Starship Troopers

Robert Anson Heinlein, Starship Troopers (Starship troopers, 1959) - FANTASCIENZA - Mondadori - Piccola Biblioteca Oscar - 2008 - traduttore: Hilja Brinis - pagine 342 - prezzo 9,40 euro - giudizio: eccellente

La fantascienza sembra fatta apposta per provocare controversie, nessun altro genere letterario ha le stesse possibilità di spaziare tra mondi futuri, alternativi, utopie e antiutopie di ogni genere e tipo e la capacità di generare furiose battaglie tra il fandom.

Se volessimo eleggere un autore che rappresenti bene questa tendenza senza dubbio Robert Anson Heinlein sarebbe un buon candidato, tra le sue opere Starship troopers emerge come il prototipo del libro in grado di scatenare accalorate discussioni tra gli appassionati.

 

In un futuro non troppo lontano la Terra, riunita sotto un unico governo chiamato Federazione Terrestre, è entrata in contatto con razze aliene, umanoidi e non, e subito si è accesa la competizione per accaparrarsi i pianeti colonizzabili.

Il romanzo si apre con una scena d'azione, il protagonista Juan Rico, detto Johnny, viene lanciato sul pianeta dei Pelleossa, umanoidi alleati dei Ragni nella guerra contro la Terra, e grazie alla sua tuta potenziata semina panico e distruzione dietro le linee nemiche.

Con il primo di una serie di flashback Heinlein torna all'ultimo anno di scuola di Rico, che dopo il diploma rinuncia a lavorare nell'azienda paterna e, quasi per caso, si ritrova a fare domanda per il Servizio Federale.

Il giovane viene arruolato nella Fanteria dello Spazio, a dire il vero con un processo di selezione non proprio esaltante, e spedito in mezzo al niente, assieme ad altre centinaia di giovani destinati a formare il corpo d'assalto della Federazione.

Nella parte centrale il romanzo racconta l'addestramento del giovane filippino, si viene anche a conoscenza del particolare sistema politico istauratosi dopo una guerra che ha condotto il mondo sull'orlo del baratro.

La Federazione è una democrazia rappresentativa, ma nel mondo futuro immaginato da Heinlein solo chi ha prestato servizio volontario per due anni può votare, gli altri sono esclusi della vita politica in ogni sua forma.

E il Servizio Federale, per quanto chiunque abbia il diritto a esservi ammesso, non è uno scherzo, come Rico comprende sin da subito, il suo addestramento è pericoloso e non mancano incidenti e decessi, inoltre gli istruttori sembrano quasi divertirsi a rendere la vita insopportabile alle reclute, per costringerli ad andarsene.

Superato questo terribile periodo Rico si trova catapultato nel bel mezzo di una guerra, infatti gli Aracnidi, razza di insetti intelligenti e ostili, hanno distrutto Buenos Aires, e le scaramucce isolate sono diventate conflitto aperto, l'ultima parte dell'opera intreccia le vicende private di Rico con quelle di una terribile guerra interplanetaria.

Il giovane inizierà una brillante carriera, tra combattimenti, colpi di scena e incontri imprevisti, l'obiettivo è la sopravvivenza della razza umana, co-protagonista è la tuta potenziata, invenzione di Heinlein che amplifica i movimenti e rende chi la indossa capace di imprese incredibili, in questo modo il fante torna a occupare una posizione centrale anche in una guerra nello spazio.

 


L'unica foto conosciuta di Juan Rico, il primo a sinistra

Starship troopers è stato pubblicato, normalmente con il titolo Fanteria dello spazio, nove volte, a partire dalla prima, orribilmente decurtata, versione uranica del 1962, per arrivare a questa, proposta nella Piccola Biblioteca Oscar.

Proporre il titolo originale e una copertina presa dal film di Paul Verhoeven mi è sembrato decisamente fuori luogo, dato che ci sono ben pochi punti di contatto tra il romanzo e l'opera cinematografica, a parte il nome del protagonista e la presenza dei Ragni, comprensibile cercare di attirare chi ha visto il film, ma per gli appassionati di vecchia data Fanteria dello spazio (spesso abbreviato con FDS) resta il titolo vero.

Certo che chiunque acquistasse questo volume pensando di leggere un'avventura spaziale a base di combattimenti e scontri all'ultimo sangue rimarrebbe sconcertato, a tutti gli effetti l'addestramento e i flashback scolastici occupano la maggior parte del romanzo, Heinlein espone la sua visione politica e lo fa in modo particolarmente esteso, raccontando sia le origini della Federazione sia il modo, abbastanza spiccio, a dire il vero, con cui viene esercitata la giustizia.

Perché mai leggere un libro del genere, allora?

Prima di tutto per poter partecipare alle discussioni che periodicamente si accendono tra i fans, vere e proprie battaglie (verbali) tra chi sostiene che Heinlein sia un fascistoide e chi rifiuta questa interpretazione, scontri molto più sanguinosi delle scaramucce combattute contro gli aracnidi.

In seconda battuta leggere FDS è leggere un pezzo di storia della fantascienza, si tratta del capostipite di una serie di romanzi bellici che annoverano capolavori come Guerra eterna di Joe Haldeman e Il gioco di Ender di Orson Scott Card, e ha dato origine a fumetti, giochi da tavolo, di ruolo ed elettronici, oltre a una serie di film per il grande e il piccolo schermo.

Ma soprattutto il romanzo è da leggere per la diabolica abilità di naratore messa in mostra da Heinlein, il suo stile, solo in apparenza semplice, trascina il lettore e gli fa digerire discussioni filosofiche e infodumping che leggendo altri autori causerebbero crisi di rigetto.

Tipico romanzo di crescita, con il protagonista che percorre i diversi gradi della maturazione presupposti da Heinlein (Giovane ingenuo, uomo che sa come vanno le cose e poi che sa anche perché le cose vanno così), FDS è un caposaldo della fantascienza, si può essere d'accordo con la visione del mondo dell'autore o odiarla, ma è difficile resistere al fascino dei fanti che si lanciano su pianeti infestati dai mortali aracnidi.

Autore: Giampaolo Rai - Data: 30 maggio 2008

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Commenti

1 Grande Gianpaolo! Condivido l'opinione sull'immagine di copertina e sulla scelta di mantenere il titolo originale. Ma va già bene che non hanno messo una fascetta con la dicitura "il libro da cui è tratto il film di Verhoven". Fra i capolavori bellici ci sta anche l'Ombra di Ender, no? P.S. La foto è un colpo di genio!

» postato da Technomancer alle 14:34 del 30-05-2008

2 Ottima recensione.

» postato da tobanis alle 15:48 del 30-05-2008

3 Bravo Anacho! e grazie per la segnalazione.

» postato da l'Anto alle 16:50 del 30-05-2008

4 La copertina di questa riedizione non è poi così brutta. Il titolo originale potevano senz'altro risparmiarselo. Domanda per Anacho: nella recensione dici che si tratta di un capolavoro, riuscendo a non prendere posizione nella diatriba sull'Heinlein presunto guerrafondaio. Ma tu come la vedi? Insomma, quale occasione migliore per riprendere l'annosa diatriba... :wink: X

» postato da X alle 13:41 del 31-05-2008

5 «La copertina di questa riedizione non è poi così brutta. Il titolo originale potevano senz'altro risparmiarselo. X» a me invece piace, non so dire perchè. ciao X :)

» postato da l'Anto alle 14:01 del 31-05-2008

6 « Fra i capolavori bellici ci sta anche l'Ombra di Ender, no? » Il Gioco e l'Ombra di Ender sono, in pratica, un solo romanzo diviso in due, quello si un colpo di genio. Anacho

» postato da Anacho alle 17:02 del 31-05-2008

7 « Ma tu come la vedi? Insomma, quale occasione migliore per riprendere l'annosa diatriba... :wink: Ti rispondo a casa tua. :twisted: Qui dirò solo che Heinlein è una di quelle persone che mi piacerebbe avere come vicino di casa, a prescindere dalle sue idee. E nella categoria ci metto parecchi altri scrittori di fantascienza, come Dick, Sturgeon, Reynolds, Le Guin, Vance, ecc. Anacho

» postato da Anacho alle 17:08 del 31-05-2008

8 « a me invece piace, non so dire perchè. ciao X :)» Mica è brutta, è wamiri, ovvero sbagliata, per dirla alla Altieri. Non si vede una sola tuta potenziata. Anacho

» postato da Anacho alle 17:11 del 31-05-2008

9 «« a me invece piace, non so dire perchè. ciao X :)» Mica è brutta, è wamiri, ovvero sbagliata, per dirla alla Altieri. Non si vede una sola tuta potenziata. Anacho» ah, scusa, io dicevo che mi piace il titolo lasciato in originale. La copertina senza tute...uhm...non è detto che i soldati del disegno non ce l'abbiano...forse solo che non si vede, che il disegnatore ha puntato di più sulla...ehm...carne da macello che i soldati rappresentano...stanno andando in bocca al ragno! ecco, l'aracnide piuttosto è un po' troppo un omaggio al film.Se devo dirla tutta, la mia impressione (proprio "impressione", non c'è nessun ragionamento logico dietro) è che sia il libro a pubblicizzare il film, voglio dire il dvd, più che il contrario. Probabilmente dico una stupidata.

» postato da l'Anto alle 18:22 del 31-05-2008

10 « Ti rispondo a casa tua. :twisted: Qui dirò solo che Heinlein è una di quelle persone che mi piacerebbe avere come vicino di casa, a prescindere dalle sue idee. E nella categoria ci metto parecchi altri scrittori di fantascienza, come Dick, Sturgeon, Reynolds, Le Guin, Vance, ecc. » Sì, però con Dick poi ci sarebbe stato il rischio di beccarsi qualche denuncia per intrusione e atti vandalici... Per non parlare delle riunioni condominiali per stabilire la quota sul Kipple! X PS: Un saluto all'Anto: ogni tanto ci ribecchiamo... Se c'è una discussione su H., sto sicuro di poterti trovare lì. :wink:

» postato da X alle 22:05 del 31-05-2008

11 :lol: non so se RAH sia il mio punto debole o il mio punto di forza.

» postato da l'Anto alle 22:53 del 31-05-2008

12 RAH ! Salute e Latinum per tutti !

» postato da Kruaxi the ferengi alle 23:57 del 31-05-2008

13 Juan Rico è Brasiliano (per quanto possa contare questo, nel mondo immaginario di FDS), non Filippino. Inoltre è difficile non citare il Gundam, visto che è stato apertamente detto dagli autori che il "Mobile Suite Gundam" (uno dei più grandi cartoni animati di fantascienza mai visti, e capostipide di un genere) è stato ispirato a FDS. Infine chi pensa che Heinlein sia un fascistoide è solo chi non vuole capire che FDS è un romanzo che propone una tesi ben precisa e l'argomenta creando un mondo ed una sociologia di un certo tipo. Limitarsi alla lettura di FDS è da miopi oltre che da stolti, visto che ci sono altri romanzi che allargano il punto di vista su questo autore eccezionale. Straniero in Terra Straniera La luna è una severa maestra Universo Sono solo 3 titoli che danno un'idea decisamente diversa dell'autore. Consiglio a tutti la lettura di questi racconti prima di proseguire una qualunque discussione sull'autore.

» postato da (Benedetto Antonio Colomb alle 09:44 del 04-06-2008

14 «Juan Rico è Brasiliano (per quanto possa contare questo, nel mondo immaginario di FDS), non Filippino.» Questa non l'avevo ancora sentita, in genere chi ha visto il film tende a ricordarselo argentino; ma almeno in Argentina parlano spagnolo e quindi si adatta al nome, che non è certo portoghese. No, Juan Rico è filippino. S*

» postato da S* alle 10:55 del 04-06-2008

15 anche io avevo sempre supposto che fosse filippino. da dove hai dedotto la sua brasilianità?

» postato da Technomancer alle 17:00 del 04-06-2008

16 anche io dal film me lo ricordavo argentino... i suoi genitori non muoiono nella distruzione di Buenos Aires?

» postato da katy alle 18:51 del 04-06-2008

17 nel film è effettivamente di buenos aires, o per lo meno è quello che dice, ma questa è una libertà che si è preso lo sceneggiatore.

» postato da Technomancer alle 19:03 del 04-06-2008

18 S* ha ovviamente ragione, Rico è filippino... questo è un dato di fatto, non un'ipotesi. Per citare le ormai datatissime (ma sempre valide) FAQ su RAH: --- Alla fine del libro, Rico fa riferimento a Magsaysay, un grande eroe filippino, e accenna al fatto che la lingua nativa della sua famiglia è il Tagalog (la lingua principale delle Filippine). --- Anche nel libro comunque viene distrutta Buenos Aires, e sua madre, che era lì al momento, muore.

» postato da Laz alle 19:39 del 04-06-2008

19 «nel film è effettivamente di buenos aires, o per lo meno è quello che dice, ma questa è una libertà che si è preso lo sceneggiatore.» UNA liberta'? Avrei dato fuoco(1) al cinema....un capolavoro della fantascienza ridotto ad una caccia all'insettone in uniforme nazista.... Uriel (1) Scherzo: lo avrei solo ruotato di novanta gradi rispetto a tutto il resto, ma il mio marziano e' sempre stato pessimo.

» postato da Uriel alle 17:46 del 11-06-2008

20 «La copertina di questa riedizione non è poi così brutta. Il titolo originale potevano senz'altro risparmiarselo. Domanda per Anacho: nella recensione dici che si tratta di un capolavoro, riuscendo a non prendere posizione nella diatriba sull'Heinlein presunto guerrafondaio. Ma tu come la vedi? Insomma, quale occasione migliore per riprendere l'annosa diatriba... :wink: Beh, IMHO sul piano politico Heinlein ha idee molto vicine a Leo Strauss, che e' un filosofo politico di destra. Da quanto si evince da Straniero in terra straniera, Heinlein fa riferimento ad un'area della destra liberale quasi anarcoliberale USA. Non esistendo aree politiche simili in Italia, rappresentare il pensiero politico di Heinlein nei termini della politica italiana mi sembra arduo.... Uriel

» postato da Uriel alle 17:54 del 11-06-2008

21 «Heinlein fa riferimento ad un'area della destra liberale quasi anarcoliberale USA.» "destra anarcoliberale" mi sa un po' di doppio ossimoro carpiato. :unsure:

» postato da jonny lexington alle 15:32 del 12-06-2008

22 http://it.wikipedia.org/wiki/Supercazzora

» postato da katy alle 16:35 del 12-06-2008

23 ««Heinlein fa riferimento ad un'area della destra liberale quasi anarcoliberale USA.» "destra anarcoliberale" mi sa un po' di doppio ossimoro carpiato. :unsure:» per niente. http://it.wikipedia.org/wiki/Ayn_Rand

» postato da l'Anto alle 16:43 del 12-06-2008

24 ««"destra anarcoliberale" mi sa un po' di doppio ossimoro carpiato. :unsure:» per niente. http://it.wikipedia.org/wiki/Ayn_Rand» sarà, ma l'articolo non è servito a convincermi di nulla: "destra anarcoliberale" è un concetto per me privo di plausibilità.

» postato da jonny lexington alle 16:55 del 12-06-2008

25 « "destra anarcoliberale" è un concetto per me privo di plausibilità.» "ma cos'è la destra, cos'è la sinistra?"

» postato da l'Anto alle 17:21 del 12-06-2008

26 ««Heinlein fa riferimento ad un'area della destra liberale quasi anarcoliberale USA.» "destra anarcoliberale" mi sa un po' di doppio ossimoro carpiato. :unsure:» Molto meno di quanto pensi... :wink: Salute e Latinum per tutti !

» postato da Kruaxi the ferengi alle 19:26 del 12-06-2008

27 questa notiziola mi ha fatto ripensare ad Any Rand... la "filosofa" dell egoismo e incensatrice di eroici industriali di cui Anto linka poco sopra: i protagonisti sembrerebbero proprio un paio di anarcoliberali di destra un po' sfortunati...(mai quanto il rumeno comunque) sicuramente egoisti e in quanto titolari di una ditta di trasporti anche un po' eroici imprenditori. Un po' mi ha fatto pensare anche al film Fargo...chissà che casino se le parti in causa fossero state invertite! http://www.repubblica.it/2008/06/sezioni/cronaca/verona-carbonizzato/verona-carbonizzato/verona-carbonizzato.html

» postato da katy alle 11:13 del 13-06-2008

28 OT on «questa notiziola mi ha fatto ripensare ad Any Rand... la "filosofa" dell egoismo e incensatrice di eroici industriali di cui Anto linka poco sopra: i protagonisti sembrerebbero proprio un paio di anarcoliberali di destra un po' sfortunati...(mai quanto il rumeno comunque) sicuramente egoisti e in quanto titolari di una ditta di trasporti anche un po' eroici imprenditori. Un po' mi ha fatto pensare anche al film Fargo...chissà che casino se le parti in causa fossero state invertite! » Non credo sia facile trovare le parole per commentare una cosa simile. Rischierò la retorica, ma non mi stupisco affatto che la notizia sia stata silenziata dalla stampa. Che Bel Paese! X OT off

» postato da X alle 14:40 del 13-06-2008

29 «questa notiziola mi ha fatto ripensare ad Any Rand... » :shock: ma..ma..ma cosa c'entra?? « 1 L'uomo deve scegliere i suoi valori e le sue azioni tramite la ragione; 2 L'individuo è dotato di un diritto di esistere fine a se stesso, che non prevede né il sacrificio di sé stesso a beneficio degli altri, né il sacrificio di nessun altro a suo vantaggio; 3 Nessuno ha il diritto di esigere il rispetto dei propri valori da parte di altri tramite la forza fisica, o di imporre idee agli altri tramite la forza fisica »

» postato da l'Anto alle 15:29 del 13-06-2008

30 Tornando IT... « « 1 L'uomo deve scegliere i suoi valori e le sue azioni tramite la ragione; 2 L'individuo è dotato di un diritto di esistere fine a se stesso, che non prevede né il sacrificio di sé stesso a beneficio degli altri, né il sacrificio di nessun altro a suo vantaggio; 3 Nessuno ha il diritto di esigere il rispetto dei propri valori da parte di altri tramite la forza fisica, o di imporre idee agli altri tramite la forza fisica »» Tu hai perfettamente ragione, Anto. Probabilmente le idee della Rand rispecchiavano una volontà di libertà da costrizioni e da tutto il resto, anche come conseguenza delle traversie personali vissute dalla sua famiglia. Ma il passo dall'anarcocapitalismo all'anarcofeudalesimo è davvero troppo breve. Questo perché l'anarcocapitalismo non ha lo stesso coraggio dell'anarchismo di sinistra nel riconoscere la centralità della dignità umana nel sistema delle cose, ma finisce sempre per subordinare la dimensione umana al concetto di mercato. Questo, come dimostrano le iniziative della Rand Corporation, l'istituzione che ha partorito alcuni dei più agguerriti teorici del pensiero neocon, comporta una difficile traduzione dell'ideale di benessere allargato alle masse. Al contrario, finisce all'atto pratico per avvantaggiare sempre una minoranza (quella più intraprendente e meno scrupolosa, inutile citare le tappe della storia recente). Non conosco tutti i risvolti degli studi critici che sono stati dedicati a RAH, ma da quello che ho letto (di suo, oppure su di lui) mi sembra accostabile all'area libertaria e, allo stesso tempo, nel suo atteggiamento emerge anche quel fascino pionieristico per la frontiera, vissuta come un'opportunità di selezione, di riscatto e completamento individuale più che collettivo. Questo idealismo aiuta a rendermelo simpatico. Ma talvolta un eccesso di convinzione incrina il mio rapporto di fiducia nell'autore. Ciao! X

» postato da X alle 17:37 del 13-06-2008

31 « Ma il passo dall'anarcocapitalismo all'anarcofeudalesimo è davvero troppo breve.» simile al passo tra marxismo e stalinismo? sono d'accordo. «..emerge anche quel fascino pionieristico per la frontiera, vissuta come un'opportunità di selezione, di riscatto e completamento individuale più che collettivo. » uhm...pionieristico e individuale? questo sì che è un ossimoro :) Non sono d'accordo, X. In RAH l'individuo lavora per il gruppo, il gruppo lavora per l'individuo. Quando c'è un conflitto, l'individuo tende ad allontanarsi dal branco, ma per andare a formare un branco proprio. Esattamente come pensa la Rand. L'eroe di RAH e Rand è il Gabbiano Jonathan Livingston. Vero che a volte l'individuo non è psicologicamente preparato a difendersi dal gruppo reazionario, come si racconta nella storia di Friday.

» postato da l'Anto alle 19:21 del 13-06-2008

32 «« Ma il passo dall'anarcocapitalismo all'anarcofeudalesimo è davvero troppo breve.» simile al passo tra marxismo e stalinismo?» Esatto. « uhm...pionieristico e individuale? questo sì che è un ossimoro :) » Uhm... Perché? «L'eroe di RAH e Rand è il Gabbiano Jonathan Livingston.» Non ho avuto il piacere... :roll: «Vero che a volte l'individuo non è psicologicamente preparato a difendersi dal gruppo reazionario, come si racconta nella storia di Friday.» Appunto. Io non credo che Heinlein fosse un reazionario. Ma la fiducia concentrata solo in poche figure è, dal mio punto di vista, moralmente discutibile... Probabilmente è per questo che continuo a preferire la Fanteria alla Chiesa di Tutti i Mondi... :wink: X

» postato da X alle 23:10 del 13-06-2008

33 «« uhm...pionieristico e individuale? questo sì che è un ossimoro :) » Uhm... Perché? » perchè il pioniere è "chi per primo si dedica con coraggio e abnegazione a nuove scoperte o ricerche per aprire agli altri nuove terre, nuove vie, nuovi metodi di studio" (questo è lo Zingarelli). Il "pioniere" di Heinlein in particolare, vedi LL, è colui che è pronto a rinunciare ai progetti nel caso il gruppo decida di non seguirlo. «Appunto. Io non credo che Heinlein fosse un reazionario. Ma la fiducia concentrata solo in poche figure è, dal mio punto di vista, moralmente discutibile... Probabilmente è per questo che continuo a preferire la Fanteria alla Chiesa di Tutti i Mondi... :wink: » Poche figure in Straniero? non mi pare: alla fine della storia, dopo la discorporazione di Mike, la CAW è composta da un grosso gruppo consolidato che continua ad incamerare nuovi membri. Forse ciò che si può considerare "di destra", o almeno "moralmente discutibile" se inquadrato da una prospettiva sinistrorsa, è la selezione per l'arruolamento, fondamentale in entrambi i libri. Nulla di ideologico però, solo la pura e semplice realtà dei fatti.

» postato da l'Anto alle 00:27 del 14-06-2008

34 «Poche figure in Straniero? non mi pare: alla fine della storia, dopo la discorporazione di Mike, la CAW è composta da un grosso gruppo consolidato che continua ad incamerare nuovi membri. Forse ciò che si può considerare "di destra", o almeno "moralmente discutibile" se inquadrato da una prospettiva sinistrorsa, è la selezione per l'arruolamento, fondamentale in entrambi i libri. Nulla di ideologico però, solo la pura e semplice realtà dei fatti.» E lo slancio messianico? Il bisogno di figure profetiche, investite di una missione superiore, è quello che traspare da SIASL. L'introduzione alla dottrina passa attraverso un ciclo di iniziazioni che sono l'antitesi del processo di conoscenza che dovrebbe portare a una verità scientificamente intesa. Anche la condivisione della Verità è secondo me un concetto ambiguo che si presta a equivoci: non va condiviso il sapere (o almeno non solo), ma soprattutto gli strumenti (tecnici e critici) per verificarlo. Il coinvolgimento delle masse nella rivoluzione, per come la intendo io, deve passare attraverso il risveglio dell'attitudine critica di ogni singolo individuo. Non è una cosa che si possa groccare e basta, tutti contenti. Per questo ST mi convince di più. Non c'è metafisica, solo la responsabilizzazione che deriva da uno stato di emergenza permanente. Sono due romanzi che si svolgono su piani molto diversi. L'uno richiede al lettore una sospensione dell'incredulità molto più forte rispetto all'altro (per non parlare del diverso obiettivo con cui vennero scritti, l'uno come espressione di una vocazione letteraria - a quanto pare - e l'altro con un orientamento, se non pedagogico almeno edificante, rivolto ai più giovani). E in entrambi i casi, come stiamo vedendo, il messaggio che filtra non è univoco. Segno questo della complessità di RAH, ma anche di un limite indiscutibile che gli impedisce di assurgere a una dimensione veramente universale (nel senso di universalmente e univocamente riconosciuta). IMHO, s'intende. X

» postato da X alle 01:03 del 14-06-2008

35 «E lo slancio messianico? Il bisogno di figure profetiche, investite di una missione superiore, è quello che traspare da SIASL. L'introduzione alla dottrina passa attraverso un ciclo di iniziazioni ...» ma no, al contrario! Mike non è un messia, e solo chi capisce questo raggiunge il Nido: quando impari il marziano diventi pian piano come lui. Mike trasmette sì le tecniche: non racconta balle, non inventa miti. Insegna il come-si-fa, come da tradizione pagana. Le iniziazioni sono un proforma, rituali necessari alla gente "comune", la gente che vuole il Messia, il misticismo, la Messa della domenica mattina o la riunione del giovedì sera. E' la gente che viene lasciata nel mucchio: non allontanata, solo tenuta all'asilo, perchè ognuno ha un proprio posto nel mondo. Ho avuto di recente un scambio di opinioni con Technmancer che vorrebbe spiegare scientificamente la magia, mentre gli spiegavo che scienza e magia parlano un linguaggio diverso e ancora c'è troppa poca gente che parla abbastanza bene i due linguaggi da poter tradurre da uno all'altro. Ecco, mi sembra che l'apprendimento del marziano sia l'espediente che RAH usa per creare un linguaggio comune. « Non è una cosa che si possa groccare e basta, tutti contenti.» "groccare e basta" è lapalissiano: "groccare" significa avere in mano "il tutto". Oltre il groccare non c'è null'altro. « L'uno richiede al lettore una sospensione dell'incredulità molto più forte rispetto all'altro » forse da parte tua. Da parte mia è più facile capire la meccanica della discorporazione che il funzionamento delle tute. Questo perchè conosco la magia meglio di quanto conosca la fisica. «(per non parlare del diverso obiettivo con cui vennero scritti, l'uno come espressione di una vocazione letteraria - a quanto pare - e l'altro con un orientamento, se non pedagogico almeno edificante, rivolto ai più giovani).» Non dimenticare che ST gli fu commissionato, e che il risultato non fu apprezzato dallo sponsor. «Segno questo della complessità di RAH, ma anche di un limite indiscutibile che gli impedisce di assurgere a una dimensione veramente universale (nel senso di universalmente e univocamente riconosciuta). » secondo me questo non l'ha mai fatto nessuno ;)

» postato da l'Anto alle 11:25 del 14-06-2008

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