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In realtà, di un film di Star Trek se n’era parlato anche anni prima ed erano stati scritturati per il soggetto nomi come Harlan Ellison, Robert Silverberg, Theodore Sturgeon e Ray Bradbury, che già avevano firmato alcuni degli episodi più riusciti della serie televisiva; ma il progetto fu posposto e infine cancellato. Roddenberry per primo aveva avuto l’idea di un prequel, un film sulle origini dell’Enterprise e del suo equipaggio reclutato dal capitano Kirk. Solo trent’anni dopo J.J. Abrams avrebbe trasformato in realtà quell’idea allora poco fortunata di Roddenberry: infatti il soggetto che fu alla fine scelto per il primo film di Star Trek era quello di Alan Dean Foster, che in realtà l’aveva scritto per il pilot della nuova serie televisiva. Non poche idee di “Phase II” vennero così trasfuse nella sceneggiatura di Star Trek — The Motion Picture che Robert Wise ebbe il compito di dirigere e trasformare in un cult anch’esso, avvalendosi degli effetti speciali della Industrial Light&Magic che già aveva fatto il miracolo due anni prima sotto George Lucas. Tra i consulenti scientifici reclutati per il film spuntò anche Isaac Asimov, grande appassionato della serie e ufficioso padrino della pellicola, garantendo con il suo nome la benedizione della comunità fantascientifica. Il film costò 44 milioni di dollari e ne incassò 112. Ce n’era abbastanza da convincere la Paramount ad avviare così un nuovo capitolo del viaggio di Star Trek, questa volta sul grande schermo.
Tre anni dopo, nel 1982, usciva Star Trek II: L’Ira di Khan, il secondo film della serie. Diversamente dal primo, che non aveva riferimenti con la serie televisiva originale, il nuovo episodio aveva come antagonista del capitano Kirk uno dei personaggi meglio riusciti della serie, Khan Noonien Singh, apparso nella puntata Space Seed della prima stagione. Ma per gli appassionati la presenza di questo straordinario caratterista non fu abbastanza da perdonare la scelta della produzione di far morire, in questo film, nientemeno che Spock, da sempre il più celebre e amato personaggio della serie. I non esperti, invece, si ritrovarono di fronte una storia ben più difficile da seguire per chi non avesse già visto non tanto il primo film ma anche la serie televisiva; il risultato fu che la pellicola non ottenne gli stessi riscontri della prima (a fronte, comunque, di un investimento ben più basso di soli 12 milioni), benché in realtà col tempo sia diventata una delle più amate dai fan. Le musiche vennero realizzate da James Horner e non già dal collaudato Jerry Goldsmith, che pure nel primo aveva film aveva scritto quello che poi sarebbe divenuto l’inno di Star Trek, ossia la versione rinnovata del tema della serie classica usato poi come sigla della successiva serie Star Trek The Next Generation.
2 «In Phase 2 non ci sarebbe stato Spock, bensi un vulcaniano purosangue (Spock è per metà umano) di nome Xon. Inoltre Kirk avrebbe avuto come pirmo ufficiale un suo pupillo, in pratica Deckard nel primo film o il meglio realizzato poi RIker nella serie tv di Next Generation...» Nimoy all'epoca non era molto per la quale rispetto a Spock, aveva anche pubblicato "I Am not Spock". Poi cambiò idea e partecipò al film. In un certo senso questa riluttanza è anche riportata nella sceneggiatura. Sono abbastanza convinto che se avessero fatto Phase II veramente alla fine l'avrebbero convinto a tornare nella serie. S*
» postato da S* alle 17:01 del 08-05-2009
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1 In Phase 2 non ci sarebbe stato Spock, bensi un vulcaniano purosangue (Spock è per metà umano) di nome Xon. Inoltre Kirk avrebbe avuto come pirmo ufficiale un suo pupillo, in pratica Deckard nel primo film o il meglio realizzato poi RIker nella serie tv di Next Generation...
» postato da Franius alle 16:29 del 08-05-2009