Strana cosa la fantascienza, ci dà modo di immaginare il futuro ma anche di guardare indietro e vedere come immaginavano il nostro presente nel passato.

In effetti l'anno 2000 visto dal 1950 sembrava un traguardo remoto, allo stesso modo la conquista dello spazio era aperta a tutte le possibilità.

Così quando nel 1951 Arthur C. Clarke scrisse Preludio allo spazio immaginò che lo sbarco sulla Luna sarebbe avvenuto nel 1978 e sarebbe stato organizzato con calma, con le nazioni che collaboravano tra loro.

In realtà il primo passo sul nostro satellite è del 1969, fu una vera e propria corsa e nessuno collaborò con nessuno… non fu nemmeno un preludio, dato che dall'ultimo sbarco dell'Apollo 17 è pasato mezzo secolo abbondante.

E sì, resta l'impressione che forse sarebbe stato meglio fare le cose come le aveva immaginate Clarke.  

Il libro

Anno 1978. Lo storico Dirk Alexson viene chiamato a Londra dalla Interplanetary per assistere all’impresa più ambiziosa mai concepita: il primo viaggio dell’umanità verso la Luna. Il suo compito non sarà progettare motori, decifrare orbite o imbrigliare l’energia atomica, ma essere testimone del grande momento storico.

La ditta spaziale ha come sede un sobrio edificio sulle rive del Tamigi, non lontano dal luogo in cui è ancorata la Discovery del capitano Scott, la nave della prima spedizione di successo al Polo Sud.

Questa volta, tuttavia, la frontiera da infrangere è ben più ambiziosa del ghiaccio antartico: lo Spazio.

Mentre Dirk si immerge nella lettura di rapporti e dossier tecnici, nel deserto australiano, in una città sorta dal nulla, è in corso la preparazione dell’immensa rampa di lancio della Prometheus. L’astronave è costituita da due parti: un colossale razzo a propulsione atomica, progettato per portare la nave fuori dall’atmosfera, e il veicolo spaziale vero e proprio, destinato a separarsi una volta in orbita per portare tre astronauti sulla Luna. Tutto è calcolato al millesimo di secondo, in una vertiginosa catena di procedure, verifiche e rendez-vous orbitali. Ma Dick sa che quello a cui sta assistendo è molto più di un semplice lancio: è l’inizio di una nuova epoca, in cui l’umanità intera dovrà dimostrare di saper collaborare per un obiettivo comune, al di là di nazionalismi e rivalità secolari. Torna su Urania una pietra miliare della fantascienza firmata Arthur C. Clarke, immaginata e raccontata in questo romanzo oltre un decennio prima dell'Apollo 11.

L'autore

Arthur C. Clarke (Minehead, Somerset, 1917 – Colombo, Sri Lanka, 2008), scrittore di fantascienza e inventore, è celebre soprattutto per la serie Rama e per 2001: Odissea nello spazio (1968), romanzo omonimo del film di Stanley Kubrick, scritto dallo stesso Clarke e ispirato al suo racconto La sentinella. Appassionato di tecnologia, durante la Seconda guerra mondiale ha contribuito al perfezionamento dei radar e in seguito si è occupato di satelliti per telecomunicazioni. È autore di tantissimi racconti e di decine di romanzi che ne fanno uno dei grandi autori della "fantascienza classica".

Arthur C. Clarke, Preludio allo spazio (Prelude to Space, 1951), Mondadori, collana Urania Collezione n. 280, euro 7,90, ebook euro 5,99