Teletrasporto

David Darling, Teletrasporto. Il salto impossibile (Teleportation: the impossible leap, 2005) - DIVULGAZIONE SCIENTIFICA - Bollati Boringhieri - Scienze - 2008 - traduttore: Angela Iorio - pagine 232 - prezzo 25,00 euro - giudizio: buono

Tra le tecnologie fantastiche imposte da Star Trek all'immaginario collettivo spicca il teletrasporto, espediente nato per ovviare alle spese eccessive che avrebbe comportato far scendere l'Enterprise sulla superficie dei pianeti, ma diventato nel tempo vero e proprio simbolo dell'universo trekkiano, probabilmente "Beam me up, Scotty!" è la frase più ripresa dai fans, e non solo da loro.

Sembra quindi abbastanza logico che l'immagine di copertina di Teletrasporto sia presa dalla locandina del primo film di Star Trek, occorre però togliere subito ogni dubbio: il libro di David Darling è prettamente scientifico, e lascia ben poco alla fantasia.

L'autore esamina rigorosamente le ricerche passate, lo stato attuale e le prospettive del teletrasporto, con un liguaggio semplice ed efficace, disegnando un arazzo ben diverso dalle possibilità offerte dai trasmettitori dell'Enterprise.

Niente sbarchi su pianeti sconosciuti, quindi, per ora solo la possibilità di trasmettere in modo istantaneo lo spin, lo stato quantistico di un atomo, e per distanze non certo esaltanti, al massimo di un centinaio di chilometri.

Ma questo risultato è solo in apparenza trascurabile, si tratta della dimostrazione dell'entanglement, una relazione tra gli stati quantici di due atomi che non decade con la distanza, cosa che mette in discussione alcuni dei principali concetti della fisica.

Inoltre riuscire a stabilire connessioni a livello atomico apre nuove prospettive in campo informatico, aprendo la strada verso computer quantistici, con capacità di calcolo finora impensabili.

Darling non è molto convinto della possibilità di riuscira a teletrasportare la materia, ma fa qualche considerazione, alla fine del libro, sulle conseguenze di una simile scoperta, immaginando le senzazioni di chi salga su una pedana di teletrasporto, in procinto di essere distrutto, trasformato in informazioni e ricostruito, concludendo che ben pochi salirebbero volentieri su quella pedana.

Considerazioni condivisibili, del resto ogni appassionato di Star Trek sa bene quanto le cose possano andare storte, anche con un esperto come Scotty ai comandi.

Teletrasporto è un saggio molto interessante, perlomeno per chi abbia qualche cognizione di base di fisica quantistica, gli altri potrebbero trovare qualche capitolo ostico, purtroppo il libro affronta concetti di difficile comprensione, e il linguaggio semplice utilizzato dall'autore aiuta, ma non elimina le difficoltà intrinseche alla materia.

 

David Darling è un astronomo e scrittore di fantascienza, nato il 29 luglio 1953 a Glossop, nel Derbyshire, è laureato all'università di Manchester, in fisica nel 1974 e in astronomia nel 1977.

Dopo aver lavorato per la Cray Research negli Stati Uniti ha iniziato a collaborare a riviste di astronomia e a scrivere libri di divulgazione scientifica.

Il suo debutto è avvenuto con una serie di 10 libri per ragazzi chiamata Discovering Our Universe, seguita da innumerevoli altri saggi, alcuni dei quali saranno tradotti in Italia da Bollati Boringhieri Editore.

Attualmente vive, con la moglie Nell, nella città scozzese di Dundee.

Autore: Giampaolo Rai - Data: 9 agosto 2009

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Commenti

1 «del resto ogni appassionato di Star Trek sa bene quanto le cose possano andare storte» Beh... Anche un certo Dr. Brundle ne sa qualcosa! Interessante segnalazione. Saluti

» postato da (Vincenzo Cuttitta) alle 09:51 del 11-08-2009

2 Dai, Brundle è stato imprudente, ancora che nella cabina con lui non è entrato qualcosa di veramente orribile, tipo Mastella.

» postato da Anacho alle 11:06 del 13-08-2009

3 ah ma quello era il TeletrasBordo ;)

» postato da (Mark Tamagnini) alle 13:43 del 13-08-2009

4 sì, non ho mai capito perchè in quel film abbiano tradotto con teletrasbordo la parola teleport... vabbè, misteri della traduzione italiana... Notizia interessante comunque!

» postato da moto psycho alle 18:19 del 18-08-2009

5 «sì, non ho mai capito perchè in quel film abbiano tradotto con teletrasbordo la parola teleport... vabbè, misteri della traduzione italiana... Notizia interessante comunque!» Il traduttore era lo stesso del primo Star Wars, e della magnifica guerra dei quoti. Basilio

» postato da Anacho alle 08:28 del 19-08-2009

6 «Darling non è molto convinto della possibilità di riuscira a teletrasportare la materia, ma fa qualche considerazione, alla fine del libro, sulle conseguenze di una simile scoperta, immaginando le senzazioni di chi salga su una pedana di teletrasporto, in procinto di essere distrutto, trasformato in informazioni e ricostruito, concludendo che ben pochi salirebbero volentieri su quella pedana.» E se domanda a qualcuno blccato sul GRA di Roma? o quelli in coda a Villa SanGiovanni all'imbarco dei traghetti ad agosto? o a quelli in coda per due chilometri al semaforo di Nova Siri?:lol: A me piacerebbe molto! Ma ci pensate? La prima del film "Vattalapesca" a Londra: ti infili in una specie di cabina, spingi un bottone e ti trovi a Londra, e dalla tua partenza non è trascorso più di un secondo. Perché non ho studiato fisica quantistica? :twisted:

» postato da rita71 alle 10:12 del 25-09-2009

7 ««Darling non è molto convinto della possibilità di riuscira a teletrasportare la materia, ma fa qualche considerazione, alla fine del libro, sulle conseguenze di una simile scoperta, immaginando le senzazioni di chi salga su una pedana di teletrasporto, in procinto di essere distrutto, trasformato in informazioni e ricostruito, concludendo che ben pochi salirebbero volentieri su quella pedana.» E se domanda a qualcuno blccato sul GRA di Roma? o quelli in coda a Villa SanGiovanni all'imbarco dei traghetti ad agosto? o a quelli in coda per due chilometri al semaforo di Nova Siri?:lol: A me piacerebbe molto! Ma ci pensate? La prima del film "Vattalapesca" a Londra: ti infili in una specie di cabina, spingi un bottone e ti trovi a Londra, e dalla tua partenza non è trascorso più di un secondo. Perché non ho studiato fisica quantistica? :twisted:» la fregatura è che non si può sfruttare la scusa di un ingorgo in tangenziale per giustificare un ritardo dovuto ad altri imprescindibili motivi, tipo sbornia colossale della sera prima. ciao ciao Buk!

» postato da Buckaroo74 alle 12:36 del 25-09-2009

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