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Nel 1909 veniva pubblicato il racconto The Machine Stops del britannico E.R. Forster, meglio noto per il romanzo Passaggio in India (1924). Si narra di un'umanità relegata sotto terra, perché la superficie non è più abitabile (tema assai fertile per la produzione fantascienza successiva). Ai bisogni basilari dell'uomo provvede la Macchina, che fornisce in automatico cibo, posti letto e altri beni di prima necessità. Anche i contatti interpersonali passano attraverso la Macchina, con modalità che oggi potremmo definire da social network ante litteram. Con il tempo si è persa cognizione sulle logiche della Macchina, per cui subentra una sorta di fede cieca nel suo funzionamento. Qualcosa ovviamente va storto.
Siamo nel 1909 e Forster parla già di schiavitù tecnologica, dodici anni prima che Karel Capek coniasse il termine robot, non a caso derivato dal termine ceco per schiavitù, nel suo dramma fantascientifico R.U.R. (I robot universali di Rossum). Da allora il rapporto conflittuale fra umanità e progresso tecnologico è stata una delle tematiche portanti della fantascienza. L'autore anticipa anche alcuni moderni timori come quello della frammentazione sociale, che può nascere da media la cui fruizione avvenga in termini troppo individualistici (televisione e internet, in primis).
Il racconto è stato adattato in un episodio della serie britannica Out of the Unknown (andata in onda fra il 1965 e il 1971), nel 2004 è divenuto una rappresentazione teatrale a firma dell'americano Eric Coble e ora ritorna in un cortometraggio, realizzato in gran parte in digitale, da parte dei fratelli Freseir (giovani registi americani). Ve lo proponiamo di seguito.
Per chi fosse interessato a leggere il testo originale, fra le risorse di rete troverà il link al testo completo online (in inglese). Il racconto è stato tradotto in italiano con il titolo La macchina si ferma o L'arrestarsi della macchina e pubblicato sia da Nord sia da Garzanti in varie raccolte.
Abbiamo ricevuto comunicazioni dalla SIAE secondo cui ora per pubblicare trailer e video occorrerebbe una licenza della SIAE stessa. Una licenza con costi elevati, restrizioni e in generale del tutto priva di senso per concedere la pubblicazioni di quelli che sono quasi sempre in sostanza filmati pubblicitari.
La richiesta della SIAE a nostro avviso non è sostenuta dalla legge, tuttavia portiamo avanti la nostra protesta per il momento non pubblicando più alcun filmato.
2 «Già cent'anni fa le macchine ci dominavano Nel 1909 il racconto The Machine Stops di E.R. Forster anticipava alcuni dei temi più importanti della fantascienza sucessiva. Oggi ritorna in un cortometraggio realizzato quasi interamente in digitale. Ve lo proponiamo. Leggi l'articolo.» nuuuu pensa che lo ho appena acquistato! attualmente invece sto leggendo il tallone di ferro, e anche lì c'è una bellissima riflessione sulle macchine. cito: Quando ogni Paese si troverà in possesso di beni in eccedenza inconsumabili e invendibili, il sistema capitalistico crollerà sotto l'enorme peso dei profitti che ha accumulato, e quel giorno non ci sarà alcuna distruzione di macchine, bensì la lotta per il possesso di esse. Se il lavoro ne uscira vincitore il vostro cammino sarà più facile. Il mondo intero entrerà in un nuova e prodigiosa era. La vita, anzichè essere schiacciata dalle macchine, sarà resa da essa più bella. Come membri della media borghesia abolita, insieme alla classe dei lavoratori, la sola che sopravviverà, parteciperete all'equa ripartizione dei prodotti di quelle macchine meravigliose. E noi, noi tutti, ne costruiremo di più meravigliose anocra. Non ci sarà mai più ricchezza non consumata, perchè non esisteranno più profitti. Questo è jack London nel 1908, in uno straordinario romanzo del 1908. Un esempio fantastico si Soft Science Fiction prima ancora della SF! Bello bello!
» postato da Adidja Palmer alle 19:24 del 27-11-2009
3 Andrea: mi do quattro da solo!
Palmer: grazie per la segnalazione, ho aggiunto il tallone di ferro alla lista, assolutamente da leggere!!!!
» postato da AleMure alle 21:39 del 27-11-2009
4 «Questo è jack London nel 1908, in uno straordinario romanzo del 1908. Un esempio fantastico si Soft Science Fiction prima ancora della SF! Bello bello!» Vero, un romanzo straordinario anche considerato che è un romanzo socialista scritto da un americano. Sé
» postato da S* alle 22:46 del 27-11-2009
5 ««Questo è jack London nel 1908, in uno straordinario romanzo del 1908. Un esempio fantastico si Soft Science Fiction prima ancora della SF!
Bello bello!»
Vero, un romanzo straordinario anche considerato che è un romanzo socialista scritto da un americano.
Sé»
io lo trovo stupefacente. Certo, a tratti sembra un pò un compendio di "socialism for dummies" e la storia, stringi stringi troppo spesso sembra il resoconto di un convegno o un dibattito. Con questo non voglio scoraggiare nessuno, perchè il romanzo è così pregno di ardore, volontà e speranza in un futuro migliore per tutti che le pecche dell'intreccio rimangono tranquillamente in secondo piano. Insomma non vorrei sembrare negativo: ci sono tre elementi che per inventiva rapportata a 100 e passa anni fa sono strabilianti. Primo: la protagonista è una donna che narra le vicende del marito che è piuttosto un co-protagonista per questo motivo; secondo: le note a piè di pagina, sono redatte da un ipotetico commentatore futuro di 700 anni dopo; terzo: in queste note c'è tutto un altro romanzo futuro, con poche indiscrezioni dell'ipotetico commentatore si capisce molto della civiltà futura; quarto: questo escamotage consente all'autore di creare un ambiente letterario dove il lettore viene indotto a pensare nella veridicità di quanto accade nel presente, essendo una cronaca 1 a 1 dell'epoca, "semplicemente" confermando gli accadimenti nelle note.
Geniale.
Quando avrò un figlio/a, farò in modo che lo legga.
Ps: Sè?!?
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» postato da Adidja Palmer alle 01:47 del 28-11-2009
6 scusate riuppo il post perchè lo sto leggendo in questo momento e poi per ricordarmi di vedere il filmato allegato
ops: ![]()
» postato da Adidja Palmer alle 15:56 del 09-12-2009
Puoi continuare la discussione sul forum
1 termine cieco? Bocciato!
» postato da Andrea Liscio alle 19:05 del 27-11-2009