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Journeyman (Pilot)

Una nuova serie sui viaggi nel tempo sbarca nei teleschermi americani
JOURNEYMAN, stagione 1, episodio 1, Journeyman, U.S.A., 2007 - regia di Alex Graves - scritto da Kevin Falls - con Kevin McKidd - Dan Vasser
Brian Howe - Hugh Skillen
Gretchen Egolf - Katie Vasser
Moon Bloodgood - Livia Beale
Reed Diamond - Jack Vasser
Charlie Wyson - Zack Vasser - giudizio: discreto

Dan Vasser è un cronista di un giornale di San Francisco: ha una bella famiglia, una moglie attraente, un figlio talentuoso musicista e a giudicare dalla casa e dalla splenda Mustang fiammante pure un discreto tenore di vita.

Tutto fila liscio fin quando improvvisamente e inesplicabilmente comincia a compiere dei brevi viaggi a ritroso nel tempo che lo portano inizialmente nel 1987.

Si rende presto conto che le sue azioni hanno delle ripercussioni sul futuro e che ogni viaggio che compie corrisponde un assenza di ore o anche giorni dal suo presente.

Questo rischia di mandare a monte il matrimonio e il proprio posto di lavoro in quanto chi gli è vicino non riesce a darsi delle spiegazioni logiche alle sue improvvise e misteriose scomparse, e si fanno quindi strada le ipotesi che il buon Dan sia vittima un qualche disturbo nervoso o che addirittura faccia uso di stupefacenti.

 

A rivestire i panni di Dan Vasser troviamo un volto molto conosciuto e apprezzato, l'attore scozzese Kevin McKidd che in motli ricorderanno nell'interpretazione di Lucius Vorenus, straordinario protagonista nel serial Rome o come Tommy nel film Trainspotting.

Al timone di comando troviamo un bel duo con Kevin Falls sceneggiatore e produttore e Alex Graves alla regia entrambi plurivincitori del prestigioso premio Emmy per la serie The West Wing.

Gretchen Egolf (Roswell, Martial Law) è Katie, la sconcertata e inquieta moglie di Dan, mentre nel ruolo della vecchia fiamma deceduta nel presente ma protagonista nei viaggi a ritroso del tempo, troviamo quella Moon Bloodgood che abbiamo già visto ricoprire un ruolo assolutamente simile in Day Break; non c'è che dire, una vera e propria veterana dei paradossi temporali.

 

Ed è proprio a Day Break e a Quantum Leap che questo telefilm paga il maggior debito di riconoscenza attingendo senza ritegno a piene mani numerosi elementi da entrambe le serie, e anche se la storia sembra essere costruita decentemente l'argomento è ormai letteralmente abusato e il telespettatore mentre scorrono le immagini non può non provare una spiacevole sensazione di già visto e già sentito, per restare in tema un vero e proprio dèjà vu.

Autore: Angelo Rossi - Data: 25 settembre 2007

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Commenti

1 Non sono sono del tutto d'accordo con la critica a "Journeyman". Sì, è vero, si tratta di un argomento "ormai letteralmente abusato": la fantascienza temporale è stata declinata in tutte (o quasi) le possibili variazioni sul tema... ma questa breve serie presenta qualche spunto di originalità e gradevolezza. Intanto i quattro personaggi principali, tutti biondi e "nordici" - nota questa che si sposa bene con la fotografia di una San Francisco piacevolmente fredda, neutra - hanno tra loro legami familiari e/o sentimentali comuni, sono tutti coinvolti non superficialmente: anche chi non "salta" come Dan o Livia non è un semplice spettatore, partecipa a momenti di forte tensione emotiva. Poi, i viaggi avvengono in un passato relativamente recente; si limita così la sospensione di incredulità ad epoche ben note al pubblico, facendo interagire Dan con problemi concreti quali la valuta d'epoca e il telefono cellulare adatto... Certe (dis)avventure di Dan hanno pure degli strascichi da un episodio all'altro che gli complicano la vita (v. ep. 5 sul rapinatore Dylan McCleen), con interludi tipo "Caccia al ladro". A differenza di Daybreak, non c'è l'ossessiva ripetizione (peraltro ben orchestrata) del medesimo giorno fatale, e contrariamente a Quantum Leap (in cui, se ricordate, Sam ad ogni salto temporale "prende" le sembianze di un'altra persona) il main character si mantiene tale e quale. Il meccanismo temporale scatenante è di origine misteriosa, ne deriva una suspense di fondo (di certo trovare una spiegazione ai salti nel tempo di Dan è una sfida per i creatori della serie). Ed è proprio questa suspense, direttamente collegata ai legami tra i personaggi, a giustificare la storia. Se infatti le avventure temporali fossero in toto limitate all'aspetto edificante di intervento nelle disgrazie altrui, dopo due o tre episodi ci sarebbe calma piatta... Invece no: c'è una spiegazione da trovare, ci sono rapporti da chiarire (v. Dan e Livia o gli ex Katie e Jack). Soprattutto la spiegazione all'anomalia che coinvolge Dan e Livia è un punto delicato: se la causa è divina si sconfina nel mistico, se invece è di natura "scientifica", chi è il deus ex machina? Nel primo caso sarebbe una soluzione di comodo, nell'altro si cadrebbe facilmente nel dejà-trop-vu dei vari clichés. Un'ultimo accenno alla sigla d'apertura: breve ma essenzialmente suggestiva, musica in stile similbarocco, fotogrammi di tono "nordico" con simboli di passaggio: stormo di uccelli migratori, il Golden Gate Bridge rosso quasi sospeso sulle nuvole bianche in continuo movimento... Purtroppo per gli aficionados sembra che la serie della NBC non vedrà una stagione 2; come altre serie americane promettenti è stata cancellata dopo una breve programmazione. Non ci restano che gli escamotages consolatori, tipo virtual season o fan fiction...

» postato da (Davide Eugenio Milanesio alle 19:00 del 25-01-2009

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