I figli dell'invasione

John Wyndham, I figli dell'invasione (The Midwich cuckoos, 1957) - FANTASCIENZA - Mondadori - Urania Collezione - 2012 - traduttore: Giorgio Monicelli - pagine 280 - prezzo 5,90 euro - giudizio: eccellente

Lo scrittore britannico John Wyndham, il cui nome completo è John Wyndham Parkes Lucas Beynon Harris, è stato uno dei più importanti esponenti della scuola catastrofica inglese.

E' vero che negli anni cinquanta e sessanta le opere basate sull'apocalisse atomica furono innumerevoli, ma gli autori britannici non si limitarono all'atomo, inventandosi svariati e fantasiosi cavalieri dell'apocalisse e lasciando la loro particolare impronta sul genere. Piante mutanti, un vento continuo e incessante, un inverno senza fine, troppa o troppa poca acqua, malattie degli uomini o delle graminacee, una vera e propria panoplia di strumenti per l'estinzione.

Tra le varie catastrofi non poteva mancare il tema dell'invasione aliena: iniziato da Herbert G. Wells, sempre un inglese, questo filone era già stato declinato in decine di varianti quando Wyndham scrisse I figli dell'invasione.

Naturalmente raccontare l'assalto di una flotta spaziale armata di raggi della morte ma sconfitta da un geniale scienziato non è da Wyndham, nel suo romanzo l'invasione assume una forma decisamente singolare, anche se non meno pericolosa.

 

Di ritorno da Londra, dove hanno festeggiato il compleanno del marito, i coniugi Gayford vengono fermati dalla polizia sulla strada per Midwich, il tranquillo paesino dove abitano.

E' evidente che qualcosa di strano sta succedendo, l'agente che li ha fermati non ha in effetti idea di cosa stia davvero succedendo, anche se il traffico di mezzi militari lascia presagire niente di buono.

Richard e Janet non sono tipi da lasciarsi convincere facilmente, così provano a passare tagliando per i campi, ma cadono svenuti prima di raggiungere il paese.

Recuperati grazie a una pertica i coniugi rinvengono e scoprono l'assurda verità: Midwich è isolata dal resto del mondo da una linea invisibile, oltrepassata la quale si cade privi di conoscenza. Al centro del cerchio, o meglio della cupola, c'è un misterioso oggetto argenteo, che sembra essere un'astronave, e probabilmente è la causa di quanto sta succedendo.

Improvvisamente lo strano fenomeno scompare, gli abitanti di Midwich si risvegliano, si contano undici morti, ma gli altri apparentemente stanno bene, il misterioso oggetto fotografato dagli aerei è scomparso, nessuno ha una valida ipotesi per spiegare cosa sia successo tra la notte del 26 e il mattino del 28 settembre.

Tra mille domande la vita normale riprende, almeno sino a quando un altro fatto sconvolgente irrompe nella tranquillità di Midwich: tutte le donne in età fertile attendono un bambino. Quando vengono alla luce i trentun maschi e le trenta ragazze frutto delle misteriose gravidanze solo gli occhi, che hanno un forte tonalità dorata, indicano che non tutto è normale.

In seguito emergono altre stranezze, i bambini hanno uno sviluppo estremamente precoce e sono in contatto tra di loro, addirittura sembra che maschi e femmine formino due supergruppi, più che un insieme di individui.

Nonostante questo le cose scorrono abbastanza tranquille, sino a quando Jim Pawle, un ragazzo del posto, investe uno dei bambini, ferendolo in modo serio.

Subito dopo l'urto Pawle riparte a forte velocità e si schianda contro la chiesa, restando ucciso sul colpo; l'inchiesta decreta che il giovane, in preda al panico per l'incidente, ha tentato la fuga schiantandosi nel tentativo.

Gli abitanti di Midwich sanno invece che sono stati i bambini a obbligare Pawle a suicidarsi, grazie a una sorta di controllo mentale, ormai è evidente che l'uomo ha di fronte un formidabile avversario, pronto a disputargli il dominio e la stessa esistenza.

 

C'è qualcosa nei romanzi di John Wyndham che mi attira irresistibilmente.

Certamente opere con una solida trama, una buona idea di base e personaggi credibili sono comunque piacevoli, ma lo scrittore inglese sa metterci qualcosa di più. Forse è lo stile semplice e ironico con il quale racconta situazioni terribili, o forse è la sensazione che una sorpresa ci aspetti appena girata la pagina, comunque sia difficilmente riesco a mettere giù un suo libro, una volta iniziato a leggerlo.

Scritto più di mezzo secolo fa I figli dell'invasione ha un certo sapore retrò, oggi nemmeno nella più puritana campagna inglese ci si scandalizzerebbe se una donna non sposata rimanesse incinta.

A parte questo dettaglio le reazioni degli abitanti di Midwich sono raccontate in modo magistrale, ben presto la piccola comunità si fa la fama di essere abitata da gente strana, molto strana, e il disagio si tramuta in rabbia e ribellione.

Il bizzarro braccio di ferro tra i bambini e la popolazione è destinato a finire in modo tragico, la consapevolezza del pericolo cresce lentamente, mentre la risoluzione della vicenda arriva in modo inaspettato, un colpo di scena da maestro della fantascienza.

Da questo romanzo sono stati tratti due film con il medesimo titolo: Il villaggio dei dannati diretto da Wolf Rilla nel 1960 e il remake girato nel 1995 da John Carpenter, il primo diventato un classico del genere.

 

Autore: Giampaolo Rai - Data: 9 dicembre 2012

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Commenti

1 Ottima recensione: ha centrato bene i punti di forza della storia. Bravo Rai. Se qualcuno ancora non conosce questo romanzo, approfitti dell'occasione e se lo compri. Sono opere così che ti fanno amare per sempre la fantascienza.

» postato da Franco Piccinini alle 21:09 del 06-02-2013

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