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ritorno al futuro

Cuocete a fuoco lento una dose di paradossi temporali, mescolate con due manciate di scienziato matto, un pizzico d'azione e una spruzzata di effetti speciali; mescolate piano aggiungendo citazioni cinematografiche e parodie western, non dimenticando un sapiente
condimento a base di satira sulla provincia americana. Guarnite
il tutto con una generosa manciata di umorismo scoppiettante,
e servite infine caldo in tavola. Avrete un successo. Nome del piatto: Ritorno al Futuro. Ancora oggi, con i suoi seguiti, il più riuscito film di fantascienza incentrato sui viaggi nel tempo
la scheda del film
| Titolo | Ritorno al Futuro (Back to the Future) |
| Anno di produzione | 1985 |
| Personaggi e interpreti | Marty MacFly: Michael J. Fox Emmet "Doc" Brown: Christopher Lloyd Laureen MacFly: Lea Thompson |
| Regista | Robert Zemeckis |
| Produttore Esecutivo | Steven Spielberg |
| Sceneggiatura | Robert Zemeckis e Bob Gale |
| Effetti speciali | Industrial Light & Magic |
| Direttore della fotografia | Dean Cundey |
| Musiche | Alan Silvestri, John Williams |
la teoria
Narrare la trama e descrivere i personaggi di Ritorno al Futuro non è lo scopo
di quest'articolo. La saga cinematografica firmata da Robert Zemeckis è talmente famosa
da rendere un simile compito poco interessante, se non addirittura inutile.
Si andrà invece alla ricerca dell'idea
di fondo, sviscerando la sceneggiatura per comprendere la teoria
dei viaggi temporali su cui essa si basa. Andremo anche in caccia
degli spunti che gli sceneggiatori hanno lasciato in penombra,
dei fili sciolti nella trama, delle incongruenze (apparenti o
reali). E tenteremo infine di andar oltre, estrapolando ciò
su cui gli sceneggiatori hanno taciuto, usando l'immaginazione
per ipotizzare le conseguenze cui la teoria conduce. Ma procediamo
con ordine:
 - La macchina del tempo. Emmett "Doc" Brown,
il geniale e squinternato cultore di tutte le scienze,
come egli stesso si definisce, costruisce la sua macchina del
tempo impiantando il cuore del sistema, ovvero il misterioso
Flusso Canalizzatore, sul telaio di un'automobile sportiva, l'elegante
e futuribile DeLorean. Se la macchina del tempo del romanzo omonimo
di H.G.Wells aveva l'aspetto di una bicicletta, il veicolo di
Doc Brown è, a tutti gli effetti, la prima quattroruote
temporale: funziona a benzina, dispone di un normalissimo
motore a scoppio (almeno per i suoi spostamenti spaziali), deve
raggiungere le 88 miglia orarie (circa 140 Km/h) per potersi muovere
nel tempo. Il trasferimento da un'epoca all'altra (che agli occhi
dei passeggeri avviene istantaneamente), si accompagna a manifestazioni
elettriche e luminose: mentre nel tempo di partenza l'automobile
scompare lasciando dietro di sé una scia di fuoco, nel
tempo di arrivo essa compare incorniciata da lampi e con la carrozzeria
ricoperta di ghiaccio. Ma la trovata più originale (e in
qualche modo dissacrante) di Zemeckis ci viene mostrata nel terzo
capitolo della saga, ove il regista americano si toglie la soddisfazione
di esibire una strabiliante macchina del tempo su rotaie, l'imprevedibilissimo
e fascinoso treno temporale.
- La fonte di energia. Viaggiare avanti e indietro per
il tempo impone un enorme impiego di energia. E' questo un punto
in cui la teoria di Ritorno al Futuro paga il tributo
alla letteratura "classica" sull'argomento. Dall'asimoviano
La fine dell'Eternità all'Heinleniano Un gran
bel futuro, in tante famose opere di SF il viaggio temporale
implica una violazione del normale flusso entropico e delle Leggi
della Termodinamica. Dunque, detto in soldoni, "costa".
Ecco quindi come il Flusso Canalizzatore, per attivarsi, abbia
bisogno di un impulso di energia dell'ordine del GigaWatt. Tale
energia viene fornita, nella prima pellicola della saga, da barre
di Plutonio di contrabbando (destinate a terroristi libici) e
successivamente dalla scarica di un fulmine. Ma già nel
secondo film Doc Brown risolve il problema dotando la DeLorean
di un micro-impianto di Fusione Nucleare (simpaticamente battezzato
Mr. Fusion) che è possibile alimentare addirittura
con spazzatura (il passaggio dalle barre di plutonio alle bucce
di banana è di una comicità devastante!).
- I paradossi. Tutta la vicenda del primo film della
saga, in definitiva, è riconducibile al ben noto paradosso
del viaggiatore temporale che torna indietro nel tempo e uccide
il proprio nonno. Il protagonista del film, Marty MacFly, catapultato
trent'anni indietro nel passato, inavvertitamente impedisce ai
propri genitori di incontrarsi, innescando così una catena
di eventi che minacciano di cancellare la sua stessa esistenza.
Come affronta Zemeckis il tema del paradosso? Analizziamo gli
eventi della pellicola: Marty torna indietro con la macchina del
tempo (evento A), e interferisce nella vita dei propri genitori
(evento B). I futuri coniugi MacFly non si conosceranno e dunque
non si sposeranno (evento C cancellato). Di conseguenza, la nascita
di Marty (evento D) non potrà avvenire. Marty è
destinato a scomparire. Ma quando? Dopo l'evento B vediamo Marty
aggirarsi ancora vivo e vegeto nella HillValley degli anni '50.
Solo a distanza di qualche giorno egli comincia a sentire gli
effetti del cambiamento (le foto dei suoi fratelli maggiori scompaiono,
il suo corpo comincia a svanire, ecc.). La teoria suggerita, dunque,
è la seguente: provocare variazioni nel passato equivale
a scuotere il tessuto temporale; dopo un breve periodo di transizione,
il tessuto si assesta in una nuova configurazione, e tutto ciò
che non si accorda con essa svanisce. Marty non viene cancellato
all'evento B (ovvero quando ha compiuto la variazione), ma è
destinato a scomparire nell'istante B+T, con T = tempo di assestamento,
a meno a che egli non rimetta a posto la sequenza storica degli
eventi (impresa che riuscirà rocambolescamente a compiere).
Abbiamo conferma di questa ipotesi in "Ritorno al Futuro
2". Il Beef del 2015 torna indietro nel 1955 e modifica il
passato, donando al suo alter-ego più giovane l'almanacco
dei risultati sportivi. Eppure, quando egli torna indietro nel
2015, ritrova il proprio tempo non modificato. Perché?
La spiegazione é che Beef riparte per il futuro quando
il tessuto temporale non si è ancora assestato nella nuova
configurazione. Se si fosse trattenuto nel 1955 ancora per qualche
giorno (superando il periodo di oscillazione T), avrebbe trovato
ad attenderlo il nuovo 2015. Il vecchio 2015, semplicemente,
sarebbe scomparso.
- Biforcazioni nel tempo. Obiezioni al punto precedente:
ma se Marty non è mai nato, come può essere tornato
indietro nel tempo? La domanda è sensata, e Zemeckis suggerisce,
per bocca di Doc Brown, la teoria delle biforcazioni temporali.
La modifica di un evento nel passato genera una frattura nella
sequenza originaria. Ogni possibile azione identifica due
futuri alternativi: uno in cui tale azione non è stata
compiuta, e l'altro dove invece si è verificata. Un microsecondo
prima dell'evento B esistono due mondi possibili: nel primo i
genitori di Marty si sono incontrati e lui è nato, nel
secondo non si sono mai conosciuti. Marty, ovviamente, proviene
dal futuro del primo mondo. Dopo l'evento B, l'unico mondo possibile
diventa il secondo. E dopo il periodo T di assestamento, il primo
mondo cessa di esistere (tranne che nei ricordi di Marty). La
sequenza temporale ridiventa unica, e Marty scompare. Ma scompare
dall'istante B+T, non prima. L'evento modifica il futuro, com'è
ovvio, non il proprio passato: non potrebbe farlo. Nella nuova
sequenza Marty non esisterà e non tornerà indietro
nel passato. Ma non ce n'è bisogno: nel passato (prima
di B+T) Marty c'era, e tanto basta. Il paradosso è superato.
- La sequenza originale. La teoria della biforcazione,
come abbiamo visto, comporta la presenza di più linee temporali
parallele, che si suddividono l'una dall'altra a partire dall'evento
chiave. Verifichiamo tale teoria applicandola al finale del primo
film. Dopo essere riuscito a rimettere insieme i propri genitori
nel 1955, Marty riparte per il proprio tempo a bordo della DeLorean
(utilizzando un fulmine per attivare il Flusso Canalizzatore).
Volendo però salvare dai terroristi libici il suo amico
Doc, egli programma la macchina del tempo per giungere qualche
minuto prima della sua partenza, in modo da essere in grado di
cambiare gli eventi. Ha così modo di assistere alla scena
di sé stesso che parte verso il passato. Ma... é
veramente così? Quella che vede è la sua
sequenza temporale? E' la sequenza originaria? Vale a dire: all'inizio
del film, quando sale la prima volta a bordo della DeLorean, c'era
già un altro Marty, tornato dal passato, che lo osservava
nell'ombra? Zemeckis fornisce un piccolo indizio per risolvere
l'enigma, giocando con la memoria degli spettatori così
come le sequenze temporali giocano con la memoria dei protagonisti...
Nella prima scena del film, il luogo dove Marty e Doc si danno
appuntamento è un parcheggio chiamato Twin Pine Mall.
Quando la DeLorean si materializza nel 1955, però, abbatte
un giovane alberello (tra la furia del proprietario del campo),
uno dei due pini destinato a dare il nome al luogo. Nella scena
finale del film, l'azione torna nel parcheggio incriminato, ma
questa volta l'insegna stradale recita Lone Pine Mall!
Non è più lo stesso luogo. O meglio, lo è,
ma in due sequenze temporali diverse.
Conclusione: la sequenza originaria, quella da cui proviene Marty,
prevede due pini nel parcheggio, un solo Marty nella scena,
e un Doc Brown ucciso dai terroristi libici. Ma questa sequenza
viene cancellata dalle azioni di Marty nel 1955, e rimarrà
reale solo nei ricordi del ragazzo. Nel 1985 alternativo, cui
Marty torna, ci sono due Marty MacFly nel parcheggio, un
solo pino, e Doc Brown ha indosso un giubbotto antiproiettile
e la lettera scritta da Marty nel 1955, con cui il ragazzo lo
avvertiva del pericolo. Emmett Brown, mandando il suo giovane
amico nel passato, non si è veramente salvato la vita.
Lui è morto davvero. Ma ha permesso la creazione di una
realtà alternativa in cui il suo "doppio" potesse
sopravvivere.
il futuribile quotidiano...
Il 2015 presentatoci da Zemeckis è forse un po' troppo
azzardato, eccessivamente futuribile per realizzarsi solo a
vent'anni da oggi. Però contiene estrapolazioni decisamente
interessanti: vediamole in dettaglio.
L'innovazione più appariscente, è ovvio, sono le
autostrade aeree, intasate di veicoli volanti e strombazzanti
per la gioia degli automobilisti americani (le cui abitudini non
sono affatto cambiate). Poi ci sono gli abiti individuali: autopulenti,
autoasciuganti, autoadattantisi alla taglia dell'individuo che
li indossa: le scarpe ai piedi del figlio scemo di Marty sono
strabilianti, e c'è da chiedersi come mai la Nike
(sponsor occulto?) non le abbia ancora commercializzate, magari
propagandandole come "Le Scarpe di Ritorno al Futuro".
E ancora sono degni di nota i giocattoli (mitici gli hover-skate),
gli ologrammi pubblicitari, l'high-tech in casa e in cucina.
La società della provincia americana, nel 2015, è
cambiata solo superficialmente, questo per dar modo a Zemeckis
di affondare la sua critica come un coltello. Il capo non si chiama
più Smith ma Sakamoto, ma il concetto di fondo, la legge
non scritta, non è mutata: fare più soldi possibile
più in fretta possibile, azzannando chiunque ci sbarri
la strada e non fidandosi neppure dei propri amici (anche sui
parenti è meglio non contar troppo).
La "chicca" di questo futuro, però, è
il Café 80, il locale ove il figlio di Marty ha
appuntamento col nipote di Beef e la sua banda. Si tratta di una
caffetteria pensata per ricreare l'atmosfera degli anni '80, il
che significa camerieri virtuali con il volto di Reagan
e di Khomeini,
i videogiochi a gettone, e soprattutto una serie di teleschermi
dietro il bancone, su ognuno dei quali scorrono le immagini di un telefilm
in voga negli anni '80. Tra questi, la citazione più gustosa:
alle spalle di Marty, per pochi secondi, si intravede una sequenza
di Casa Keaton, la celeberrima situation-comedy il cui
protagonista era lo stesso Michael J. Fox.
...e il quotidiano nel passato
Altrettando interessante, l'affresco di vita americana nell'anno
1955 e nell'anno 1885. Qui la satira di costume di Zemeckis si
scatena, facendo piazza pulita dei luoghi comuni e regalandoci
autentiche perle d'umorismo.
La prima trovata geniale riguarda i discorsi elettorali dei candidati
a sindaco. Nelle prime scene del film un furgoncino dotato d'altoparlanti
diffonde la voce del sindaco di HillValley del 1985 che promette
mari e monti per la sua rielezione. Spostatasi l'azione nel 1955,
sentiamo un'altra propaganda per le elezioni comunali... Ma il
discorso è esattamente uguale! Parola per parola, compreso
"E' ora di cambiare" e tutti gli altri slogan di repertorio!
La fraseologia e le promesse da marinaio dei politici vincono
il tempo!
Altra invenzione rutilante, lo sbeffeggiamento della moda dei
vestiti firmati. Marty, che da bravo ragazzo middle-class americano
veste "paninaro", nel 1955 viene subito ribattezzato
Levi Strauss.
- Perché mi chiamate così? - chiede perplesso Marty.
- Come perché? - ribattono gli indigeni - Hai il tuo nome
su tutti i vestiti. Persino sulle mutande!
Il 1885, poi, è semplicemente straordinario nella sua paradossale
eppure realistica quotidianità. Nessun western, per esempio,
ci aveva mai spiegato perché la gente dell'Ovest bevesse
alcolici "torcibudella" perfino a colazione. Avevamo
bisogno di un film di fantascienza per capire cosa fosse l'acqua
potabile nelle grandi pianure. Quella specie di sboba marroncina
che persino i cavalli rifuggono fa piazza pulita di ogni ingenuità
sulla vita "pulita e naturale" esistente prima di quella civiltà
tecnologica che tanto disprezziamo a parole.
E poi la sporcizia, la polvere, montagne di letame ovunque, i
pionieri del Grande Sogno Americano che neppure parlavano la lingua
del Paese che grazie a loro stava nascendo... Ritorno al Futuro
ci offre un quadro brutale, desolante, eppure mille volte più
fascinoso delle atmosfere romantiche delle tante "Case nella
Prateria" e dei tanti "Spaghetti Western"
(Sergio
Leone viene comunque citato con grande rispetto).
Infine, sono da apprezzare le citazioni fantascientifiche. Gli
stupefatti contadini del 1955, al cospetto della futuribile DeLorean,
non la riconoscono come automobile. Unica cosa cui essi riescono
a paragonarla, i dischi volanti sulle copertine delle riviste
"pulp" tanto in voga in quegli anni. Dell'immaginario
fantascientifico del 1955 si serve anche Marty per convincere
il padre (o meglio, colui che diverrà suo padre) a collaborare.
Introdottosi nella sua camera in piena notte, Marty mette alle
orecchie di George le cuffie del walkman sparato a tutto volume
su un nastro di Heavy-Metal, e con una tuta ignifuga indosso gli
intima: - Sono Darth Vader! Se non farai ciò che ti
dico, ti friggerò il cervello!
Povero George? Sarà, ma grazie a questa esperienza, il
tapino diverrà da adulto un rinomato scrittore di fantascienza.
seguiamo i fili sciolti...
La teoria delle biforcazioni risolve davvero tutto? Qualche incongruenza,
qualche passaggio dubbio può ancora essere trovato. Esempio:
nel secondo film della saga Marty e Doc, partiti dal 2015, si
ritrovano nel 1985 alternativo, quello prodotto dall'interferenza
di Beef. Perché? Supponiamo che il flusso temporale si
fosse già assestato sulla sequenza alternativa. In tal
caso, anche il 2015 avrebbe dovuto essere modificato (e non lo
era). Se, invece, il periodo di oscillazione non era ancora terminato
(come sembra dimostrare il ritorno di Beef, vedi sopra), i nostri
due eroi avrebbero dovuto rientrare nella loro sequenza.
Forse che il cambiamento si propaga attraverso le epoche a una
velocità finita? Ovvero, il cambiamento era giunto al 1985,
ma non ancora al 2015? Questa può essere una spiegazione,
ma la vicenda resta in ombra.
Ancora: chi inventa realmente la macchina del tempo? Nella
sequenza originaria, Doc indubbiamente ci arrivava da solo. Dopo
le innumerevoli interferenze, la paternità della invenzione
non è più così sicura. Il Doc del 1955 capisce
che il viaggio nel tempo è possibile proprio a causa della
presenza di Marty. Di più, egli ha modo di esaminare in
dettaglio il Flusso Canalizzatore, opera del suo alter-ego del
futuro. Dopo l'esame, egli farà certo poco sforzo a "reinventare"
ciò che sa di aver già inventato.
Infine: perché Doc ha sempre fretta? Con DeLorean a sua
disposizione, Emmett Brown dovrebbe avere tutto il tempo del mondo
a sua disposizione. Perché allora si agita inquieto come
avesse sempre una pistola puntata alla tempia? Perché,
ad esempio, costringe Marty a seguirlo all'istante nel 2015, portando
con sé anche la fidanzata, adducendo la misera scusa (per
lui doppiamente ridicola) che "non c'è tempo da perdere"?
...e vediamo dove ci portano
Se tiriamo le somme delle precedenti obiezioni, giungiamo ad alcune
conclusioni piuttosto interessanti, che vanno anche oltre la pellicola
di Zemeckis. Ecco la prima: se mai sarà inventata una macchina
del tempo, nessuno ne sarà il padre. Essa si "creerà"
da sola. Detto così suona folle, è vero, ma basta
pensare all'inversione nella sequenza causa-effetto per convincersene.
E, del resto, la stessa conclusione si trova anche nei due romanzi
di fantascienza già citati. Nell'asimoviano La fine
dell'Eternità, la teoria matematica su cui è
basato il viaggio nel tempo porta la firma di un oscuro matematico,
una figura quasi leggendaria, che alla fine si scopre essere un
uomo del futuro fuggito nel passato portando con sé le
formule in questione. E ancora, nel racconto Un gran bel futuro
di Robert Heinlein, la macchina del tempo si trova nell'anno 10000,
mentre il protagosta vive nel ventesimo secolo. Come può
il protagonista impadronirsene, oltre l'abisso dei secoli? Sembra
un problema insolubile (la capra, il cavolo e il lupo devono attraversare
il fiume, ma la barca è sull'altra riva). Eppure, la soluzione
è semplice: qualcuno manda la macchina del tempo nel ventesimo
secolo, il protagonista ci sale e si ritrova nell'anno 10000.
Ma chi ha mandato la macchina? Semplice: lui stesso, non appena
arrivato nel futuro. Si è tirato su tirandosi dai propri
stivali (by his bootstraps, come recita il titolo originale
della novella)
Ancora: Emmett "Doc" Brown sa molte più cose
di quelle che dice a Marty, e quando strilla di aver fretta lo
fa soltanto per spingere il giovane amico a seguirlo senza far
domande.
Indizi, fili sciolti, frasi lasciate a metà, battute pronunciate
senza scopo apparente... Tutto fa pensare che Doc abbia un quadro
preciso degli avvenimenti che dovranno accadere, e che faccia
di tutto per manipolare Marty e gli altri in modo che ciascuno
di loro reciti il proprio ruolo nello schema degli eventi. Non
dimentichiamoci che nel 1955 Doc ottiene molte informazioni sul
futuro (soprattutto sul proprio). Nel primo e soprattutto nel
secondo film della saga il Doc del 1955 viene a conoscere praticamente
tutto ciò che egli ha fatto nei successivi trent'anni (comprese
le peripezie nel 1985 alternativo di Beef, l'incidente che lo
porta nel 1885, ecc.)
Da quel giorno, egli non farà altro che dirigere gli eventi
in modo che si accordino con ciò che gli è stato
raccontato da Marty. Forse lo fa inconsciamente, forse è
terrorizzato dall'idea di provocare altri paradossi, ma tale è
il suo scopo. Per questo coinvolge Jennifer nel viaggio al 2015,
per questo lascia incustodita la DeLorean permettendo che Beef
la usi, per questo in definitiva non sfrutta mai l'illimitato
potere che la macchina del tempo gli offre. Altro che il Grande
Almanacco Sportivo! Doc, letteralmente, con quella macchina
potrebbe fare Tutto Ciò Che Vuole. Invece, pretende di
usarla solo per impedire che il figlio di Marty vada in galera.
Assolutamente non credibile.
Non per questo possiamo pensare che Doc sia un personaggio negativo.
Se ogni uomo ha il diritto di pianificare il proprio futuro, Doc
ha ben il diritto di pianificare il proprio passato.
frasi famose
La comicità della saga di Ritorno al Futuro verte in buona
percentuale sui dialoghi, intelligenti e scoppiettanti, e sulle
battute fulminanti tra i protagonisti. Forse non sono frasi destinate
a passare alla Storia, ma fanno ormai certamente parte della mitologia
cinematografica. Presentare una carrellata delle battute più
famose è il modo migliore per concludere questo articolo.
Eccole a voi.
- Ehi tu, porco, toglile le mani di dosso! - George MacFly
a Beef.
- Dove andiamo noi non c'è bisogno di strade! -
Doc a Marty.
- Il Delfino ci ha unito! - George a Laureen.
- Pesante? Perché usate sempre questo termine? Avete
problemi con la forza di gravità, nel futuro? - Doc
a Marty.
-Sono tornato. Sono tornato dal futuro! - Marty a Doc.
- Ora basta, Marty! Sembri mia madre! - Laureen a Marty.
-Se Reagan è presidente, chi è VicePresidente,
Jerry Lewis? - Doc a Marty.
- Nonna, come la idrati tu la pizza, non la idrata nessuno!
- figlia di Marty a Laureen.
- Dove hai imparato a sparare così, ragazzo? - un
cowboy - A Disneyland! - Marty.
- Cosa c'è, MacFly? Sei un fifone? - Beef e altri
a Marty.
- NIKE? Cos'è, un mocassino indiano? - alcuni cowboy
a Marty.
- Dopo aver risolto il mistero del Tempo, mi dedicherò
al secondo più grande mistero dell'universo: la donna!
- Doc tra sé.
-Cos'è questa, una rapina? - fuochista del treno
- No, è un esperimento scientifico! - Doc.
-I MacFly non hanno mai contato niente nella storia di HillValley!
- preside Skinner - Sì, ma... la Storia cambierà!
- Marty.

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