Il Mondo dei Replicanti

FANTASCIENZA, The Surrogates, Usa, 2009 - regia di Jonathan Mostow - scritto da Michael Ferris, John D.Brancato - con Bruce Willis, Radha Mitchell, Rosamund Pike, James Cromwell - durata: 88 minuti - distribuito da Walt Disney Motion Pictures Studios - giudizio: ottimo

Un mondo perfetto. Le strade sono piene di uomini e donne alti, bellissimi, senza difetti, che camminano guardando sempre avanti. In metropolitana domina un grande silenzio. Tutti sono seduti composti e nessuno scambia una parola. Le città sono tranquille, luminose, pulite e il tasso della criminalità è caduto del 94%. Un luogo meraviglioso che pur assomigliando alla realtà di Matrix non è una proiezione della nostra mente, bensì uno spazio fisico che è il risultato di una visione differente del modo di essere umani. Un posto fantastico dove stare a differenza di quei bassifondi sporchi e un po' schifosetti dove vivono gli  umani 'dissidenti': le ‘riserve’ presenti in tutti gli Stati Uniti dove le persone seguono gli insegnamenti del misterioso 'Profeta' che predica l'odio contro le macchine che hanno sostituito progressivamente e definitivamente gli uomini nella loro vita quotidiana.

 

Tutto procede bene e nel migliore dei modi per l'umanità, quando — un giorno — il figlio dell'inventore dei cosiddetti 'Surrogati' viene ucciso in discoteca, colpito da un'arma nuova e segreta. Un oggetto che, teoricamente, non dovrebbe esistere e che eppure c'è, minacciando seriamente la sicurezza del cosiddetto 'principio di surrogazione' che fino a quel momento non aveva mai messo a rischio l'incolumità fisica di chi opera questi Avatar in un mondo non troppo diverso da quello dei Sims o della realtà di Second Life. Chi impugna quell'arma letale può non solo distruggere l'automa, ma anche uccidere l'essere umano che lo sta guidando comodamente da casa, anche a centinaia di chilometri di distanza.

 

Ad indagare sono due agenti dell'FBI interpretati rispettivamente da Bruce Willis e Radha Mitchell, che si troveranno ad avere a che fare con qualcosa di molto più grande di loro: un complotto per mettere fine al Mondo dei Replicanti dove si trovano, peraltro piacevolmente, a vivere.

 

Ispirato alla graphic novel di Robert Venditti e Brett Weldele, scritto non a caso dagli autori degli ultimi due Terminator e di Catwoman, Michael Ferris e John D. Brancato, il film diretto da Jonathan Mostow, pur restando saldamente nei confini del cinema commerciale, rappresenta una sorpresa intrigante e interessante, in virtù della sua intelligenza stilistica e narrativa in grado di combinare le suggestioni del grande cinema di fantascienza ad istanze sociali molto rilevanti nella nostra società contemporanea.

 

Da un lato, infatti, c'è la paura di vivere diventata ormai insostenibile:  è proprio  per evitare questa,  che uomini e donne hanno iniziato a condurre la propria esistenza attraverso delle macchine cui sono collegati costantemente in quasi tutte le fasi della loro giornata. Perfino l'esercito combatte attraverso questi robot tanto sicuri da non mettere mai a rischio la vita del soldato.

 

Il mondo, almeno quello Occidentale, ricco, opulento e terrorizzato è diventato tutto virtuale e, quindi, su questi automi riversa tutte le proprie ansie ed inquietudini: una sorta di chirurgia estetica portata al parossismo diventata la chiave per plasmare esseri che ci assomigliano, ma che — a differenza nostra rimasti ad imbruttirci in canottiera e pigiama su un lettino — vivono una vita senza limiti e dove non c'è più alcuna paura o inibizione. C’è la legge, ovviamente, ma perché infrangerla se tutto quello che desideriamo è, in fondo, alla nostra portata?

 

Noi restiamo a casa e siamo sempre in tempo al lavoro dove il nostro 'alter ego' è rimasto 'in carica'.

 

In questo senso, pur lontano dagli orizzonti del cinema d'autore, Mostow riprende le suggestioni di film come Blade Runner, Matrix, Terminator distillandole in qualcosa di nuovo e decisamente più semplice, ma — paradossalmente — non meno efficace.

 

Pur in una prospettiva postmoderna, limitata ulteriormente dalla distribuzione della Disney che consente solo un accenno a determinati temi — in una sequenza casalinga i Surrogati si sparano una sorta di droga elettronica... — Il Mondo dei Replicanti è un ottimo spunto di riflessione su temi molto attuali e su come la realtà virtuale, il vivere attraverso degli Avatar, costituisca qualcosa di molto vicino alla droga o comunque all'ennesima via di fuga da una realtà che ci spaventa.

 

Un costante stato di vita sotto sedativi, attraverso macchine che ci permettono, come in un videogioco, upgrade fantastici in termini atletici e di bellezza.

 

In questo senso l'Agente dell'FBI interpretato da Bruce Willis è un antieroe perfetto, perché per indagare sul caso di omicidio deve prima riuscire a fronteggiare i propri demoni personali e a guardare in faccia una moglie che vive nella stanza a fianco alla sua, ma che non vede davvero da anni.

 

Il film, pur raccontando una storia molto semplice e non priva di colpi di scena, apre spunti di riflessione rilevanti e interessanti, offerti in una chiave sexy e glamour fatta più di sostanza che di effetti speciali e, soprattutto, opera in uno spazio narrativo che sebbene costituisca una variazione sul tema, comunica qualcosa di più forte e significativo dello spettatore rispetto a film spettacolari, ma così poco intelligenti.

 

Il piano umano e personale di questo racconto così universale, cattura l'attenzione del pubblico che pur sospendendo la risposta a tante domande non del tutto risolte, rimane piacevolmente colpito dal vedere come in un film hollywoodiano, almeno in superficie, si affronta uno dei temi che da millenni tocca l'umanità ovvero quello dell'identità. Mentre i Surrogati sono bellissimi, gli esseri umani restano trascurati e flaccidi a conquistare le soddisfazioni per interposta ‘persona’.  Esendo i robot una proiezione del nostro io, un calvo grassone nella realtà umana diventa una bionda mozzafiato in quella dei Surrogati, così come un bianco un po' nerd, può scegliere di trasformarsi in un aitante afroamericano.

 

In questo senso, pur nella sua completezza e semplicità narrativa, Il Mondo dei Replicanti è un film riuscito, non solo per quello che si vede sullo schermo, ma per gli scenari che apre e per tutte le domande che ci poniamo tornando a casa dove, ad aspettarci, c'è la nostra vita senza alternative non cruente a quella di essere vissuta.   

Autore: Marco Spagnoli - Data: 23 dicembre 2009

Altre recensioni di Il Mondo dei Replicanti

Recensioni di altri film di Jonathan Mostow

Il Mondo dei Replicanti : dai il tuo voto

Voti dei lettori

14 voti ricevuti

Il tuo voto

seleziona il voto e clicca


Vota questa recensione

Voti dei lettori

12 voti ricevuti

Il tuo voto

seleziona il voto e clicca


Commenti

1 Lo tengo d'occhio da un pò questo film, non ho trovato la versione anglofona e non ho viaggi in programma, quindi aspetterò l'uscita nostrana. 8/1/2010

» postato da L01CYL8 alle 14:31 del 23-12-2009

2 ehm....è normale che in Firefox lo stile della intro dell'articolo si propaghi a tutto il resto della pagina...? :D il font è tutto rosso fino al footer!!!!!! XD

» postato da yliharma alle 15:37 del 23-12-2009

3 Ah, c'è anche la Mitchell. Brava. Mi piace.

» postato da Sergio Donato alle 16:59 del 23-12-2009

4 Questo film sembra molto interessante! :wink: «Ah, c'è anche la Mitchell. Brava. Mi piace.» Anche a me. Molto. Bella e brava. In Pitch Black mi ero proprio "innamorato" di lei... :wink:

» postato da senji alle 11:24 del 24-12-2009

5 Secondo me è un film da due, tre stelline al massimo. Parte da ottime premesse per continuare in modo scialbo.

» postato da Botolo alle 09:21 del 27-12-2009

6 l'idea è bella,è quel genere di fantascienza che ha come pionieri matrix.poi Cameron ma in effetti è un po scialbo. non dimentichiamo che è della Disney.

» postato da branko61 alle 09:58 del 29-12-2009

7 concordo ... mi e' parso scialbo veramente, l'idea dei facebook ambulanti si poteva sfruttare meglio, in piu Willis sembra fuori posto, mezzo addormentato e confuso per tutto il film (l'hanno sedato? non e' da lui..)

» postato da Giobatta65 alle 13:22 del 05-01-2010

8 Io ho preso la graphic novel da cui è tratto (the surrogates) e devo dire che mi è piaciuta davvero tanto ottime tavole e clima noir non so se Willis saprà "incarnare" con successo il ruolo del protagonista comuqnue per tributo al bel romanzo grafico...andrò a vedere anche il film

» postato da crazy diamond alle 13:55 del 08-01-2010

9 Che pessimo titolo gli han dato in italiano :?

» postato da Botolo alle 17:39 del 08-01-2010

10 Visto anchio, tutto sommato mi piaciuto ma mi aspettavo decisamente di più. La trama è interessante però i colpi di scena abbastanza annunciati e non c'è minima traccia di story-line secondarie. Infatti il film non arriva nemmeno ai canonici 90 minuti.

» postato da (Ivan. fab) alle 23:31 del 08-01-2010

11 concordo il titolo italiano non rende per nulla, e poi la Dick ci puo' denunciare tutti!!! :-)

» postato da Giobatta65 alle 17:07 del 10-01-2010

12 visto! l'ho trovato carino, molto godibile!

» postato da Jabbafar alle 08:11 del 12-01-2010

13 Visto l'altra sera. Tutto sommato un film carino. Però Bruce Willis è davvero inguardabile con quel terrificante ciuffo biondo :shock: ...è tornato a essere familiare solo quando hanno cominciato a picchiarlo un po' :wink: La trama era abbastanza prevedibile ma, come si commentava all'uscita del cine, credo sia una conseguenza del fatto che guardiamo/leggiamo questa roba da troppi anni... :D

» postato da Sashan alle 23:01 del 15-01-2010

14 Bel film, divertente e ben realizzato, idea non originalissima, ma magari ce ne fossero al giro di film così. Bruce Willis sa fare solo due espressioni, ma come le fa lui in pochi ci riescono: l'ho trovato molto bene in parte. concordo con le quattro stelle della recensione!

» postato da . alle 00:39 del 23-02-2010

15 L'ho visto stasera: veramente un bel film di fantascienza, ottimo Bruce Willis e soprattutto bella la storia. :ok:

» postato da Micronaut alle 01:24 del 08-09-2011

16 Rivisto qualche sera fa. Quando lo vidi al cinema lo sottovalutai. Godibile.

» postato da Kobol77 alle 14:14 del 08-09-2011

Puoi continuare la discussione sul forum

Commenta questo articolo

Sei già registrato?
Inserisci DelosID e password

Hai dimenticato la password?

Registrati ora!

Non sei registrato?
Inserisci nome, cognome e email

Il commento verrà inserito anche nel forum di questo sito. L'indirizzo email à obbligatorio ma non sarà pubblicato né memorizzato. Commenti anonimi o con nomi falsi saranno cancellati.