Io sono il Numero Quattro

FANTASCIENZA, I am Number Four, Usa, 2011 - regia di DJ Caruso - scritto da Alfred Gough & Miles Millar e Marti Noxon - con Alex Pettyfer, Timothy Olyphant, Teresa Palmer, Dianna Agron, Kevin Durand - durata: 110 minuti - distribuito da Walt Disney Motion Pictures Studios - giudizio: discreto

Guardando Io sono il Numero Quattro non si riesce a scacciare la spiacevole impressione di avere di fronte il tentativo alchemico di un grande studio Hollywoodiano come la DreamWorks alla sua prima volta distribuita da Disney di dare vita ad una nuova saga cinematografica che fonda insieme gli elementi presenti in Twilight come una storia d'amore tra 'diversi' e un'ambientazione pre-superoi come quella di Smallville.

Non è, dunque, una sorpresa scoprire che gli sceneggiatori vengono proprio da Smallville e da quell'antenato di Twilight che era la serie televisiva Buffy di cui, in un certo senso, Io sono il Numero Quattro restituisce una certa eco, soprattutto, perché sembra essere un film plasmato in un'epoca sospesa tra gli anni Ottanta e Novanta di cui richiama più volte alcune suggestioni tra horror, fantascienza e amori giovanili molto casti.

 

Ispirato dal romanzo scritto dalla coppia di scrittori che si cela sotto il nome di Pittacus Lore, Io sono il Numero Quattro racconta di nove bambini alieni nascosti sul nostro pianeta anni addietro, che noi incontriamo adolescenti. 

O meglio qualcuno lo vediamo ammazzato da misteriosi extraterrestri cattivi, mentre un altro, quel numero quattro, eroe 'eponimo' di questo film, lo conosciamo mentre si trova in fuga e di lui apprendiamo la storia, le esperienze e le speranze.

Rifugiatosi, infatti, in una cittadina rurale del Midwest, il ragazzo insieme al guerriero che lo protegge e si finge suo padre, tesse una storia d'amore adolescenziale con una compagna di scuola, per cui non esiterà a esporsi, rivelando inopinatamente la sua vera identità a causa di alcuni superpoteri e diventando così un facile bersaglio per i secolari nemici della sua razza.

 

Visto e considerato come una sorta di moderno "Superman meets the X Men", Io sono il Numero Quattro nonostante alcune ingenuità e una certa modestia di idee di fondo, risulta divertente perché destinato al pubblico di adolescenti che sono anche i protagonisti della storia.

Prodotto da Michael Bay e diretto dal veterano del thriller commerciale DJ Caruso, il film ha molti momenti buoni e di grande intrattenimento. Peccato che in un'ottica produttiva complessiva questo sia ridotto forzosamente a diventare un primo capitolo di una possibile trilogia e la storia, di fatto, si conclude senza rivelare il senso ultimo della narrazione.

Problema di sceneggiatura? Sinceramente non lo crediamo. Semmai, la difficoltà è quella di lanciare un prodotto commerciale che a differenza di Twilight non fa dell'autoconclusività dei singoli capitoli una priorità, lasciando, invece, troppi nodi che nemmeno la voce off finale riesce a sciogliere.

Gli ingredienti, poi, sono, in maniera un po' imbarazzante troppo simili a tanto cinema già visto al punto da scomodare perfino Dragonball...

 

Ben diretto ed interpretato da ragazzi in gamba sebbene non eccelsi, il film, richiama lo stesso pattern produttivo di Tron con l'unica differenza di non dovere avere a che fare con una storia originale e con personaggi già stabiliti: azione, amore, ma mai sesso, musica rock, qualche scazzottata e cattivi che si rivelano, poi, per essere dei bravi ragazzi sono gli ingredienti di questo cinema SciFi depotenziato e normalizzato dove nessuno fuma, beve o peggio ancora soffre e s'arrabbia davvero.

In questo senso le potenzialità di questa pellicola dove alle volte si muore, ma si ha anche l'impressione di vedere anche un'anima assurta nello spazio siderale, sono limitate all'essere un prodotto adolescenziale figlio di un'estetica da videoclip e di una fantascienza che sembra più il Bignami di X-Files, che il tentativo per qualcosa di nuovo e interessante sebbene nato nel reame del cinema commerciale.

Un vero peccato per una storia non banale e nemmeno cafona come tanti film visti di recente che avrebbe potuto riservarci qualche sorpresa. 

 

Un risultato  che sarebbe stato meglio raggiungere senza dovere attendere gli eventuali capitoli successivi: un'eventuale trilogia così sviluppata rischierebbe di risultare davvero stiracchiata se non arricchita di elementi più forti in grado di rendere coesa e particolarmente interessante una storia che vista così sembra più un collage molto curato che uno sforzo creativo autonomo. 

Io sono il Numero Quattro, dunque, è un film prevedibile e marcatamente commerciale, pensato per i giovani, ma anche fatalmente ridotto a un prodotto di largo consumo e dal fascino limitato, nonostante le buone intenzioni e potenzialità di partenza.

Autore: Marco Spagnoli - Data: 16 febbraio 2011

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Commenti

1 Ho finito il romanzo da poco. Non penso sia nemmeno il caso di spenderci due parole. "Dimenticabile" credo basti. Il film.. vedremo, ma le premesse non sono esaltati.

» postato da Botolo alle 20:03 del 23-02-2011

2 «Ho finito il romanzo da poco. Non penso sia nemmeno il caso di spenderci due parole. "Dimenticabile" credo basti. Il film.. vedremo, ma le premesse non sono esaltati.» stavo per prenderlo allettata dagli sconti... però mi semrava molto Teen lascio stare, allora...

» postato da Jirel alle 00:32 del 24-02-2011

3 ««Ho finito il romanzo da poco. Non penso sia nemmeno il caso di spenderci due parole. "Dimenticabile" credo basti. Il film.. vedremo, ma le premesse non sono esaltati.» stavo per prenderlo allettata dagli sconti... però mi semrava molto Teen lascio stare, allora...» Troppo teen. Il protagonista, il tutore, il bullo, il secchione simpatico e in fondo coraggioso, l'ex cheerleader, i cattivoni cattivoni senza morale (e spessore). Due palle grosse così. Speravo nel finale, ma nada.

» postato da Botolo alle 23:29 del 26-02-2011

4 Ordunque questo è un film di fantascienza, ovvio (tratto da un libro), ed è un teen movie, un film di e per ragazzi. I protagonisti sono tutti fighi e belli (tranne i cattivi, che sono dei bei mostri); davanti alle premesse di un disastro, io invece mi sono divertito. Il film dà esattamente ciò che promette: azione, adrenalina, ragazzi che vanno al liceo (dove naturalmente c'è il bullo, la sua compagnia, lo sfigato che le prende, la ex del bullo che si innamora del nuovo arrivato....tutti i clichè, non manca nulla), effetti speciali (buoni). Ma perché funziona? Oddio, poi alla fine do 6, non è che sia un capolavoro. Ma funziona perché parla del tipo che comincia a sviluppare i poteri. E da che mondo è mondo, questo è il momento topico. Vedi Spiderman: il primo film è quello dove scopre i poteri, gli altri sono routine, del tipo "dobbiamo inventarci qualcosa, qualcosa ci inventeremo". Ecco perché ora rifanno pure Spiderman, partendo dall'inizio. Perché è quello il momento determinante, il resto (spesso) è soap opera. Anche qua abbiamo il ragazzino che scopre, e noi con lui, che può fare un sacco di figate, e la cosa prende abbastanza. Gli attori, tranne uno, mi erano sconosciuti: sono abbastanza cagneschi, nel recitare, ma funzionali al film. Il ritmo è sostenuto e insomma sto film lo salvo. Esagerata la critica nel massacrarlo, neanche fosse un tripudio di scoregge, tipo i film campioni di incasso in Italia (per dire). Non è costato neanche tantissimo ed è andato tutto sommato bene, al botteghino, tanto che non è improbabile che esca un seguito, dato anche il finale del film molto aperto.

» postato da Tobanis alle 17:12 del 20-12-2011

5 E' stato l'unico libro regalato che ho barattato. Dimenticabile per chi ha più di 16 anni (ma anche meno)... Ne ho fatto una recensione sul mio blog, la riporto qui perché so che siete pigri :-) Un aspetto positivo c'è... solo uno. Cioè è breve e scorrevole. 370 pagine, ma non si sentono. Ma la parte positiva è tutta qui. La storia in sé è abbastanza banale, nulla che non si sia già visto in libri migliori, ed in più è scritta in modo piuttosto scialbo. L'uso della prima persona al presente è irritante. I dialoghi sono banali ma ancor più banali e piatte sono le situazioni; come reagireste se il vostro fidanzato/a vi dicesse di essere un alieno? L'eroina non fa una piega. Per non parlare degli assurdi storici e delle contraddizioni interne, che dimostrano una scarsissima attenzione e cura nella stesura del testo: il popolo Lorien insegnò all'umanità l'uso del fuoco, ma ciò accadde ben prima che avesse acquisito il viaggio interstellare. Probabilmente si tratta di un libro destinato ad un pubblico giovane, e per questo possiamo scusare alcuni aspetti. Per questo non ho dato solo una stellina, e per il fatto che, come detto, il libro non è pesante e dura poco. Di contro, la brutta sorpresa è che il finale del libro minaccia di essere il primo di una serie. Spero almeno si tratti di un buon prodotto editoriale - si, prodotto. Conclusione: se avete più di quindici anni lasciate perdere. Se siete in età, ma avete un'alta aspettativa, lasciate perdere.

» postato da HappyCactus alle 17:24 del 20-12-2011

6 visto da pochissimo, concordo col Tobanis... :P

» postato da Jirel alle 17:27 del 20-12-2011

7 c'è un secondo di questo film???? grz lo stesso cmq bellissimo film mi è piaciuto molto

» postato da (eros terry) alle 17:18 del 18-02-2012

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