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Slevin - Patto Criminale

NOIR, Lucky number Slevin, U.S.A., 2006 - regia di Paul McGuigan - scritto da Jason Smilovic - con Josh Hartnett, Ben Kingsley, Morgan Freeman, Bruce Willis, Lucy Liu, Stanley Tucci - durata: 110 minuti - distribuito da Moviemax - giudizio: ottimo

Opera prima dello sceneggiatore Jason Smilovic e primo film apparso in Italia del regista Paul McGuigan nonchè apripista ad una stagione cinematografica che riapre dopo la pausa estiva, Slevin — Patto Criminale soddisferà appieno gli appassionati del noir.

Tutti coloro che hanno sentito dentro di sè la voglia di applaudire per I Soliti Sospetti e The Inside Man non potranno non farlo anche stavolta.

Si tratta di un meccanismo ben congegnato e ovviamente zeppo di colpi di scena ma con un pizzico di "Tarantinismo" in più. La nota originale è che dentro le battute dei protagonisti si trova quel "chatting" tipico dei film di Quentin Tarantino, mescolato ad un' ironia che strappa risate insospettate anche a persone insospettabili in sala.

La regia è molto libera, e usa i canoni del montaggio in stretta relazione alla storia, ammiccando e insinuando che "succede qualcosa ma ve lo spieghiamo dopo".

Per quanto nascosto bene nella sceneggiatura, il gioco in realtà è abbastanza scoperto, ma il piacere dello spettatore è proprio nel lasciarsi giocare e giocare con trama, regia e attori.

Josh Hartnett è assolutamente "in palla" e prosegue a scrollarsi l'aria di solo bello da dosso per assumere un maggior spessore con tinte noir divertite come già era stato in Sin City (dov'era il killer senza nome).

Bruce Willis si avvicina sempre più ad una maturità bogartiana, e Lucy Liu sconvolge alcuni dei suoi clichè di mora / orientale / bollente a favore di una vicina di casa deliziosamente invadente mentre Stanley Tucci caratterizza un poliziotto dalle mille sorprese.

Ecco la storia.

Morgan Freeman e Sir Ben Kingsley, con una recitazione misuratissima, sono due boss della mala newyorkese che si fronteggiano dai propri superattici dopo aver cercato di eliminarsi a vicenda vent'anni prima, e coinvolgono in una vendetta trasversale Josh Hartnett scambiato per un loro creditore rovinatosi giocando ai cavalli.

Ma poi... ci fermiamo.

Solitamente film del genere li definisco "derivati da uno stato di grazia", e non può essere diversamente, visto il cast e il risultato.

Anche se... sono stato indeciso sul votare tre o quattro stelle perchè la sequenza finale è un po' troppo buonista per il resto del film.

A mio giudizio: peccato.

Insomma non solo andate a vederlo, ma quando esce il DVD compratelo e mettetelo nel vostro scaffale dedicato al noir.

Autore: Arturo Fabra - Data: 25 agosto 2006

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Commenti

1 Un film ben confezionato, con tutte le sue cosine a posto, ma nulla di impressionante. Per fortuna la prevedibilità della trama e la linearità del montaggio sono compensate da una forma estremamente piacevole e curata nei dettagli, per molti versi patinata, come se si trattasse di una storia sospesa nell’immaginazione, quasi un sogno dove, per quanto vivide possano essere le scene, manca sempre la componente materiale. Se non altro mi è piaciuto per questo, anche se non gli darei 4 stelle e sicuramente lo metterei al di sotto di Inside Man, che ho trovato assolutamente superlativo.

» postato da hwi noree alle 22:55 del 03-09-2006

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