio, che influisce su assetto politico, situazioni e personaggi che si andranno a incontrare, a seconda di come si è agito nel gioco originale e nelle relative espansioni.

 

Ci sono parecchi riferimenti, alcuni anche importanti rimandano all'appendice Awakening ma, pur partendo da quanto creato con Origins, Dragon Age II apre a tutti gli effetti un nuovo capitolo della saga se non, appunto, la saga stessa, lasciando dopo i titoli di coda il desiderio di scoprire come continuerà la storia, o sarebbe meglio dire le storie del continente di Thedas. Sibillinamente, non tutte le domande trovano risposta. Soprattutto, però, nonostante l'avvio lento, le vicende che, insieme a un'eterogenea compagine di elfi, nani, maghi, soldati, piratesse, ci vedono protagonisti in Dragon Age II sono destinate a segnare in maniera profonda il mondo del gioco in un crescendo entusiasmante che fa venire la curiosità di conoscere cosa potrà accadere in seguito.

 

Appena sbarcato a Kirkwall, l'eroe ha di fronte una città chiusa a riccio, a causa dei grossi flussi migratori, ma sappiamo già che verrà ricordato per una qualche impresa, perché la storia scorre in forma di noir, nel racconto di uno dei suoi compagni d'avventura. Al di là dei divertissement stilistici, l'impostazione è legata concettualmente a doppio filo alla prospettiva che, in Dragon Age II, si sposta da quella tipicamente spaziale a una temporale. Il viaggio non inteso più come esplorazione di lande lontane, ma attraverso il tempo, in particolare il periodo di permanenza a Kirkwall dello straniero che divenne campione. Si tratta di una scelta dettata probabilmente anche da esigenze produttive, che ha permesso di risparmiare sul numero di scenari da realizzare per il videogame e che poteva essere sfruttata meglio, mostrando in modo esplicito i cambiamenti della città nel corso degli anni ed evitando di riciclare all'infinito, come invece avviene, la manciata di sotterranei. Bioware è riuscita comunque a fare di necessità virtù e, quello che non si coglie esteriormente, lo si gode sul lato narrativo.

 

La storia di Dragon Age II ha un carattere personale distante dall'epica fantasy più classica di Origins. Si fonda sui legami. Più intimamente dello scontro sociopolitico tra le correnti che fanno capo a maghi e templari, la vicenda affronta i grandi temi della casa, degli affetti, della famiglia, e per farlo ha bisogno di mettere radici. Come in Mass Effect 2 o Neverwinter Nights 2, entrambi incentrati sul rapporto tra i personaggi, così in Dragon Age II, che prosegue quel discorso, la trama principale si intreccia indissolubilmente alle vicende private dei suoi protagonisti. Per certi versi, più che gli eventi epocali di cui si è testimoni, sono queste apparenti divagazioni personali il cuore di un racconto trasversale che si compie a lungo termine e, nella tradizione Bioware, sa far ridere e commuovere, arrabbiare ed esaltare, in uno dei più appassionanti ricettacoli di emozioni digitali, con tutti gli elementi giusti del buon intrattenimento, dall'azione all'ironia, al romanticismo.

 

Mentre Dragon Age: Origins conservava un'affinità strutturale con i vecchi giochi di ruolo per computer, Dragon Age II batte la strada del ritmo filmico intrapresa da Mass Effect. Da un punto di vista il progetto è stato ridimensionato e ci sono palesi semplificazioni, basta aprire il nuovo diario votato all'essenziale e confrontarlo con quello completissimo del precedente. Le missioni si risolvono nell'andare da un luogo all'altro della mappa, combattendo durante il tragitto, con un sistema che rievoca in una sanguigna chiave hack & slash proprio la ruota di Mass Effect (insieme agli ordini e alla pausa, si possono in più impostare strategie e controllare direttamente i compagni). Rimane una cospicua selezione di armature, armi ed equipaggiamento per il protagonista (limitata ai secondi per gli altri personaggi).

 

La natura ruolistica del gioco si compie tuttavia soprattutto per mezzo dei dialoghi a scelta multipla che compaiono a ogni occasione. Anch'essi una rielaborazione del menu circolare introdotto da Mass Effect, consentono di far evolvere in una direzione piuttosto che in un'altra non solo la storia principale, ma anche quelle collaterali, che hanno pari dignità rispetto alla linea narrativa centrale e regalano alcuni dei momenti più riusciti di tutto il videogame. Spesso non si tratta di decisioni facili e le varie opzioni, oltre a portare con sé diverse conseguenze che ci incastrano vicendevolmente, a seconda di come si risponde e di chi si ha nel gruppo (tre personaggi tra quelli disponibili più l'eroe) possono modificare in maniera decisa determinati frangenti, aspetto che fa capire quale peso abbia il racconto interattivo nella nouvelle vague del gioco di ruolo Bioware. Persino le chiacchiere, ora, sono indicate sul diario come missioni effettive. D'altro canto, la magia di Dragon Age II sta proprio nell'autenticità dei suoi personaggi e delle loro relazioni, vera anima di un'opera che spinge il fantasy verso quella verve cinematografica consacrata nella fantascienza da Mass Effect e che esprime, più che un dispetto agli integralisti della vecchia guardia, l'ideale punto di incontro su console tra la scuola occidentale dei giochi di ruolo e l'accurata regia dei jrpg alla Final Fantasy.

Autore: Riccardo Anselmi - Data: 17 marzo 2011

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Commenti

1 Dragon Age II sta venendo fatto a pezzi su Metacritic, specialmente dai giocatori e con buona ragione. Qualcuno lo chiama "Dragon Effect". Di GDR resta solo una pallida ombra di quello che era DAO, che non era neanche ai livelli di Baldur's Gate, ma qui, fra semplificazioni e tagli, l'hanno davvero ridotto a gioco "filmico" e hack & slash, che chiamarlo videogioco di ruolo richiede un certo sforzo. Se vi piace una specie di film interattivo con battute stereotipate e con qualche combattimento hack & slash, grafica mediocre, forse sarà 4 stelle. Se doveva essere il seguito di Dragon Age e un videogioco di ruolo, dargliene una è già tanto.

» postato da (One Star) alle 22:32 del 20-03-2011

2 la bioware dopo che è stata acquisita dalla electronic arts, è peggiorata tantissimo. io giocato per anni, e delle volte ancora oggi mi viene voglia di giocarlo, Neverwinter Nights. peccato la bioware poteva essere la casa di videogiochi, che avrebbe potuto cambiare il mondo dei giochi! sentendo le critiche a DAII, e avendo giocato a DAO, di certo non andrò a buttare i miei soldi, mi indirizzerò su altro.

» postato da Vildarin alle 10:12 del 23-03-2011

3 alcune critiche dei forum sono legittime, è vero che si tratta di un videogame meno "grosso" di dragon age origins, d'altronde è stato sviluppato in metà tempo, la maggioranza di quelli che lo criticano però non credo l'abbiano giocato o, se l''hanno fatto, ormai si sono dati allo sport più diffuso della rete. gaming age ha lanciato la moda delle crociate a priori, per poi magari vedere le cose meglio qualche anno dopo, quando il clima si è calmato. per dire che dragon age 2, al di là delle ambientazioni riciclate, è un gioco bello, emozionante, scritto molto bene, pieno di possibilità di interpretare la storia, che approfondisce alcuni aspetti dell'ambientazione - le divisioni tra maghi e templari - e offre un taglio diverso dal solito - la famiglia, appunto "il mettere radici" - , oltre a proporre personaggi affascinanti e gestiti meglio dal punto di vista narrativo, generalmente in maniera più adulta e realistica, come la romance di isabela o i rapporti con la madre e il fratello/sorella. oh, che può non piacere ci sta, soprattutto a chi è abituato - secondo me più per principio che altro ma vabbeh - ai vecchi giochi di ruolo duri e puri per pc. torment a parte, sa molto di litania del si stava megio quando si stava peggio. questo dragon age 2 è in effetti davvero un po' un punto di incontro tra la tradizione bioware e la regia di final fantasy, con l'idea è di nascondere il gdr (che comunque sotto c'è, solo in superficie si vede meno) e rendere tutto più cinematografico. il sistema di combattimento è meno strategico? probabilmente su pc: in dragon age origins c'era ancora la visuale alla baldur's gate, qui da quanto ho capito l'hanno eleminata, ma su console alla fine, col taglio hack & slash, direi che si gioca meglio. ecco, forse è un titolo più vicino alla sensibilità console, alla tv più che alla scrivania, e tra la vecchia guardia ne paga il prezzo. ok che i gusti son gusti, ma che sia un gioco brutto non sta né in cielo né in terra, anche se mi può ovviamente piacere più daytona usa di gran turismo. con dragon age origins gli sviluppatori si sono mantenuti legati ancora a una certa tradizione da gdr per pc, con dragon age ii hanno voluto sperimentare, pur con parecchie differenze, la strada di mass effect. il mio unico cruccio sono stati il diario e il disegno dei dungeon. per il resto è uno dei migliori giochi di ruolo, avventura, quella cosa lì dove la storia cambia in base a quello che fai così come il personaggio, insomma chiamatelo come volete, che abbia giocato. molto meglio, vildarin, della campagna del primo neverwinter nights, che era un bel gioco per via delle possibilità infinite, ma bruttarello in singleplayer. poi si è risollevato con le espansioni e neverwinter nights 2, quello sì, era un giocone, non a caso questo dragon age ii come hanno detto lo ricorda.

» postato da Legolas79 alle 17:06 del 23-03-2011

4 Le critiche più feroci che ho letto riguardano l'uso spropositato di aree riciclate, il fatto che i nemici appaiono dal nulla ad "ondate" vanificando ogni tattica, e il fatto che non si possono equipaggiare i compagni come si fa per il protagonista principale. Non so per il resto, ma a me basta a rendere il gioco completamente inappetibile. Ci saranno pure aspetti positivi, ma con tanti giochi validi perchè spendere soldi su questo? Approvo la semplificazione su Mass Effect, ma quello era uno sparatutto. I "vecchi" come me che vengono dai tempi di BG2 mi pare sia meglio stiano alla larga da questo titolo.

» postato da Il_Console alle 10:21 del 24-03-2011

5 anche se all'interno del gioco ha un senso, il fatto della singola città poteva davvero essere sviluppato meglio, i dungeo riciclati non si possono vedere. sul fatto delle ondate non è sempre vero. gli scontri importanti e importantini sono tattici. quello con l'alto drago è fantastico. mentre la faccenda degli equip, è limitata alle armi e ai monili per i compagni, e poi si lavora soprattutto con le rune, quindi non siamo ancora a mass effect, puoi comunque gestire il party in maniera più approfondita. tipo per battere il dragone e i suoi amici ho dovuto crearmi un equipaggiamento ad hoc per tutto il party. il problema è per fare dragon age origins ci hanno messo 7 anni. per fare dragon age 2 hanno impiegato un anno. se è vero che sono scesi a compromessi, c'è però da dire che non è un progetto buttato lì, ma ha una sua forte identità, anche ruolistica. per molti versi, è un progetto più "forte" di dragon age origins, che appunto si limitava a riprendere, pagando qualche dazio, la tradizione dei giochi di ruolo per computer alla baldur's gate. dragon age 2 prova invece a affrancarsi da quel passato e proporre una nuova idea di crpg. alla mass effect? in parte la strada è quella, ma approfondita proseguendo nella direzione filmica. secondo me nello specificio funziona benissimo, tra l'altro sono alla terza giocata con il ladro completamente diversa dalle altre due (guerriero e mago), ma è ovvio possa non piacere e probabilmente che le si debba stare alla larga se si vuole ancora baldur's gate. magari però più avanti, quando cala di prezzo ed esce la goty (il dlc tagliato dal gioco completo proprio non si può vedere, specie quando il gioco è già tagliato di suo qua e là), dagli una possibilità, sapendo appunto che non è baldur's gate ma un'avventura meno letteraria e più filmica come sviluppo :) io sinceramente tanti giochi da giocare al suo livello non li vedo e infatti sto rifacendo origins e rigiocandomi pure il 2 in attesa del 3. :)

» postato da Legolas79 alle 12:56 del 24-03-2011

6 Beh guarda in questo periodo che ho ritrovato UN PO' di tempo per giocare ho scoperto invece che ci sono tanti titoli (e generi!) validissimi che non avevo mai considerato. Anche di case "minori". Posso appassionarmi ad uno sparatutto, meglio magari un capolavoro come Half Life 2, e lì va bene un gameplay piuttosto lineare ("quando si spara si spara, non si parla" diceva Tuco ne Il Buono, il Brutto, il Cattivo). Ma se devo giocare ad un RPG semplificato fino all'osso, solo per arrabbiarmi di continuo nel vedere quanto è peggio rispetto ai titoli del passato, allora invece di dare soldi e incoraggiare i produttori lungo questa strada preferisco dar fiducia a qualche altro sviluppatore, anche cambiando un po' genere. Magari mi piacciono. Esempi di titoli di sviluppatori "minori" che stanno riscuotendo un ottimo successo: Torchlight, Amnesia, la serie Divinity. Poi posso provare con Bethesda, anche se me li "bruciai" in passato comprando Daggerfall. Dopotutto sono passati molti anni e sento parlare molto bene dei sequel, e c'è grandissima attesa per Skyrim... Le opzioni sono tante, prima di chinare il capo e accettare Dragon Age 2. :)

» postato da Il_Console alle 08:54 del 25-03-2011

7 ma non è necessariamente peggio rispetto ai titoli del passato! :P può essere addirittura meglio. più che altro insiste su aspetti forse diversi. magari è semplicificato qua, ma approfondito là. altrimenti non si dovrebbe accettare nemmeno un action rpg come the witcher. partendo comunque dal presupposto che DA2 è un titolo meno "monumentale" dell'rpg classico. comunque capisco cosa intendi. io tipo torchlight non riesco a farmelo piacere, pur riconoscendo che è una simpatica variazione sul tema di diablo, ma, ecco, in quel caso, rispetto all'epicità di diablo, soffro troppo il progetto "minore". mentre DA2, con tutte le sue novità e semplicizioni in chiave adventure, mi fa respirare ancora l'aria di casa bioware. a te capita l'inverso.:) capitolo bethesda: se ho capito bene i tuoi gusti, vai direttamente su morrowind, magari con add on e patch dei fan, che aggiornano la grafica, ma stai alla larga da oblivion e soprattutto skyrim, che sono variazioni sul tema in una direzione più scorrevole e cinematografica che, se prendi a modello daggerfall, potrebbe non interessarti. invece, per quanto riguarda divinity, anche a me non è dispiaciuto, ma DA2, proprio come idea di gioco, mi sembra comunque più maturo. tralasciando che ogni ora spesa su half-life 2 è sempre spesa bene. :D

» postato da Legolas79 alle 10:01 del 25-03-2011

8 «ma non è necessariamente peggio rispetto ai titoli del passato! :P può essere addirittura meglio. più che altro insiste su aspetti forse diversi. magari è semplicificato qua, ma approfondito là. altrimenti non si dovrebbe accettare nemmeno un action rpg come the witcher. » The Witcher però si intitola "The Witcher", non Dragon Age *2*. La cosa che mi irrita è che lo stavo quasi per comprare, a leggere le recensioni dei siti "seri". Nessuno che si è preso la briga di informare i lettori che il gioco è stato scarnificato di tutto, addirittura di intere classi come l'Arcane Warrior. Ho dovuto leggere i commenti degli utenti per capire che si trattava di una truffa. Oddio, a dire il vero anche alcuni recensori, fra le righe, facevano capire che molto non andava, ma poi hanno dato tutti voti altissimi lo stesso. Mah. Scelta del personaggio rimossa, classi tolte, sistema di equippaggiamento ipersemplificato, oggetti senza più descrizioni di contesto, mappe riusate addirittura sulla quest principale (questo ancora non era stato osato da nessuno), nemici che appaiono costantemente dal nulla, combattimento stile picchiaduro giapponese...Ma che roba è? No grazie. Gli altri giochi che ho citato non li ho provati, facevo solo un esempio, ma a questo punto preferisco "incoraggiare" i meritevoli. L'estate scorsa pre-ordinai Elemental: War of Magic, e all'epoca fui MOLTO contrariato (il gioco è un bidone indifendibile). Però, col senno di poi, non me ne pento: almeno hanno TENTATO di fare un prodotto per giocatori come me, non hanno corrotto i recensori, si sono cosparsi il capo di cenere e hanno riconosciuto il disastro, e le prossime espansioni/makeover mi spettano GRATIS (dato che non ho chiesto il rimborso). Un altro stile... P.S.: da quello che ho letto di Oblivion mi pare tutto fuorchè cinematografico... :shock:

» postato da Il_Console alle 09:55 del 26-03-2011

9 --DOUBLE POST SORRY--

» postato da Il_Console alle 09:58 del 26-03-2011

10 Forse per Oblivion la parola “cinematografico” non è la più adatta. Quello che volevo dire è che non è Daggerfall. Oblivion ha una regia più moderna. Lo stile Bethesda è sempre quello, ma incanalato in un'altra forma e in un altro tipo di produzione. Per me è un giocone, però se vieni da un determinato percorso, e cerchi Daggerfall, potresti trovare più affine l'immenso Morrowind. Oggi, con i mod amatoriali per texture ed effetti, anche tecnicamente, nonostante ci siano quattro anni tra i due, praticamente si equivalgono. Spesso non è questione di belli o brutti, ma di titoli più o meno affini al nostro gusto. Venendo a Dragon Age 2, e allargando la questione a un discorso più generale, quindi non mi riferisco a te, molte critiche non nascono dal gioco ma da ciò che esso rappresenta agli occhi di un certo pubblico, una specie di tradimento di Bioware che, si pensa, dopo Mass Effect, anche con Dragon Age ha rinnegato la tradizione del gioco di ruolo per computer vendendosi alle console. Che sia un progetto che non ha le dimensioni monumentali di Dragon Age Origins è lapalissiano. Che con Dragon Age 2 vogliano battere una strada diversa anche. Può piacere o no, ma non sarei così sicuro che sia brutta a prescindere. Online trovi di tutto. Le semplificazioni ci sono. A volte però si esagera. Le origini ci sono: sono quelle di Origins (scenari stabiliti o salvataggi). Il diario è brutto così come i menu, ma alcuni oggetti, quelli speciali, hanno ancora le descrizioni, solo si trovano nel codice, non nella schermata dell'equipaggiamento. Si tratta comunque delle parti che risultano maggiormente ridimensionate. La scelta del personaggio è invece un'esigenza narrativa, a sua volta legata probabilmente alle tempistiche della produzione, che hanno costretto ma all'interno del videogame funziona perfettamente e il gioco ti permette comunque di sbizzarrirti con l'interpretazione. Cito da Rpgfan (88/100) “the changes in style from Dragon Age to Dragon Age II are less than many people would want to believe. What BioWare has crafted with Dragon Age II is a quality RPG that's both accessible for those who want to play the title like an action game and deep enough for the hardcore RPG fan. The game is thoroughly entertaining, has witty writing, and gives the player choice, which is incredibly refreshing. Still, it's not without its flaws, such as being very limited in regards to environments and having its fair share of control niggles. Dragon Age II is a quality title, despite your level of hardcore-ness, so if you like Western RPGs, you should probably read on”. Piccolo focus: “The story is complemented by fast-paced gameplay, which, despite many claims otherwise, is not so dissimilar from the previous title. The biggest change is that mashing the A button causes the player to attack. It's still a quasi-turn-based RPG”. E poi il punto centrale: “let me introduce Dwayne Hawke. Dwayne Hawke isn't the default Garrett Hawke by any stretch of the imagination. Dwayne isn't dashing like the default Hawke, he's kind of an asshole, and he's not very likely to take your side unless there's something in it for him. Dragon Age II provided me the ability to make Dwayne and play him like I set out Dwayne should be. Dwayne was a warrior, but I could very much make him a polite, helpful, but Templar-loving mage. Dwayne could also have manifested himself as Dwaynette, a rogue that has no heart of gold, and isn't even in it for herself - she's just in it to make sure that people get hurt. There's a great range of character customization just at the core level, and it's great. That's not to say that there aren't downsides: Hawke is a human, no matter what way you slice it. There's no Dwarf Hawke or Elf Hawke, which may be disappointing for some”. Si parla anche dei difetti: “One negative aspect to the combat is often how you are presented with random battles - much like the aforementioned environments, most encounters run the same way: get swarmed by a wave of weak enemies, get swarmed by a wave of slightly stronger enemies, get swarmed by a wave of strong enemies, and combat is over. It's still fun, and in my time with the game, combat never got boring, but I do wish that there were more aspects to the encounters. Some boss encounters feel a lot like those in an MMORPG” oppure della gestione limitata dell'equipaggiamento limitato dei compagni che “is either a positive or negative depending on your point of view - less customization, but more streamlined play. I can't say that I saw this as a bad thing; players won't be forced into worrying too much about their companions” alla fine sintetizza così: “Dragon Age II is streamlined, not simplified” Magari si possono non condividere i toni trionfalistici su altri aspetti, ma anche The Escapist (100/100) mette in evidenzia un elemento interessante: “Like many people, I moved to a new place after college. I didn't know a soul in New York City or how to get around, and just buying groceries was an impossible task. By the time I left ten years later, I knew that town like nobody's business. I wasn't anyone special, but if you dropped me anywhere in the five boroughs, I could tell you a memory, which corner to avoid, and where to get a slice - the kind of familiarity you only get after exploring a location until it feels like home. That's what Kirkwall will feel like after playing Dragon Age II” Edge (6/10), si sa, è un po' snob, fa un discorso di principio sugli ingredienti di un gioco di ruolo e lo bastona, ma a Origins aveva dato 5/10 per il problema opposto, cioè che sapeva di vecchio. C'è un sito che gli dà addirittura 25/100, peccato che dica che il gioco duri 20 ore, quando per l'impostazione di Dragon Age 2 non si può scendere sotto le 40, perché saltare molte subquest vuol dire stare digiuni del piatto principale. Nextgame.it gli dà quattro stelle su cinque più il bollino consigliato e la recensione Pc è piuttosto chiara su cos'è e cosa non è il gioco. Anche qui, su Fantascienza.com, quattro stelle su cinque, si dice chiaramente: “la prospettiva si sposta da quella tipicamente spaziale a una temporale. Il viaggio non inteso più come esplorazione di lande lontane, ma attraverso il tempo, in particolare il periodo di permanenza a Kirkwall dello straniero che divenne campione. Si tratta di una scelta dettata probabilmente anche da esigenze produttive, che ha permesso di risparmiare sul numero di scenari da realizzare per il videogame e che poteva essere sfruttata meglio, mostrando in modo esplicito i cambiamenti della città nel corso degli anni ed evitando di riciclare all'infinito, come invece avviene, la manciata di sotterranei. Bioware è riuscita comunque a fare di necessità virtù e, quello che non si coglie esteriormente, lo si gode sul lato narrativo. La storia di Dragon Age II ha un carattere personale distante dall'epica fantasy più classica di Origins. Si fonda sui legami. Più intimamente dello scontro sociopolitico tra le correnti che fanno capo a maghi e templari, la vicenda affronta i grandi temi della casa, degli affetti, della famiglia, e per farlo ha bisogno di mettere radic”. “Mentre Dragon Age: Origins conservava un'affinità strutturale con i vecchi giochi di ruolo per computer, Dragon Age II batte la strada del ritmo filmico intrapresa da Mass Effect. Da un punto di vista il progetto è stato ridimensionato e ci sono palesi semplificazioni, basta aprire il nuovo diario votato all'essenziale e confrontarlo con quello completissimo del precedente. Le missioni si risolvono nell'andare da un luogo all'altro della mappa, combattendo durante il tragitto, con un sistema che rievoca in una sanguigna chiave hack & slash proprio la ruota di Mass Effect” e ancora: “La natura ruolistica del gioco si compie tuttavia soprattutto per mezzo dei dialoghi a scelta multipla che compaiono a ogni occasione. Anch'essi una rielaborazione del menu circolare introdotto da Mass Effect, consentono di far evolvere in una direzione piuttosto che in un'altra non solo la storia principale, ma anche quelle collaterali, che hanno pari dignità rispetto alla linea narrativa centrale e regalano alcuni dei momenti più riusciti di tutto il videogame”. Poi: “D'altro canto, la magia di Dragon Age II sta proprio nell'autenticità dei suoi personaggi e delle loro relazioni, vera anima di un'opera che spinge il fantasy verso quella verve cinematografica consacrata nella fantascienza da Mass Effect e che esprime, più che un dispetto agli integralisti della vecchia guardia, l'ideale punto di incontro su console tra la scuola occidentale dei giochi di ruolo e l'accurata regia dei jrpg alla Final Fantasy”. Tutta questa pappardella di copia incolla per dire che secondo me, se si leggono le recensioni e i commenti, evitando le polemiche su numerini e stelline o gli estremismi da forum, come il cosiddetto metodo neogaf da cui dove è partita mesi fa anche la crociata anti Dragon Age, non è questione di capirne di più o di meno di videogame, di essere venduti, di gioco brutto oppure no, di essere stati compagni di banco di Richard Garriott, di essere più o meno nerd o più o meno emo, ma di aspetti che, nonostante i limiti e le diversa direzione intrapresa con Dragon Age 2, per alcuni possono valere la candela e fare addirittura del gioco un titolo importante. Non mi sembra che nessuno (parlo in generale, magari qualcuno lo fa :D) nasconda la natura di Dragon Age 2, solo probabilmente si valuta il risultato in maniera diversa. E secondo me la questione centrale è un'altra, ossia l'acuirsi dello scontro tra il popolo dei pc e quello delle console. Dragon Age 2, al di là dei problemi di produzione, con cui speriamo tutti Bioware non debba più fare i conti, è in effetti un titolo più a immagine e somiglianza del pubblico dell'Xbox e della Playstation che del giocatore che usa il mouse e vuole giocare ancora a Baldur's Gate. Se, anche in Dragon Age 2, si cerca solo ed esclusivamente quest'ultimo, si rimarrà quasi sicuramente delusi (è comunque un gioco Bioware più di quanto molti credano). Se si è interessanti a vedere anche altro, ha diverse frecce nel suo arco in grado di farlo piacere. Ora sarà curioso capire se Bioware con Dragon Age 3 continuerà per questa strada o farà, per così dire, un passo indietro.

» postato da Legolas79 alle 23:43 del 26-03-2011

11 OOOPS mi sono accorto di aver un po' divagato andando OT e me ne scuso. :P Se ti va ho aperto una discussione in Giochi e videogiochi che potrebbe interessare. :)

» postato da Legolas79 alle 00:50 del 27-03-2011

12 Scusa, ma non vedi che se fosse davvero un gioco valido non ci sarebbe bisogno di una perizia difensiva? "Streamlined"? Non si può dire semplificato dato che alla fine il succo è che ci sono MENO opzioni di prima? Tutto quello che leggo mi conferma che non mi interessa comprarlo, e che anzi non lo giocherei neanche se fosse un regalo. Tutte le scelte "artistiche" che vengono sbandierate hanno, guarda caso, il vantaggio di accorciare e di molto i tempi di produzione. No scelta del personaggio -> Si fa prima Classi rimosse -> Si fa prima (io l'avrei comprato per giocare con l'Arcane Warrior...) Equipaggiamento semplificato -> Si fa prima (le voci di Codex che citi probabilmente sono riciclate dal primo titolo) Una sola città -> si fa prima (peraltro spoglia e priva di passanti - basta vedere qualche video su youtube - e in un qualunque GDR anche vecchio le città pullulano di vita) Dungeon riciclati anche nella quest principale - si fa prima Nemici che appaiono dal nulla a ondate - si fa prima e si allunga pure il gioco Durata complessiva comunque più breve - si fa prima Ora se a te va bene uno gioco che palesemente è stato tirato via per fare cassa, venduto oltretutto a prezzo pieno, benissimo per carità. Ma per i miei gusti rimane ben poco da giocare... se devo accendere il computer per vedere un paio di "romances" che si giocano da sole, allora passo dal giornalaio e compro Harmony. Spendo pure meno! Ti ringrazio invece per il consiglio su Morrowind. Anche se sono un ATTIMINO intimidito dalla faccenda dei mod... ma quanti sono, un miliardo? :shock:

» postato da Il_Console alle 09:08 del 28-03-2011

13 io ci sto giocando (dopo aver finito DA Ultimate Ediscion, cioe' con tutto ma proprio tutto incluso l'osceno Cronache della Prole Oscura) e lo trovo godibilissimo e' vero che e' ristretto e Kirkwall comincia a starmi sulle palle, pero' non lo trovo cosi' drasticamente semplificato: - tra le quest, subquest etc ora ci sono pure le "dicerie" da tracciare; - l'equipaggiamento semplificato, dove? non si possono scegliere i pantaloni ma solo l'armatura intera ... penso che mi suicidero' per questo... - no scelta del personaggio: in realta' manca solo l'elfo, che comunque avete nel party, il personaggio e' completamente customizzabile nei tratti anche in seguito (nell'emporio nero); - caratteristiche: i pg hanno a disposizione piu o uguali specializzazioni di quelle di origins (vedi la balestra, che non e' l'arco, era ora che se ne accorgessero...), c'e' il blood mage (l'arcane warrior manca... na non e' altro che un blood mage che usa +strenght o no?), e riguardo ai cavalieri c'e' "avanguardia" e altre amenita' non presenti in Origins (ma non posso giurarlo perche' ho sempre giocato come mago quindi non scannatemi grazie) - voce del codex: no sono tutte nuove perche' riguardano il nuovo continente, in piu ci sono vere e proprie storielle bellissime da leggere (tipo quelle trovate all'Emporio Nero), IN PIU il Codex si adatta al save game recuperato da Origins (infatti l'eroe del ferelden e' un mago per me :-) e cambiano di conseguenza alcune situazioni; - la costruzione delle rune e delle pozioni mi pare piu complessa ora (piu ricette e alcune introvabili...); mi pare che chi abbia scritto ste cose abbia provato solo la demo (dove e' tutto bloccato, incluso l'inventario, e ci sono poche specializzazioni, vedi il blood mage, avanguardia etc che si sbloccano solo dopo qualche ora di gioco), il mio parere generale dopo 10 ore di gioco e': mooolto piu ristretto di DA:O, grafica finalmente degna (ebbe', DA:O era da PS2 ammettiamolo.. si si conta la trama... cheppalle...), molto meno soddisfacente a livello di "epica", molto piu soddisfacente di DA:O a livello di avanzamento personaggio perche' c'e' maggior riscontro negli scontri (un esempio: magie ad area che fanno esplodere gli avversari (ho finito DA:O usando il "Cono di Ghiaccio" perche' alla fine quello piu "Pugno di Pietra" era sempre valido...), insomma come avanzamento godo come in Final Fantasy VII :-) visto che al momento non c'e' molto, aspettando skyrim e gli altri mega-rpg in arrivo per fine anno (Reckoning, etc) io lo consiglio, almeno usato... e' sempre Bioware e se si fosse chiamato con un altro nome, senza la pesante eredita', si sarebbe beccato 5 stelle, hanno toppato per sfruttare il nome tutto qua, per il resto la rece ci azzecca, e' piu "cinematico", in stile ME2 IMHO

» postato da Giobatta65 alle 11:53 del 31-03-2011

14 ops doppio post causa crash... scusate

» postato da Giobatta65 alle 11:54 del 31-03-2011

15 per Giobatta: anche a me è piaciuto molto, calcola inoltre che sei all'inizio e andando avanti migliora. dialoghi ed effetto cinema sono riuscitissimi. tra i miei personaggi ho una maga che tra malocchi e tempeste di fuoco era il terrore del campo di battaglia. :lol: per il Console: di Morrowind è uscito da poco un pacchetto che riunisce un po' i migliori mod grafica-sonoro. con il computer giusto un gioco del 2004 appare così: http://www.youtube.com/watch?v=2r6hilB6Dlc info qui: http://morrowindoverhaul.net/forum/index.php/topic,12.0.html se la gioca con oblivion.

» postato da Legolas79 alle 03:35 del 01-04-2011

16 @Legolas79 .. e quanto spacca il "mago della forza"? ho sempre preferito il blood mage ma sono riusciti a fare di meglio ... :D

» postato da Giobatta65 alle 09:40 del 01-04-2011

17 «l'equipaggiamento semplificato, dove? non si possono scegliere i pantaloni ma solo l'armatura intera ... penso che mi suicidero' per questo...» Il bello dei GDR con l'equipaggiamento fatto bene è combinare i pezzi con diverse proprietà per i diversi personaggi. Rigiocherei BG2 solo per questo. In DA2 evidentemente è tutto semplificato, e l'armatura dei compagni non la puoi neppure cambiare (e per favore non mi citate Torment come controesempio, ok? Torment poteva). «- no scelta del personaggio: in realta' manca solo l'elfo, che comunque avete nel party, il personaggio e' completamente customizzabile nei tratti anche in seguito (nell'emporio nero);» E il nano? E le diverse storie di partenza? In DA2 hanno fatto tutti gli NPC bisessuali così si sono pure risparmiati qualche check sul sesso del protagonista... «- caratteristiche: i pg hanno a disposizione piu o uguali specializzazioni di quelle di origins (vedi la balestra, che non e' l'arco, era ora che se ne accorgessero...), c'e' il blood mage (l'arcane warrior manca... na non e' altro che un blood mage che usa +strenght o no?),» L'Arcane Warrior aveva abilità specifiche da guerriero/mago (quello che tendo sempre a giocare nei GDR fantasy) Comunque pare che comincino già a scontarlo perchè non vende. No, non lo compro lo stesso :? « per il Console: di Morrowind è uscito da poco un pacchetto che riunisce un po' i migliori mod grafica-sonoro. con il computer giusto un gioco del 2004 appare così: http://www.youtube.com/watch?v=2r6hilB6Dlc info qui: http://morrowindoverhaul.net/forum/index.php/topic,12.0.html » Grazie! Pare che debba attendere però. Francamente avrei bisogno di una cosa simile anche per le altre modifiche (gameplay ecc.). Mi pare di capire che abbiano in progetto di farlo dopo questo graphic-pack...

» postato da Il_Console alle 10:37 del 02-04-2011

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