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La vera e la fanta scienza

La scienza suscita emozioni? Se lo chiede Riccardo Valla in questa nuova puntata della sua rubrica.


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Recentemente, scrivendo la postfazione di un romanzo di A.E. van Vogt, Crociera nell'infinito, terminavo con un paragrafo intitolato: “Fu vera scienza?” che parlava del rapporto — alquanto disinvolto — tra van Vogt e le discipline scientifiche. Teniamo presente che all'epoca in cui van Vogt è giunto in Italia, non soltanto i suoi superuomini facevano sognare i lettori — lo slan Jommy Cross che disponeva di armi atomiche segrete, Hedrock che nella sua “tuta da lavoro” era pronto (“a ogni livello, mentale, fisico e molecolare”) a imporre il suo volere per il bene dell'umanità — ma un senso di meraviglia era destato anche dalle scienze vanvogtiane,le discipline scientifiche dai nomi altisonanti: la similarizzazione, il connettivismo, l'energia tempo. Ora, è facile lasciarsi affascinare dalle imprese dei superuomini — altruistici o vendicativi che siano — dagli eroismi di Sandokan o di D'Artagnan o d'Edmond Dantes e magari di quella Primula Rossa che piaceva a Farmer, ma lanciare un leopardiano “l'armi, qua l'armi!” perché il trasporto verso le scienze è troppo forte…be', è un evento assai più raro. Che la scienza o la tecnica siano capaci di destare emozioni può forse essere vero, ma mi viene sempre alla mente un episodio di un film con Matthau e Aykroyd, Lo strizzacervelli. Aykroyd si sostituiva a uno psicologo che teneva un programma alla radio e dava risposte non convenzionali. Gli telefona un tale che non riesce a trattenersi; basta  che pensi alla parola “sesso” per eccitarsi. Allora Aykroyd gli risponde, professionale: “Tu sei affetto da una grave eiaculazione precoce, ma non devi preoccuparti. Ora tentiamo una cura. Devi pensare a qualcosa che non possa assolutamente eccitarti. Per esempio a riparare la trasmissione di una Dodge automatica del 61. Funziona sempre con me. Immagino mentalmente di infilarmi la tuta e i guanti, scivolo sul pavimento sotto il motore, seguo il tubo e arrivo al giunto dove mi fermo un po' a giocherallare con la leva…” Mugolii dell'ascoltatore. Aykroyd non s'interrompe: “Poi arrivo al cambio di marcia e levo tutto, sfilo la coppa e allargo la fessura dell'ingranaggio…” Lamenti eccitati dell'ascoltatore. Aykroyd commenta, perplesso: “Ma tu ti stai eccitando per la trasmissione di una Dodge del '61! Forse è meglio che venga a trovarmi in studio…”.

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Autore: Riccardo Valla - Delos Science Fiction 119 - Data: 1 novembre 2009

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Commenti

1 Ballard è un genio. Una frase come "gli strati pseudogeologici delle ere termonucleari, microsecondi di durata" è da orgasmo multiplo. Bellissima. Mentre: "Cosa troveremo in questa tomba egizia che da cinquemila anni non è mai più stata vista dall'occhio umano? Un altro tesoro di Tutankamen? Monili?... oppure, come le tante volte che gli archeologi sono rimasti delusi, gli antichi ladri di tombe sono già passati di qui?" come minimo causa disfunzioni erettili ed impotenza. Chi l'ha detto che la scienza debba essere condita di sciocchezze per causare emozioni?

» postato da Batuff alle 23:30 del 09-11-2009

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