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Parole più che condivisibili quelle di Oreste del Buono nei confronti di Lino Aldani, scritte per l’introduzione all’antologia Parabole per domani, uscita nel 1987 per Solfanelli Editore.
Non solo. A nostro avviso del Buono mette in luce alcune fondamentali caratteristiche della narrativa dello scrittore di San Cipriano Po, provincia di Pavia, che sono presenti anche in
Quando le radici, ora ristampata da Giuseppe Lippi in Collezione Urania n. 80 (Mondadori, settembre 2009), e pubblicato per la prima volta nel 1977, nella collana Science Fiction Book Club (numero 49), curata allora da Gianni Montanari per La Tribuna Editrice di Piacenza, e poi ristampato già nel 2001 nell’antologia Millenium di Aldani e Ugo Malaguti (Perso Libri, aprile 2001).
Aldani — scomparso lo scorso 31 gennaio per una incurabile malattia polmonare — è nato a nato a San Cipriano Po, il 29 marzo 1926. Esordisce nel mondo della fantascienza con il racconto Dove Sono i vostri Kumar?, apparso sul numero 52 della rivista Oltre il Cielo (Edizioni “esse”, Roma). Nel 1963, insieme a Massimo Lo Jacono e Giulio Raiola fonda la rivista Futuro, che pur venendo pubblicata per soli sette numeri, è uno dei più interessanti prodotti editoriali della nostra fantascienza. Aldani è anche autore del primo saggio sulla fantascienza mai apparso in Italia, dal titlo La Fantascienza, pubblicato nel 1962 dalla casa editrice La Tribuna di Piacenza. I suoi racconti sono stati tradotti in molte lingue, tra cui si considerano i migliori Buonanotte Sofia, Domenica Romana, Trentasette Centigradi e Visita al Padre.
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