Guardando questo thriller di John Dahl autore di Rounders e Red Rock West non si può fare a meno di pensare a più illustri predecessori dopo i quali è difficile immaginare di girare una pellicola simile "facendola franca". Non basta, infatti, prendere Duel di Steven Spielnerg "contaminarlo" con So quello che hai fatto accentuandone il lato "giovanilistico" e quello on the road, per tirare fuori un film diverso, migliore o -- almeno -- interessante. Prevedibile se non nei singoli accadimenti, ma -- di certo -- nell'andamento complessivo Radiokiller narra la storia di uno studente del College che prima di andare a prendere la sua amata in un altro Stato, si carica il fratello piccolo delinquente appena uscito dal carcere. Ovviamente quest'ultimo lo mette nei guai regalandogli un baracchino C.B., e costringendolo via radio a fingere per gioco di essere una donna vogliosa di tenerezze da parte di un camionista allupato, ma -- per inciso - anche violento ed estremamente pericoloso.

Dopo, sono guai con tanto di persecuzione da parte dello psicopatico un po' Fantomas, un po' Hannibal Lecter in grado di sfuggire sempre e comunque alle forze dell'ordine e alle trappole che gli vengono tese.

Un film interessante dal punto di vista cinematografico, con qualche citazione degli horror movies del passato, ma sicuramente non in grado di affrontare adeguatamente un territorio abusato come quello del cinema legato alla mitologia della strada americana. Abbastanza inespressivi gli attori con l'eccezione di uno Steve Zahn non perfettamente, però, a suo agio in un ruolo con pochi margini espressivi in virtù di una sceneggiatura zoppicante.