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Lukha Kremo Baroncinij è una personalità eclettica, sempre attiva nel mondo della narrativa fantascientifica e non solo.
E' autore, editore, musicista, ha fondato, senza timori reverenziali, uno stato, la Nazione Oscura Kaos-Sf.
Come autore di narrativa fantascientifica ha aderito al movimento Connettivista, curando l'antologia “Frammenti di una rosa quantica”, dove appare anche con un racconto.
Pur tuttavia l'estrema cura dei suoi progetti lo fa uscire dall'ambito dell'auto-referenzialità, trappola nella quale rischia di cadere spesso l'auto-produzione, questo romanzo è passato per lo scrupoloso lavoro redazionale di Giovanni de Matteo, segno che l'autore non è affatto indulgente con sé stesso.
Baroncinj ci introduce un mondo del futuro, diviso in caste dall'eugenetica, le caste Gamma e Delta dei lavoratori manuali, e le caste dominanti Beta e Alfa, l'idea è volutamente copiata dal “Mondo Nuovo” di Huxley.
A una presentazione l'autore ha ribadito il diritto dello scrittore di copiare le buone idee presenti in letteratura, e se i risultati sono di questa fattura, sono d'accordo con lui.
In questo mondo futuro potenti corporazioni hanno l'assoluto dominio sui governi. La sede di una di queste corporazioni è a forma di piramide, anzi è la “Pyramide”, che svetta sulla megalopoli. Penso che anche in questo caso il riferimento non sia casuale. Le megalopoli, che prosperano sul duro lavoro delle caste inferiori, sono circondate da lande desertiche inospitali, attraversate da popoli nomadi che vivono di espedienti. Quindi degli elementi molto classici, presenti in tante di quelle storie che è impossibile citarle.
Basterebbe già questo quadro per avere grandi conflitti. Il legittimo desiderio delle caste inferiori di affrancarsi da una disumana condizione è solo il primo. Il conflitto per il potere tra le corporazioni è un altro. Ma non contento Kremo riesce a inserire nel quadro anche il conflitto per la libertà tra le Intelligenze Naturali, computer basati sul cervello umano, e le corporazioni che le tengono al guinzaglio. Poi anche il conflitto tra ribelli ben armati e le corporazioni. E su tutti, il conflitto che infurierà come un flagello su tutti, una malattia mortale che trasforma gli uomini in metallo, a completare il quadro.
Ma un qualsiasi universo narrativo è nulla senza validi personaggi. A partire dagli outsider, che ci aspettiamo sin dall'inizio essere invece catalizzatori di vicende che cambieranno non solo il loro status, ma anche il loro mondo.
Grummy, umile appartenente alla casta dei Gamma. Izumi anch'essa operaia Gamma, destinata ad affrontare un destino più grande di lei. Poi c'è il mondo delle Triade, con Achille Gant, erede suo malgrado della dinastia al comando della Fotek, una delle tre corporazioni, costretto a venire a patti con i capi delle altre corporazioni, Ishigura della Kemè, e la ben caratterrizzata Mrs Rossett della Farmed. Ma ancora degni di nota sono lo sciamano tecnologico Khan, e il ribelle Vikkor Thalimon.
L'efficace caratterizzazione dei personaggi è dovuta anche alla scelta di seguire tre distinte linee narrative, raccontate in modalità diverse. La prima è il racconto in soggettiva di Grummy, completamente sgrammaticato. La seconda è il racconto in soggettiva delle vicende di Izumi. La terza è il racconto in seconda persona delle vicende inerenti il mondo delle Triadi, che ammicca esplicitamente al lettore. L'effetto è quello di una storia corale, dove un gruppo di eterogeneo di personaggi, convergerà piano piano verso un destino comune. I cambi di punti di vista nella narrazione, all'inizio coincidono con i capitoli, salvo poi presentarsi, man mano che la vicenda diventa concitata, all'interno di uno stesso capitolo. L'attenzione del lettore è così sempre ben destata. Nessuna sbavatura anche nella gestione di una cronologia degli eventi non lineare, per la quale l'autore pare quasi giustificarsi nella postfazione, giustificazione peraltro non necessaria.
Degne di essere citate anche certe immaginifiche costruzioni, come la già citata Pyramide, o come “Il Capello”, una torre che dal suolo porta direttamente nell'orbita terrestre, visibile anche dallo spazio.
Gli occhi dell'anti-Dio è un romanzo che, oltre che essere efficace dal punto di vista letterario, è anche di forte impatto visivo. Veloce e scorrevole, è denso di avvenimenti e di scene travolgenti. Il romanzo deve molto alla cultura dell'immagine della quale siamo ormai circondati. Ricorda molto gli anime di Miyazaki per capacità immaginativa, e per la ottima capacità di gestione dell'evoluzione dei personaggi e delle vicende. Ovviamente non mancano momenti di introspezione e di infodump, ma l'insieme riesce ad essere equilibrato, e questi momenti non pregiudicano il ritmo della lettura.
Se passiamo al setaccio i singoli concetti, ci troviamo l'enorme cultura fantascientifica e letteraria del suo autore. Mai come in questo caso il problema non è quello che viene detto, ma il come. Ossia il fatto che il romanzo mette i concetti al servizio di una buona storia, tutta da leggere.
2 « Per gli autori italiani di fantascienza è difficile trovare un recensore veramente terzo. Quelli fuori dal giro non li prendono nemmeno in considerazione (i romanzi, intendo), il giro è piccolo e ci si conosce tutti. Quando mi capita, di rado (perché di solito non ne parlo a freddo), di parlar bene di un romanzo di un amico, preciso sempre. » Personalmente ho la coscienza a posto. Ho avuto anche parole dure verso romanzi di amici, in rete ci sono tracce inequivocabili. http://www.carmillaonline.com/archives/2008/01/002509.html Ognuno poi può avere i giudizi che crede. Ma obiettivamente è un problema recensire gli italiani. Se parli male ci sono mugugni, se parli troppo bene sei tacciato di appartenenza a una qualche parrocchia. Come se ne esce? Non parlandone affatto?
» postato da Manex alle 12:15 del 20-07-2008
3 «Personalmente ho la coscienza a posto. Ho avuto anche parole dure verso romanzi di amici, in rete ci sono tracce inequivocabili.
http://www.carmillaonline.com/archives/2008/01/002509.html
<taglio>Come se ne esce? Non parlandone affatto?»
Oserei dire che l'esempio citato, se di stroncatura si tratta, non mi pare probante. Molti autori si leccherebbero il topo (mouse) per una stroncatura di questa fatta.
Comunque sono d'accordo con X: i grossi agglomerati urbani hanno la tendenza ad avere microclimi più umidi e piovosi della norma. E poi siamo tutti debitori dell'inefficienza degli effetti speciali al cinema. Il buio e la pioggia aiutano. Certo che X è passato da uno che inciampa ad accurato revisore nel giro di un anno (sia ben inteso: X è uno che i numeri ce li ha. Il suo romanzo è quasi "quasi perfetto". Diciamo un tre stelle. Non ne posso parlare meglio, avendolo scelto, sia pure come secondo al Premio Urania), un bel progresso.
Salvo che nei racconti brevi, Kremo mi ha sempre deluso. Ma non è questo il problema. Dopo che avrò letto il romanzo se ne varrà la pena, ne riparlerò. Sempre pronto a fare ammenda.
Contestavo l'uso delle 4 stelle. Le stelle si sprecano ed alla fine, poco dicono.
E la contestazione riguardava le cose non dette.
Accennare il fatto che l'autore è pure l'editore avrebbe forse chiarito meglio il passaggio sulla curatela di X.
Non è uno scandalo se un autore di fama consolidata pubblichi se stesso, ma a quel che mi risulta i suoi romanzi li ha sempre pubblicato presso la Kremo Editore.
Di regola, in questi casi, non si hanno, purtroppo, sorprese.
Per quanto riguarda il parlarne od il non parlarne, la questione è spinosa.
Io propenderei per la semplice segnalazione in prima battuta.
E dopo un tempo ragionevole, magari, una recensione.
Magari di qualcuno che non conosce l'autore.
Vabbe' che la gente confonde le schede con le recensioni, ma non è colpa di nessuno...
» postato da Ernesto VEGETTI alle 13:55 del 20-07-2008
4 « Oserei dire che l'esempio citato, se di stroncatura si tratta, non mi pare probante. Molti autori si leccherebbero il topo (mouse) per una strocatura di questa fatta. Comunque sono d'accordo con X: i grossi agglomerati urbani hanno la tendenza ad avere microclimi più umidi e piovosi della norma. E poi siamo tutti debitori dell'inefficienza degli effetti speciali al cinema. Il buio e la pioggia aiutano. Certo che X è passato da uno che inciampa ad accurato revisore nel giro di un anno (sia ben inteso: X è uno che i numeri ce li ha. Il suo romanzo è quasi "quasi perfetto". Diciamo un tre stelle. Non ne posso parlare meglio, avendolo scelto, sia pure come secondo al Premio Urania), un bel progresso. » Evidenziare quelli che si credono difetti non è una stroncatura. Dopodichè il fatto che X in quest'anno abbia lavorato parecchio e che sia in crescita è un suo merito che mi sono limitato a registrare. « Salvo che nei racconti brevi, Kremo mi ha sempre deluso. Ma non è questo il problema. Dopo che avrò letto il romanzo se ne varrà la pena, ne riparlerò. Sempre pronto a fare ammenda. Contestavo l'uso delle 4 stelle. Le stelle si sprecano ed alla fine, poco dicono. » Considero anche io più pregnante la recensione di qualsiasi sintetico giudizio. Su qualsiasi sistema sia basato, voti o stellette che siano. Pur tuttavia servono a dare una veloce indicazione. Non penso di averle sprecate se riescono a comunicare qualcosa a un potenziale lettore. Ma queste sono opinioni ovviamente. Il mio criterio di valutazione non è assoluto, ma relativo ai tempi che viviamo e a quello che si pubblica adesso. E se in scala da uno a 5, la media è 2,5, ossia 3 stellette, un romanzo che ritengo migliore della media ne ottiene 4. Avessi avuto un sistema di voti da 1 a 10 gli avrei dato un 7+. Se continuerò a recensire forse mi indurirò, non so. Per ora la penso così. « E la contestazione riguardava le cose non dette. Accennare il fatto che l'autore è pure l'editore avrebbe forse chiarito meglio il passaggio sulla curatela di X. » Forse dovevo essere più esplicito. Lo presento all'inizio come editore. C'è poi un passaggio che mi sembrava chiaro, quando parlo dei rischi dell'auto-referenzialità dell'auto-produzione. Vedrò di essere più chiaro in prossime recensioni. Poi c'è un punto che vorrei chiarire. Conosco Kremo per averlo visto varie volte a convention e manifestazioni varie. Ammetto di stimare il suo lavoro. Ma non ho altri rapporti che giustifichino una mancanza di obiettività. E sinceramente, libero di non credermi, sono stato contento di non aver dovuto parlare male di questo romanzo. Perché lo avrei fatto se lo avessi ritenuto necessario.
» postato da Manex alle 16:25 del 20-07-2008
5 trovo MOLTO importante indicare chiaramente se un libro e' sostanzialmente autoprodotto, perche' sottintende una mancanza totale di valutazione professionale del testo a monte della pubblicazione nn posso nn pensare a tanti film mediocri pagati dagli stessi protagonisti...
» postato da tzenobite alle 16:39 del 20-07-2008
6 «Il suo romanzo è quasi "quasi perfetto". Diciamo un tre stelle. Contestavo l'uso delle 4 stelle. Le stelle si sprecano ed alla fine, poco dicono.»
Forse è semplicemente un problema di capire cosa indicano i voti con le stelle. Se per te un romanzo "quasi perfetto" vale tre stelle, è indubbio che quattro stelle debbano risultarti eccessive per quasi tutto. Per ottenere cinque stelle probabilmente è necessario che il testo venga dettato da un rovo in fiamme.
Da noi tre stelle vuol dire "buono", quattro "ottimo" e cinque un capolavoro. Ma non un capolavoro immortale inarrivabile, un capolavoro normale.
E non è detto che i singoli recensori abbiano la stessa scala di valori, ovviamente.
S*
» postato da S* alle 18:01 del 20-07-2008
7 «<taglio>Da noi tre stelle vuol dire "buono", quattro "ottimo" e cinque un capolavoro. Ma non un capolavoro immortale inarrivabile, un capolavoro normale. E non è detto che i singoli recensori abbiano la stessa scala di valori, ovviamente. » Come viene indicato per i contributori del forum il numero degli interventi, non sarebbe male indicare per i recensori il numero delle recensioni fatte sul sito, e il voto medio dato alle recensioni (non il voto dato dai lettori alla recensione stessa o al libro). Così se un recensore risulta aver dato votazioni spesso elevate, il lettore sa di che morte morire. Apprezzabile sarebbero anche le indicazioni dello scarto quadratico medio e della curtosi, ma non si può avere tutto.
» postato da Ernesto VEGETTI alle 18:50 del 20-07-2008
8 «Così se un recensore risulta aver dato votazioni spesso elevate, il lettore sa di che morte morire.» Questo discorso avrebbe una sua ragion d'essere in un contesto diverso, ma non qua. Da quando collaboro con Fantascienza.com, i libri che mi sono arrivati a scopo recensione sono stati, in tutto, 3 (per altro ottimi e uno addirittura fondamentale). Nel frattempo ne ho recensiti altri 24 e un fumetto. In queste circostanze, è chiaro che uno non legge tutto, ma segue il proprio fiuto. E anche se talvolta capita di toppare nella scelta, non è detto che poi ci sia sempre la voglia di stroncare il libro. In quasi 4 anni, penso di aver dato meno di 3 stellette solo in 2 occasioni. Scrivere una stroncatura necessita quasi sempre di un lavoro di documentazione maggiore che per un elogio. Ciò non vuol dire che sia buono di cuore, ma solo che - con la miriade di titoli che uno potrebbe pescare tra novità e classici - a un certo punto diventa necessario affinare qualche filtro. Ne va della sopravvivenza del recensore. «Apprezzabile sarebbero anche le indicazioni dello scarto quadratico medio e della curtosi, ma non si può avere tutto.» Poi potremmo passare a un metodo di analisi delle componenti principali e indipendenti... Ma mi toccherà mettermi a recensire pure le schifezze: ci tengo a restare sulla gaussiana, io. Visto che mi avete tirato in ballo, oltre a ringraziarvi, faccio solo presente a chi si fosse perso le puntate precedenti che non ritengo una stroncatura la recensione di Emanuele al mio romanzo. Con Emanuele ho avuto in privato uno scambio di vedute, alla quale, come potete vedere, siamo sopravvissuti entrambi illesi. Continuo a non concordare con alcuni punti di quell'articolo, ma è un problema mio. Detto questo, con Emanuele continua a essere un piacere incontrarci e discutere di SF, on line oppure dal vivo. Il romanzo del Kremo è autoprodotto, d'accordo. Ma prima di finire in stampa è passatto, appunto, sotto le mie lame. Se fossi stato un editore, alla fine della revisione l'avrei pubblicato. Non ci vedo niente di male che qualcuno pubblichi un lavoro da lui stesso scritto. Di volumi "autopubblicati" è costellata la storia della SF italiana (quella dei Grandi Nomi, non delle briciole). Kremo è sulla breccia ormai da qualche lustro: con rispetto parlando, oltre a essere uno degli autori più "personali" che abbiamo da noi, è anche uno dei più giovani in circolazione a potere ambire, nel giro di qualche anno, allo statuto di Grande. La pianto qua sennò diventa un post ipertrofico. Quello che dovevo dire, in buona parte l'ho detto. Un saluto a tutti, X
» postato da X alle 19:14 del 20-07-2008
9 «« Da noi tre stelle vuol dire "buono", quattro "ottimo" e cinque un capolavoro. Ma non un capolavoro immortale inarrivabile, un capolavoro normale. E non è detto che i singoli recensori abbiano la stessa scala di valori, ovviamente. S*» Confermo di essere in linea con questo criterio.
» postato da Manex alle 19:23 del 20-07-2008
10 «Come viene indicato per i contributori del forum il numero degli interventi, non sarebbe male indicare per i recensori il numero delle recensioni fatte sul sito, e il voto medio dato alle recensioni (non il voto dato dai lettori alla recensione stessa o al libro). Così se un recensore risulta aver dato votazioni spesso elevate, il lettore sa di che morte morire. Apprezzabile sarebbero anche le indicazioni dello scarto quadratico medio e della curtosi, ma non si può avere tutto.» Devo dire che l'idea di riportare una statistica sui voti del recensore l'avevo già avuta. Allo scarto quadratico non ero arrivato. La curtosi è la tendenza ad apprezzare le traduzioni di Curtoni? S*
» postato da S* alle 20:45 del 20-07-2008
11 «Devo dire che l'idea di riportare una statistica sui voti del recensore l'avevo già avuta. Allo scarto quadratico non ero arrivato. La curtosi è la tendenza ad apprezzare le traduzioni di Curtoni?»
Non ce la faccio...
Comunque io aspiro alla normocurtonicità.
X
» postato da X alle 20:58 del 20-07-2008
12 «
Non ce la faccio...
Comunque io aspiro alla normocurtonicità.
»
Non preoccuparti della gaussiana. Le recensioni seguono una distribuzione di Poisson ![]()
» postato da Ernesto VEGETTI alle 21:36 del 20-07-2008
13 ««
Non ce la faccio...
Comunque io aspiro alla normocurtonicità.
»
Non preoccuparti della gaussiana. Le recensioni seguono una distribuzione di Poisson
»
Nel senso che sono delle discrete recensioni? ![]()
» postato da Manex alle 21:43 del 20-07-2008
14 «[Nel senso che sono delle discrete recensioni?
»
Nel sesso che essendo i capolavori un evento raro le recensioni non possono avere una distribuzione normale.
Chiaro
:
![]()
» postato da Ernesto VEGETTI alle 23:53 del 20-07-2008
15 Bene. Mi sembrava di aver già letto il libro. Se non erro era giunto in finale ad un Premio Urania. Probabilmente ha subito dei cambiamenti, perché alcuni particolari narrati dal recensore mi sfuggono. Una storia poco affascinante se è quella che rammento. A suo tempo la giudicai insoddisfacente (ma non sono stato l'unico). Visto che il recensore sembra molto addentro nei retroscena, poteva fornire anche questo particolare.
» postato da Ernesto VEGETTI alle 07:02 del 21-07-2008
16 «Bene. Mi sembrava di aver già letto il libro. Se non erro era giunto in finale ad un Premio Urania. Probabilmente ha subito dei cambiamenti, perché alcuni particolari narrati dal recensore mi sfuggono. Una storia poco affascinante se è quella che rammento. A suo tempo la giudicai insoddisfacente (ma non sono stato l'unico). Visto che il recensore sembra molto addentro nei retroscena, poteva fornire anche questo particolare.» Me lo stai dicendo tu adesso, che ha partecipato all'Urania. Quindi lo so ufficialmente adesso. E non cambia di una virgola il mio giudizio. La versione che ho letto, fossi stato in giuria all'Urania, l'avrei fatta passare.
» postato da Manex alle 08:57 del 21-07-2008
17 Salve,
sono parte (involontaria) in causa, avendo Kremo voluto inserire - bontà sua - nel romanzo (che ho appena incominciato a leggere) un personaggio, Vikkor Thalimon, di una mia vecchissima storia; personaggio per di piu' palesemente autobiografico.
Ditemi voi come fare per essere onesto nella valutazione di questo romanzo
La mia situazione, converrete, è molto più delicata della vostra
Per di più, lo dico prima di leggere tutto il libro, ho sempre molto apprezzato le storie di Kremo. Il che peggiora la situazione
saro' costretto ad essere spietato
Vikkor... ehm, Vittorio
» postato da Vittorio Catani alle 22:16 del 22-07-2008
18 Sentite, le recensioni sono valutazioni personali. Come tali, non ha la minima importanza se sono di parte; o meglio, essendo personali sono per forza di parte. Una persona che valuta un libro lo fa con le sue preferenze, la sua conoscenza, le sue idee politiche e religiose, i suoi gusti, le sue antipatie e le sue simpatie. Se conosce l'autore può essere più severo perché vuole aiutarlo a migliorarsi o più leggero perché vuole favorirlo. Se non lo conosce può essere più superficiale perché non ne capisce le motivazioni, o coglierne meglio il significato vedendolo in modo più distaccato. Il recensore deve dire ciò che pensa e ciò che pensa di dover dire. Sta al lettore decidere se fidarsi o meno del recensore. S*
» postato da S* alle 23:07 del 22-07-2008
19 «La mia situazione, converrete, è molto più delicata della vostra
Per di più, lo dico prima di leggere tutto il libro, ho sempre molto apprezzato le storie di Kremo. Il che peggiora la situazione
saro' costretto ad essere spietato
Vikkor... ehm, Vittorio »
A proposito di recensioni, devo dire che ho trovato molto indelicato verso il povero recensore pubblicare tutte, e dico tutte, le tue opere in un unico volume.
» postato da Anacho alle 09:29 del 23-07-2008
20 «A proposito di recensioni, devo dire che ho trovato molto indelicato verso il povero recensore pubblicare tutte, e dico tutte, le tue opere in un unico volume.» Malcontato, Catani è a quota 226, contando solo la narrativa. So che era in progetto l'Opera Omnia in 6 tomi del nostro. Con altri sei tomi programmati per le future esigente. Il volume secondo, sempre aticolato in dodici tomi, raccoglie gli oltre 2000 articoli scritti e previsti. Quindi i volumi sono almeno due. La suddivisione in tomi è per motivi ovviamente pratici.
» postato da Ernesto VEGETTI alle 10:14 del 24-07-2008
21 «Quindi i volumi sono almeno due. La suddivisione in tomi è per motivi ovviamente pratici.» Quindi dici che posso recensire i due volumi separatamente? E' comunque un lavoraccio, potrei procedere per tomi, una sessantina di racconti alla volta tutto sommato è accettabile, un racconto al giorno, di media, e in un mese me la cavo. Anacho
» postato da Anacho alle 17:28 del 25-07-2008
22 Lascio da parte tutti i bellissimi discorsi sulla quadratura del cerchio, la curtosi del recensore, la presunta magnanimità dell'amico co-massone, la svalutazione lapalissiana dell'autoproduttività e divertitevi voi ad andare avanti...
voglio solo esprimere gioia di aver ricevuto una traccia di recensione negativa di Ernesto. Se fosse stata completa sarei più contento, perché in una botta sola avrebbe salvato la nomea buonista dei recensori-amici (Ernesto è mio amico co-massone, confermo), ma anche il ''vergognoso'' buonismo recensore italico.
Detto questo è giustissimo affermare che si tratta fondamentalmene di un'autoproduzione, ma è anche giusto affermare che è giunto finalista al Premio Urania (quindi si potrbbe pensare che l'autore-editore abbia deciso di pubblicarlo perché a qualche giurato è sembrato meritare, se non il Premio stesso, almeno di arivare in finale).
Quello che mi sconvolge è il velato apprezzamento di Ernesto verso i miei racconti, che mi risulti è la prima volta che succede, non sarà mica l'età? ![]()
» postato da kipple-kremo alle 13:19 del 23-08-2008
23 Mi sono lasciato incuriosire da questo topic che avevo perso al primo passaggio. Vorrei solo consigliare agli autori qui presenti (con la modestia di un lettore) di allontanarsi dall'abuso delle "citazioni". Sono d'accordo con Ernesto, negli ultimi tempi mi pare si sia andati un po' oltre... insomma una citazione è bene accetta ma deve essere sottile, e quasi invisibile. Il riutilizzo di materiale è altra cosa e, personalmente, mi tiene lontano da prodotti che potrei altrimenti apprezzare. Spero di non suonare sgradevole anche perchè non ho letto i testi in questione, è solo un mio parere generico.
» postato da Il_Console alle 10:17 del 24-08-2008
24 «<taglio>
voglio solo esprimere gioia di aver ricevuto una traccia di recensione negativa di Ernesto. Se fosse stata completa sarei più contento, perché in una botta sola avrebbe salvato la nomea buonista dei recensori-amici (Ernesto è mio amico co-massone, confermo), ma anche il ''vergognoso'' buonismo recensore italico.
<taglio>Quello che mi sconvolge è il velato apprezzamento di Ernesto verso i miei racconti, che mi risulti è la prima volta che succede, non sarà mica l'età?
»
Chiaramente sì
Non ho avuto occasione di leggere il testo nella versione definitiva; ma conoscendo Kremo, non penso che l'impianto sia stato eccessivamente sconvolto. Kremo sa scrivere, ma sul lungo, SLMMO, si perde un po'.
In realtà mi ero inquietato per l'eccessiva valutazione del recensore; solo in un secondo tempo mi sono accorto che avevo avuto la ventura di leggere il testo. Come mi è stato confermato in separata sede. La soluzione mi era apparsa allora insoddisfacente. Vedrò, appena metto le mani sul testo definitivo, se qualcosa è cambiato.
Data la mia vetusta età, sono soddisfatto se becco due o tre libri a quattro stelle in un anno e magari un cinque stelle. Ma leggo tranquillamente anche schifezze, senza problemi. Ogni tanto, dei libri che non ho sottomano leggo la recensione (anche se a volte leggo le recensioni di Toby Mallon per puro piacere; lo trovo molto allineato ai miei gusti).
Non mi interessa solo l'aspetto letterario, ma mi interessano anche tutte le informazioni di contorno, ufficiali o meno, che possano aiutare ad inquadrare l'opera.
Per quanto riguarda le autoproduzioni non ho nulla in contrario; Carlo Dossi e Ann Radcliffe si autopubblicavano ed a volte ho avuto piacevoli sorprese (rare a dire il vero, come è giusto d'altra parte) da testi autoprodotti.
La connotazione di per sé non è negativa. Basta accennarne per esorcizzarne i presupposti effetti negativi.
Certo che se X dovesse pubblicare in seguito da K, qualche pensiero impuro magari salta fuori.
Mi facevano sorridere a suo tempo Curtoni che presentava Montanari su Galassia e Montanari che presentava Curtoni.
Obbiettivamente, gli spazi di chi dirige una collana sono limitati.
A prescindere dai meriti, rischia di essere escluso a priori dai "concorrenti".
Perfino Fruttero e Lucentini scrivevano su Urania, anche se per coerenza si firmavano da strani.
» postato da Ernesto VEGETTI alle 07:56 del 26-08-2008
Puoi continuare la discussione sul forum
1 Chissà se Catani sarà felice di veder impiegato un suo personaggio. Ma probabilmente è stato informato. Un accenno nella recensione sarebbe stato utile. Probabilmente la lista delle "citazioni" sarebbe stata troppo lunga. Una volta si cercava di nascondere i plagi. Adesso con la scusa delle citazioni, si ammettono apertamente. Prima o poi troverò il testo e magari ritornerò sull'argomento. Kremo non è un autore che mi faccia impazzire, anzi. Per gli autori italiani di fantascienza è difficile trovare un recensore veramente terzo. Quelli fuori dal giro non li prendono nemmeno in considerazione (i romanzi, intendo), il giro è piccolo e ci si conosce tutti. Quando mi capita, di rado (perché di solito non ne parlo a freddo), di parlar bene di un romanzo di un amico, preciso sempre. Vabbe' che le valutazioni del recensore su testi sconosciuti ai più lasciano il tempo che trovano, ma un uso più prudente delle stelline non sarebbe male.
» postato da Ernesto VEGETTI alle 07:52 del 20-07-2008