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Recentemente su io9 è stato pubblicato un post che pensiamo che potrebbe suscitare dibattiti anche qui.
In ogni occasione c'è sempre chi sottolinea il fatto che i libri Fantasy stiano lentamente soppiantando quelli di fantascienza negli spazi in libreria e nelle vendite. Se non è la Fantasy classica, per ora i temi della Urban Fantasy, vampiri e altri mostri paranormali, calati nella realtà odierna sono tra i best sellers.
Per molti osservatori questo è dovuto alla paura per il futuro, tema cardine della fantascienza, mentre la maggior parte del fantasy narra del passato, più o meno mitologico.
Ma Charlie Jane Anders di Io9 ha riportato un paio di pareri di blogger.
In particolare lo scrittore Mark Charan Newton (Nights Of Viijamur), enuncia alcune ragioni per le quali "la fantascienza sta morendo e la Fantasy è il futuro", tra le quali: il successo cinematografico delle saghe di Harry Potter e del Signore degli Anelli, la prevalenza di lettori di sesso femminile, e che la scienza e la tecnologia con cui abbiamo a che fare ogni giorno donano lo stesso "sense of wonder" della fantascienza.
Il Game Designer Andrew P. Mayer ha una spiegazione differente "la Fantasy è più pertinente al nostro futuro immediato della fantascienza": Secondo Mayer lo Steampunk è l'esempio più ovvio. E' considerato un genere influenzato dal passato, mentre in realtà sarebbe, a proprio modo, realmente futurista. Raccontando le storie dei nostri antenati in modo trasfigurato permette di ridefinire la nostra visione di essi come dall'altro capo del cannocchiale. Il tema steampunk rappresenterebbe una sorta di "pseudo fantasy", per un mondo, quello odierno, che si aggrappa al reale mentre si sta dirigendo verso il virtuale. Sono racconti dove l'umanità è sulla soglia di diventare realmente magica, capace di trasformare il mondo fisico in modi più radicali di quanto fosse immaginabile in passato. Nello steampunk c'è quindi tutta la nostaglia del passato tipica dell'heroic fantasy. L'800 dei computer a vapore come una sorta di età dell'Oro dell'umanità, potremmo concludere.
E anche la Fantasy sarebbe in realtà più predittiva di quando non sembri. L'argomento del riscaldamento globale è un argomento che può appartenere a Tolkien che ad Asimov. Nella fantasy il conflitto viene risolto con cattivo, più o meno antropomorfo, da combattere per risolvere il problema e riportare tutto "in ordine". Le nostre soluzioni passano per l'accettazione del potere dell'uomo moderno più per il provare a opporsi a esso.
E per una generazione che ha più controllo sulla propria biologia che in passato, potrà essere di aiuto esorcizzare con queste fantasie i propri timori, dopo che le generazioni precendenti hanno esorcizzato la loro paura della rivoluzione tecnologica con narrazioni che parlavano di astronavi e alieni. Ma anche la Urban Fantasy può essere vista come uno specchio della nostra visione del futuro. Con storie che popolano i nostri moderni paesaggi urbani di creature mitologiche, costruiamo delle forti metafore per tutte le scelte bioetiche, scelte radicali che presto o tardi arriveranno per la razza umana.
A prescindere da quanto scritto nella nostra fonte. Voi cosa ne pensate? La Fantasy ci darà più risposte sul nostro futuro di quante ce ne abbia date la Fantascienza? E' un argomento su cui riflettere, non trovate?
Prima di rivolgermi a voi lettori ho rivolto queste domande alla redazioni di Delos SF, Fantasy Magazine, Fantascienza.com, Horror Magazine e Robot. Di seguito potrete leggere le risposte di chi ha potuto o voluto esprimersi.
Prima di leggerle vorrei solo dare il mio modesto parere. Ossia che se la questione è posta in termini di contrapposizione tra i generi, è sempre mal posta e perdente. Per parlare del futuro si possono usare le metafore del fantasy, della fantascienza, del giallo, di quello che si vuole. La differenza è il come le cose vengono fatte. Il sottoscritto ama tutte le coniugazioni del fantastico, purchè scritte bene. Non amo gli steccati.
Tanto per prendere un esempio. Si può parlare delle conseguenze nefaste della civiltà industriale anche con il Fantasy. Collegandomi a quanto scritto da Io9, lo stesso Asimov in un suo breve saggio (Su Tolkien e Altre cose, Urania 1220, dicembre 1993), paragona la moderna civiltà industriale a Mordor: "[...]L’anello rappresenta la tecnologia industriale, che sradica la terra verde e la rimpiazza con orrende strutture sotto un manto di inquinamento industriale.[... ]". Nel saggio Asimov stesso s'interroga sull'uso delle metafore fantastiche, non negando che tra le sue fonti d'ispirazione ci sia anche Il Signore degli Anelli, nonostante l'influsso sia meno evidente. Nel saggio illustra le principali invenzioni di Tolkien, mettendo in evidenze l'eterogeneo uso delle creature fantastiche.
[..]Questa ricca mescolanza di differenti tipi di creature intelligenti porta una forza inimmaginabile oltre che una grande varietà ad Il Signore degli Anelli, ed è questo che dovevo avere in mente quando ho pensato a un universo in cui convivessero differenti tipi di creature intelligenti.[...]
Perdonatemi se didatticamente prendo due esempi che sono all'ABC, ma il concetto è che alla fine sono le buone storie che vincono, di qualsiasi "genere" esse siano.
La parola agli interpellati e poi a voi lettori.
È vero, la fantascienza non gode più dei fasti di un tempo, su questo punto sono abbastanza d'accordo. Non c'è da stupirsi d'altronde, ormai il futuro è parte integrante delle tecnologie del presente, e sembra quasi che le domande tipiche della fantascienza classica abbiano perso il loro fascino di fronte al disincanto fornito dagli odierni processi scientifici e sociologici. Le profondità dello spazio non sono più dotate di quell'aura di mistero che spingeva il nostro sguardo al di là delle stelle, e ora l'attenzione dell'uomo si è spostata verso l'interno, verso l'analisi della nostra psiche e di tutti quei demoni che impediscono alla razza umana di vivere in pace. Forse a causa dei ripetuti periodi di incertezza, di crisi e di allarmi terroristici vari (o presunti tali), ora il nemico non è più fuori, ma dentro di noi. E il fantasy, così come l'horror, è da sempre un genere popolato da tutti quei demoni che altro non sono se non le manifestazioni “fisiche” di ciò che la nostra mente segretamente teme o desidera. Entrambi sono generi tramite cui l'umanità metaforicamente si “confessa”, si psicoanalizza, nella speranza di raggiungere una catarsi e una maggiore comprensione del proprio io. E in questo, rispetto alla fantascienza, il fantastico ha il pregio di garantire una maggiore semplificazione di problematiche etiche, sociali e scientifiche che altrimenti risulterebbero molto più complesse e meno cariche di “sense of wonder”.
Ho sempre trovato sterile e trito questo genere di discussione. Sulla presunta morte della fantascienza vengono aperti dibattiti da decenni, senza arrivare a conclusioni definitive o quantomeno fruttuose. L’unico dato da tenere in considerazione è che la maggiore fruibilità di videogiochi o pellicole cinematografiche ha spostato l’asse d’interesse dalla letteratura, che comunque è sempre stata un fenomeno di nicchia, rispetto al mainstream. Senza contare che ormai il futuro di un tempo fa parte del nostro presente e da un punto di vista esistenziale un approfondimento ‘per scritto’ di certi temi non attrae più. Per quanto riguarda le sorti del fantasy, se il pubblico è prevalentemente femminile, non me ne sono accorta, anche perché continuo a imbattermi più in lettori uomini. Forse le donne sono più sedotte dalle contaminazioni con il rosa e in questo senso recenti saghe sui vampiri hanno centrato il bersaglio, ma i mostri soprannaturali ‘vanno di moda’ sin dai tempi di Omero. L’unica cosa certa è che finché l’uomo si troverà nella condizione di porsi domande in merito a ciò che non può spiegarsi — che sia “Ci sarà vita su quel pianeta?” o “C’è vita dopo la morte?” — i lettori e i telespettatori continueranno a essere affascinati sia dal fantasy che dalla fantascienza.
Se dobbiamo prendere per buone le statistiche che danno per emergente la fiction fantasy (o più generalmente, fantastica) rispetto alla canonica fantascienza, è inevitabile l’approccio sociologico al fenomeno per azzardare una possibile risposta. Per tutti gli anni novanta e il primo decennio del nuovo secolo, spigolando nel settore della Science Fiction e nel suo parco lettori, era frequente imbattersi nella seguente affermazione: Amo la Fantascienza, ma soltanto quella plausibile. Una dichiarazione popolare per quanto, a volte, superficiale. Per plausibilità, infatti, veniva intesa di solito la narrazione di uno scenario tecnicamente realizzabile in un futuro prossimo, basato su assunti scientifici non ancora compiuti ma già noti (almeno in teoria). Altrettando spesso, però, balzava agli occhi come la cosiddetta plausibilità dell’elemento fantastico riguardasse in realtà non i meccanismi di causa ed effetto insiti al racconto, ma il tono generale della narrazione. Sapori noir, quindi, e pulp, emersi in modo sempre più massiccio nella fantascienza del secolo scorso. Si potrebbe anche obiettare che una fantascienza veramente plausibile, legata cioè a presupposti dimostrabili in laboratorio, perde molta della sua connotazione fantastica, e diventa speculazione scientifica, a volte pedante, a volte contraddittoria. Per non parlare del ruolo della soggettività che condiziona l’intero argomento.
2 Bello questo articolo!
E come al solito il Sommo si fa notare per essere un uomo di poche parole ma che arriva al nocciolo ![]()
» postato da Rodia alle 00:52 del 01-03-2010
3 Salve! Fingo di non aver letto nulla di quanto ho letto sopra, e cerco di dire la mia per quanto può valere. Secondo me fantascienza e fantasy sono e restano due cose ben divise, da qualunque parte vada il mondo. Chiaro pero' che parliamo di "generi", i quali sono invenzioni di comodo, nel senso che spesso essi hanno confini in comune, nei quali le carte possono mescolarsi. Per esempio, negli anni '70 esisteva - non so se esista ancora - un genere ibrido peraltro ufficializzato con la coniazione di un apposito termine, che lo definiva: "science fantasy". Storie al confine tra sf e fantasy. Per es.: il (peraltro bellissimo) romanzo di Robert Silverberg "Ali della notte". Ma sono casi che a mio parere non fanno testo, perche' in effetti una divisione rimane. La divisione è data da alcuni elementi ricorrenti, che hanno una loro logica e senza i quali - appunto - si mescolano le carte, ma spesso solo in apparenza, se non in contraddizione. Uno dei pilastri della sf, non ricorrente nel fantasy, è ovviamente l'assenza della magia o del soprannaturale. Vero che - come dice Clarke - ogni scienza molto evoluta può essere vista da estranei come magia, ma ci sono sempre belle differenze tra l'una e l'altra, e se in apparenza possono avere effetti simili, agiscono in contesti diversi e con presupposti e risultati diversi. Mi pare superfluo star qui a elencarli. Altro punto: nel fantasy c'e' sempre l'eroe di turno, c'e' sempre la lotta del Bene contro il Male, dati solitamente - ma non sempre - come concetti decisamente differenti e da non confondere. Il fantasy si richiama a modi di vita e a valori che non sempre (se non quasi mai) si riscontrano nel mondo d'oggi. Il fantasy in definitiva guarda al passato con nostalgia, o almeno con interesse, proponendo - esplicitamente o in modo subliminale - un mondo piu' genuino, non contaminato, piu' ecologico, dai valori ritenuti piu' forti e genuini, nonche' una concezione del mondo che e' sostanzialmente una lotta - anche sanguinosa - per l'esistenza e per l'affermazione dei "veri valori". Per non dire dei modi in cui è solitamente presentata la figura femminile, anche quando l'eroina appare piu' disinvolta. Ho dato un quadro molto schematico del fantasy; eppure potrei dire che, di tutto quanto detto, poco se non nulla, se non il contrario, si trova - solitamente - nella sf. Ovviamente non puo' esistervi la magia ne' il soprannaturale, e se qualche mistero c'è, lo si risolve sempre con il ricorso al razionale, per quanto "fantastico" possa essere nella sua spiegazione. Circa la descrizione degli scenari, nella sf non c'e' assolutamente nulla (ne' potrebbe esserci) di "genuino" o incontaminato: abbondano i paesaggi e gli scenari ecologicamente catastrofici, e nell'uomo cyborg entrano protesi di materiali artificiali o non biologici che vanno a innestarsi in modo "naturale" nella biologia umana, che diventa un ibrido e va a costituire una nuova creatura che partecipa del regno animale ma anche vegetale, minerale, dei virus e tutto il resto. Insomma, nulla della "purezza" e "innocenza" primigenia. Le storie non mirano affatto alla ricostituzione dell'ordine turbato, anche perche' ordine non se ne trova da nessuna parte; al più sono storie in cui si cerca disperatamente di limitare il dilagante disordine, e spesso non si riesce neanche in questo. La fantascienza si rivela figlia diretta della Rivoluzione industriale e cerca di descrivere l'impatto delle relative tecnologie sulla societa' e sull'uomo. La sf è quindi - non lo affermo io, Ballard già lo diceva mezzo secolo fa - la letteratura che meglio ha espresso ed esprime la mediazione fra natura e cultura attuata dalla civiltà industriale e ne evidenzia anche la crisi. Inoltre la sf introduce nella letteratura l'idea di "futuro", cioè del "possibile", come elemento inscindibile dal "reale", mettendo in discussione la neutralità della narrazione, nel senso che mostra come ogni narrazione provenga da un luogo e da un tempo precisi e quindi - come è stato scritto - è illusorio, se non mistificante, assegnare valori assoluti a certe enunciazioni, a certi saperi. Ogni conoscenza è "situata". Giusto l'opposto di quanto accade nel fantasy (di solito), che si appella a valori e saperi "assoluti". E - sempre nella sf - non ci sono eroi incontaminati nè eroine da salvare. Immagino il romanzo "1984" e cerco di immaginare un romanzo fantasy che possa comunicare ciò che ha scritto Orwell. Non solo gli argomenti: anche le atmosfere, le azioni dei personaggi positivi e negativi, le situazioni, il contesto, i significati, le analogie con la nostra società. Per me c'è un abisso di differenza. Certo, se dai significati e le allegorie o le simbologie più dirette, vogliamo passare a interpretazioni più distanti (psicologiche, archetipiche etc.) troveremo magari numerose analogie tra sf e fantasy; ma a questo punto saranno analogie applicabili indistintamente a tutti i generi narrativi, maistream incluso (perche' possiamo dire che molti sono i generi ma una è la Letteratura). E non era questo, credo, il nostro intendimento. Saluti. Vittorio
» postato da Vittorio Catani alle 01:48 del 01-03-2010
4 Ovviamente quanto scritto è riferito al fantasy tradizionale, non all'urban fantasy, su cui non mi esprimo in quanto ne so troppo poco. Ciao, V.
» postato da Vittorio Catani alle 02:19 del 01-03-2010
5 ...Ancora per la serie "La fantascienza sta morendo"? Condivido quanto scritto da Irene: sorvolando sul match fantasy vs sci-fi, che la fantascienza esca dalla porta per rientrare poi dalla finestra è un dato di fatto. Basterebbe dare un'occhiata quanto incassa al cinema la fantascienza (che attinge continuamente dal "pozzo senza fondo" della letteratura di genere...) di questi tempi... Per non parlare di certi libri ispirati a videogiochi di fantascienza di grande successo (e non sto affatto parlando di basse "novelization": leggetevi i romanzi basati su MASS EFFECT o GEARS OF WAR...), tanto che per scriverne alcuni, sono stati chiamati "veterani" del calibro di Raymond Benson e Karen Traviss.
» postato da (Maurizio Landini) alle 09:52 del 01-03-2010
6 «leggetevi i romanzi basati su MASS EFFECT o GEARS OF WAR...), tanto che per scriverne alcuni, sono stati chiamati "veterani" del calibro di Raymond Benson e Karen Traviss.»
Maurizio, forse i tuoi "calibri" hanno bisogno di una ricalibrata
Questi due mi sembrano scrittorucoli mestieranti che non hanno fatto altro che novelization e media related in vita loro. Voglio dire, al loro confronto Kevin J. Anderson è un gigante. Se quella è la nuova fantascienza, meglio morire subito e lasciare un bel cadavere...
S*
» postato da S* alle 10:03 del 01-03-2010
7 Ormai la Fantascienza è diventata la Letteratura Mainstream e il Fantasy "copre" quella fetta di mercato "di genere" che una volta era appannaggio della Fantascienza. Il grande successo dal fantasy, poi, è dovuto soprattutto alla possibilità di prendere protostorie "eterne" (tipo Giulietta e Romeo) e ripassarle "In salsa vampirica" (tanto per citarne una) con una buona possibilità di accaparrarsi tanto pubblico. Il "nerd che legge fantasy" è comunque considerato "più fico" di chi legge fantascienza, almeno così dicono i giovani lettori che ho incontrato. E comunque contrapporre Fantasy e Fantascienza mi fa sempre pensare alla Domanda Fondamentale: "E' più forte Hulk o La Cosa?"
» postato da akmeno alle 11:58 del 01-03-2010
8 Io invece voglio farvi una domanda sulla base di uno scenario vagamente ucronico: Immaginate per un attimo che il fantasy non stia vivendo editorialmente l'età dell'oro della Rowling, della Meyer o della Harris. Immaginate Fantasy e Fantascienza negli stilemi più classici. Ora prendete 10 bravi scrittori di mainstream e chiedete loro di scrivere a scelta un racconto di Fantasy o di Fantascienza, così, per gioco, senza un ritorno economico o pubblicitario. Secondo voi quale sarà il genere più scelto?
» postato da Sergio Donato alle 12:55 del 01-03-2010
9 Su questo argomento mi sono "rotta le corna" tante e tante volte, da esserne sfinita.
Personalmente ritengo che il genere sia un mezzo, dipende da come lo si usa.
Che all'interno del genere "fantastico" vi siano dei sottogeneri, fantasy, fantascienza, horror, onirico ecc ecc, a volte ben definiti, a volte sfumati e contaminati. Ma comunque sottogeneri di un genere solo, il, diciamo "non-realismo".
Questa non sara' una definizione da esperto, sara' rozza ed empirica, ma a me basta, per quel che attiene all'atto pratico di lettrice e scrittrice di genere fantastico.
Tra l'altro sono in buona compagnia: per esempio poco tempo fa, in una intervista sul sito della Lipperini, Joe Lansdale diceva piu' o meno la stessa cosa.
Invece noto spesso che qui da noi in Italia esistono molti appassionati lettori e/o scrittori di un sottogenere, soprattutto fantascienza, che lottano disperatamente per rivendicarne unicita' e purezza, e possibilmente superiorita', ammettendo, se del caso, solo alcune contaminazioni e non altre.
E' una posizione legittima. Ma non e' la mia, e, appunto, sono stanca di scornarmi con sfibranti discussioni in materia, che ultimamente hanno sfiorato spiacevoli risvolti di disagio personale.
Preferisco reagire piu' serenamente alla mia maniera. Cioe', scrivendo quello che ho voglia di scrivere, senza preoccuparmi di che roba sia. ![]()
» postato da dued alle 13:30 del 01-03-2010
10 «Immaginate per un attimo che il fantasy non stia vivendo editorialmente l'età dell'oro della Rowling, della Meyer o della Harris. Immaginate Fantasy e Fantascienza negli stilemi più classici. Ora prendete 10 bravi scrittori di mainstream e chiedete loro di scrivere a scelta un racconto di Fantasy o di Fantascienza, così, per gioco, senza un ritorno economico o pubblicitario. Secondo voi quale sarà il genere più scelto?» Io ho provato. Abbiamo contattato una serie di autori italiani non fantastici - be', prevalentemente nell'ambito del giallo - per chiedere se gli andava di fare un racconto di fantascienza o comunque fantastico per Robot. Nessuno si è degnato nemmeno di prendere la cosa in considerazione. Diversi non hanno neanche risposto. Pazienza, dovremo accontentarci dei nostri scrittorucoli di settore che collaborano volentieri, come Neil Gaiman e soci, e rinunciare a tutti questi grandi autori italiani. S*
» postato da S* alle 14:12 del 01-03-2010
11 Uh devo essermi espresso male! Accidenti, per uno che aspira a scrivere è grave, eh! ^^ Non volevo certo dire che la nuova fantascienza è Karen Traviss e Raymond Benson!
Non leggo solo "scrittorucoli mestieranti" eh ^^
» postato da (maurizio landini) alle 14:23 del 01-03-2010
12 « Io ho provato. Abbiamo contattato una serie di autori italiani non fantastici - be', prevalentemente nell'ambito del giallo - per chiedere se gli andava di fare un racconto di fantascienza o comunque fantastico per Robot. Nessuno si è degnato nemmeno di prendere la cosa in considerazione. Diversi non hanno neanche risposto. Pazienza, dovremo accontentarci dei nostri scrittorucoli di settore che collaborano volentieri, come Neil Gaiman e soci, e rinunciare a tutti questi grandi autori italiani. S*» Ecco. Vorrei buttare una bomba a mano nel forum. Anche se concordo con quanto dice Milena, aggiungendo che il mio romanzo preferito di sempre è Solaris nel quale si trova qualcosa in più a ogni rilettura, la distinzione in generi è insita in ogni cosa. Il mondo così come lo conosciamo non esisterebbe se non ci fossero "i generi". E adesso la bomba... Scrivere fantascienza è più difficile che scrivere fantasy. Attenzione, non sto dicendo che l'una è migliore dell'altra. Credo che un bravo autore alle prime armi con questi generi possa scrivere un godibile romanzo fantasy, ma difficilmente riuscirà a tirare fuori un sufficiente romanzo di fantascienza. Aiutatemi a capire perché, la mia è più che altro una sensazione.
» postato da Sergio Donato alle 14:55 del 01-03-2010
13 « Scrivere fantascienza è più difficile che scrivere fantasy.» Secondo me è il contrario. La fantascienza è molto più varia del fantasy. Scrivere fantasy è molto più difficile perché è molto più difficile essere originali in un genere così ristretto. Difatti non ci riesce quasi nessuno. S*
» postato da S* alle 15:15 del 01-03-2010
15 ««
Scrivere fantascienza è più difficile che scrivere fantasy.»
Secondo me è il contrario.
La fantascienza è molto più varia del fantasy. Scrivere fantasy è molto più difficile perché è molto più difficile essere originali in un genere così ristretto.
Difatti non ci riesce quasi nessuno.
S*»
a mio modesto parere, è più difficile scrivere fantascienza che fantasy, S*, soprattutto perchè la maggior parte dei lettori fy è più "di bocca buona" mentre noi appassionati di sf siamo "demanding" e ci aspettiamo sempre "di più".
la maggior parte del lettori fy apprezza anche le schifezze seriali che ci propinano oggigiorno, condite di amorazzi e vampiri vari...
che ci siano lettori più esclusivi in entrambi i generi non è in discussione, semplicemente, in Italia, vanno per la maggiore scritti non eccelsi di fy, e vendono, mentre lo stesso livello applicato alla sf avrebbe provocato un colossale "ma va a @#[@[!!!!" da tutti.
sono stata abbastanza confusa?
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» postato da Jirel alle 15:30 del 01-03-2010
16 « Secondo me è il contrario. La fantascienza è molto più varia del fantasy. Scrivere fantasy è molto più difficile perché è molto più difficile essere originali in un genere così ristretto. Difatti non ci riesce quasi nessuno. S*» Son stati scritti una decina di romanzi fantasy, il resto è un plagio perenne!
» postato da . alle 15:31 del 01-03-2010
17 « Difatti non ci riesce quasi nessuno. S*» La chiusa è una piccola perla di malizia. Eppure, proprio perché credo che un ottimo narratore possa scrivere della pensione ritirata alla posta senza farti staccare gli occhi dalla pagina, l'accessibilità del fantasy ha più possibilità di raccogliere autori per strada. La fantascienza ha più variabili, è vero, ecco perché è più difficile da scrivere. C'è da "studiare" di più. E, riducendo ai minimi termini, le astronavi, le stelle e i pianeti sono un canovaccio più debole rispetto a maghi, orchi ed elfi su cui è già possibile costruire qualcosa. Forse sono impietoso, ma devo ancora rifletterci, del resto le discussioni servono a questo, no?
» postato da Sergio Donato alle 15:49 del 01-03-2010
18 « a mio modesto parere, è più difficile scrivere fantascienza che fantasy, S*, soprattutto perchè la maggior parte dei lettori fy è più "di bocca buona" mentre noi appassionati di sf siamo "demanding" e ci aspettiamo sempre "di più".» Chissà, forse è proprio questo "demanding" (come lo chiami tu) a rendere la fantascienza dura da masticare in Italia. A me non piace essere un lettore da puzza sotto il naso perché è più chic. Io voglio anche fantascienza da "tutti i giorni", ma che sia scritta bene. Prendi Avatar. C'è quello che c'è sempre stato, ma è raccontato bene.
» postato da Sergio Donato alle 16:05 del 01-03-2010
19 «« Difatti non ci riesce quasi nessuno. S*» La chiusa è una piccola perla di malizia. Eppure, proprio perché credo che un ottimo narratore possa scrivere della pensione ritirata alla posta senza farti staccare gli occhi dalla pagina, l'accessibilità del fantasy ha più possibilità di raccogliere autori per strada. La fantascienza ha più variabili, è vero, ecco perché è più difficile da scrivere. C'è da "studiare" di più. E, riducendo ai minimi termini, le astronavi, le stelle e i pianeti sono un canovaccio più debole rispetto a maghi, orchi ed elfi su cui è già possibile costruire qualcosa. Forse sono impietoso, ma devo ancora rifletterci, del resto le discussioni servono a questo, no?» Ma quanta è la letteratura di fantascienza che ha astronavi, stette e pianeti? Forse meno della metà. Infatti sbaglia chi vuole sempre e solo vedere astronavi, stelle e pianeti al centro della SF, perché al centro c'è l'uomo (inteso come i personaggi e la speculazione sull'animo umano) e non è facile scrivere dell'uomo.
» postato da Otrebla alle 16:06 del 01-03-2010
20 « Ma quanta è la letteratura di fantascienza che ha astronavi, stette e pianeti? Forse meno della metà. Infatti sbaglia chi vuole sempre e solo vedere astronavi, stelle e pianeti al centro della SF, perché al centro c'è l'uomo (inteso come i personaggi e la speculazione sull'animo umano) e non è facile scrivere dell'uomo.» Vero, in molti dei miei romanzi preferiti, le astronavi, le stelle ed i pianeti non ci sono memmeno, eppure li ho sempre considerati sf (che so, Tutti a Zanzibar, Cristalli sognanti, City, Timescape, ecc ecc)
» postato da Jirel alle 16:13 del 01-03-2010
21 Bravo. Hai colto nel segno. Ma chi si avvicina per la prima volta alla fantascienza pensi davvero che non abbia in mente gli stilemi classici, come possono esserlo la compagnia di eroi, la magia e i draghi per il fantasy? Il fantasy ha una base di partenza più "solida" e comprensibile, per questo ha attrattori più forti. Dimenticate per un attimo di essere degli appassionati.
» postato da Sergio Donato alle 16:15 del 01-03-2010
22 «Bravo. Hai colto nel segno. Ma chi si avvicina per la prima volta alla fantascienza pensi davvero che non abbia in mente gli stilemi classici, come possono esserlo la compagnia di eroi, la magia e i draghi per il fantasy? Il fantasy ha una base di partenza più "solida" e comprensibile, per questo ha attrattori più forti.» Mica sempre vero... hanno più appeal per una persona "normale" che segue che ne so, CSI, Derrick o 007 degli elfi emo anoressici o un agente cronotemporale?
» postato da Otrebla alle 16:18 del 01-03-2010
23 «« Scrivere fantascienza è più difficile che scrivere fantasy.» Secondo me è il contrario. La fantascienza è molto più varia del fantasy. Scrivere fantasy è molto più difficile perché è molto più difficile essere originali in un genere così ristretto. Difatti non ci riesce quasi nessuno. S*» Il problema è che se prendi una storia fantasy e la rimastichi, cambiando qualche piccolo elemento, nessuno se ne accorge, o quanto meno, per la maggior parte del pubblico va bene, proprio perché il fantasy (almeno in alcune sue articolazioni) è un genere abbastanza statico e conservatore, se invece rimastichi una storia di fantascienza o sei veramente bravo a metterci dentro qualcosa di nuovo, fosse pure il punto di vista dei personaggi, oppure tutti ti diranno che è una noiosa rimasticatura. Ciao! Lanfranco
» postato da Lanfranco Fabriani 2 alle 16:24 del 01-03-2010
24 Io credo proprio gli elfi emo, perché prendi dentro sia quelli di CSI sia quelli di Everwood.
» postato da Sergio Donato alle 16:26 del 01-03-2010
25 «Il fantasy ha una base di partenza più "solida" e comprensibile, per questo ha attrattori più forti.» Parti dal presupposto che il fantasy abbia più lettori della fantascienza come se fosse un fatto acquisito e duraturo. Non lo è affatto. Il fantasy ha superato la fantascienza da una decina d'anni, al massimo quindici, ed già da diversi anni è in crollo verticale. Entro breve ritornerà a essere una nicchia analoga alla fantascienza o inferiore. Anche perché la fantascienza come genere ha una base popolare molto più vasta. Basta che guardi serie tv, film, videogiochi, pubblicità, eccetera, la fantascienza è enormemente più diffusa del fantasy. Il fantasy ha un vantaggio solo nella vendita libri, seguito ai successi di Harry Potter e ai film di Peter Jackson che l'hanno fatto diventare un genere di moda. Già ora è stato soppiantato dall'Urban Fantasy, che al di là del nome non ha niente a che fare col fantasy vero e proprio. S*
» postato da S* alle 17:47 del 01-03-2010
26 ««Il fantasy ha una base di partenza più "solida" e comprensibile, per questo ha attrattori più forti.»
Parti dal presupposto che il fantasy abbia più lettori della fantascienza come se fosse un fatto acquisito e duraturo.
Non lo è affatto.
Il fantasy ha superato la fantascienza da una decina d'anni, al massimo quindici, ed già da diversi anni è in crollo verticale. Entro breve ritornerà a essere una nicchia analoga alla fantascienza o inferiore. Anche perché la fantascienza come genere ha una base popolare molto più vasta. Basta che guardi serie tv, film, videogiochi, pubblicità, eccetera, la fantascienza è enormemente più diffusa del fantasy.
Il fantasy ha un vantaggio solo nella vendita libri, seguito ai successi di Harry Potter e ai film di Peter Jackson che l'hanno fatto diventare un genere di moda.
Già ora è stato soppiantato dall'Urban Fantasy, che al di là del nome non ha niente a che fare col fantasy vero e proprio.
S*»
non posso che essere d'accordo.
Molti dei fans della Meyer, della Troisi, di Paolini, e di tutti quelli così non hanno mai letto i fondamentali...
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» postato da Jirel alle 17:53 del 01-03-2010
27 « Parti dal presupposto che il fantasy abbia più lettori della fantascienza come se fosse un fatto acquisito e duraturo. » Uhm... Sì, mi hai convinto. Sai qual è il mio "timore"? (Ma questo è un volo pindarico spiccato da un costone cedevole della mia mente) Che l'attrattiva di un fantasy all'"acqua di rose" attragga lettori all'"acqua di rose" e livelli nel tempo la qualità verso il basso, trascinando tutta la letteratura fantastica. Ma qui capisco che sono davvero nel campo delle speculazioni e forse della dietrologia più spicciola.
» postato da Sergio Donato alle 18:17 del 01-03-2010
28 @dued: fai benissimo a scrivere ciò che ti aggrada di più, ma non credo che il discorso fosse questo. Almeno il mio. Quanto a fare scale di valori fra i generi, non ci penso nemmeno, sarebbe grottesco. Ogni letteratura ha i suoi capolavori e le sue schifezze, ogni genere è adatto a descrivere i suoi temi di elezione, in modalità proprie. Al più si può parlare di preferenze personali Ciao a tutti.
» postato da Vittorio Catani alle 20:11 del 01-03-2010
29 Non avrei mai immaginato di leggere certe scempiaggini. Ma come si fa? Visto che la fantascienza è in crisi, si cerca di salvare capra e cavoli dicendo che in fondo anche la fantasy è fantascienza e che anche Tolkien a fatto delle predizioni scientifiche che si sono avverate? E' come rigirare il pugnale nella ferita! Ma fatemi il piacere...
» postato da Batuff alle 20:31 del 01-03-2010
30 In questo articolo non c'è scritto niente di più vero
in libreria ormai ci sono gli scaffali con sopra scritto Fantascienza/Fantasy... il bello è che dentro ci trovi solo il Signore degli Anelli, Cronache del Mondo Emerso o tutte quelle altre porcate sui vampiri e sui lupi mannari che tanto stanno tornando di moda... Asimov, Dick e Silverberg (il povero Gibson invece tra poco non lo si trova neppure su internet) sono tutti riposti in un piccolo angolino, proprio dietro ad Harry Potter, sigh
... non che abbia qualcosa contro il fantasy, assolutamente, ma secondo me stiamo un pò esagerando.
» postato da (PhantomFav ) alle 21:29 del 01-03-2010
31 « Sai qual è il mio "timore"? (Ma questo è un volo pindarico spiccato da un costone cedevole della mia mente) Che l'attrattiva di un fantasy all'"acqua di rose" attragga lettori all'"acqua di rose" e livelli nel tempo la qualità verso il basso, trascinando tutta la letteratura fantastica.» È il mondo che sta scendendo verso livelli di qualità sempre più bassi, Sergio. È abbastanza evidente credo. Se mai un argomento sostenibile potrebbe essere che la fantasy ha più successo della sf oggi per questo motivo, perché è più accessibile a un pubblico che ha meno strumenti culturali e meno impegno da dedicare alla lettura. S*
» postato da S* alle 22:33 del 01-03-2010
32 «In questo articolo non c'è scritto niente di più vero
in libreria ormai ci sono gli scaffali con sopra scritto Fantascienza/Fantasy... il bello è che dentro ci trovi solo il Signore degli Anelli, Cronache del Mondo Emerso o tutte quelle altre porcate sui vampiri e sui lupi mannari che tanto stanno tornando di moda... Asimov, Dick e Silverberg (il povero Gibson invece tra poco non lo si trova neppure su internet) sono tutti riposti in un piccolo angolino, proprio dietro ad Harry Potter, sigh
... non che abbia qualcosa contro il fantasy, assolutamente, ma secondo me stiamo un pò esagerando.»
Be', allora almeno qualcosa di vero c'è scritto, se vai a vedere quello che ho dichiarato io...
S*
» postato da S* alle 22:35 del 01-03-2010
33 «« Sai qual è il mio "timore"? (Ma questo è un volo pindarico spiccato da un costone cedevole della mia mente) Che l'attrattiva di un fantasy all'"acqua di rose" attragga lettori all'"acqua di rose" e livelli nel tempo la qualità verso il basso, trascinando tutta la letteratura fantastica.» È il mondo che sta scendendo verso livelli di qualità sempre più bassi, Sergio. È abbastanza evidente credo. Se mai un argomento sostenibile potrebbe essere che la fantasy ha più successo della sf oggi per questo motivo, perché è più accessibile a un pubblico che ha meno strumenti culturali e meno impegno da dedicare alla lettura. S*» Oh, Dio! Dopo quello che hai scritto, oggi ho scoperto di non essere solo. Ho quasi le lacrime agli occhi. Pensavo di essere una specie parallela a quella umana.
» postato da Sergio Donato alle 10:29 del 02-03-2010
34 Io - non solo io - ho constatato che il fantasy prevale in periodi di crisi. Sembra una faccenda troppo meccanica detto così, ma è vero. Ricordo che dagli anni '70 agli '80 ci fu un passaggio improvviso, repentino. Dalle grandi attese, dal fervore culturale e creativo di fine anni '60 e dei '70 (vedi l'evoluzione della sf, vedi la vera e propria esplosione della musica rock con personaggi ormai mitici e band che oggi ce le sognamo) si passo' di colpo a una specie di auto-isolamento. Dal "sociale" si passò direttamente al "personale", all'individuale. Chiusero molte collane sf, quasi tutte le iniziative piu' interessanti, anche amatoriali, che avevavo dato moltissimo. La sf cominciò a stagnare, poi precipitò del tutto; in Italia restò solo Urania e da dozzine di fanzine ne restarono 3 o 4, se non meno. Contemporaneamente si registro' una espansione strepitosa del fantasy. Fosse stato almeno un fantasy decente: in massima parte era un fantasy ripetitivo, da 4 soldi. Al contempo muto' la societa', mutarono i rapporti di lavoro, l'economia, la cultura, la politica. Eccetera. Ora, da tempo siamo in un periodo di crisi, che non mi pare sia solo crisi economica ma qualcosa di più profondo e generalizzato. E la storia si ripete. E se prima era una dramma, la Storia quando si ripete diventa una farsa... Saluti a tutti.
» postato da Vittorio Catani alle 15:11 del 02-03-2010
35 «Io - non solo io - ho constatato che il fantasy prevale in periodi di crisi. Sembra una faccenda troppo meccanica detto così, ma è vero. Ricordo che dagli anni '70 agli '80 ci fu un passaggio improvviso, repentino. Dalle grandi attese, dal fervore culturale e creativo di fine anni '60 e dei '70 (vedi l'evoluzione della sf, vedi la vera e propria esplosione della musica rock con personaggi ormai mitici e band che oggi ce le sognamo) si passo' di colpo a una specie di auto-isolamento. Dal "sociale" si passò direttamente al "personale", all'individuale. Chiusero molte collane sf, quasi tutte le iniziative piu' interessanti, anche amatoriali, che avevavo dato moltissimo. La sf cominciò a stagnare, poi precipitò del tutto; in Italia restò solo Urania e da dozzine di fanzine ne restarono 3 o 4, se non meno. Contemporaneamente si registro' una espansione strepitosa del fantasy. Fosse stato almeno un fantasy decente: in massima parte era un fantasy ripetitivo, da 4 soldi. Al contempo muto' la societa', mutarono i rapporti di lavoro, l'economia, la cultura, la politica. Eccetera. Ora, da tempo siamo in un periodo di crisi, che non mi pare sia solo crisi economica ma qualcosa di più profondo e generalizzato. E la storia si ripete. E se prima era una dramma, la Storia quando si ripete diventa una farsa... Saluti a tutti. » Interessante analisi. Anche se io non parlerei tanto di crisi economica, quanto di crisi culturale, o sociale. Ci sarebbe poi da capire il rapporto di causa-effetto... E' la crisi che genera la moda della fantasy o è la fantasy che provoca la crisi cultuale?
» postato da Batuff alle 18:03 del 02-03-2010
36 @Vittorio Catani: sono d'accordo con te. Ritengo che la causa di tutto ciò sia dovuta al fatto che la fantascienza viene vista ancora oggi (nonostante siano esistiti i vari Ballard, Brunner, Gibson ecc.) un genere positivista. Inoltre anche la branca più pessimista della SF rigira il coltello nella piaga del lettore speculando sulle possibili conseguenze delle crisi in atto (pensiamo ai vari romanzi post-apocalittici). La Fantasy, per la natura delle premesse, forse è più rassicurante nel suo aspetto conservatore, anche quella post apocalittica racconta di mondi diversi, per certi aspetti più semplici, di sentimenti più forti, di ambiguità ridotte (senza stare a scomodare le analogie fra la Mordor di Tolkien e l'Inghilterra del periodo della rivoluzione industriale).
» postato da Giovanni Bonenti alle 10:22 del 07-03-2010
37 Direttamente dall'articolo « Quando tante cose ipotizzate come scienza fantastica si sono avverate, il genere è stato percepito troppo realistico e troppo poco fantastico. » quanta verità. comunque penso anche io che molto della situazione attuale, dipenda da una domanda maggiore di "lettura d'evasione poco impegnativa", mentre la fantascienza tende ad essere una lettura spesso introspettiva ed elaborata. e poi, secondo me, la fantascienza non ha saputo pubblicizzarsi con le nuove generazioni, o le nuove generazioni si vergognano troppo di dire che leggono fantascienza in una società adolescente che si è edificata sul fantasy.
» postato da Joshi Spawnbrood alle 15:49 del 22-03-2010
38 Trovo molto interessanti l'intervento di VIttorio Catani e anche quello di Giovanni Bonenti. Da un lato, il sempre più evidente e apparentemente inevitabile declino (economico, ma anche culturale, anagrafico e demografico) dell'Occidente spinge probabilmente il pubblico a rifugiarsi in generi più rassicuranti e consolatori come il fantasy (o meglio, certo fantasy commerciale), dall'altro è ormai da decenni che monta una sempre più evidente avversione da parte della 'gente' verso la scienza, la tecnologia e il progresso in generale, visto come un regresso (e viceversa il passato viene indebitamente idealizzato, inventando età dell'oro che non sono mai esistite). SI vedano le proteste contro gli OGM, le paure che suscitano i progressi dell'ingegneria genetica, soprattutto se applicata all'uomo, un certo eco-fondamentalismo che prende sempre più piede, ecc. In quest'ottica, potremmo vedere il boom del fantasy (ripeto, del fantasy dozzinale, ben diverso - chessò - da quello di un R.E.Howard) come indicativo di un'evidente fase regressiva del pubblico occidentale, il quale preferisce rifugiarsi nelle vecchie fiabe di una volta, riviste e corrette ma sempre prevedibili e con un lieto fine, piuttosto che affrontare i suoi problemi e soprattutto quel futuro che appare così deprimente e agghiacciante (riscaldamento globale, terrorismo islamico, sorpasso asiatico, invecchiamento della popolazione e graduale estinzione dell'uomo bianco, inquinamento ed esaurimento delle risorse, ecc. ecc.). Un tempo ormai lontano, si sperava o si credeva ciecamente che la scienza avrebbe fornito le soluzioni a ogni problema. Oggi questa fede si è perduta e di fronte alla crisi economica si tagliano i fondi per i viaggi spaziali. La Luna non è mai stata lontana quanto lo è oggi.
» postato da (Valentino Colapinto) alle 11:32 del 06-04-2010
39 Aggiungo che la fantascienza è assieme al giallo classico un genere letterario eminentemente "cognitivo", basato ossia sulla razionalità (what if?): tralasciamo ovviamente la sf del periodo pulp, che era prevantemente avventurosa. E infatti la sf che trionfa nei cinema e nei videogiochi è una sf puramente d'avventura e d'azione, che "novelizzata" rende ben poco. In quanto genere cognitivo, la sf letteraria è quindi molto più "cervellotica" e impegnativa, e attira poco il lettore odierno, il quale preferisce il fantasy commerciale, sicuramente più prevedibile, rassicurante e consolatorio, oltreché immediatamente comprensibile (il maghetto, il drago, l'orco cattivo, il vampiro buono...). Del resto, questa è un'epoca che dà molta più importanza alle emozioni che alla ragione... diciamo che siamo in un periodo neo-romantico e che quindi la sf non ha al momento un humus fertile su cui crescere. P.S. Sono pienamente d'accordo con chi ha scritto che la sf è un genere difficile. Secondo me, è il genere più difficile in assoluto da scrivere, perché richiede conoscenze scientifiche e tecnologiche e anche una profonda familiarità con il genere, altrimenti si rischia di inventare l'acqua calda. Il fantasy mi sembra molto più abbordabile come genere e i lettori di fantasy mi sembrano anche più di bocca buona rispetto agli esigentissimi appassionati di sf. Spesso si tratta di"young adults" che ignorano di leggere una minestra riscaldata più e più volte. P.P.S. Parallelamente al declino della sf è scomparso anche il giallo classico, il vecchio enigma della camera chiusa, soppiantato da thriller e noir: è solo una coincidenza? O forse il lettore oggi non vuole più ragionare, ma solo essere preso per la pancia da generi meramente "emotivi" come questi, l'horror e il fantasy?
» postato da (Valentino Colapinto) alle 11:53 del 06-04-2010
40 @ Valentino Colapinto: che la gente - in genere - oggi voglia essere rassicurata e desideri, consapevolmente o meno, un "ordine" che raccolga i cocci della società attuale, sempre più ingombranti (altro che problema dei rifiuti...), a me sembra abbastanza evidente, ma evito di entrare in politica
Purtroppo è difficile inventarsi un futuro, in un periodo in cui l'orizzonte ricalca grigiamente il presente; e se lo si può intuire - quale risultato di quanto accade - non può certo essere un futuro che rallegra (salvo miracoli). In questo, il cyberpunk aveva già visto giusto in modo straordinario, col suo scenario metropolitano asfissiante, claustrofobico, ripetitivo anzi eterno, di gente divisa sostanzialmente in due classi una delle quali destinata a sopravvivere più che a vivere in un mortale luna park tecnologico. Vero anche che ormai la sf sia un genere difficile: la sf è divenuta una narrativa "specializzata": se non ne hai letto a vagonate, rischi di scoprire l'acqua calda. E' il caso - purtroppo - di numerosi nuovi autori, che obiettivamente non hanno potuto aver modo di "vivere" le varie epoche della sf, con le sue tematiche e tutte le relative varianti. Per non dire di autori mainstream che ora si degnano di prestarsi alla sf (fra i quali Avoledo, che pure e' tra i migliori): nel più felice dei casi, dicono - credendo di far chissà cosa - ciò che Dick aveva già detto mezzo secolo fa. Quanto al giallo classico, non so. Certo che esso era congegnato in modo che alla fine l'ordine turbato doveva essere ricostruito (scoperta e punizione del delinquente o assassino). Da questo punto di vista, dovrebbe rientrare tra i generi "rassicuranti" e quindi andare a gonfie vele. Ma forse è la formula, a essere divenuta poco in sintonia. Forse andrebbe ri-creato. Ora risolverà tutto Maurizio Costanzo
» postato da Vittorio Catani alle 14:57 del 06-04-2010
41 Molto interessanti le vostre considerazioni. Mi trovano d'accordo.
Vorrei aggiungerne alcune:
Credo che la crisi della SF dipende molto anche dalla gran quantità di monnezza che viene (veniva...) pubblicata sotto questa etichetta di genere.
Mio zio era un gran lettore di SF, aveva centinaia di romanzi urania ed io ho avuto la possibilità di "annusarne" molti e di leggerli alcuni... molti (forse la maggioranza) erano spazzatura.
Io mi sono cmq appassionato al genere e col passare degli anni ho imparato a scegliere un po' quali leggere e come evitare la "spazzatura"; ma chi si avvicinasse al genere e si becca proprio uno di questi numerosi romanzi mediocri... cosa penserebbe? ... SF= spazzatura
...Insomma ci vorrebbe una maggior severità nella selezione di cosa viene pubblicato nelle collane SF, al fine di innalzare un po' la qualità generale del materiale pubblicato.
Mentre, invece, il FantasY è molto molto spesso qualcosa di cmq leggibile, abbordabile... e quindi apprezzabile. Come è già stato detto, forse occorre meno impegno e meno "preparazione" per apprezzare o cmq leggere FY confronto alla SF.
Altra personale considerazione: molti scrittori sf moderni si scervellano per cercare di creare qualcosa di nuovo, di originale. Spesso fallendo. Io credo che oggi sia molto difficile creare buona sf veramente originale, nel genere è stato scritto talmente tanto e di tutto che credo che sia ormai una cosa prerogativa solo di autentici geni, veri fuoriclasse.
Credo, perciò, che sarebbe meglio e più producente che chi scrive si concentrasse nel cercare una buona storia e di raccontarla bene. Non importa se non è originalissima, l'importante è che sia una bella storia, piacevole da leggere, che faccia un po' sognare e un po' riflettere come deve fare la buona e vera Fantascienza. I "capolavori", i romanzoni super complessi, super costruiti, con centinaia e centinaia di pag., con decine di personaggi, con velleità di saga... lasciamoli ai rari geni. Noi ci accontentiamo di normale, semplice ma buona SF .
» postato da senji alle 00:09 del 07-04-2010
42 Per Senji: non sono molto d'accordo su quanto affermi e ora ti spiego perché.
Come diceva il buon vechio Theodore Sturgeon (scrittore di fantascienza) con la sua celebre legge, "Il novanta per cento della fantascienza è spazzatura, ma in effetti il novanta per cento di tutto è spazzatura".
Che sia stata pubblicata (e continui a esserlo) molta sf di cattiva qualità, nessuno può negarlo. Ma questo vale per qualsiasi genere letterario (dal noir all'horror), ivi compreso il fantasy.
Mentre però, come ha fatto giustamente notare qualcuno, la sf è stata capace di produrre nel secolo passato grandissimi scrittori (ormai citati anche nelle storie della letteratura mainstream) e capolavori eterni della letteratura, non mi sembra che il fantasy, finora, sia stato capace di fare altrettanto.
Anzi, se il 90% della sf è spazzatura, oserei dire che lo è anche il 99% del fantasy, se escludiamo i rarissimi autori innovativi e di qualità, come un George R.R.Martin o un Neil Gaiman.
Il fantasy potrebbe dare molto ma molto di più, eppure mi sembra si stia riducendo a un genere puramente commerciale ed escapista, come - per intenderci - la letteratura rosa.
Non a caso forse, il sottogenere fantasy più di successo è proprio il paranormal romance, che fonde il romanzo rosa con quello fantastico, quella a cui appartiene di diritto la serie di Twilight, erroneamente classificata da alcuni come 'horror' (al posto dei vampiri, potremmo metterci gli elfi, i folletti o gli angeli e non cambierebbe nulla: magari sarebbero solo meno sexy e trendy).
Anche la letteratura rosa, come il fantasy, è nata a seguito da capolavori scritti da grandi scrittori, come Jane Austen o le sorelle Brontë (vedi R.E.Howard o Tolkien, ecc.), ma poi si è ridotta a produrre romanzetti in serie, consolatori e prevedibili, destinati a un pubblico di bocca buona, che vuole solo sognare ed evadere...
Paragone azzardato? ![]()
» postato da (Valentino Colapinto) alle 09:19 del 07-04-2010
43 Quello che dici è giusto ma secondo me (da lettore anche fantasy) un mediocre romanzo FY è cmq meglio di un mediocre romanzo SF.
La fantasy, perlopiù, anche se mediocre rimane cmq leggibile, decente... magari noiosa, banale, ripetitiva, poco avvincente ma cmq decente.
La fantascienza mediocre, quando veramente mediocre, è una vera spazzatura! Mi sono capitati romanzi che ti fanno pensare... ma che cavolo è 'sta roba? Ma lo scrittore era un pazzo schizofrenico? Ma come si fa a pubblicare una tale schifezza?
E con questo mi riallaccio anche ai discorsi fatti prima: anche io credo che sia molto più difficile scrivere SF che FY, almeno intendendo buona (o almeno decente) fantascienza. Come è già stato detto, forse dipende dal target medio dei lettori (quelli sf + esigenti) o dal fatto che i canoni "fissi" della FY sono più precisi e "facili" di quelli più sfumati e complessi della SF... Onestamente non saprei... fatto sta che trovare sf decente è più difficile che trovare fy decente, almeno secondo me.
Infine, sono d'accordo con il resto di quanto scrivi, aggiungerei che il successo FY potrebbe essere legato anche ad una sorta di reminiscenza culturale che ci deriva dalla nostra infanzia... insomma chi di noi non è cresciuto tra fiabe e favole varie, cavalieri e principesse, boschi incantati e magie varie? Tutto ciò avrà lasciato qualche traccia nel nostro inconscio... no?! ![]()
» postato da senji alle 12:02 del 08-04-2010
44 «Quello che dici è giusto ma secondo me (da lettore anche fantasy) un mediocre romanzo FY è cmq meglio di un mediocre romanzo SF. La fantasy, perlopiù, anche se mediocre rimane cmq leggibile, decente... magari noiosa, banale, ripetitiva, poco avvincente ma cmq decente. La fantascienza mediocre, quando veramente mediocre, è una vera spazzatura! Mi sono capitati romanzi che ti fanno pensare... ma che cavolo è 'sta roba? Ma lo scrittore era un pazzo schizofrenico? Ma come si fa a pubblicare una tale schifezza?» Fantascienza e fantasy hanno parecchi punti in comune, cambia solo il meccanismo di sospensione della realtà e quello su cui si regge. Questo perché nel fantasy tutto l'impossibile viene giustificato a colpi di magia e paranormale assortito. Inoltre nel caso della fantascienza non basta "copiare" modelli di riferimento per il proprio universo narrativo, bisogna tener conto di cosa è cambiato nel frattempo, anche se si usa un universo narrativo canonico bisogna rivedere e riaggiornare tutto per adattasi alla "percezione del futuro", mentre invece il fantasy si basa molto di più sulla "percezione del passato" (o a volte, del presente). Nel caso del fantasy questo permette a scrittori mediocri di copiare tali e quali contesti ed universi narrativi per nuove storie, basta solo che siano bravi a raccontare una storia. Poi c'è anche da dire che per varie ragioni viene presentata come fantascienza della roba che in realtà è vero e proprio fantasy o satira politico/sociale, oppure altra roba che solo perché è ambientata nel futuro viene considerata fantascienza. E' per questo che se non si sa con chi si ha a che fare è più facile che un libro presentato come SF sia una boiata assurda per chi si aspetta "vera" fantascienza.
» postato da L.MCH alle 18:01 del 08-04-2010
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1 Bè, se consideriamo che SHANNARA -una delle saghe fantasy per eccellenza più famose di sempre- è in realtà ambientato non in un 'universo immaginario' ma sulla nostra Terra del futuro... bè... direi che abbiamo un esempio perfetto di 'fantasy fantascientifico' o 'fantascienza fantasy' xD Tra l'altro sebbene nei primissimi romanzi -la Trilogia- il riferimento al nostro mondo è solo accennato, man mano questa caratteristica viene fuori in maniera più decisiva, specie ne "Il Druido di Shannara" e in tutto il ciclo "Il Viaggio della Jerle Shannara". Per non parlare de "La Genesi di Shannara", prequel di tutta la saga ambientato proprio al tramonto della 'nostra' epoca e all'alba di quella che porterà alla formazione delle Quattro Terre (il 'setting' di Shannara)
» postato da Lorix alle 00:48 del 01-03-2010